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Giovedì, 18 Luglio 2024

CRONACA NEWS

arresti kyterion2 interna unicaSono in tutto sedici le persone raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione "Kiterion II" dei Carabinieri che ha disarticolato la famiglia "Grande Aracri" della 'Ndrangheta jonica, attiva nel crotonese e con ramificazioni nel Nord Italia. Uno dei provvedimenti e' stato notificato in carcere a Nicolino Grande Aracri, 56 anni, detenuto e sottoposto al 41 bis, indicato dagli investigatori come il boss di Cutro ed al vertice della coincidente, ma meno estesa, struttura denominata Locale di Cutro. In carcere sono finiti Antonio Grande Aracri, 55 anni, fratello di Nicolino; Rocco Corda, detto "Rocchino", 45 anni, avvocato, Salvatore Scarpino, detto "Turuzzo", 50 anni, e Giuseppe Altilia, 50 anni. Mentre sono stati disposti gli arresti domiciliari per Grazia Veloce, 72 anni, Esterino Peta, 27 anni. L'ordinanza e' stata notificata in carcere, dove erano gia' detenuti per altra causa, oltre al presunto boss Nicolino Grande Aracri, anche ad Angelo Greco, di 50 anni, Gennaro Mellea, di 38 anni, Francesco Lamanna, di 54 anni, Alfonso Diletto, di 48 anni, Vito Martino, di 45 anni, Romolo Villirillo, detto "Pietro U' Porziano", di 37 anni, ai cugini Pasquale e Michele Diletto, rispettivamente di 36 e 29 anni, ed a Giuseppe Celi, di 38 anni. Questi ultimi si trovano detenuti presso le carceri di Catanzaro, oltre che di Milano, Oristano, Sassari, Spoleto, Taranto, Torino e Viterbo, in virtu' dei fermi disposti nel gennaio 2015 o delle ordinanze cautelari attuate nella ricollegata indagine "Aemilia", condotta dai Carabinieri dell'Emilia Romagna sotto la direzione della Dda di Bologna. Su ulteriori indagati sono stati raccolti elementi tali da configurare responsabilita' di rilievo, pur in assenza di presupposti che consentissero l'adozione di provvedimenti cautelari.

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L'attuazione dell'ordinanza nei confronti di sedici presunti esponenti del clan Grande-Aracri [LEGGI ARTICOLO] ha interessato i territori della provincia di Crotone (comuni di Cutro e Isola di Capo Rizzuto), il litorale Catanzarese e la citta' di Roma. Tra le condotte contestate agli indagati: numerose estorsioni tese a imporre subappalti nella fase di realizzazione e gestione di un parco eolico (Acciona Eolica Calabria Srl); sistematiche estorsioni ai danni dei villaggi turistici del litorale ionico, a cui venivano anche imposti servizi e prestazioni da parte di ditte vicine al sodalizio criminoso; la partecipazione all'omicidio di Antonio Dragone, capo di una compagine avversa, commesso in quella localita' il 10 maggio 2004; il concorso esterno all'associazione, attraverso il tentativo di condizionare le decisioni della Suprema Corte di Cassazione in merito ad un procedimento penale, anche mediante delle dazioni di danaro. A partire dal 2010, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone e gli omologhi del Comando Provinciale di Catanzaro, hanno scandagliato minuziosamente attivita' ed eventi delittuosi commessi a partire proprio dal 2004 e perpetrati sino a tempi recenti. Un lavoro lungo e assai complesso, fatto di intercettazioni telefoniche e ambientali, raccolta di testimonianze e riscontri sul campo, ha permesso agli investigatori e all'Autorita' Giudiziaria inquirente di ricostruire un quadro analitico di ruoli e responsabilita' di quello che e', a tutti gli effetti, uno dei gruppi malavitosi piu' aggressivi sul territorio nazionale.

 

 

 

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L'inchiesta della Dda di Catanzaro che stamani ha portato all'arresto di 16 tra boss e gregari della cosca Grande Aracri attiva nel crotonese e con ramificazioni in nord Italia [LEGGI ARTICOLO], ha portato alla scoperta anche
degli autori dell'omicidio di Antonio Dragone, il boss ucciso in un agguato il 10 maggio 2004 a Cutro. L'auto sulla quale Dragone viaggiava insieme ad altre due persone - rimaste illese - fu speronata dalla vettura dei sicari e quando il boss scese per cercare di fuggire fu raggiunto da numerosi colpi di mitra e di pistola al volto.

 

 

 

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rocco cordaC'è anche un avvocato tra le 16 persone arrestate stamani dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone [LEGGI ARTICOLO], in concorso con quelli di Catanzaro, con l'accusa di fare parte della cosca Grande Aracri. Si tratterebbe di Rocco Corda, detto "Rocchino", di 45 anni. Il legale, accusato di concorso  esterno in associazione mafiosa, per l'accusa avrebbe prestato la sua attività per le operazioni finanziarie della cosca e per cercare di condizionare le decisioni della Corte di Cassazione per avere sentenze favorevoli. Nell'inchiesta, comunque, non è coinvolto nessuno della Cassazione.

 

 

 

 

 

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grande aracri nicolinoScattata nella notte una vasta operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Crotone, con il concorso di quelli di Catanzaro, per la cattura di 16 persone tra presunti capi e gregari della cosca facente capo alla famiglia di 'ndrangheta 'Grande Aracri', attiva in provincia e con ramificazioni nel Nord Italia. Al blitz partecipano circa un centinaio di carabinieri, che stanno setacciando l'intera fascia dell'Alto Ionio calabrese. Gli arresti sono stati ordinati dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro per i reati di associazione mafiosa, estorsione, usura e omicidio. L'indagine dei militari ha consentito di far luce sulle attività intimidatorie e predatorie del clan, compreso l'omicidio di un vecchio boss del Crotonese ritenuto esponente di spicco della vecchia guardia 'ndranghetista. I dettagli dell'operazione, denominata 'Kiterion II' saranno resi noti nella conferenza stampa che si terrà alle ore 11 nella Procura della Repubblica di Catanzaro. Il boss Nicolino Grande Aracri e un fratello figurano tra le persone arrestate stamani. Un altro fratello del boss è invece indagato in stato di libertà. Nicolino Grande Aracri era già detenuto dovendo scontare alcune condanne per associazione mafiosa e perché coinvolto in altre inchieste, due delle quali coordinate dalla Dda di Bologna e Brescia sulle ramificazioni del clan in Emilia Romagna e Lombardia. Dall'inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro è emerso il ruolo dominante che la cosca Grande Aracri aveva assunto non solo sulla provincia di Crotone, ma anche su quelle di Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza, oltre che nel nord Italia.

 

 

 

 

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sequestro grande aracriREGGIO EMILIA - Sequestro, da parte dei Carabinieri, di beni per 2 milioni di euro - tra società, case, terreni, autorimesse e conti correnti - riconducibili alla cosca Grande Aracri. I militari di Reggio Emilia dalle prime ore della mattinata nelle province di Reggio Emilia, Mantova e Crotone e con il supporto dei comandi territorialmente competenti, stanno dando corso ad una vasta operazione antimafia. Nel dettaglio gli uomini dell'Arma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di 2 conti correnti e depositi bancari; 2 società di capitali; 7 appartamenti; 8 autorimesse e diversi terreni edificabili e seminativi nel Reggiano, nel Crotonese e nel Mantovano. La misura è stata emessa nei confronti del 61enne Francesco Grande Aracri, residente a Brescello, nel Reggiano, «elemento apicale - scrivono in una nota i Carabinieri - dell'articolazione 'ndranghetista attiva in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto collegata alla cosca Grande Aracri di Cutro capeggiata da Nicolino Grande Aracri Nicolino», detenuto e fratello del destinatario del sequestro. L'attuale provvedimento, benché autonomo, segue la confisca dei beni per 3 milioni di euro originata da un sequestro patrimoniale preventivo del 2013, l'operazione 'Zarina', condotta nel 2014 e l'operazione 'Aemilia' del 2015. L'atto, firmato dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia, è stato richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

 

 

 

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