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Sabato, 20 Luglio 2024

CRONACA NEWS

tribunale crotoneIl gup presso il Tribunale di Crotone, Francesca Familiari, all’udienza del 29 marzo scorso, accogliendo la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato GiovanniEttore Sipoli, ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti di C. N., 39enne imprenditore di Casabona, accusato dei reati di molestie e stalking. Il procedimento penale era scaturito da una serie di denunce sporte, dal 2009 al 2013, da una coppia di coniugi del posto che dicevano di essere vittime di telefonate anonime, molestie e apprezzamenti volgari, sin dal mese di dicembre del 2008. L’uomo, a seguito delle denunce sporte presso i Carabinieri, era stato citato a giudizio per rispondere del reato di molestia e disturbo alla persona. Tuttavia, l’Ufficio di Procura, dopo l’audizione delle parti civili, rappresentate dall’avvocato P. Covelli, avvenuta dinnanzi al Tribunale di Crotone sezione Penale, nel corso dell’udienza 18 febbraio 2016, ha ritenuto di contestare al soggetto anche il reato, molto più grave, di atti persecutori facendo, in tal modo, regredire il processo. Nel procedimento, sia il sostituto procuratore della Repubblica, che la difesa delle parti civili, hanno insistito per il rinvio a giudizio, sottolineando come, dalle condotte attribuite all’imputato, fossero scaturiti mutamenti e peggioramenti delle condizioni di vita della coppia. La difesa dell’uomo, invece, ha sottolineato che dai tabulati telefonici acquisiti, nonché, dalle risultanze delle indagini difensive eseguite dal legale, emergeva un quadro indiziario frammentato, non idoneo a configurare il reato di stalking previsto dall’art. 612 bis c.p., inoltre, ha evidenziato la prescrizione del reato di molestie e la circostanza che in atti, non vi fosse un valido atto di querela delle parti.

 

 

 

 

 

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sequestro fabbricato casabona forestaleUn fabbricato irregolare in costruzione e' stato sequestrato dai Carabinieri forestali a Casabona, nel Crotonese. Il fabbricato era stato autorizzato con un permesso di costruire, risultato, pero', nel corso degli accertamenti, scaduto da diversi anni. Durante un servizio di controllo del territorio coordinati dal gruppo Carabinieri forestale di Crotone, i militari hanno accertato che l'edificio in corso di edificazione, aveva il permesso di costruire abbondante scaduto. Dopo le necessarie verifiche, eseguite dall'ufficio comunale competente, hanno preceduto al sequestro del manufatto. Allo stato attuale stavano per essere gettati i pilastri del primo piano fuori terra, armati su una platea di 10 metri. L'area su cui sorge il fabbricato rientra nella zona di protezione speciale Marchesato e fiume Neto dell'Unione Europea. La notizia del sequestro, avvenuto nei giorni scorsi, e' stata resa nota solo oggi in seguito alla convalida del sequestro disposta dall'Autorita' giudiziaria. Sono stati segnalati alla Procura di Crotone il committente e il costruttore.

 

 

 

 

 

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guardie ecozoofileLe guardie zoofile della vigilanza accademia Kronos sezione provinciale di Crotone, domenica 4 dicembre 2016, hanno rinvenuto nel territorio comunale di Casabona tre siti dove sono stati depositati illegalmente rifiuti speciali. Il tutto e' stato scoperto durante il solito controllo sul territorio della provincia di Crotone dal coordinatore provinciale insieme al nuovo coordinatore di distaccamento del comune di Casabona. Sui siti d'interesse venivano effettuati rilievi fotografici, al fine di inoltrare la segnalazione al sindaco del comune interessato per attivare la bonifica integrale dei luoghi interessati.

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incendio casabonaCASABONA - Il Corpo forestale dello Stato ha denunciato in stato di libertà un uomo accusato di avere provocato nel territorio di Casabona un incendio boschivo bruciando residui vegetali. Il fatto risale al 15 luglio scorso e le indagini condotte nel frattempo dal Corpo forestale hanno consentito di individuarne il responsabile, che é stato denunciato alla Procura della Repubblica di Crotone. L'incendio aveva distrutto 11 ettari di bosco e cinque di uliveto. Le fiamme avevano divorato anche un pick-up utilizzato per i lavori agricoli, un deposito di balle di fieno e danneggiato anche un fabbricato. Per lo spegnimento dell'incendio erano dovuti intervenire un autobotte ed un canadair, oltre al personale del Corpo forestale.

 

 

 

 

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vittoria madera internaA denunciarne la scomparsa furono i due figli che lanciarono un appello alla trasmissione 'Chi l'ha visto'. C'è una svolta, dopo 9 anni, nell'indagine sulla sparizione di Vittoria Madera, la donna genovese cinquantenne scomparsa il 29 ottobre del 2007. A essere indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere è il marito, Franco Settembrini. Il delitto sarebbe avvenuto nelle campagne di Casabona (Crotone), luogo di origine dei coniugi dove nei giorni scorsi sono state effettuate le ricerche del cadavere, senza esito. A dare un nuovo impulso alle indagini sarebbe stata una soffiata di un recluso ad un ispettore di polizia in servizio a Genova. Per gli inquirenti Franco Settembrini avrebbe ucciso e fatto sparire il cadavere della moglie (e la sua auto, una Matiz Daewoo blu) perchè la donna osteggiava il suo rapporto con una ventiquattrenne di Casabona di cui si era invaghito. La donna sarebbe partita a bordo della sua auto da Genova per raggiungere Casabona, per convincere il marito a tornare a casa. Ma da quel momento la donna e la sua auto spariscono. L'uomo, nel frattempo, non si preoccupa e torna a Sestri Ponente. È il 27 aprile dell'anno dopo, nel 2008, e lui partecipa a un matrimonio. Pochi giorni dopo la Matiz sparita nel nulla con la donna, riappare a Sestri posteggiata sotto le finestre di alcuni familiari del marito. Era uno dei casi irrisolti quello di Vittoria Madera. Madre di tre figli, 51 anni, abitava in via Calda, a Sestri. Come ogni anno, anche in quel 2007, la donna aveva trascorso le vacanze a Casabona. Vittoria era poi tornata a Genova, ma da sola. Settimane dopo era ritornata al Sud, aveva percorso più di 1.000 chilometri in macchina per andare a "riprendersi" il marito dopo aver scoperto che aveva una relazione con una ragazza molto più giovane. Quel giorno in paese l'avevano vista uscire con la sua Daewoo Matiz blu, ma la donna era sparita nel nulla, non aveva più fatto ritorno a casa. Ricerche in queste settimane sono state condotte anche nei campi di Casabona, dove era stata vista la vittima l'ultima volta, con le unità cinofile, però senza risultati.

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marijuana casabona collageCASABONA - I Carabinieri della Stazione di Casabona nella nottata del 5 marzo scorso hanno tratto in arresto Edison Sheshi, di 26 anni, cittadino albanese regolarmente residente nelle Marche, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Alle 23.30 circa, durante un posto di controllo nella centralissima via Roma di Casabona, la pattuglia della locale Stazione ha intimato l'alt ad una Bmw condotta da un cittadino albanese, in regola sia con i documenti di soggiorno, che con quelli relativi al mezzo. Tuttavia, un certo nervosismo ha tradito il conducente, inducendo i militari a procedere a una perquisizione prima personale, che ha dato esito negativo, e poi veicolare.

 

Al primo controllo nulla di anomalo era emerso se non l'insolita cifra di quasi 1.200 euro nel portafoglio dell'albanese, a suo dire risparmi da consegnare al fratello che vive da anni a Casabona. La situazione è continuata a non convincere i militari i quali, chiamati i rinforzi, hanno cominciato a perquisire l'autovettura con minuzia, tanto da rinvenire nel vano portabagagli, sotto la ruota di scorta una busta di cellophane con 2 kili e due grammi di marijuana. Immediatamente scattate le manette per il soggetto. I militari si sono quindi recavati a casa del fratello per effettuare un'ulteriore perquisizione che tuttavia ha dato esito negativo. Al termine delle operazioni, su disposizione del sostituto procuratore di turno, l'albanese è stato tradotto proprio nell'abitazione di Casabona in regime di arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida.

 

 

 

 

 

 

 

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