Domenica, 27 Settembre 2020

CRONACA NEWS

capocolonna14È arrivato il sì della Corte dei conti per il Pon cultura: si tratta di 9 milioni di euro per beni archeologici calabresi tra cui figura anche il parco di Capocolonna. A riferirlo in una nota è il sottosegretario ai Beni culturali Dorina Bianchi. «È stato approvato anche dalla Corte dei Conti - spiega la sottosegretaria Bianchi - il decreto del ministro Franceschini con il quale vengono destinati più di 9 milioni di euro alla Regione Calabria per il Programma Pon Cultura. Ora i progetti devono solo essere messi bando».

 

Il sottosegretario ai Beni culturali e turismo Dorina Bianchi è intervenuta nel pomeriggio a un convegno sull'archeologia calabrese promosso dal Lions Club International al Parco Archeologico Scolacium di Catanzaro. Il sottosegretario ha snocciolato gli interventi previsti dal Pon Cultura: «Gli interventi previsti nel programma riguardano il Museo nazionale e area archeologica di Locriche sarà interessato da interventi di recupero e valorizzazione con messa in sicurezza della struttura esistente; i Museo e Parchi Archeologici Scolacium e di Capo Colonna, entrambi interessati da interventi di miglioramento della fruizione e riqualificazione energetica; il Museo archeologico nazionale della Sibaritide dove saranno realizzati nuovi allestimenti museali multimediali; il Parco Archeologico di Sibari con lavori di sistemazione dell'area esterna denominata Casa Bianca». Bianchi conclude: «In questi pochi mesi dal mio insediamento al Mibact, abbiamo portato a casa i primi risultati e mi auguro ce ne saranno molti altri in futuro».

 

 

 

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capocolonna14Pale eoliche anche a Capocolonna? Manca solo il parere del vincolo paesaggistico e, poi, la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) presentata al Comune di Crotone per la collocazione di tre pale, di 60 chilowatt di potenza, diventerà un dato di fatto. È un privato ad aver presentato al Comune la Scia per le tre pale nella zona Telegrafo, di località Prestica, la collina di fronte al parco archeologico che ospita la colonna. Se la Soprintendenza ai beni paesaggistici dovesse esprimere un parere favorevole i turisti che si recederanno a Capocolonna potranno godere dello spettacolo spettrale delle pale eoliche, che così faranno coppia con le piattaforme per l'estrazione del metano a mare.


La pratica, presentata qualche settimana fa, è stata in parte istruita e trattandosi di un territorio interessato dalla presenza di resti archeologici, anche la zona Telegrafo custodisce resti, l'Ufficio Urbanistico del Comune ha deciso di chiedere il parere alla Soprintendenza. Non siamo ancora di fronte alla richiesta di un parco eolico, ma nemmeno si può escludere che i proprietari dei terreni confinanti con quelli del progetto delle tre pale possano presentare altre Scia. È un classico che si parte con tre pale di potenza inferiore a quelle che si vedono dalla piazza di Crotone e, poi, una Scia dietro l'altra il progetto si arricchisce sino a dare vita ad un parco eolico di grandi dimensioni.

 

Si tratta di un escamotage utilizzato in molte realtà italiane. Se si presenta subito un progetto per la realizzazione di un parco eolico la procedura è complessa e richiede l'autorizzazione della Regione, ma se la proposta riguarda solo tre pale basta una semplice Scia presentata al Comune e l'autorizzazione si ottiene senza colpo ferire. È come chiedere di allargare una finestra di qualche centimetro. Le leggi vengono concepite anche per favorire chi è navigato e sa come trasformare un piccolo progetto in un grande business. Solo che questa volta l'idea non è quella di costruire pale eoliche sulle belle colline che circondano Crotone (la città è prigioniera di pale di ogni dimensione e potenza), ma nientemeno che a Capocolonna.

 

 

 

 

 

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dorina bianchi capocolonna«Al via rimozione cemento» poi «in arrivo altri fondi per il restauro di villa Sculco, mentre sono stati sospesi i lavori del villaggio a Punta Scifo». Ad annunciarlo, è il sottosegretario ai beni culturali e turismo, Dorina Bianchi. «A breve - informa la sottosegretaria - partiranno i lavori di restauro e restituzione alla fruizione dell'area archeologica di Capo Colonna, così come previsto nella perizia di variante predisposta dalla Soprintendenza della Calabria ed avallata dal segretariato regionale e dal Mibac. Sarà rimossa parte della copertura del piazzale antistante la chiesa, riportando a vista i resti delle fondazioni dell'edifìcio con doppio colonnato, peraltro contigui all'area archeologica già fruibile».

 

Ma le buone notizie per Capo Colonna non finiscono qui: «L'area archeologica di Capo Colonna è un bene di inestimabile valore storico e culturale per il quale abbiamo previsto un ulteriore finanziamento di 300 mila euro appena stanziato dalla direzione generale archeologia del ministero – spiega il sottosegretario Dorina Bianchi - che servirà per completare anche l'intervento su Casa Sculco espropriata e parte integrante dei lavori di restauro a Capo Colonna».

 

E aggiunge: «Come Ministero stiamo seguendo con particolare attenzione anche la vicenda legata al mega villaggio turistico progettato e realizzato limitatamente ad alcune delle piazzole di ancoraggio a terra dei relativi bungalows, in località punta Scifo, a poco più di un chilometro dall'area archeologica di Capo Colonna. Desidero, a tal proposito – conclude – tranquillizzare i cittadini sull'impegno a tutela e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. La direzione generale del Mibac ha disposto la sospensione dei lavori del complesso turistico, privo di autorizzazione paesaggistica, trovando peraltro piena condivisione nell'indirizzo seguito anche dalla Procura della Repubblica».

 

 

 

 

 

 

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degrado capocolonna collageI sei consiglieri che si riconoscono nell'area della "Prossima Crotone Flora" Sculco, Manuela Cimino, Fabio Lucente, Enrico Pedace, Gaetano Sorrentino e Antonio Fabio Trocino hanno scritto una lettera alle massime cariche istituzionali del territorio per segnala il «dissesto stradale e il degrado urbano nell'ambito del promontorio di Capo Colonna» in riferimento «alle strade provinciali e alle periferie cittadine».

 

«Correva l'anno 2011 - scrivono i sei consiglieri -, precisamente era il mese di dicembre quando iniziarono, e proseguirono poi negli anni in maniera incessante, le prime segnalazioni riguardanti una gravissima problematica che ancora oggi, a distanza di 5 anni, non trova soluzione alcuna e neppure l'ombra di rimedi provvisori. Si tratta del forte dissesto stradale nell'ambito del promontorio di Capo Colonna, con particolare attenzione alle arterie viarie che collegano la città di Crotone al promontorio, sia sul versante mare ossia approdando da viale Magna Grecia e sia sul versante terra, attraversando località Farina, tratto urbano quest'ultimo interessato da uno smottamento di terreno di elevatissima entità e privo di adeguata segnaletica».


«Per quanto concerne il primo tratto viario - annota la lettera -, ossia "Lungomare - Capo Colonna", ricordiamo che all'altezza del lido Atlantis, insiste ancora oggi, dal lontano 2011, un ulteriore smottamento di terreno sul lato mare che, oltre ad essere altamente pericoloso, non risulta neanche opportunamente segnalato. Tale situazione è ulteriormente aggravata dalla totale assenza di illuminazione e dalla mancanza di manutenzione ordinaria anche nei punti nevralgici per i conducenti che, precorrendo una via costituita da tornanti, hanno la visuale occlusa a causa dell'erba che cresce in maniera casuale presentando un paesaggio abbandonato e lasciato all'incuria».


«Per non parlare - aggiungono - del degrado che insiste sui siti di interesse archeologico e nei pressi del museo, altro fiore all'occhiello della nostra cultura oramai violata, offesa da coloro i quali evidentemente non credono o non hanno volontà di credere nella valorizzazione di un luogo che ha tutte le carte in regola per essere forte attrattiva per cittadini e visitatori. Si rammenta inoltre che siamo prossimi alla festività mariana, ricorrenza che ogni anno si svolge nella nostra città e che ogni anno vede migliaia di pellegrini percorrere le strade che conducono al suggestivo promontorio. Pertanto risulta ancora più urgente porre rimedio alle problematiche sopra esposte, fermo restando che non si tratta di interventi straordinari da mettere in pratica per "avvenimenti straordinari" ma di una prassi comune quindi di "ordinaria amministrazione"».


«Purtroppo - commentano amaro - in questi anni siamo stati abituati a ricevere ad ogni segnalazione, anche quella apparentemente più banale, un'unica risposta: "non ci sono risorse!" È realmente possibile che una pubblica amministrazione non abbia le risorse per la basilare cura dell'ordinario? In questo caso facciamo appello anche ai privati, in particolare alle banche, per far si che queste possano perlomeno contribuire alla realizzazione dell'illuminazione del promontorio Lacinio. Sulla scorta di quanto evidenziato per i tratti viari "Farina - Capo Colonna" e "Lungomare - Capo Colonna", ricordiamo che forse è giunta l'ora di predisporre un vero e proprio piano di manutenzione delle strade provinciali e delle periferie urbane, oggetto di dissesto e degrado, pessimo biglietto da visita per una città che vede nelle proprie risorse naturali, la sola possibilità di sviluppo. Occorre in primo luogo riacquistare la dignità in questi anni perduta».


«Concludiamo - scrivono - facendo presente che la città di Crotone si trova ad un passo dalla conquista di un grande sogno, ossia quello di vedere la propria squadra di calcio giocare in serie A. Non si tratta di una semplice constatazione riferita al mero raggiungimento di un traguardo sportivo bensì è una vera e propria riflessione su quanto, il raggiungimento di tale obiettivo, possa incidere sull'economia del territorio. Occorre però che la città sia in grado di "mettere in campo" tutte le azioni necessarie affinché "il mero traguardo sportivo" possa trasformarsi in una vera e propria opportunità di crescita. Anche su questo fronte - concludono - non vi è dubbio che la prima cosa da fare dovrà essere quella di restituire dignità alla città a partire dal decoro urbano; la città di Crotone ha il diritto di essere trasformata in ciò che merita: una ridente cittadina che affaccia sul mare, pronta a donare benessere agli abitanti che la vivono ma soprattutto, pronta a regalare qualità e accoglienza ai visitatori».

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terme capocolonna2È stato depositato ieri il verbale del gip del Tribunale di Crotone Michele Ciociola con cui questi respinge l'archiviazione delle indagini sull'esposto presentato in merito ai lavori eseguiti nell'area archeologica di Capocolonna. A richiamare l'intervento della Procura pitagorica il 15 gennaio 2015 era stata Teodolinda Monte a nome dell'associazione "Gettini di Vitalba" per indagare su eventuali danni provocati ai reperti archeologici nel mentre si eseguivano i lavori del progetto: "SPA 2.4 - Capocolonna: ampliamento delle conoscenze della realtà archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate alla luce". Il Gip ha accolto ieri l'opposizione rispetto alla richiesta di archiviazione presentata dai due legali dell'associazione Fabrizio Meo e Virgin Pri-Abelle. Il giudice Ciociola, contestualmente, ha fornito inoltre ulteriori 3 mesi di indagini per fare chiarezza su quanto accaduto tra il 2014 e il 2015 nell'area archeologica.

 

Le contestazioni riguardano due interventi localizzati nel cuore del parco archeologico di Capo Colonna: «la sistemazione del sagrato antistante la Chiesa della Madonna di Capo Colonna, avvenuto mediante la stesura di una pavimentazione in cotto riquadrata da lastre in materiale lapideo” posate su un massetto di conglomerato cementizio armato con rete elettrosaldata»; e la «copertura dei mosaici presenti in due stanze dell’edificio romano delle terme ottenuta mediante una tettoia in acciaio». Per quest'ultimo intervento si trattava di costruire una struttura rettangolare di poco meno di metri 10 per 20 metri, ancorata al suolo mediante tre plinti su pali per ciascun lato corto, posti a distanza regolare fra loro. Proprio tali plinti avrebbero procurato secondo Teodolinda Monte danni ai resti dell'edificio termale che sormonta.
 

terme capocolonnaLe associazioni Gettini di Vitalba assieme Sette Soli con una lettera a firma di Linda Monte scive che a nome «di tanti liberi cittadini che hanno condiviso e condividono con noi il sentimento di riprovazione per “maltrattamenti” nei confronti dei beni culturali di questa città e di un luogo caro alla comunità cittadina ed al mondo della cultura di tutto il Paese, qual è Capo Colonna, considerano la decisione del giudice di proseguimento dell’indagine, una tappa importante. Fare luce su quel che è accaduto all’area termale, a suo tempo e tempestivamente denunciato – fin dal 2014 - ad ogni settore ministeriale e dunque alla Procura, restituisce a tutti valore, dignità, fiducia, in ogni caso».

 

«Il cammino - commenta Monte - di restituzione e riconoscimento della nostra storia, è lungo e faticoso e giammai si dovrà considerarlo da qui in avanti, quale “vittoria” o trofeo per i singoli. La scrivente, svincolata da interessi di parte ha inteso ed intende insieme a cittadini sensibili ed attenti, difendere e avere cura dei beni di tutti e non essere nelle condizioni di cercare di tutelare il bene dello Stato, da articolazioni periferiche dello Stato, quanto meno disattente. Grazie - conclude - allo studio legale Meo e Prin Abell per la preziosa e gratuita assistenza».

 

 

 

 
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capocolonna12«Va messo al più presto sotto sorveglianza video il sito archeologico di Capo Colonna, patrimonio dei crotonesi e del mondo intero». Lo chiedono in un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, i deputati M5s Dalila Nesci, Federica Dieni, Paolo Parentela, insieme al senatore M5s Nicola Morra e a Ilario Sorgiovanni, candidato a sindaco per M5s al comune di Crotone. L'interrogazione dei 5 stelle consegue alla notizia stampa secondo cui il sito è frequentato da "tombaroli".

 

«Ancora una volta – continuano i parlamentari M5s – dobbiamo constatare l'ignoranza del governo italiano dinanzi alla cultura. Il sito archeologico non è sorvegliato a modo ed è quindi gravemente esposto a ladri e vandali». «Si vede che il ministro Franceschini – sottolineano i 5 stelle – è troppo preso dai suoi spot sugli ingressi record ai musei, piuttosto che dalla tutela dei siti archeologici calabresi». Dal canto suo, il candidato sindaco M5s, Ilario Sorgiovanni, sottolinea: «È arrivato il momento di fare un passo decisivo nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale di Crotone, partendo dalle responsabilità politiche locali. In Comune 5 stelle difenderà la bellezza del territorio».

«Il Movimento 5 stelle - concludono Nesci, Dieni, Morra, Parentela e Sorgiovanni - chiede risposte immediate al ministro Franceschini, invitandolo a non fare altre figuracce, come per la barbara cementificazione di Capo Colonna».

 

 

 

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