Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

«Arriva ad un primo risvolto processuale – si legge in una nota – l’intenso lavoro condotto dalla Squadra Mobile della Questura di Crotone, nell’ambito dell’operazione “Tisifone”, portato a termine nel dicembre del 2018».

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Tre arresti per usura ed estorsione ad Isola Capo Rizzuto (Crotone) sono stati effettuati oggi dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro, su richiesta della Dda di Catanzaro.

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Due anni di indagini, appostamenti e intercettazioni per ricostruire gli assetti organizzativi della compagine criminale dedita allo spaccio in quello che è oramai definito il "mercato della droga" di Crotone. Le risultanze sono state cristallizzate attraverso le carte dell’inchiesta odierna condotta dalla Dda di Catanzaro denominata “Acquamala”. Il nome viene dal fatto che l’inchiesta ha colpito l’associazione criminale operante nel quartiere Rom di Crotone denominato “Acquabona”.

I particolari dell’operazione sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Crotone e a cui hanno preso parte il procuratore generale della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, affiancato dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, dal tenete colonnello Alessandro Colella e dal comandante della compagnia Francesco Esposito.

I traffici del “mercato” crotonese della droga sono stati documentati anche attraverso il sequestro di un “libro mastro” in cui erano minuziosamente annotati i rapporti di credito/debito dell’organizzazione con i fornitori e con gli acquirenti delle sostanze stupefacenti. Si tratta di un traffico di ingenti quantitativi di droga come cocaina, eroina, marijuana e hashish.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Catanzaro, Paolo Mariotti, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (pm Guarascio e Sirleo), nei confronti di alcuni dei 57 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con attività di spaccio anche nei pressi di scuole e con il coinvolgimento di minori.

Per 10 indagati è stata applicata la custodia in carcere, altri 3 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, per 5 invece è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Nei confronti dei restanti indagati, sono stati eseguiti 39 decreti di perquisizione domiciliare.

L’operazione è scattata dalle prime ore dell’alba di oggi, con i Carabinieri di Crotone che hanno esecuzione al provvedimento assieme ai reparti di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Bergamo nonché presso le Case Circondariali di Avellino, Catanzaro, Benevento, Prato e Melfi.

Le indagini hanno permesso di accertare i canali di approvvigionamento dello stupefacente della famiglia Manetta, operante nel citato quartiere Rom di Crotone, attraverso i rapporti affaristico criminali con: la famiglia Abbruzzese, operante nella città di Catanzaro; la famiglia Mannolo, operante a Cutro (KR) e comuni limitrofi; la famiglia Scerbo/Tarasi, operante a Isola di Capo Rizzuto (KR); le famiglie Raso/Luccisano, la cui area di influenza è Rizziconi (RC), nella piana di Gioia Tauro (RC). Tra le 10 persone arrestate in flagranza c’è anche un minorenne.

Secondo quanto cristallizzato nell’inchiesta, l’organizzazione spacciava, oltre che nel quartiere “Acquabona”, anche all’esterno delle scuole secondarie adiacenti il citato quartiere. I carabinieri hanno intanto proceduto a sequestrare: 330 grammi di cocaina; 1.300 grammi di hashish; 215 grammi di marijuana; 26 grammi di eroina; una pistola calibro 7,65; una pistola calibro 9x21; una pistola mitragliatrice del tipo Mp 1940 Maschinenpistole.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere.

  • Antonio Bevilacqua, 36 anni, Crotone
  • Antonio Manetta, 24 anni, Crotone
  • Cosimo Manetta, 54 anni, Crotone
  • Nicola Manetta, 32 anni, Crotone
  • Roberta Manetta, 26 anni, Crotone
  • Mario Mannolo, 60 anni, Cutro
  • Cosimo Passalacqua, 47 anni, Crotone
  • Alessandro Perini, 35 anni, Crotone
  • Filippo Raso, 50 anni, Rizziconi
  • Maurizio Sabato, 53 anni, Catanzaro

Le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari:

  • Giovanni Passalacqua, 54 anni, Catanzaro
  • Piero Ranieri, 42 anni, Crotone
  • Antonio Scerbo, 42 anni, Isola Capo Rizzuto
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Spacciavano vicino le scuole e con il coinvolgimento di minori: i carabinieri sgominano un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri di Crotone stanno dando esecuzione, sul territorio calabrese e in altre regioni d’Italia, a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di alcuni dei 57 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con attività di spaccio anche nei pressi di scuole e con il coinvolgimento di minori. A 10 indagati sarà applicata la custodia in carcere, altri 3 saranno sottoposti agli arresti domiciliari, 5 saranno sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza e, nei confronti dei restanti indagati, saranno eseguiti 39 decreti di perquisizione domiciliare. L’indagine, convenzionalmente denominata “Acquamala”, colpisce un’associazione criminale operante nel quartiere rom di Crotone denominato “Acquabona”. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, terrà alle ore 10 odierne presso la sede del Comando provinciale carabinieri di Crotone.

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guardia di finanzaSi chiama operazione “Malapianta” ed è stata condotta dalle Fiamme gialle su coordinamento della Dda di Catanzaro tra Crotone, le altre province della Calabria e il territorio nazionale portando a 35 arresti e sequestro di beni milionari. Nel corso della notte, oltre 250 finanzieri appartenenti alla Guardia di Finanza di Crotone e agli altri Reparti delle Fiamme Gialle calabresi, con il concorso dello Scico, hanno tratto in arresto 35 persone, destinatarie di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Catanzaro a carico di altrettante persone accusate di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione, usura, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. I provvedimenti, disposti dalla Direzione Distrettuale antimafia guidata dal procuratore capo, Nicola Gratteri, hanno smantellato una potentissima “locale di ‘ndrangheta”.

I dettagli della operazione saranno resi noti alle ore 11.00, nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza (P.zza Marconi 1 Catanzaro), con la partecipazione del Procuratore Gratteri, del Procuratore Aggiunto Luberto e degli investigatori.

 

 

 

 

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hermesOltre 170 anni di carcere, con pene superiori ai 16 anni, sono state richieste a conclusione della sua requisitoria dal pm Domenico Guarascio nei confronti di 17 dei 20 imputati del processo con rito abbreviato scaturito dell’operazione “Hermes” del 28 giugno 2018. Condotta dalla Dda di Catanzaro l’inchiesta cerca di fare luce su un'associazione di tipo 'ndranghetistico, operante nella città di Crotone, dedita a reati contro la persona e contro il patrimonio nonché in materia di armi. In particolare sono stati ricostruiti episodi durante la festa della Madonna di Capocolonna durante la quale la cosca esercitava il suo potere imponendo ai gestori degli stand di acquistare merce alle loro condizioni e secondo alcuni canali di vendita imposti. La cosca, secondo quanto emerso dalle indagini, è legata alle storiche cosche Vrenna-Corigliano-Bonaventura-Ciampa' retta dalle famiglie Barilari-Foschini. Nel corso delle attività d'indagine vennero individuati i presunti autori di un grave fatto di sangue avvenuto a Crotone nel novembre 2013 ossia il tentato omicidio di un noto pregiudicato nei cui confronti del quale furono esplosi diversi colpi di pistola mentre rientrava a casa e a cui riusciva miracolosamente a sfuggire rifugiandosi all'interno di un portone. Gli inquirenti hanno, inoltre, fatto luce su una violenta rapina, compiuta per finanziare la cosca, avvenuta a San Giovanni in Fiore nel settembre 2012 ai danni di una nota gioielleria, nel corso della quale fu ferito gravemente il titolare. La sola posizione di Gaetano Barilari è stata stralciata dal processo per l’incapacità dell’imputato a partecipare al processo per motivi di salute accolta su istanza dell’avvocato Aldo Truncé. Uno degli imputati, Mihai Ciovica, è invece irreperibile, mentre Tommaso Mercurio ha optato per il rito ordinario. Udienza fissata al prossimo 28 giugno per le discussioni dei difensori.

 

 

 

 

 

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