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Giovedì, 20 Giugno 2024

CRONACA NEWS

Continua la protesta contro i commissari Scura e Urbani per sollecitare la firma dell'autorizzazione del Marrelli Hospital, struttura sanitaria di Crotone. All'alba di oggi una delegazione del Comitato si e' introdotta nello stabile di via Buccarelli e ha rioccupato gli uffici del commissario Scura mentre fuori circa cento persone giunte in pullman da Crotone protestano con fischietti e cartelli contro il Commissario e il suo Vice Andrea Urbani.La richiesta del comitato e' arrivare prima possibile alla firma del decreto e scongiurare altri atti "discriminatori" come quelli che sono stati firmati in questi mesi a danno della struttura crotonese e a danno di tutto il territorio di appartenenza. Altri appuntamenti ed azioni di protesta continueranno nei giorni successivi tra Catanzaro e Crotone.

 

 

 

 

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bevilacqua domenico3Era il capo della comunità rom di Catanzaro Domenico Bevilacqua, detto "Toro seduto", l'uomo di 56 anni ucciso stamane in un agguato nel quartiere Aranceto del capoluogo calabrese. Bevilacqua stava passeggiando nei pressi di un'edicola della zona, dove vive una folta comunità rom e dove molto probabilmente si sentiva al sicuro, quando è stato avvicinato da due persone giunte a bordo di uno scooter che lo hanno colpito con alcune coltellate. Bevilacqua si è divincolato tentando la fuga, ma i sicari lo hanno raggiunto sparandogli alcuni colpi di pistola calibro 9 alla testa. Sette i bossoli repertati dalla scientifica. I due sicari subito dopo si sono allontanati mentre Bevilacqua veniva portato in ospedale. Le sue condizioni, però, sono apparse subito molto gravi e, nel giro di qualche ora, è passato dal coma alla morte. Sul luogo dell'omicidio è intervenuto il personale del Commissariato di polizia del quartiere Lido e della Squadra mobile di Catanzaro. Erano presenti anche i carabinieri. Vicino alla vittima è stata trovata una pistola. L'arma potrebbe appartenere a Bevilacqua, che potrebbe averla tirata fuori in un estremo tentativo di difesa, oppure potrebbe essere caduta ad uno dei due sicari. "Toro seduto", capo indiscusso della comunità rom del capoluogo di regione che ha proprio nel quartiere teatro dell'agguato una delle sue storiche roccaforti, era rimasto coinvolto in diverse inchieste della magistratura in qualità di presunto referente della 'ndrangheta nella gestione delle attività illegali, soprattutto droga e estorsioni, gestite in complicità con i rom nella zona sud della città di Catanzaro. Già nella primavera del 2005 l'uomo era sopravvissuto ad un altro agguato. In quella circostanza, Bevilacqua, che si trovava accanto alla propria automobile nella piazza centrale del quartiere Lido, rimase gravemente ferito. Qualcuno, a bordo di una vettura di passaggio, lo sorprese, mentre era in attesa davanti ad un bar, sparandogli contro alcuni colpi di fucile che lo raggiunsero in diverse parti del corpo e lo sfigurarono. Il tentato omicidio di dieci anni addietro venne inquadrato nell'ambito di un regolamento di conti tra cosche i cui interessi gravitavano nella zona sud di Catanzaro. Quella volta "Toro seduto" era riuscito a scampare alla morte. Dieci anni dopo, però, il capo dei rom di Catanzaro non è riuscito a sottrarsi alla vendetta di chi, evidentemente, non tollerava il suo potere criminale.

*Foto CatanzaroPost (http://www.catanzaro.corrieredeiduemari.it/)

 

 

 

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soakro7«Mercoledì 15 aprile 2015 sarà sciopero per l'intera giornata dei lavoratori della società in house Soakro Spa gestore unico per il Sistema idrico integrato nella provincia di Crotone». Lo annunciano in una nota i sindacati di categoria Filctem-Cgil, Fp-Cgil, Uiltec-Uil di Crotone. «Dopo mesi e mesi di pazienza - scrivono i sindacati - le lavoratrici e i lavoratori di Soakro lanciano il grido d'allarme: quali le garanzie per il Servizio idrico integrato nella provincia di Crotone e quali garanzie per il futuro lavorativo. Oltre allo sciopero di 8 ore di tutti i lavoratori tecnico-operativi e amministrativi-commerciali - rendono noto le tre sigle -, nella stessa giornata, è prevista una forte e massiccia manifestazione che si svolgerà in modo sicuramente pacifico, ma determinato presso la sede della giunta regionale a Catanzaro al fine di sollecitare un intervento fattivo e tempestivo del governatore della Calabria sul delicato e prioritario tema del Servizio idrico integrato nella nostra regione. Sono queste le decisioni - informa ancora il comunicato - assunte nella partecipata assemblea dei lavoratori svolta lo scorso 23 marzo u.s. in presenza delle Segreterie Territoriali Filctem Cgil FP Cgil e Uiltec Uil unitamente alle Rsu/Rsa. Saranno tutti i 114 lavoratori interessati dall'astensione dal lavoro che – assicurano i sindacati – sarà rigorosamente effettuata secondo le norme previste dalla n° 146/90 e n.83/2000 a tutela del diritto di sciopero e a tutela della sicurezza delle persone, della loro integrità, dell'ambiente circostante e delle emergenze. I motivi che hanno spinto i lavoratori a proclamare lo sciopero - spiegano le tre sigle - sono la profonda e preoccupante crisi che attanaglia la Soakro e i suoi lavoratori e l'assoluta mancanza di liquidità, che allo stato rischia, sotto l' indifferenza e l' inconsistenza del management aziendale e della politica tutta, di sprofondare in un pozzo senza ritorno con conseguenze drammatiche per la garanzia del servizio dell' acqua potabile e della depurazione per i cittadini di questa terra e per il mantenimento dei livelli occupazionali diretti e dell' indotto. Alla politica locale ricordiamo - proseguono - che attendiamo l'immediata convocazione della Conferenza dei sindaci in presenza della giunta provinciale per dar seguito ad impegni concreti per avviare il tanto atteso percorso per risollevare dalle secche una società che per conto delle Istituzioni dovrebbe garantire un diritto di cittadinanza qual è la fruibilità dell' acqua potabile. Ci batteremo - concludono - con tutte le nostre forze affinchè ciò avvenga: è per questo che abbiamo l'obbligo di tenere uniti tutti i lavoratori e la cittadinanza».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nei prossimi giorni le associazioni Confartigianato di Catanzaro e Crotone, guidate da Egidio Verduci e Carmine Corigliano, adotteranno un nuovo regolamento interno e il codice etico di Confartigianato Imprese nazionale a cui verra' aggiunto un nuovo articolo che diventera' indispensabile per possedere i requisiti necessari per essere a tutti gli effetti socio Confartigianato. «Un segnale importante - evidenziano Confartigianato Catanzaro e Crotone - ed un vero cambio di passo delle nostre associazioni che oltre a mettere in evidenza le capacita' imprenditoriali dei soci vogliono affidare loro una vera mission sociale, importante e strategica, per poter uscire da questa sperale malavitosa che non solo mortifica quotidianamente il lavoro di tanti piccoli imprenditori e artigiani ma crea un clima di depressione e demotivazione al sol pensare ai tanti fatti delittuosi, ove non bastasse la crisi conclamata che stiamo vivendo. Tanti piccoli operatori al sol pensiero di poter essere nel mirino della "ndrangheta", tante volte rinunciano a programmi di rilancio e innovazione. In sintesi il nuovo regolamento che verra' ratificato entro il mese di aprile dai Consigli direttivi di Catanzaro e Crotone, recita testualmente: gli imprenditori associati, artigiani, commercianti, imprenditori del turismo e dei servizi, che verranno rinviati a giudizio per reati di mafia o che non denunciano i casi di estorsione ed usura inerente le loro attivita' verranno fin da subito sospesi dall'associazione su deliberato insindacabile della giunta esecutiva».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CATANZARO - E' durato circa due ore l'incontro, a porte chiuse, tra il commissario straordinario per il Piano di rientro dal deficit sanitario Massimo Scura e i commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere della nominati lo scorso venerdì dal presidente della Regione, Mario Oliverio. All'incontro, convocato da Scura hanno partecipato Giuseppe Perri (Asp Catanzaro); Domenico Pingitore (Azienda Pugliese Ciaccio), Rosalba De Filippo (Ao Mater Domini), Gianfranco Filippelli (Asp Cosenza), Santo Gioffrè (Asp Reggio); Sergio Arena (Crotone); Ao di Cosenza William Auteri (Ao Cosenza) e Frank Benedetto (Ao di Reggio). «Il commissario Scura - ha detto, al termine della riunione, Domenico Pingitore - ha illustrato il metodo di lavoro che intende portare avanti. Un metodo che ha raccolto consenso. Si è trattato solo di una riunione interlocutoria, indetta per un primo contatto. Ognuno di noi, comunque, ha avuto la possibilità di esporre i problemi per quel poco che ci è stato possibile capire, dal momento che abbiamo preso servizio solo da qualche giorno. E' stato un momento importante ed abbiamo avuto modo di convenire sul metodo attraverso il quale il commissario intende impostare il lavoro e i rapporti che vuole intrattenere con le nostre strutture». Commento positivo a fine riunione anche dal commissario dell'Asp del capoluogo, Giuseppe Perri. «E' stata soprattutto - ha detto - una riunione importante ai fini della conoscenza reciproca. Il commissario si è riservato di studiare bene la situazione, ma sarebbe prematuro aggiungere qualsiasi altra cosa».

 

 

 

 

 

 

 

 

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andrea corrado internaI giudici della Corte d'assise d'appello di Catanzaro hanno confermato, per la seconda volta, la condanna a 24 anni e 2 mesi di reclusione nei confronti di Andrea Corrado, di 23 anni, ritenuto responsabile dell'omicidio di Giuseppe Cavallo, compiuto il 25 marzo 2008 nella frazione Papanice di Crotone nell'ambito di uno scontro tra cosche della 'ndrangheta. La seconda sentenza d'appello è stata emessa dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente pronuncia dei giudici di secondo grado. Nel secondo processo d'appello i giudici della Corte d'assise hanno confermato la sentenza di primo grado emessa nel dicembre 2010. Nel corso del dibattimento l'accusa ha sostenuto che l'omicidio di Cavallo sarebbe stato la risposta all'uccisione di Luca Megna, assassinato appena tre giorni prima, il 22 marzo 2008. Luca Megna era il figlio di Domenico, considerato il capo dell'omonima cosca. Ai due delitti fece seguito, il 27 marzo, l'omicidio di Francesco Capicchiano, ucciso a Isola Capo Rizzuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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