Sabato, 28 Novembre 2020

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Proseguiranno le indagini sui lavori nel parco di Capocolonna: il gip respinge l'archiviazione

Posted On Mercoledì, 13 Aprile 2016 18:22 Scritto da

terme capocolonna2È stato depositato ieri il verbale del gip del Tribunale di Crotone Michele Ciociola con cui questi respinge l'archiviazione delle indagini sull'esposto presentato in merito ai lavori eseguiti nell'area archeologica di Capocolonna. A richiamare l'intervento della Procura pitagorica il 15 gennaio 2015 era stata Teodolinda Monte a nome dell'associazione "Gettini di Vitalba" per indagare su eventuali danni provocati ai reperti archeologici nel mentre si eseguivano i lavori del progetto: "SPA 2.4 - Capocolonna: ampliamento delle conoscenze della realtà archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate alla luce". Il Gip ha accolto ieri l'opposizione rispetto alla richiesta di archiviazione presentata dai due legali dell'associazione Fabrizio Meo e Virgin Pri-Abelle. Il giudice Ciociola, contestualmente, ha fornito inoltre ulteriori 3 mesi di indagini per fare chiarezza su quanto accaduto tra il 2014 e il 2015 nell'area archeologica.

 

Le contestazioni riguardano due interventi localizzati nel cuore del parco archeologico di Capo Colonna: «la sistemazione del sagrato antistante la Chiesa della Madonna di Capo Colonna, avvenuto mediante la stesura di una pavimentazione in cotto riquadrata da lastre in materiale lapideo” posate su un massetto di conglomerato cementizio armato con rete elettrosaldata»; e la «copertura dei mosaici presenti in due stanze dell’edificio romano delle terme ottenuta mediante una tettoia in acciaio». Per quest'ultimo intervento si trattava di costruire una struttura rettangolare di poco meno di metri 10 per 20 metri, ancorata al suolo mediante tre plinti su pali per ciascun lato corto, posti a distanza regolare fra loro. Proprio tali plinti avrebbero procurato secondo Teodolinda Monte danni ai resti dell'edificio termale che sormonta.
 

terme capocolonnaLe associazioni Gettini di Vitalba assieme Sette Soli con una lettera a firma di Linda Monte scive che a nome «di tanti liberi cittadini che hanno condiviso e condividono con noi il sentimento di riprovazione per “maltrattamenti” nei confronti dei beni culturali di questa città e di un luogo caro alla comunità cittadina ed al mondo della cultura di tutto il Paese, qual è Capo Colonna, considerano la decisione del giudice di proseguimento dell’indagine, una tappa importante. Fare luce su quel che è accaduto all’area termale, a suo tempo e tempestivamente denunciato – fin dal 2014 - ad ogni settore ministeriale e dunque alla Procura, restituisce a tutti valore, dignità, fiducia, in ogni caso».

 

«Il cammino - commenta Monte - di restituzione e riconoscimento della nostra storia, è lungo e faticoso e giammai si dovrà considerarlo da qui in avanti, quale “vittoria” o trofeo per i singoli. La scrivente, svincolata da interessi di parte ha inteso ed intende insieme a cittadini sensibili ed attenti, difendere e avere cura dei beni di tutti e non essere nelle condizioni di cercare di tutelare il bene dello Stato, da articolazioni periferiche dello Stato, quanto meno disattente. Grazie - conclude - allo studio legale Meo e Prin Abell per la preziosa e gratuita assistenza».