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Lunedì, 17 Gennaio 2022

CRONACA NEWS

«Noi credevamo… Era il 2018, anno delle ultime elezioni politiche, quando, a Crotone e provincia, balzò in primo piano la figura di Giancarlo Cerrelli». Inizia così la missiva attraverso cui 50 militanti della Lega Salvini di Crotone annunciano l’abbandono del partito.

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migranti coppia bambina«Non è corretto mistificare la realtà, come è avvenuto a cura di alcuni esponenti di associazioni del Terzo settore operanti a Crotone, che si occupano di accoglienza dei migranti. Nessun migrante, infatti, è stato espulso dall’Hub regionale per via del “decreto sicurezza Salvini». È quanto sostiene il segretario della Lega Salvini Premier di Crotone, Giancarlo Cerrelli. I fatti sono altri: «È accaduto – in esecuzione a una normativa antecedente all’entrata in vigore del decreto Salvini – che 24 migranti di nazionalità nigeriana (e non saranno i soli) dopo la permanenza per alcuni giorni nell’Hub regionale di Isola Capo Rizzuto per l’espletamento dell’istruttoria volta ad ottenere il permesso di soggiorno nel nostro Paese, una volta ottenutolo “per motivi umanitari” e non avendo motivo ulteriore di permanere all’interno dell’Hub Regionale, ai sensi della normativa previgente al decreto Salvini, sono stati invitati a lasciare la struttura del Sant’Anna. Chi ha diffuso ad arte la notizia con l’esclusivo intento di creare uno scoop ha omesso, però, di dire che i migranti usciti dall’Hub sapevano da tempo il giorno in cui sarebbe terminata la loro permanenza nella struttura, in quanto era terminato, per loro, l’iter volto a ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari; una volta ottenuto il permesso, con o senza il decreto Salvini, questi migranti avrebbero dovuto in ogni caso lasciare l’Hub. Il decreto Salvini, dunque, non c’entra nulla, se non per il fatto che questi soggetti che hanno ottenuto il permesso di soggiorno ora devono trovarsi un lavoro per vivere e non potranno ricorrere ad un’accoglienza di secondo livello, in quanto non rientrano in quelle categorie che la legge prevede hanno diritto ad un’ulteriore protezione. È il caso di rilevare che prima del decreto Salvini era prevista, un’accoglienza di secondo livello anche ai migranti con permesso di soggiorno per motivi umanitari - categoria che prima del decreto Salvini era molto labile ed elastica e in cui rientravano i migranti che non avevano i requisiti per godere dello status di rifugiato – e ciò soprattutto per consentire ad alcune associazioni e cooperative, che sono parte di una filiera operanti nel terzo settore, per mezzo degli Sprar, di lucrare sul business dell’immigrazione. Si vedrà ora – conclude Cerrelli - chi ha veramente lo spirito del volontario e chi ha veramente a cuore la sorte dei migranti e chi, invece, usa i migranti per portare avanti una retorica da libro Cuore, per celare interessi sottesi».

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«Ci permettiamo di scrivere perché in città stanno avvenendo fatti incresciosi durante questa campagna elettorale, con particolare riferimento all’incontro avvenuto presso la chiesa di S. Chiara dal titolo “L’impegno politico dei cattolici”, alla presenza di don Giovanni Barbara». È la lettera che i consiglieri d’opposizione del Movimento cinquestelle, Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia, hanno rivolto al vescovo di Crotone-Santa Severina Domenico Graziani. «Magari – commentano i due consiglieri d’opposizione – l’intenzione era quella di parlare del coinvolgimento dei credenti nella vita politica, ma a nessuno è sfuggita la presenza del candidato della Lega Nord, che ha affermato l’opportunità che i cattolici sostengano la Lega dal momento che le altre forze politiche non rispettano, a suo dire, i principi della vita, della famiglia e della “libertà”! Questa iniziativa appare una chiara indicazione di voto, legittimata dalla Chiesa per la presenza di don Giovanni Barbera. E’ più che giusto che la Chiesa inviti alla partecipazione alla vita politica e suggerisca di appoggiare forze politiche che si ispirino ai principi della dottrina della Chiesa, quando ciò risulti veritiero e suffragato da prove ed argomentazioni ma, onestamente, il suo silenzio, in questa circostanza, potrebbe risultare colpevole davanti alla condotta scorretta di chi, come l’avvocato Cerrelli, si propone come candidato che vuole realizzare il “disegno di Dio”, come fosse un profeta, mentre in realtà è esponente della Lega Nord, una compagine di persone che da anni in Italia professa una politica di odio e disprezzo verso gli extracomunitari, scatenando un duro contrasto tra poveri, tra rifugiati nel nostro paese e famiglie italiane meno abbienti. E’ risaputo che la Lega Nord si ispiri a politiche fasciste contrarie alla nostra Costituzione, basti pensare ai suoi alleati nella coalizione come “Fratelli d’Italia”, partito che guarda al regime fascista con ammirazione. Che dire dell’altro alleato della Lega, Silvio Berlusconi, personaggio oramai famoso alle cronache per varie vicende giudiziarie? La cosa più spaventosa è che esistono sentenze secondo cui lo stesso avrebbe foraggiato Cosa nostra per un ventennio! Come è possibile che la Chiesa appoggi un candidato che dichiari di seguire “il progetto di Dio” a nome della Lega e della suddetta coalizione e lo faccia, soprattutto, all’interno di un luogo sacro, con il consenso del parroco e con un battage pubblicitario giunto persino nelle scuole? Crediamo che abbia fatto bene l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a prendere le distanze dal leader della Lega Nord che in piazza Duomo, a Milano, ha usato in maniera strumentale la Bibbia per il suo comizio elettorale, perchè un cristiano non deve invocare il nome di Dio invano nemmeno in politica. Siamo semplici portavoce di fedeli che si sono sentiti smarriti e traditi, pertanto chiediamo un incisivo intervento da parte Sua, certi che vorrà porre rimedio a questa incresciosa, inopportuna ed imbarazzante situazione. Voglia accogliere il senso della nostra rispettosa osservazione. Buon operato pastorale!».

 

 

 

 

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cerrelli pubblicità elettorale«Il Movimento 5 stelle ancora una volta, e con violenza, cerca di intimidirmi, quale avversario politico, prospettandomi una persecuzione di tipo amministrativo». È la denuncia a mezzo stampa di Giancarlo Cerrelli candidato della Lega per il centrodestra alla Camera nel collegio uninominale di Crotone. «Lo ha fatto – rende noto Cerrelli – la candidata Elisabetta Barbuto, inoltrandomi una Pec nella quale [LEGGI ARTICOLO], citando precisi articoli di legge, mi diffida alla rimozione dei pannelli elettorali (banner) esposti al balcone del mio studio professionale in via Firenze a Crotone, che è ufficialmente sede legale della mia segreteria politica, nonché sede di partito, sulla base della delega all’apertura della stessa in città, da parte del segretario di partito “Lega Salvini Premier”, Domenico Furgiuele, datata 3 febbraio 2018. Ho presentato regolari comunicazioni relative a ubicazione segreteria e sede di partito agli uffici competenti. L’articolo della legge 212/1956, modificata dalla legge 24.04.1975 n° 13, art. 6, è stato oggetto di errata interpretazione da parte della candidata 5 stelle: infatti si legge “sono escluse dal divieto le insegne indicanti le sedi dei partiti”. E quella in via Firenze lo è. Detto ciò, mi spiace molto che l’avvocato Barbuto non abbia contezza reale delle leggi e dei permessi ai quali mi sono regolarmente attenuto. Parla di “pannelli pubblicitari mobili (cosiddette “Vele”)” che io non ho mai utilizzato. Provasse con prove concrete quanto afferma. Ciò che si vede, sono semplici banner affissi legalmente al balcone della sede di partito e segreteria. C’è malafede e disonestà nelle parole della Barbuto. Mi fa riflettere il fatto che una professionista che aspira ad entrare in Parlamento, utilizzi poveri mezzi per ostacolare la diffusione legittima della mia immagine. Questo conferma il giustizialismo del Movimento 5 stelle applicato senza fondamento in tante occasioni. Provano a fermarmi, sulla base del nulla. A fermare un professionista che si è candidato per costruire e non per protestare soltanto. Hanno iniziato con la persecuzione amministrativa per frenare la mia corsa verso la possibile vittoria. Se fare politica costruttiva significa aggrapparsi all’inutile, la risposta, il Movimento 5 stelle, la troverà da solo nelle urne. Non sono io a doverlo spiegare. Sulla nota stampa diffusa congiuntamente in data odierna da Elisabetta Barbuto e da Margherita Corrado, candidata al Senato, mi si accusa di quanto sopra detto, facendo riferimento anche alla manifestazione per l’aeroporto di Crotone. Da libero cittadino, senza cariche politiche, sono stato visibile ai più, ma non tutti hanno contezza di cosa io abbia fatto per Crotone e l’Italia. Per via della mia attività professionale e di studioso invitato in tutta Italia a tenere conferenze, ho subito sulla mia pelle i disagi del mancato trasporto aereo. Ciò che mi chiedo, invece è: Corrado e Barbuto dov’erano? Cosa hanno fatto loro e il M5s per la città di Crotone e per la riapertura dello scalo di Crotone? E i parlamentari calabresi del M5s, a Roma, quali azioni hanno compiuto in questi ultimi anni per l’aeroporto? Nulla! Questo è infatti ciò che conta Crotone per il M5s! Rilevo, inoltre, che le candidate Barbuto e Corrado, tacendo ci consentono di ritenere che la loro mancata adesione alla manifestazione a favore della riapertura dell’aeroporto di Crotone, svoltasi a Lamezia Terme, non sia stata autorizzata dai vertici del partito. Ciò vuol dire che è facile immaginare che neppure in futuro potranno prendere decisioni autonome per lo sviluppo di Crotone e del suo territorio, perché non godono di piena libertà, ma devono dar conto ai vertici del Movimento. Ciò che ancora falsamente mi attribuiscono è l’essere censore dei costumi e delle scelte altrui, e non è affatto vero. Da cattolico e giurista difendo la famiglia naturale, la vita dal concepimento alla morte naturale e la libertà di educazione. Invece di giudicarmi falsamente, guardino gli apprezzamenti che da crotonese ho ricevuto in tutta Italia per il servizio a favore dell’umano, con onestà cristallina e sacrificio. Dal canto loro i candidati del Movimento 5 stelle smettano, piuttosto, di fare i censori, e guardino invece la disonestà di molti loro parlamentari che hanno truffato il loro stesso partito e gli italiani che hanno creduto in loro. Per le minacce infondate e per la diffamazione a mezzo stampa da parte delle Candidate del Movimento 5 Stelle, mi riservo di tutelare la mia persona nelle sedi giudiziarie opportune».

 

 

 

 

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cerrelli stadio«Al di là di ogni pensiero, posizioni e polemiche sulle vicende che continuano a riguardare l'aeroporto di Crotone, la partecipazione alla manifestazione di venerdi' scorso a Lamezia, ha visto una presenza numericamente davvero non significativa di persone e rappresentanti istituzionali. Lo stesso comitato cittadino Aeroporto Crotone ha preso le distanze dall'iniziativa per ‘'evitare di essere strumentalizzati, a meno di un mese dalle elezioni’', si legge in una loro nota». Lo afferma Giancarlo Cerrelli candidato del centrodestra al collegio uninominale Camera di Crotone. «Stessa distanza e per le stesse ragioni - prosegue Cerrelli - hanno comunicato le candidate del M5s di Crotone per Camera e Senato. Come sappiamo, loro parlano di libere scelte, di democrazia assoluta al loro interno, di ampi margini di azione. La realta' amara, e' ben altra cosa. Nulla si muove se non autorizzato dai vertici regionali e nazionali. Devono consultarsi, prima di qualsiasi azione sul territorio. E questa la dice lunga sulla loro capacita' di mettersi davvero in relazione col territorio stesso, quando si manifesta l'urgenza. Quella parvenza di democrazia e vicinanza al popolo e' relegata a dichiarazioni sul candidate, da 'libere cittadine', cosa mai avrebbe potuto impedire l'espressione di un motivato scontento per la gestione aeroporto? Non trovo assolutamente giustificazione. Il Pd regionale, e quello crotonese, dal canto loro - aggiunge Cerrelli - hanno provveduto invece, direi con scientificita', a narcotizzare la popolazione crotonese. Hanno costruito in questi anni un disastro senza precedenti sul territorio, senza riuscire ad arginare un isolamento progressivo che oggi sembra non avere piu' soluzione».

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gay spiaggia«La notizia del rifiuto del proprietario di un bed & breakfast in Calabria di far alloggiare in esso due giovani omosessuali merita una particolare attenzione per le ragioni che di seguito proverò a esporre». Inizia così la dura critica di Giancarlo Cerrelli, delegato regionale per la Calabria dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) in merito a quanto accaduto a una coppia omesessuale di Napoli che si è visto negare l'accesso a un b&b di Ricadi. «Dalle reazioni - prosegue l'avvocato Cerrelli - che ha suscitato tale evento, emerge che in Italia il lavoro compiuto dalle associazioni Lgbtiqa (Lesbiche, gay, bisex, transgender, intersex, queer, asexual) ha prodotto i suoi frutti; l’azione di queste associazioni, infatti, ha suscitato in modo diffuso una mentalità di piena accettazione dei rapporti omosessuali, anche grazie all’approvazione della legge sulle unioni civili, che pur se è da considerare un vero e proprio flop, per il numero di unioni fin qui costituite, ha creato cultura, modo di pensare, sensibilità. È avvenuto, in pochi anni, in definitiva, un vero e proprio “trasbordo ideologico inavvertito” del popolo italiano a favore della “normalizzazione” dei rapporti omosessuali. In tanti diranno: “Era ora! Finalmente siamo un popolo aperto e moderno che ha superato i pregiudizi e le ghettizzazioni!”. Se appare, tuttavia, politicamente corretto pronunciare parole di sdegno per il comportamento del proprietario del b&b, d’altra parte si stenta a considerare che tale reazione unanime, anche di personaggi pubblici, contro il gestore del b&b cela un enorme pericolo per la libertà di coscienza e religiosa di tutti noi e fa, peraltro, intravedere all’orizzonte l’ombra di un pericoloso totalitarismo. Prova che il rischio che ho paventato non è una boutade, ma è serio, è il fatto che anche la Corte suprema degli Stati Uniti il prossimo ottobre dovrà decidere se sia lecito o meno il rifiuto per “motivi religiosi” di un pasticcere protestante anglicano Jack Phillips, di confezionare la torta nuziale a una coppia omosessuale, ai sensi del Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, che sancisce la libertà di espressione della fede. C’è da dire che Philips per il suo rifiuto di confezionare la torta nuziale alla coppia omosessuale è già stato condannato dalla Colorado civil rights commission per avere violato le leggi contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e gli è stato vietato di continuare la sua attività di pasticcere. Quello che è successo in America può accadere anche da noi. L’episodio verificatosi in Calabria, montato ad arte dall’Arcigay, ha lo scopo certamente di suscitare l’obbrobrio morale nella coscienza sociale e così creare quell’humus necessario per favorire l’approvazione di leggi che prevedano sanzioni, che arrivino financo alla chiusura dell’attività lavorativa a chi volesse esercitare la propria libertà di coscienza e religiosa, com’è accaduto ad esempio al pasticcere americano. Questi episodi sono utili per propiziare una cultura dello sdegno e così isolare chi non si sottomette e non si adegua alla dittatura del pensiero unico. Certamente non è giusto discriminare nessun essere umano se discriminare significa che situazioni simili debbano essere trattate in modo uguale mentre situazioni diverse in modo differente, tuttavia non si può trascurare la tutela della libertà di ogni cittadino di voler rispettare la propria coscienza e/o i dettami previsti dal proprio credo religioso. Non possiamo, tuttavia, non prendere atto che il principio di non discriminazione manifestazione del più generale principio di eguaglianza e che è presente nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) all’articolo 14 ed è riaffermato all’articolo 21 della Carta di Nizza è divenuto ormai la chiave di volta per far sì che qualsiasi desiderio diventi diritto. Stando così le cose prepariamoci allora al crepuscolo della nostra libertà a favore di un totalitarismo ormai sempre più invadente».

gay camp isolaLa reazione dei gestori crotonesi di b&b e case vacanza.

«I recenti fatti accaduti tra un gestore di una casa vacanza di Ricadi e i suoi potenziali ospiti, due ragazzi gay di Napoli, ci ha suggerito che fosse necessaria e dovuta una reazione corale che non lasciasse spazio a fraintendimenti sulla nostra terra e sulla sua capacità di accoglienza turistica». È invece la reazione dei gestori di B&B e case vacanza della città di Crotone. «Ecco perché – proseguono nella nota – i proprietari di B&B e di case vacanza di Crotone hanno deciso di lanciare un messaggio di amore e di rispetto per la diversità. La Calabria, ma in particolare l’antica città ionica è storicamente e da sempre amante della libertà e del rispetto per le scelte altrui. Già alla fine degli anni ’70 del 1900, in una Italia ancora profondamente distante da questi argomenti, sulle spiagge del crotonese, in piena armonia, si svolgevano Gay Camp noti a livello internazionale. Qui da noi, la Comunità Lgbt, è sempre stata la benvenuta. Nello splendido scenario di Isola di Capo Rizzuto, per anni abbiamo lavorato perché questa zona fosse conosciuta e apprezzata da chiunque. Senza distinzioni. Ed ecco perché abbiamo scelto come simbolo proprio una foto storica di quel periodo a firma proprio di un turista napoletano, Felix Cossolo. Non possiamo di certo accettare che nel 2017, per uno sparuto gruppo di “trogloditi” autodefinitosi nel giusto modo, la Calabria e i calabresi vengano riconosciuti come gente incapace di amore e di rispetto. Impossibile per noi che desideriamo ben altro per questa terra meravigliosa. Ed ecco la nostra provocazione: Venite a Crotone, venite a scoprire quanta bellezza e quanta disponibilità si cela tra le nostre strade, tra la nostra gente. Venite a passare l’Estate su di una delle coste più belle del mondo. Venite a scoprire con quanta facilità avrete a vostra disposizione il mare più azzurro e la montagna più alta. Questa è la Calabria che conosciamo noi, questa è la Calabria che è giusto conosca il resto del mondo. All’appello dei gestori del settore turistico di Crotone, si è aggiunta la voce dell’assessore comunale al turismo della città di Crotone Giuseppe Frisenda, il quale ha dichiarato: “Appresa la notizia di quanto accaduto a Tropea, ho avvertito il bisogno di prendere parte alla vicenda. Necessitato dal porre rimedio al danno di immagine che qualcuno, arbitrariamente, ha arrecato all’intera regione Calabria. Da crotonese e da cittadino del mondo, invito quanti abbiano desiderio di bellezza e garbo a venire in Calabria e a venire a Crotone per conoscere, così, il nostro senso di ospitalità, ma anche di profondo rispetto per tutti».

 

 

 

 

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