Martedì, 07 Luglio 2020

CRONACA NEWS

dodò messa 10 anni don ciotti"Lo sentiamo, sentiamo la sua voce graffiante. Lui continua a parlare, a gridare. Ma c'è bisogno di continuità, perché quello che conta è la memoria viva che si traduce ogni giorno in responsabilità". A dirlo don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, a Crotone per ricordare Domenico "Dodò" Gabriele, il bambino di 11 anni morto il 20 settembre del 2009 dopo essere stato ferito, il 25 giugno precedente, mentre giocava su un campo di calcetto in un agguato di mafia per il quale gli autori sono stati condannati all'ergastolo. Don Ciotti, presenti i genitori di Dodò, Giovanni e Francesca, ha celebrato messa nella Cattedrale di Crotone. Il sacerdote ha detto che il sacrificio di Dodò "non è stato vano, ma ha permesso di trasformare la paura in coraggio, il dolore immenso in responsabilità e impegno. La responsabilità deve essere di tutti noi, serve risvegliare le coscienze ed avviare una rivoluzione culturale, sociale, che metta al centro i diritti umani, le politiche per i giovani, le famiglie".

 

 

 

 

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dodo manifestazione collage2Oltre duemila persone si sono ritrovate questa mattina in piazza Resistenza a Crotone per festeggiare il compleanno di Dodo', il piccolo Domenico Gabriele che all'eta' di 11 anni fu ucciso su un campo di calcetto dai colpi di fucile esplosi nel corso di un regolamento di conti tra bande mafiose. Dodo' avrebbe compiuto oggi diciotto anni e i genitori Giovanni e Francesca Gabriele hanno voluto ricordare il figlio con una manifestazione di piazza alla quale hanno partecipato centinaia di studenti delle scuole crotonesi ma anche tanta gente comune, i sindaci del territorio e di altre zone della Calabria, il prefetto di Crotone, Vincenzo De Vivo, gli ex prefetti di Crotone, Vincenzo Panico e Maria Tirone, l'onorevole Angela Napoli, il sostituto procuratore generale Salvatore Curcio (che ha sostenuto l'accusa nel processo per l'omicidio di Dodo'), il magistrato della Dda Emilio Le Donne, don Pasquale Aceto di Libera Crotone, il presidente della Provincia di Crotone, Francesco Parise, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, i testimoni di giustizia Tiberio Bentivoglio e Rocco Mangiardi, Fabrizio Gallo presidente della commissione di protezione internazionale di Crotone. Presenti anche i genitori di molte vittime innocenti di mafia che hanno dato la loro testimonianza per indicare ai tanti ragazzi in piazza Resistenza la strada giusta da percorrere.

 

dodo manifestazione collageIntensa la commozione allorquando sul palco e' stata data lettura dei nomi di 108 bambini, vittime innocenti di mafia, o quando gli ex compagni di scuola di Dodo' hanno ricostruito, con una rappresentazione teatrale, la vita di una classe per raccontare al loro sfortunato amico quello che avevano fatto in questi anni in cui lui non c'era piu'. «Il tuo papa' e la tua mamma ci hanno invitato a non dimenticare, ma soprattutto a fare. Ad impegnarci contro le mafie», ha detto don Luigi Ciotti di Libera, associazione contro le mafie, prendendo la parola sul palco. «Questo 17 ottobre sia veramente un momento di festa - ha spiegato don Ciotti - ma anche di consapevolezza. Perche' il miglior modo di fare memoria e' quello di fare la nostra parte. Colpire i bambini e' l'offesa piu' grave della vita: non dimenticatelo mai. Fare memoria non significa fare celebrazioni. Il problema piu' grande non e' chi fa il male, ma quanti guardano e lasciano fare. L'omerta' - ha concluso il sacerdote - uccide la speranza delle persone, noi dobbiamo uccidere l'omerta' avendo il coraggio di avere piu' coraggio. Il coraggio dell'impegno quotidiano».

 

pugliese dodo manifestazione«E' stata una emozione forte partecipare da sindaco della città - ha detto Ugo Pugliese - a una manifestazione che voleva, doveva ed è stata una festa di compleanno per i diciotto anni di Dodò che tutta la comunità di Crotone porta nel cuore. Ringrazio Francesca e Giovanni, i genitori di Dodò, che hanno trasformato il loro dolore in un esempio per tutti noi. Oggi - ha commentato il sindaco - ci sentiamo più che mai vicini a questi due genitori, il cui figlio che ci guarda dall'alto, è diventato il figlio di tutta la comunità di Crotone. Grazie a Libera ed all'associazione che porta il nome di Dodò per aver organizzato questa giornata che ha visto una doverosa, sentita, grande partecipazione popolare. Grazie ai bellissimi ragazzi delle scuole che hanno sfilato con gioia nelle strade della città e partecipato con grande sensibilità alla cerimonia davanti al Palazzo comunale. Grazie ai colleghi sindaci della provincia che hanno voluto essere testimoni e partecipi di questa giornata dedicata a Dodò ed alla legalità, principio irrinunciabile di ogni comunità. Grazie a Don Ciotti per la sua presenza e le per le sue parole che sono faro di luce autentica. Grazie a tutte le autorità che hanno condiviso questo importante momento, al prefetto De Vivo ed ai prefetti Panico e Tirone il cui ritorno in città abbiamo salutato con grande piacere, alle associazioni, ai sindacati, alle migliaia di cittadini che stati presenti con grande intensità e partecipazione. Il pensiero collettivo - ha ripreso il sindaco - va ai 108 bambini uccisi dalla criminalità, i cui nomi sono risuonati in piazza. Il pensiero va a Dodò che oggi ha diciotto anni, cresciuto dall'amore e dalla forza di Francesca e Giovanni al quale va l'abbraccio più sincero: Buon compleanno Dodò!».

 

Presenti anche il prefetto di Crotone Vincenzo De Vivo e chi è già stato prefetto a Crotone Maria Tirone e Vincenzo Panico, Angela Napoli ex parlamentare (interviste a cura di Giuseppe Livadoti).

 

angela napoli piazza resistenzaOnorevole Napoli, una simile giornata cosa deve significare per tutti i cittadini, in particolare per i ragazzi?
Una giornata particolarmente importante che si aggiunge alle altre giornate importanti in ricordo delle giovani vittime di mafia. Oggi la giornata sarà ancora più importante per la presenza di tantissimi giovani che attraverso queste manifestazioni stanno capendo quant’è importante il rispetto della legalità. Ancora c’è tanto da fare da parte di chi governa per debellare del tutto il fenomeno criminoso. Ognuno, dalla propria parte, si deve impegnare per non uccidere le speranze. La Calabria in generale, in questo momento, pesa troppo sulle spalle delle persone oneste.
Prefetto Tirone, lei torna a Crotone in occasione di un evento di dolore?
Torno a Crotone in un momento non bello, il ricordo della tragedia di Dodò e ciò che mi colpisce in questa occasione l’enorme presenza dei ragazzi e non solo. Questo significa che la terribile tragedia di Dodò sta ampliando la speranza anche per l’impegno di Libera che non smette mai di lottare la criminalità. Un esempio grande arriva dai genitori di Dodò, Francesca e Giovanni, che hanno tramutato il loro dolore nell’impegno perché casi del genere non si verifichino. Stanno dando a noi Istituzioni una lezione grandissima di dignità e impegno.

 

devivo panicoPrefetto Vincenzo Panico, lei non ha voluto mancare all’evento Dodò pur non essendo più a Crotone?
Ho trovato una grande sorpresa venendo a Crotone, una commemorazione trasformata in festa grazie a questa massiccia partecipazione di giovani studenti che hanno voluto ricordare Dodò nel suo diciottesimo compleanno. Nella duplice veste di prefetto di Crotone che ha seguito da vicino l’evento Dodò e di uomo di Governo (commissario per il coordinamento delle iniziative delle vittime di eventi mafiosi). Questa enorme folla di giovani studenti e loro insegnanti insieme alle altre tante presenze dimostra che sono tornato in una Città, Crotone, che non intende girarsi dall’altra parte di fronte a certi avvenimenti. Questo si deve non solo a Dodò ma alla forza ed al coraggio che hanno avuto Francesca e Giovanni di trasformare il dolore in una risorsa per metterla a disposizione della legalità.
Prefetto Vincenzo De Vivo, che provincia è quella di Crotone dal versante della legalità?
È una provincia e una città in pieno fermento credo positivo a proposito di una serie di condizioni che si stanno ricreando in tutta la popolazione e la conferma arriva dalla manifestazione di oggi per ricordare Dodò. Una marea di persone di ogni età, giovani studenti in particolare, che non è rimasta indifferente. Crotone sta iniziando a capire che per costruire il tessuto sociale occorre combattere certe negatività. In primis la corruzione e la malavita perché senza abbattere questi due fenomeni non si creano le condizioni per progredire e dare a quelle persone che vogliono lavorare onestamente il minimo sostegno per rimanere nella propria terra. Spero molto nella nuova generazione dei ragazzi e la manifestazione di oggi mi fa dire che dal versante scuola c’è molta positività nel territorio. Occorre che gli Enti locali accompagnino questo processo rendendo il mondo della scuola sempre più accogliente. Per quanto riguarda Noi (lo Stato) ce la mettiamo tutta ma occorre che tutti si impegnino in ogni momento e non in certe occasioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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dodo internaIl prossimo martedì 20 settembre alle ore 10,00 nella parrocchia SS Salvatore a Fondo Gesù, verrà celebrata la santa messa in memoria di Dodo' Gabriele deceduto all’ospedale di Catanzaro il 20 settembre 2009 dopo tre mesi di coma. Domenico fu colpito a morte il 25 giugno 2009, mentre giocava a calcetto sui campetti di Margherita, in quella che tutti ricordano come “La strage dei campetti di Margherita”. Mentre era in corso una partitella tra amici, i killer nascosti tra gli ulivi spararono nel mucchio. Il vero obiettivo era Gabriele Marrazzo, ma furono ferite altre otto persone tra cui il piccolo Dodò che tre mesi dopo morì, senza mai riprendere conoscenza. Per quella strage sono stati condannati all’ergastolo: Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo quali esecutori materiali. Come ormai avviene da sette anni, i genitori di Dodò e il coordinamento provinciale di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, invitano autorità, scolaresche e semplici cittadini a voler prendere parte alla celebrazione eucaristica in ricordo del piccolo Domenico vittima innocente di n'drangheta. I genitori Francesca e Giovanni ringraziano, chi prenderà parte alla santa messa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Venerdì, 25 Settembre 2015 13:36

Nasce l'associazione "Dodò Gabriele"

Nella serata di ieri, 24 settembre 2015, davanti al notaio Andrea Proto, è nata l'associazione "Dodò Gabriele". L'associazione, senza fini di lucro, ha come scopo principale quello di promuovere la memoria di Dodò Gabriele, bimbo di meno di undici anni ferito a morte il 25 giugno 2009, su un campo di calcetto mentre inseguiva un pallone, alla periferia di Crotone e deceduto tre mesi dopo, il 20 settembre, senza mai aver ripreso conoscenza. Ucciso dalla 'ndrangheta da due giovani condannati in via definitiva all'ergastolo.
Insieme alla memoria di Dodò da veicolare con tutti i mezzi e in ogni luogo possibile, l'associazione si prefigge lo scopo di promuovere la cultura della legalità e di creare opportunità per i giovani del territorio, attraverso l'impegno e la solidarietà.
Davanti al notaio si sono presentati i sei soci fondatori: Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele, mamma e papà di Dodò, Antonieta Crudo, Floriana D'Oppido, Franco Rizzuti e Bruno Palermo.
Al primo consiglio direttivo verranno eletti gli organi dell'associazione e sarà nominato socio onorario don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. E proprio dal coordinamento di Libera Crotone l'associazione "Dodò Gabriele" sarà affiancata e supportata.
L'associazione Dodò Gabriele sarà presentata ufficialmente il prossimo 17 ottobre, al teatro Apollo di Crotone, in occasione della giornata "Buon compleanno Dodò", alla quale parteciperanno scuole da tutta la Calabria, autorità e cittadini.

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dodo internaManifestazione di 'Libera' con gli allievi delle scuole calcio calabresi nel giorno dell'omicidio di Dodo'.

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«Adesso che l'ultimo grado di giudizio è stato pronunciato dalla Cassazione [LEGGI ARTICOLO] - scrive il sindaco Peppino Vallone - ora che la parola giustizia ha assunto un senso definito per Francesca e Giovanni, è tutta la comunità di Crotone che avverte la volontà di stringersi ancora di più intorno ai genitori del piccolo Dodò, vittima innocente della criminalità. Anche se questa sentenza non riuscirà a colmare il dolore che quei genitori provano da quando il loro bambino gli è stato strappato e non riempirà il vuoto che l'intera comunità di Crotone avverte, siamo comunque di fronte ad un momento importante dove lo Stato ha dimostrato di esserci e dove è il principio di legalità che si è affermato. Un pensiero particolare a Francesca e Giovanni che hanno trasformato il loro dolore in un simbolo di legalità che portano con grande coraggio e con grande forza in ogni parte d'Italia. Gli rinnoviamo - conclude Vallone - la nostra personale vicinanza e di tutta la comunità di Crotone».

 

 

 

 

 

 

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