Domenica, 25 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

comitato discarica scandale«La Regione impedisca la realizzazione della discarica di Scandale». È l’appello lanciato dalle associazioni "Terra e Libertà", Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra, Arci, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione animali Calabria, Cooperativa Agorà Kroton e Wwf.
«Bene ha fatto – commentano – il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, a indire una conferenza stampa in cui ha espresso, a nome di tutta la comunità, il proprio no alla realizzazione dell'ennesima discarica che rischia di compromettere definitivamente l'ambiente, la salute e le produzioni agricole alla base dell'economia del nostro territorio.
Da dieci anni ad oggi i tentativi da parte della società Ecolsystema di realizzare una discarica di amianto prima ed una di rifiuti speciali non pericolosi poi, sono stati innumerevoli. Fare profitto, guadagnare a scapito della comunità, dell'ambiente, del territorio, del benessere comune, è lo sport più diffuso nella nostra provincia e nella nostra regione.
Tuttavia, ricordiamo che nel corso degli anni il Comune di Scandale e un grande movimento composto da comitati, associazioni e cittadini si è sempre opposto alla realizzazione di questa discarica, adottando tutte le misure burocratiche e amministrative necessarie a impedire la realizzazione dell'opera e mettendo in piedi un importante moto di opposizione popolare.
Non riusciamo a spiegarci come, puntualmente, ogni due o tre anni, la Ecolsystema torni alla carica e ottenga da qualche istituzione, in questo caso la Regione Calabria, la riapertura del procedimento o un atto autorizzativo favorevole nonostante il Piano energetico approvato dalla Regione Calabria nel 2005, escludesse, a seguito di un emendamento dell'allora consigliere regionale Pino Napoli, la possibilità di ubicare nel territorio crotonese ulteriori impianti di trattamento, trasformazione, conservazione e smaltimento di rifiuti di ogni genere, o suoi derivati
Ricordiamo, in tema di discariche, che la discarica privata di Crotone in località Columbra ha abbancato milioni e milioni di metri cubi di rifiuti tal quali provenienti da tutta la Calabria. Discarica che è tornata ad essere, in questi ultimi periodi, l'unico posto in cui riversare buona parte dei rifiuti provenienti da altre province calabresi.
Ci chiediamo come sia possibile che gli uffici competenti della regione Calabria siano sempre così sensibili nell'autorizzare scempi di tal fatta. A chi giova? Non certo alla comunità di Scandale, non certo alla provincia di Crotone, ai suoi abitanti e al suo ambiente.
Qualcosa non funziona, è evidente. Sarebbe opportuno che, in questo caso sì, ci fosse un'attenzione particolare nel capire e portare alla luce i metodi e i meccanismi autorizzativi degli enti preposti.
Noi, come sempre, non ci tireremo indietro. Impediremo con tutte le nostre energie e le nostre forze la realizzazione di questa ennesima discarica e contrasteremo chi intende realizzare il massimo profitto senza preoccuparsi di danneggiare irreversibilmente l'ambiente e il territorio.
Chiediamo infine con forza alla Regione Calabria, come già fatto dal sindaco Barberio, di indire in autotutela una nuova Conferenza di Servizi per opporsi alla realizzazione della discarica».

 

 

 

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tonino barberio2«Per noi il discorso della discarica nei pressi di Scandale era un discorso bloccato nel 2014». Il sindaco del centro crotonese, Antonio Barberio, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa presso la sala giunta della Provincia di Crotone, annunciando di aver scritto alla Regione per bloccare l'autorizzazione rilasciata confronti di Ecolsystemi per realizzare una discarica di rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina. In particolare, il sindaco di Scandale, ha chiesto alla Regione di sospendere in autotutela ogni decisione intrapresa in attesa di indire una nuova Conferenza dei servizi. Inoltre, il sindaco propone alla Regione di presentare opposizione al presidente del Consiglio dei ministri rispetto la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi che ha rilasciato l’Aia a Ecolsystemi. Le ragioni sono contenute in una lettera di 4 pagine che vi proponiamo integralmente. In essa, il sindaco richiama un ricorso al Presidente della Repubblica e il principio "discariche zero" contenuto nell'ultimo Piano regionale dei rifiuti. Oltre che alla Regione, il sindaco Berberio si rivolge al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte.


«Si fa riferimento alla comunicazione relativa all'esito della conferenza dei servizi del 10 gemmo 2019, per segnalare quanto segue. Preliminarmente si ribadisce la difficoltà di questa Amministrazione di essere ben edotta sulla problematica de qua, atteso che si è insediata solo nel giugno 2018. Ciò è stato segnalato in sede di riunione senza alcun esito.
Nel merito della vicenda, l'Amministrazione che si rappresenta ha già ribadito il proprio dissenso alla realizzazione di nuove discariche, nel territorio del Comune di Scandale, anche sulla base di argomentazioni giuridiche fondate sugli atti adottati.
Infatti, è evidente che il Ddg 2014/2010, di rilascio dell'Aia è stato annullato, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto in contrasto con il Pear del 2005 (così Consiglio di Stato — Adunanza 16 maggio 2012 – n. 3658/2012).
Nonostante ciò, l'Amministrazione regionale procedente continua a far rivivere il Ddg 2014/2010, richiamandolo quale atto presupposto di tutto l'iter istruttorio, unitamente ai Ddg n. 540 e 873/2011 sulla cui vigenza si nutrono fondati dubbi, atteso che si basano sugli stessi presupposti del DDG 2014/2010.
Le argomentazioni a sostegno dell'annullamento sono state individuate dal Consiglio di Stato nella "significativa presenza nel territorio crotonese di impianti industriali di trattamento dei rifiuti" e da ciò l’esclusione della possibilità di autorizzare ulteriori installazioni.
L'errore di fondo che permea tutta la vicenda è rappresentato dall'aver omesso di considerare quanto disposto dal Consiglio regionale della Calabria, con delibera n. 256 del 30 ottobre 2017, avente ad oggetto "Integrazione criteri localizzativi Piano Regionale gestione rifiuti" PRGR, approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 156 del 19 dicembre 2016.
Ora è che non può sfuggire al lettore come le motivazioni di cui alla deliberazione n. 256/2017 sono sostanzialmente simili a quelle che hanno legittimato l’annullamento del DDG 2014/2010,
Per comodità di lettura, si riporta il testo: "In applicazione di quanto previsto all' art. 199, comma 3, lett I, del D. Lgs 152/2006 e s.m.i., il PRGR riporta ai capitoli 19 e 23.6 i criteri localizzativi delle aree idonee e non idonee all'ubicazione degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché dei luoghi o degli impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, rimandando per le discariche al D. Igs n. 3612003. Il proliferare incontrollato e sconsiderato dell'utilizzo delle discariche in regione negli anni - anche per effetto dell'entrata in vigore del DPR n. 915/1982 - ha determinato la presenza di oltre 600 siti con concentrazione in alcune aree del territorio calabrese rispetto ad altre. Ne consegue la necessità di integrare il piano inserendo: alla parte III pag. 284 a seguire dell'ultimo periodo del capitolo 19.3. il seguente periodo: "Un ulteriore elemento valutativo finalizzato a contenere la realizzazione di impianti di discariche nelle aree in cui questi risultano già presenti con elevata concentrazione e che, quindi, determinano un significativo impatto negativo sull'ambiente circostante, deve tenere conto di un fattore di pressione discariche (fattore pressione"), da determinarsi considerando le volumetrie di discarica su unità di superficie, per come specificato al successivo paragrafo 23.6.2.1; alla parte III a pag. 390 di seguito al paragrafo 23.6.2.) il seguente paragrafo: 23.6.2.1 "Fattore pressione discariche - la localizzazione degli impianti di trattamento e di recupero di rifiuti deve assicurare un'equa ed uniforme distribuzione sul territorio calabrese, sulla base di un fattore di pressione territoriale". Il fattore di pressione discariche, da calcolare su scala comunale e provinciale da parte delle Province e della Città metropolitana di Reggio Calabria, entro sei mesi dall'approvazione della deliberazione di Consiglio regionale previa ricognizione, dei siti di discarica cessati, in post gestione, in gestione operativa con conferimenti ultimati o in corso, ivi compresi quelli non autorizzati, è determinato nel modo seguente: Omissis. Nella determinazione dei succitato fattore pressione dovranno essere considerate le volumetrie i siti già individuati dal PRGR al capitolo 17, relativamente agli impianti di discarica pubblica".
Il comune principio sotteso tanto al PEAR 2005 che al PRGR è questo: una elevata concentrazione di impianti nel territorio, ne impedisce la realizzazione di nuovi. Era sufficiente tener conto di quanto sopra evidenziato, per rigettare l'istanza di cui all'oggetto.
Si imponeva, pertanto, agli organi preposti (ASP, ARPACAL e STV), nella procedura di rilascio dei pareri, di tenere necessariamente conto di quanto sopra prescritto. Nulla di tutto ciò è stato verificato, considerato che gli attori della vicenda si sono semplicemente limitati a confermare un parere reso, ancor prima dell'entrata in vigore di tale disposizione, così come sotto elencato: parere favorevole della STV del 23.07.2015 semplicemente confermato con parere del 10.11.2017; parere favorevole dell'ASP di Crotone del 27.07.2016 semplicemente confermato in data 2.3.2017 ed in data 07.01.2019; parere favorevole della Provincia di Crotone del 9.9.2015 semplicemente confermato in data 26.07.2016; parere favorevole ARPACAL del 10.09.2015 confermato a verbale in sede di conferenza dei servizi del 10.01.2019; parere favorevole del dipartimento regionale dell'Agricoltura del 12.10.2016 semplicemente confermato in data 10.01.2019.
Basterebbe solo questo per far annullare la procedura fino ad oggi posta in essere dalla Regione Calabria, atteso che la riattivazione del procedimento de quo, sospeso ope legis dalla L.R. 4712017, ha registrato la semplice conferma dei pareri a suo tempo rilasciati, tutti antecedentemente alla obbligatorietà di tenere conto di un fattore di pressione discariche".
Un "Fattore di pressione", quale strumento che impedisce l'apertura di discariche o l'ampliamento di quelle esistenti in zone già ambientalmente stressate, che è stato considerando gravemente lesivo, per i propri interessi, dalla stessa società Ecolsystema, che ha presentato ricorso al Tar Calabria per l'annullamento, previa istanza di sospensiva, della deliberazione n. 256/2017. Il Tar, alla luce di una sommaria cognizione, ha, però respinto l’istanza avanzata con ordinanza n. 148/2018 e pertanto la deliberazione, oggetto di gravame, è pienamente valida ed efficace.
Le aporie istruttorie dei pareri rilasciati, presupposto per l'adozione del provvedimento finale, rappresentano una grave violazione dei principi di precauzione, prevenzione, oltre che violazione di legge, ed evidenziano una frettolosa attestazione di generica compatibilità dell'impianto oggetto di autorizzazione.
Nel procedimento oggetto di censura, si contesta, altresì, la violazione del principio di precauzione, che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati, al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente. Infatti, a fronte della manifestata richiesta di differimento della Conferenza dei servizi, da parte del Comune di Scandale, per attentamente valutare e precisare le richieste prescrizioni del sindaco, di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 il procedimento si è comunque concluso.
Il Comune non è stato, così, messo nelle condizioni di poter attentamente valutare, in quanto i pareri favorevoli resi da altre autorità sanitarie ed ambientali appaiono connotati da insufficienza, carenza e approssimazione degli stessi, per i motivi già illustrati, avendo completamente disatteso il parametro di carico "rifiuti/territorio", in violazione dei principi di protezione ambientale, tutela della salute, programmazione integrata, sicurezza ed autosufficienza.
Per tutto quanto sopra esposto, con riserva di tutelale nelle competenti sedi gli interessi del Comune di Scandale, si diffida l'Amministrazione Regionale procedente a dar corso a quanto risultante all'esito della conferenza dei servizi nonché, ai sensi degli art. 14 e ss. della L.241/90 e s.m.i., avendo espresso, in modo inequivoco, il proprio motivato dissenso, prima della conclusione dei lavori della conferenza: si sollecita l'amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies; si propone, contestualmente, opposizione al presidente del Consiglio dei ministri avverso la determinazione motivata di conclusione della conferenza».

 

 

 

 

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giammiglione«Discarica di Scandale Atto terzo: la Regione ci riprova». Lo scrivono in una nota le associazioni “Terra e Libertà”, Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra Crotone, Arci Crotone, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop Crotone, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione Animali Calabria e Cooperativa Agorà Kroton.
«L'epopea della discarica – commentano le 11 associazioni sottoscrittrici della nota – che dovrebbe sorgere in località Santa Marina di Scandale non si ferma e torna, più tetra che mai, la minaccia, l'ennesima, di costruire, in piena zona agricola di pregio con produzioni biologiche e a marchio Dop, una discarica. A quanto pare non sono bastate le battaglie portate avanti da istituzioni, associazioni, partiti politici e cittadini che, con continuità dal 2009, ribadiscono il proprio no a questa folle autorizzazione. L'iniziale progetto della discarica di amianto, grazie ad una ferrea e largamente condivisa mobilitazione, fu cestinato nel 2010. Ma gli aspiranti imprenditori della monnezza non si arresero e, nel 2015, avviarono nuovamente il progetto per la costruzione di una discarica nel medesimo luogo, puntando tutto sulla modifica dei codici Cer (codici identificativi dei rifiuti).
La modifica di tali codici, autorizzata dalla Regione Calabria, prevedeva che la discarica di Scandale dovesse accogliere non più amianto, ma rifiuti speciali non pericolosi. Nel marzo 2017, dopo l'ennesimo no espresso dal territorio, dopo innumerevoli rinvii della conferenza di servizi che avrebbe dovuto scrivere l'atto finale del procedimento autorizzativo, fu il dipartimento agricoltura della Regione a sollevare una pregiudiziale che imponeva il riesame di tutto il procedimento per verificare se il progetto presentato da Antonio Trivieri fosse o meno compatibile con la L.R. 8/2016, che aveva impegnato la Regione Calabria a vietare la costruzione di nuove discariche.
Il 10 gennaio scorso la Regione Calabria ha convocato una conferenza di servizi per procedere all'autorizzazione della discarica alla Ecolsystema. Che fine ha fatto il loop propagandistico del presidente Oliverio "discariche zero"? Di certo è risultato inutile in termini di tutela del territorio della nostra provincia e dannoso dal punto di vista politico il ruolo della crotonese Antonella Rizzo quale assessore regionale all'ambiente. Le posizioni tecniche e politiche assunte dal Comune di Scandale e dell'Ato rifiuti - che hanno espresso e ribadito senza soluzione di continuità con il passato - il no del territorio a questo sfregio ambientale, vanno certamente nella giusta direzione. Al contrario gli interessi e le incrostazioni di potere che riguardano la Regione Calabria - concludono - sono ormai diventati insopportabili perché continuano ad opporre alla difesa del territorio logiche dettate solo dal profitto e dall’interesse di pochi».

 

 

 

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omicidio scandaleSCANDALE - Un uomo, Giovanni Lucante, di 37 anni è stato ucciso questa mattina al culmine di una lite nella frazione Corazzo del Comune di Scandale in provincia di Crotone, in località Santa Anastasia. L'uomo è stato ucciso a colpi d'ascia, in campagna, e il movente dell'omicidio sarebbe legato a motivi personali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Crotone che hanno fermato il presunto assassino. L'uomo, Giovanni Voce, un 31enne, si trova al momento nella caserma dei carabinieri. La vittima lavorava in un terreno di proprietà della famiglia del presunto omicida.

 

 

 

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carabinieri radiomobileSCANDALE – I carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Crotone hanno avviato le indagini in seguito al ritrovamento del cadavere di tale Giovanni Lucante, di 36 anni. Il corpo senza vita dell'uomo è stato rinvenuto in località Santa Anastasia della frazione Corazzo, scomparso nella serata di ieri.

 

 

 

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pistole antiche carabinieriSCANDALE - I carabinieri di Scandale hanno arrestato un uomo di 42 anni per il possesso di armi antiche. Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato e sequestrato una pistola revolver Lefaucheux calibro 7 mm a spillo, una pistola ad avancarica, accensione a pietra focale, calibro 10 mm, ed una pistola ad avancarica, accensione a pietra focale, calibro 11,4 mm, tutte con congegni funzionanti e prive di numeri di matricola. L'arrestato, al termine dell'udienza di convalida, è stato rimesso.

 

 

 

 

 

 

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