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Lunedì, 17 Gennaio 2022

CRONACA NEWS

meoL’ex consigliere comunale di "Manifesto Crotone", Fabrizio Meo, tiene a precisare che: «Riguardo all’articolo pubblicato sulla vostra testata in data 23 luglio 2019, "Gettonopoli'': sono 14 gli ex consiglieri comunali di Crotone rinviati a giudizio nell'udienza preliminare, 8 quelli prosciolti, nel quale affermate che io sia accusato di aver illecitamente percepito gettoni di presenza durante la mia permanenza nel consiglio comunale di Crotone e ciò con riferimento ad una indagine che come risulta dagli atti di causa, prende le mosse, per come già accaduto in svariati altri casi, da una mia denunzia; tengo a precisarvi che non mi risulta affatto di essere accusato dell’indebita percezione di gettoni di presenza, anzi, semmai è risultata la mia partecipazione ad un numero di commissioni più che doppio rispetto a quante me ne venivano remunerate. Allo stato, l’accusa, si è ridotta alla pretesa di aver fatto percepire ad un ignaro consigliere, a sua completa insaputa perciò, un gettone di presenza dal valore di 32 euro circa, a tanto ammonta il Tesoro di S. Gennaro che giustifica il mio stato d’accusa. Le intercettazioni ambientali in atti di causa danno l’esatta misura della verosimiglianza di un simile addebito. I lettori mi scuseranno per l’intempestività della precisazione ma il disgusto mi ha sino ad oggi sopraffatto».

 

 

 

 

 

 

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gettonopoli udienza preliminareQuattordici rinvii a giudizio e 8 non luogo a procedere sono stati decisi questa mattina dal gup del Tribunale di Crotone, Michele Ciociola, nell’ambito dell’udienza preliminare per l’inchiesta denominata “Gettonopoli”. Come si ricorderà l’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone era scattata nel 2015 e riguardò la legittimità delle partecipazioni dei consiglieri comunali ai lavori delle commissioni consiliari per il riconoscimento del contestuale gettone di presenza. L’avvio dell’indagine scattò sotto l’amministrazione dell’allora sindaco Peppino Vallone. L'indagine fece segnalare 22 indagati che secondo la Procura avevano percepito gettoni di presenza illegittimamente. Il gup Michele Ciociola ha quindi rinviato a giudizio: Michele Marseglia, Pantaleone Megna, Teresa Cortese, Manuela Cimino, Sergio Contarino, Mario Scarriglia, Sergio Iritale, Fabio Lucente, Nino Corigliano, Michela Cortese, Giancarlo Devona, Claudia Scarriglia, Fabrizio Meo e Salvatore Frisenda. Sono stati, invece, prosciolti Domenico Panucci, Ferruccio Colosimo, Antonio Fabio Trocino, Giuseppe Candigliota, Vincenzo Camposano, Enrico Pedace (Tiziano Saporito difensore), Gaetano Sorrentino e Michele Ambrosio. Va segnalato che nel dispositivo pronunciato dal giudice Ciociola, anche nel caso dei 12 rinviati a giudizio, sono cadute molte delle accuse.

 

 

 

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gettonopoli provincia archiviazioneArchiviata la procedura che vedeva indagati 21 consiglieri provinciali per i gettoni di presenza. Questa mattina il giudice dell’udienza preliminare della sezione penale del Tribunale di Crotone Francesca Familiari ha dichiarato chiusa la procedura ai sensi dell’articolo 425, comma 3, del codice di procedura penale. Significa che il reato di cui erano accusati i consiglieri provinciali di Crotone eletti nel 2014 si estingue e l’azione penale non deve essere iniziata. Gli indagati erano: Antonio Barberio, Giuseppe Berardi, Salvatore Bonofiglio, Pietro Caligiuri, Pietro Caterisano, Giancarlo De Vona, Giuseppe Frandina, Gianfranco Grano, Michelangelo Greco, Rodolfo La Bernarda, Pasqualino Lerose, Umberto Lorecchio, Salvatore Lucà (deceduto lo scorso anno), Raffaele Martino, Natale Martucci, Francesco Matarise, Ferdinando Muto, Alfonso Proietto Donato, Ubaldo Schifino, Antonio Scigliano, Carmela Scutifero e Francesco Spina. Nell’indagine era stato coinvolto l’intero consiglio provinciale, tranne Mariella Maio che non percepiva i gettoni di presenza.

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correggia sorgiovanni«I consiglieri del M5s Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia - è scritto in una nota - in base alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco durante la conferenza stampa del 1 agosto scorso, tengono a precisare una serie di punti. La mozione presentata dal M5s, consistente nella richiesta della diretta streaming per i consigli comunali, per realizzare pienamente la trasparenza delle decisioni e degli atti amministrativi della città, è stata colta favorevolmente dal sindaco, che ha dichiarato, nel corso della stessa conferenza, di voler dare seguito a questa iniziativa. I consiglieri del M5s Sorgiovanni e Correggia - commentano i due - apprezzano le intenzioni espresse dal primo Cittadino e si augurano che tutti i consiglieri, responsabilmente, vogliano avallare tale proposta, per rispetto dei cittadini e del loro mandato. In relazione allo scandalo Gettonopoli, che ha investito la precedente Amministrazione, il sindaco ha espresso la volontà di ricostruire il “rapporto fiduciario con il popolo” e restituire al consiglio comunale “dignità ed autorevolezza” attraverso la disdetta del contratto di affitto dei locali di via Roma, adibiti ad attività consiliari. Questa misura - proseguono i due consiglieri -, seppur apprezzabile, stride con i fatti relativi al rinvio a giudizio di alcuni consiglieri dell’attuale Amministrazione comunale, tra cui due esponenti di spicco della maggioranza, il responsabile della task force Enrico Pedace ed il capogruppo del partito “I Demokratici” Manuela Cimino.
Ricordiamo - sottolineano Correggia e Sorgiovanni - che il termine “candidato” indica colui che, nell’antica Roma, indossava la veste candida in quanto indiscutibilmente “pulito” e questi candidati eletti ed ora consiglieri, con rilevanti responsabilità, al momento delle elezioni risultavano già indagati. In sintonia e piena coerenza con le parole del sindaco - incalza il comunicato -, il M5s auspicherebbe come atto dovuto alla città, in attesa del giudizio definitivo, le dimissioni da parte dei suddetti consiglieri. Il M5s - conclude il comunicato - è garantista e assume il principio costituzionale per cui nessuno è colpevole fino a condanna definitiva, ma i rappresentanti di una Pubblica amministrazione non devono dare adito ad alcun dubbio, e non solo essere ma anche apparire onesti, per rispetto di se stessi e degli elettori».

 

 

 

 

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ettore perziaIl Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Crotone Lucia Anna Altamura ha archiviato la posizione del consigliere comunale Ettore Perziano. Restano, quindi, 22 i consiglieri comunali di Crotone indagati per presunti illeciti commessi nel pagamento dei gettoni di presenza dovuti per la partecipazione ai lavori delle commissioni consiliari. Gli avvisi di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone erano stati consegnati a 24 consiglieri. Il gip accogliendo la richiesta del pm Gaetano Bono, titolare dell'indagine, aveva in prima battuta archiviata la posizione dell'ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, Domenico Mellace, ieri è toccato a Perziano vedere accolta la sua richiesta. Assistito dall'avvocato Giuseppe Napoli, Perziano ha dimostrato che i fatti a lui contestati non risultavano veri. A Perziano si contestava di avere partecipato a due commissioni che si erano tenute nello stesso orario, dalle ore 12 alle 12,40. E di avere firmato un verbale in qualità di vice presidente di una commissione . L'avvocato Napoli ha prodotto copia dei due verbali contestati e dagli stessi si evinceva che gli orari non risultavano identici. La prima riunione, infatti, si era tenuta dalle 12 alle 12,40, così come risultava nell'atto di contestazione del reato, ma nell'orario della seconda gli investigatori della Guardia di Finanza, avevano commesso un errore materiale, perché la riunione era iniziata alle 12,40 e si era conclusa alle 13. Per quanto riguarda, invece, la seconda contestazione il legale di Perziano ha dimostrato che il suo assistito non era mai stato nominato vicepresidente di commissione e che pertanto non poteva firmare il verbale.

 

 

 

 

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cesare spano2Stralcio di indagine per due consiglieri comunali di Crotone nell'ambito dell'inchiesta per presunte illegalità commesse per percepire gettoni di presenza. Nelle carte consegnate dagli investigatori delle forze dell'ordine al pm Gaetano Bono della Procura della Repubblica presso il tribunale di Crotone, titolare dell'indagine sulle riunioni delle commissioni comunali, non erano 24 i consiglieri indagati, ma 26. Per due il pm Bono ha chiesto uno stralcio in quanto reputava la loro posizione meno grave e, quindi, da archiviare. La decisione sull'archiviazione spetta al gip, che nel caso in questione è il giudice Michele Ciociola. Il gip ha deciso di accogliere la richiesta di archiviazione per il consigliere comunale Cesare Spanò, mentre per l'altro soggetto ha deciso che occorre approfondire la posizione con un supplemento d'indagine.


tribunale crotoneLa richiesta di incriminazione per i due rimasti fuori dalla prima ondata di avvisi di conclusione delle indagini era stata chiesta dagli investigatori della Digos, che per primi si sono occupati della questione. Successivamente la pratica è stata data interamente agli investigatori della Guardia di finanza di Crotone. La prima fase si è conclusa con la consegna dei 22 avvisi di conclusioni delle indagine. Vuol dire che gli indagati hanno 20 giorni di tempo, dal momento della notifica, per produrre memoria difensiva, altrimenti saranno rinviati a giudizio. Il consigliere Domenico Mellace, ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha prodotto la memoria difensiva e la procedura che lo riguardava è stata già archiviata. Mellace era accusato di avere messo presente, nella seduta del 22 dicembre 2015, il consigliere Antonio Trocino, che in quella data risultava essere a scuola dove esercita la professione di insegnante. Il 22 dicembre la scuola era chiusa per disposizioni della Regione Calabria per cui è venuta meno la ragione che aveva determinato la sua implicazione nell'indagine.

 

 

 

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