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Lunedì, 26 Settembre 2022

CRONACA NEWS

ferraro arresto rapina carabinieriI carabinieri hanno arrestato stamattina a Crotone un uomo di 32 anni, Antonio Ferraro, con precedenti, accusato di essere la persona che poco prima, a viso scoperto ed armato di pistola, aveva compiuto una rapina in un bar del centro cittadino, impossessandosi di poco meno di cento euro. L'allarme che ha fatto scattare l'intervento dei carabinieri é stato dato dal proprietario del bar, una persona di 83 anni, che dopo l'uscita del rapinatore dal locale ha telefonato al 112. Ad imprimere una svolta alle indagini sono stati i numerosi tatuaggi che il bandito aveva sulle braccia e sulle mani, ripresi dalle telecamere del sistema di videosorveglianza installate nella zona in cui é ubicato il bar. Grazie proprio ai tatuaggi e ad alcune testimonianze, i militari sono giunti all'identificazione di Ferraro, che é stato rintracciato e arrestato nel quartiere "Fondo Gesù". Il rapinatore, su diposizione del pm della Procura della Repubblica di Crotone, Alessandro Riello, é stato condotto in carcere.

 

ferraro arresto rapina carabinieri pistolaLa tranquillità di una mattina soleggiata a Crotone, era stata turbata sabato scorso da una paurosa rapina con uso di armi in un noto bar in pieno centro in via XXV aprile. Erano le 13 quando un uomo a viso scoperto ha fatto irruzione nel bar-pasticceria e brandendo una pistola si è fatto consegnare quanto detenuto in cassa, poco meno di 100 euro, seminando il panico all’interno del locale. Momenti di paura si sono consumati anche fuori dal locale, poiché visto l’orario, la zona era particolarmente frequentata da donne al rientro dalla spesa e da genitori che erano andati a prendere i propri figli a scuola. Il rapinatore intanto, pistola alla mano, si è dileguato a piedi, tra lo scompiglio generale, tra i vicoli adiacenti. Il proprietario del bar, un signore del 1933, riavutosi da un primo e comprensibile momento di paura, appena compreso che il rapinatore si era definitivamente allontanato, ha subito chiamato il 112 dando le prime indicazioni necessarie. La Centrale Operativa del Comando Provinciale ha improntato dei posti di controllo nelle arterie stradali intorno la zona della rapina, non mancando di inviare pattuglie presso la Stazione Ferroviaria e dei Bus nel caso in cui, il delinquente fosse un “ trasfertista”. Sul posto della rapina, nel frattempo, si erano precipitati i comandanti della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile i quali hanno cominciato celermente ad effettuare le attività proprie di polizia giudiziaria, ovvero sopralluogo e repertamento prove, escussioni testimoniali ed estrapolazioni di immagini da circuiti di videoregistrazione. Dopo poco meno di 40 minuti dal compimento della rapina, mentre pattuglie con i colori d’istituto ed auto civetta setacciavano la città con particolar riferimento a locali ritrovo di pregiudicati e tossicodipendenti, i due Comandanti hanno fatto il punto della situazione sui dati acquisiti in merito all’accaduto: si cercava un uomo bianco, con accento locale, alto e magro, moro e con alcuni tatuaggi molto particolari su braccia e mani. Su questa base investigativa si è cercato di associare alla descrizione del rapinatore, un volto ed un nome: a tal fine alcuni immagini di una telecamera di sicurezza sono state estrapolate e mostrate a tutti i Carabinieri della città pitagorica per cercar di risalire al nome. Contemporaneamente alcuni investigatori del Nucleo Operativo hanno cercato di ricavare da un database in uso all’Arma, l’identità del soggetto partendo proprio dai tatuaggi. In pratica l’applicativo informatico utilizzato dai militari, collegato ad una banca dati dell’Arma, fornisce una serie di nominativi di pregiudicati, già arrestati, in merito alla descrizione dei tatuaggi e del relativo posizionamento sul corpo umano. Entrambi gli espedienti davano la medesima risposta: Antonio Ferraro, cl’84 pluripregiudicato. Tanto l’applicativo informatico, quanto la buona memoria di un Maresciallo della Stazione hanno fatto in modo che il rapinatore fosse ben presto individuato. Scattate quindi le ricerche presso i domicili noti del catturando, ovvero quello dei genitori e di alcuni zii: Ferraro tuttavia da tempo ha uno stile di vita particolarmente quantomeno sregolato per cui si è dovuto far convergere tutto il dispositivo di pattuglie sui quartieri Trecento alloggi e Fondo Gesù, ove qualche ora dopo veniva rintracciato e fermato. Portato in Caserma, a seguito di ulteriori accertamenti svolti analizzando proprio i tatuaggi ritratti nelle immagini delle telecamere e quelli del Ferraro, avuta l’assoluta certezza dell’identità dell’autore della rapina, i Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno dichiarato in arresto il Ferraro a seguito di fermo di indiziato di delitto. Ferraro che nel frattempo per non essere riconosciuto si era cambiato e ha occultato la pistola, tuttora oggetto di ulteriori ricerche, è stato quindi tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone, su disposizione del Sostituto Procuratore, dott. Alessandro Riello che segue la vicenda.

 

 

 

 

 

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polizia rapinaHanno picchiato a sangue e rapinato un connazionale usando anche un collo di bottiglia in vetro e un attrezzo utilizzato nelle arti marziali, per poi scagliarsi anche contro due poliziotti delle volanti intervenuti per porre fine all'aggressione. Due cittadini gambiani B.S., di 28 anni, e F.G. di 19, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a Crotone per rapina, violenza e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I due, entrambi residenti in Italia ma senza fissa dimora, sono stati sorpresi dagli agenti mentre percuotevano violentemente la vittima sanguinante a terra. L'uomo ha subito riferito di essere stato aggredito a calci e pugni e derubato di un cellulare. Contestualmente i due aggressori si sono scagliati anche contro i poliziotti tentando di colpirli con le armi improprie. Dopo una colluttazione gli agenti, malgrado i colpi subiti, sono riusciti a bloccare e disarmare i due. Addosso ad uno dei due è stato trovato anche il cellulare rubato alla vittima.

 

 

 

 

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BOLOGNA - Derubato del portafogli davanti a un locale del centro di Bologna, uno studente ventenne di Crotone ha inseguito e bloccato il ladro, un marocchino di 22 anni, che poco dopo è stato arrestato dalla polizia per rapina impropria. È successo verso le due della scorsa notte in via Marsala, nei pressi di una pizzeria da asporto dove la vittima era con alcuni amici. Uscito un momento dal locale, il ragazzo è stato avvicinato da due nordafricani che, al grido 'amico amico', lo hanno abbracciato e invitato a improvvisare una breve danza in mezzo alla strada. Il giovane è stato al gioco, per poi accorgersi di essere stato derubato del portafogli che conteneva circa 40 euro. Ha avvisato la polizia poi, insieme a un amico, si è messo a cercare i due ladri e li ha rintracciati poco lontano. Il 22enne marocchino, che avrebbe materialmente fatto il furto, è stato arrestato, il complice che era con lui, un connazionale di 21 anni, denunciato a piede libero. Denaro e portafogli sono stati recuperati.

 

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arrestati strongoliVIDEO - C'è un quarto uomo sfuggito alle ricerche operate ieri dalle Forze dell'ordine a seguito della rapina effettuata nella mattinata in una gioielleria di Strongoli Marina per mano di una banda armata di taglierini. L'uomo sarebbe di nazionalità straniera e, secondo quanto asserito dal comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone Francesco Iacono, avrebbe ormai le ore contate. Questo quarto componente del commando avrebbe forse fatto da "palo" alla rapina. I dettagli dell'operazione che ha portato al fermo quasi immediato dei tre individuati come autori della rapina sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Crotone [VIDEO]. Assieme al sostituto procuratore Luisiana Di Vittorio (al momento facente funzioni di capo della Procura) hanno preso parte il vicequestore Roberto Pellicone, il comandante provinciale dei Carabinieri Francesco Iacono, il nuovo capo della Squadra mobile della Questura Giovanni Cuciti e il comandante della Compagnia di Cirò Marina Fabio Falco. Insieme, hanno sottolineato come grazie all'azione congiunta degli investigatori della Squadra mobile di Crotone e dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, si è proceduto al fermo di tre persone due uomini e una donna. Si tratta di Leonardo Masucci, 40 anni (fratello di Michele, freddato nel 2007 davanti alla centrale a Biomasse di Strongoli); di Massimo Ausilio, classe 31 anni; e Maria Popa, anche lei di 31 anni. I tre, come anticipato ieri dalla ProvinciaKR [LEGGI ARTICOLO], hanno fatto irruzione nella gioielleria di via Macaone 92 a Strongoli Marina, facendo fare da esca alla donna di nazionalità rumena Popa.

 

La dinamica della rapina.

Intorno alle 9.30 di ieri mattina, una donna, ben vestiva (individuata in Maria Popa), ha suonato al campanello di sicurezza della gioielleria per farsi aprire la porta di accesso. La proprietaria dell’esercizio commerciale, dopo avere fatto entrare la sconosciuta, è stata travolta da due uomini a volto coperto (individuati in Leonardo Masucci e Massimo Ausilio) che, complici della prima , una volta entrati hanno immobilizzato la vittima, legandole con del nastro adesivo mani e piedi, maltrattandola e minacciandola con un taglierino. I tre malviventi hanno poi asportato dalla cassaforte e dai cassetti del bancone quanti più gioielli potevano, occultando la refurtiva all’interno di una sacca. Hanno anche stradicato via l’hard disck dell’impianto di videosorveglianza. Ma qualcosa è andato storo. Perché la fuga dei malfattori è stata ostacolata dall’intervento del fratello della vittima (nel frattempo rientrato nei pressi dell'esercizio) che, dall’esterno, ha provveduto a chiudere la porta della gioielleria nel tentativo di bloccare rapinatori. I malviventi, però, sono riusciti a reperire l’altra copia delle chiavi della porta e hanno così aperto la serratura dall’interno, dandosi a piedi alla fuga. Qualche metro dopo, però, sul lungomare della Marina di Strongoli, hanno scelto di abbandonare la refurtiva e il sistema di video sorveglianza.

 

Le operazioni di ricerca.

Grazie alle segnalazioni del titolare delle giorielleria, ma anche di alcuni testimoni della rapina, è scattato dopo pochi minuti l’allarme per le sale operative delle Forze di Polizia. Nel giro di pochi istanti, infatti, queste hanno fatto convergere sul luogo numerose pattuglie dei Carabinieri e della Questura che, con un piano coordinato, hanno subito proceduto alla ricerca dei fuggitivi, impiegando due elicotteri (uno della Polizia di Stato, l’altro dei Carabinieri) dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori e di numerosi equipaggi che rastrellavano non solo le zone limitrofe, ma anche le campagne circostanti. Sono così avvistati due soggetti che si davano alla fuga dalla gioielleria verso l’entroterra. L’immediato inseguimento dei due da parte delle pattuglie ha portato a bloccare (dopo nemmeno mezz'ora dalla conclusione della rapina) Leonardo Masucci. L'uomo era riuscito a dileguarsi nelle impervie campagne circostanti, occultandosi in un anfratto fra i campi. Qualcosa in più è occorso, sempre durante le ricerche, per rintracciare la donna romena che, invece, si èra nascosta in luogo non distante dalla gioielleria, anche lei celata fra dei rovi a lato di una strada. A quanto pare, la 31enne romena non è riuscita a tenere il passo dei due complici all'uscita della gioelleria è ha così ha deciso di nascondersi a qualche metro di distanza dalla stessa, mentre le ricerche erano intanto scattate altrove. La donna presentava alcune escoriazioni al momento del fermo. All'appello è poi rientrato anche il terzo presunto componente della banda Massimo Ausilio. Alcuni testimoni lo avebbero visto allontanarsi rapidamente dalla scena del crimine a bordo di una fiat 600 di colore nero. Sono immediatamente scattate le ricerche del mezzo che veniva rintracciato, presso l'abitazione di Ausilio a Cirò Marina. Sulla scorta di queste risultanze, i tre sono dunque stati sottoposti a fermo perché indiziati di delitto e quindi messi a disposizione del pm di turno Gaetano Bono che coordina le attività investigative.

 

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strongoli marinaPolizia e Carabinieri sulle tracce del terzo componente della banda che avrebbe fatto irruzione questa mattina all'interno del negozio di preziosi in via Macaone 92 della frazione di Strongoli.

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Tre persone, armate di taglierino, hanno compiuto una rapina stamattina in una gioielleria della frazione Marina di Strongoli. I banditi hanno malmenato la proprietaria costringendola a consegnare alcuni preziosi e sono poi fuggiti lungo la spiaggia, inseguiti dal fratello della titolare. Durante la fuga i banditi hanno abbandonato sulla spiaggia parte della refurtiva. Una persona è stata fermata da polizia e carabinieri e viene adesso sottoposta ad accertamenti. Intanto prosegue la caccia ai complici per cui le Forze dell'ordine si stanno servendo anche di un elicottero che sta sorvolando la zona del litorale. La gioielleria interessata dalla rapina sarebbe "Ororomeo" situata in via Macaone a Cirò Marina.

 

 

 

 

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