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VIDEO│Polizia alla ricerca di almeno un'altra persona complice dell'agguato a Fondo Gesu': intanto due gli individui fermati In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Mercoledì, 23 Gennaio 2019 14:41

Al momento sono due le persone arrestate per la sparatoria a Fondo Gesù dello scorso 9 gennaio, ma se ne cerca almeno un’altra. Sarebbe l’autista dell’Alfa 159 di colore grigio chiaro da cui è uscito l’uomo armato di fucile che ha poi fatto fuoco tra la gente. Questa terza persona avrebbe partecipato al raid anche sparando dal finestrino dell’auto con una pistola. Il primo è stato identificato in Ferdinando La Forgia, 31 anni di Crotone, che è accusato di tentato omicidio; mentre il bersaglio sarebbe Mario Cimino, di 36 anni, crotonese, gestore dell’ortofrutta presa di mira e anche lui già in stato di fermo da alcuni giorni per detenzione illegale di arma clandestina. L’agguato sarebbe maturato a seguito di un pestaggio precedentemente subìto da un congiunto di Laforgia (il fratello Massimo). Sono queste le certezze che, al momento, gli inquirenti hanno in mano e che hanno permesso di fare parzialmente luce sul “far west” scatenatosi lo scorso 9 gennaio, intorno alle 13.30, nel popolare quartiere di Crotone. I dettagli sono stati forniti questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata nell’ufficio del questore Massimo Gambino, cui hanno preso parte anche il capo della Squadra Mobile, Nicola Lelario e il suo vice Antonio Concas.
arresti sparatoria fondo gesù cimino laforgiaEbbene, secondo quanto ricostruito dalle indagini, quel giorno sarebbe stato Ferdinando La Forgia a uscire dall’Alfa 159 armato di fucile e quindi a sparare verso una Fiat Panda di colore verde, parcheggiata di fronte il negozio di frutta di Mario Cimino, a bordo della quale c’erano due persone. Dal finestrino dell’Alfa, un'altra persona avrebbe fatto fuoco con una pistola. Quindici almeno i colpi esplosi che hanno colpito gli esercizi vicini e una terza autovettura parcheggiata nelle vicinanze. Le fasi concitate dell’agguato e quelle che lo precedono sono state ricostruite grazie alle telecamere del fruttivendolo e dell’autostazione dei Fratelli Romano. Nel filmato Cimino viene immortalato mentre impugna una pistola che nasconde nella cintola dei pantaloni mentre sfugge all’agguato. Secondo gli uomini della Mobile è l’arma di cui il padre ha provato a disfarsi il giorno successivo e per il cui possesso il è stato arrestato dopo che è stata rintracciata dai “segugi” della Questura. Determinante nelle indagini anche la testimonianza di un autista della ditta Romano.
lelario gambino concasLa furia di La Forgia sarebbe stata scatenata nei confronti di Cimino sarebbe stata generata da un pestaggio a danno del fratello, consumato qualche minuto prima (intorno alle 12.30). Tale ipotesi investigativa sarebbe supportata anche dal video divulgato dalla Questura in cui si vedono all’inizio uscire dal negozio di Cimino lui e altre persone (anche i due occupanti della Panda) armati di bastone. La Polizia sta cercando adesso di capire il motivo della “missione punitiva”. Non si sbilancia il capo della Mobile Lelario che nel corso della conferenza stampa, ha solo sottolineato come «l’ipotesi investigativa vada inquadrata in un contesto più ampio, che va ancora approfondito e che potrebbe riguardare, anche ma non solo, lo spaccio della droga».

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Gennaio 2019 15:02
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