Domenica, 09 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

protesta discarica santa marina scandale«Era il primo marzo del 2010 quando il dirigente generale del dipartimento Politiche dell'ambiente della Regione Calabria autorizzava la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina di Scandale. Esattamente 7 anni dopo, lo scorso 2 marzo ero finalmente in conferenza dei servizi, convinto di poter vedere concluso, una volta per tutte, l'iter autorizzativo dell'impianto». Inizia così la lunga lettera inviata alla stampa da Antonio Trivieri, il socio unico di "Ecolsystema Srl" che è il soggetto proponente della discarica in località Santa Marina di Scandale. Nella lettera-denuncia, l'imprenditore ripercorre tutte le tappe seguite per ottenere un iter autorizzativo per l'attività imprenditriale a tutt'oggi non concesso dalla Regione e si dichiara vittima di un presunto «monopolio sulla gestione dei rifiuti» vigente in Calabria. «Tra queste due date (1 marzo 2010 - 2 marzo 2017, ndr) - scrive Trivieri - non sono soltanto trascorsi 7 lunghissimi anni, ma si è consumata una vera e propria odissea burocratica la cui ragione mi fa sorgere il dubbio che la mia iniziativa imprenditoriale possa rompere l’attuale monopolio di gestione dei rifiuti, che opera in stato di emergenza con costi maggiori per la collettività e vantaggi per chi ne gestisce lo smaltimento. Vorrei non fosse vero, ma a questa amara consapevolezza sono arrivato dopo lunghi anni in cui, ottimista ed ingenuo, ho continuato ad essere rimbalzato dagli uffici regionali che chiedevano pareri e certificazioni sempre nuovi; ad essere bloccato da leggi regionali che sospendevano l'autorizzazione della discarica; a vedere rinviate le convocazioni della conferenza dei servizi per le più disparate ragioni. Non c'è stato passo in avanti compiuto, parere rilasciato che, in questi anni, non abbia dovuto ottenere attraverso sollecitazioni e diffide e nonostante questo, 7 anni dopo, la procastinazione della decisione continua. La mia odissea ha avuto inizio, dicevo, nel 2010, sebbene già da un paio d'anni lavorassi, con l'aiuto di professionisti del settore, al progetto di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi dedicata esclusivamente allo smaltimento di rifiuti contenenti amianto in località Santa Marina di Scandale, la cui utilità fu sottolineata da molti, considerata l'alta incidenza di amianto da smaltire. Tuttavia, subito dopo il decreto autorizzativo, comunicato l'avvio dei lavori, partirono una serie di sospensioni da parte del dirigente che aveva concesso l'autorizzazione e da parte del Comune di Scandale, per le proteste di qualche associazione. Tra sospensioni e revoche disposte dal Tar, che puntualmente mi dava ragione, sono trascorsi quasi due anni ed infine il 23/12/2011 veniva introdotta una norma ad hoc nella legge regionale n.47 del 23/12/2011 che all'articolo 54 disponeva la sospensione degli effetti delle autorizzazioni già rilasciate limitatamente alle discariche di amianto non ancora in funzione. Guarda caso calzava a pennello al mio impianto. Altri due anni sono trascorsi tra ricorsi vari, finché, avendo la Regione Calabria pubblicato una manifestazione di interesse per gestori di discariche e disponibili a ricevere nei propri impianti, vista l'emergenza regionale, rifiuti anche non autorizzati, ho riconvertito il progetto in una discarica di rifiuti non pericolosi per lo smaltimento dei rifiuti urbani non recuperabili, utile ad accogliere il residuo dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Ponticelli. Trascorso un anno ed ottenuto il parere favorevole della Struttura tecnica di valutazione regionale, il 14 settembre 2015 si sarebbe dovuta tenere la conferenza di servizi. Ma un anno e mezzo è trascorso tra rinvii vari motivati quando dallo smarrimento del fascicolo nel trasferimento degli uffici alla cittadella regionale, quando dall'impedimento del dirigente, quando dall'assenza al tavolo del Dipartimento Agricoltura della Regione. Nel frattempo, il 22 dicembre del 2016 è stato approvato il nuovo Piano regionale gestione rifiuti, è decaduta legge 8/2016, recante “Misure di salvaguardia in pendenza dell'approvazione del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti”, che aveva sospeso le autorizzazioni ed ho chiesto l'immediata convocazione della conferenza dei servizi. La risposta del dirigente generale del Dipartimento Ambiente Rodolfo Marsico è stata che aveva bisogno di tempo per studiare il nuovo piano... come se non fosse stato redatto dal settore di cui è a capo! Finalmente una data era stata individuata nel 31 gennaio ma, puntualmente, qualche giorno prima è arrivato l'ennesimo avviso di rinvio richiesto dal sindaco di Scandale per poter svolgere un consiglio comunale aperto sull'argomento. Consiglio che, tuttavia, non si è mai svolto. Ed eccoci al 2 marzo. Credevo davvero di essere arrivato alla fine di questa odissea ed invece ecco l'ennesimo coniglio dal cilindro: il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Carmelo Salvino, il cui parere era l'unico mancante, ha sollevato una pregiudiziale, facendo notare che essendo stata l'istruttoria avviata in vigenza della legge 8/2016 che sospendeva le autorizzazioni, va verificata la validità giuridica degli atti. A nulla sono valse le mie richieste di reinviare subito le carte alla Struttura tecnica di valutazione: ancora una volta è stata scelta la strada più lunga: chiedere un parere in merito all'avvocatura della Regione. Ora che non sono più ingenuo come un tempo so già come andranno le cose: il Dipartimento Ambiente invierà la richiesta di parere all'avvocatura non prima del termine ultimo di 30 giorni, a sua volta l'avvocatura potrà prendersene 90 e di nuovo il Dipartimento Ambiente ne avrà a disposizione 30 per comunicarci il parere. Il totale è di 150 giorni, sempre che non calcolino ferie e festivi: almeno altri 5 mesi con cui arriveremo alla fine del 2017. Ed anche se l'avvocatura decidesse che non ci sono pregiudizi alla legittimità dei pareri, sono certo che spunteranno altri cavilli, magari una miniera d'oro o chissà quale scarafaggio di specie protetta nel territorio individuato per la discarica. In extremis potrebbe intervenire qualche legge regionale ad hoc, come quell'articolo 54 della legge 47/2011 che sospese solo ed esclusivamente l'autorizzazione della mia discarica di amianto. Se la delusione dell'andamento della conferenza di servizi non fosse sufficiente, lo scorso 7 marzo è arrivato il colpo di grazia, con le dichiarazioni del governatore Oliverio riportate da “Il Crotonese”: “Sindaco stai tranquillo, la discarica non passerà mai”. Una dichiarazione gravissima da parte dell'amministratore di un ente che da anni mi tiene appeso ad un iter che pare infinito. Questo è davvero troppo anche per me che finora ho pazientato, ho rispettato regole e ruoli, ho operato nella massima trasparenza e legalità ed ho proposto al Comune di Scandale una vantaggiosa convenzione che prevede benefit per la popolazione, oltre ad assicurare l'assunzione di non meno di 15 unità lavorative selezionate tra i residenti. Forse, come dicevo all'inizio, sono semplicemente scomodo perché con la mia iniziativa imprenditoriale rompo la gestione attuale dei rifiuti, sebbene io offra semplicemente l'ultimo passaggio della catena, ovvero lo smaltimento degli scarti della selezione dei rifiuti urbani. Passaggio che, è bene che i cittadini lo sappiano, consentirebbe a tutti i cittadini di risparmiare denaro rispetto all’attuale sistema di lavoro in emergenza. Le dichiarazioni riportate, sono state per dovuta conoscenza inviate alla Procura della Repubblica».

 

 

 

 

 

 

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protesta discarica scandaleFilippo Sestito dell’Arci, Filly Pollinzi di Possibile, Teresa Liguori di Italia Nostra ed Elsa Bonazza della Cgil scrivono che «a ridosso della conferenza di servizi che si terrà il prossimo 2 marzo, a conclusione dell’iter autorizzativo relativo alla discarica di Santa Marina di Scandale, non registriamo la necessaria e dovuta attenzione da parte delle istituzioni preposte alla tutela del nostro territorio, martoriato da politiche inadeguate». «Nessuna notizia – commentano i quattro scriventi – è giunta alla cittadinanza da parte degli enti interessati e convocati presso la Cittadella regionale a Catanzaro per il prossimo giovedì. Ad oggi la Provincia di Crotone, la Asp - Servizio igiene e sanità pubblica, il dipartimento provinciale dell’Arpacal e il dipartimento Agricoltura della Regione Calabria non hanno palesato alcuna volontà in ordine al progetto della “Ecolsystema Srl”, trincerati dietro un pesante silenzio che li renderebbe complici dello scempio ambientale in atto. Riteniamo che non sia né pensabile né immaginabile che ogni pezzo di terra del nostro territorio sia destinato a diventare un buco dove interrare rifiuti, di qualsiasi genere, favorendo il profitto a tutti i costi a scapito dei diritti dei cittadini. Ricordiamo che più di cinque anni fa, quando fu posto in essere lo stesso tentativo di insediare e realizzare la discarica di amianto in località Santa Marina di Scandale, le istituzioni tutte, con il Comune di Scandale in testa, e la cittadinanza scesero in strada bloccando la strada statale 107 e prendendo una posizione netta e contraria. Oggi registriamo il silenzio. Perché? Cosa è cambiato? E’ la crisi economica che attanaglia il nostro territorio a favorire il tentativo di tenere “tiepide” le istituzioni di fronte ad argomenti così contingenti oppure sono pressioni ed interessi di altra natura, che non si leggono sul giornale e che vivono di parole sussurrate nell’ombra, a far sì che tutto taccia? Se così fosse non saranno sufficienti le pressioni di nessun genere a fermare il cambiamento e la voglia di riscatto del territorio ma ci renderanno più forti e convinti che la strada che abbiamo intrapreso dicendo no alla devastazione del territorio è la strada giusta. Auspichiamo che tutte le istituzioni coinvolte sappiano ritrovare il coraggio di difendere i cittadini ed il territorio che sono chiamati ad amministrare. In caso contrario le pressioni forti di un movimento coeso e partecipato saranno in grado, così come è avvenuto in passato, di difendere anche da fuori le istituzioni, il nostro territorio, la nostra salute ed il nostro futuro».

 

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«No alla discarica di Santa Marina: il sindaco tace». Lo ribadiscono in una nota i portavoce del MoVimento 5 stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Ancora una volta – commentano i due – si vuole trasformare il territorio crotonese in una discarica. Mentre la Regione Calabria approva il piano regionale dei rifiuti con l'obiettivo "discariche zero'', nel territorio di Scandale, al confine con i comuni di Crotone e Rocca di Neto, si riesuma il progetto della discarica di Santa Marina. Il M5s di Crotone – è scritto nella nota – chiede al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, in rappresentanza di tutti i cittadini, di far sentire il “No” dei cittadini alla realizzazione di ulteriori impianti ad alto impatto e rischio ambientale, in un comprensorio già disseminato di mezzi di trattamento rifiuti e di siti inquinati. Per la tutela della nostra salute – sottolineano i consiglieri comunali pentastellati – e per la valorizzazione di prodotti che hanno conseguito la registrazione di marchi collettivi Dop con indicazione dell'origine geografica o di prodotti di nicchia come il pecorino crotonese, dobbiamo difendere a tutti i costi i territori minacciati dalla volontà espressa di realizzare questa discarica. Ecco il nostro appello accorato: egregio sindaco, non si può aspettare che sia troppo tardi! Ti chiediamo di far sentire in maniera chiara e decisa il “No” dei crotonesi all'ennesima discarica».

 

 

 

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protesta discarica scandale«La vicenda inerente la discarica di Scandale è emblematica della parabola politica relativa alla gestione del territorio e di come gli interessi dei privati mirino ad influenzare le scelte politiche in danno dei cittadini». A dichiararlo sono il comitato Verità democrazia e partecipazione, il Movimento 5 stelle, il comitato “Mediterraneo Possibile” di Crotone, il Partito della Rifondazione comunista – federazione provinciale, il Partito comunista di Crotone, il meetup “Amici di Beppe Grillo” Crotone, Gak-Gruppo archeologico krotoniate, Italia nostra sezione di Crotone, il movimento Diritti del cittadino – Mddc, la Funzione pubblica Cgil e la Camera del lavoro di Crotone. «Inaccettabili – prosegue la nota –, in quest’ottica, appaiono le dichiarazioni della Ecolsystema su presunti vantaggi che il folle progetto potrebbe portare alla cittadinanza. Proporre una convenzione in cui per pochi spiccioli si spera di ottenere il plauso di una cittadinanza costretta a fare i conti con l’ennesima discarica è un’offesa alla dignità dei cittadini. Il progetto della discarica di Scandale promuove quelle forme di distruzione dell’economia locale a vantaggio del singolo imprenditore ed è un problema che coinvolge e riguarda tutti i cittadini della provincia, e non solo i cittadini di Scandale o il sindaco Pingitore. A sostegno delle ragioni del territorio, degli agricoltori e dalla salute pubblica è in campo da sempre una schiera molto più ampia di soggetti politici, associazioni e cittadini che non sono disposti a svendere per pochi spiccioli ed una borsa di studio l’economia di un paese e la tutela del territorio. Auspichiamo che a favore di questa battaglia si schieri tutta l’opinione pubblica per mandare un messaggio forte ed univoco alle istituzioni ed alla politica: non è più tempo di proclami. Occorre decidere ora favorendo l’agricoltura e lo sviluppo economico ecosostenibile ed ecocompatibile. Le discariche danneggiano questo tipo di economia e non producono posti di lavoro, a differenza del sistema di raccolta differenziata che, come testimoniano numerose esperienze positive in Italia, sono in grado di sviluppare l’occupazione e perseguire l’obiettivo di città pulite e a misura di cittadino».

 

 

 

 

 

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protesta discarica scandale«Il prossimo 31 gennaio è stata convocata una Conferenza di Servizi inerente al procedimento autorizzativo della discarica da realizzarsi in località Santa Marina, nel Comune di Scandale». A darne notizia sono i portavoce del Movimento 5 stelle Paolo Parentela (Camera dei deputati), Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia (consiglio Comunale di Crotone). «Una vicenda quella della discarica di Scandale – commentano i tre a nome del movimento – che ha assunto in questi lunghi mesi aspetti grotteschi. Nel 2010 – ricorda la nota – la Ecolsystema presenta alla Regione Calabria il progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti contenenti amianto, ma i cittadini di tutta la provincia oppongono una ferrea resistenza all'ennesima discarica sul territorio della provincia di Crotone, specie in una zona interessata da colture di pregio e biologiche, che è anche zona di pascolo di ovini per la produzione di formaggi a marchio Dop. La difesa dei cittadini per i prodotti agroalimentari che sono forza e motivo di riconoscimento per il nostro territorio vince sui progetti avallati dalla Regione Calabria che intendono trasformare l'intera area crotonese in una discarica quindi, nel 2013, il progetto viene accantonato. Nel 2016 – ricostruisce ancora la nota – ricomincia l'epopea della discarica a Santa Marina di Scandale ed assistiamo, nel corso dei mesi, ad una politica schizofrenica della Regione Calabria e dell'assessorato regionale all'Ambiente. Ecolsystema chiede la trasformazione dei codici Cer – identificativi della tipologia di rifiuti d'ingresso in discarica – e la ottiene, cosicché il vecchio progetto di discarica di amianto torna a nuova vita e si trasforma in quello di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. Da quel momento in poi – scrivono i portavoce pentastellati – abbiamo assistito a un ballo senza precedenti con conferenze di servizi fissate in pieno agosto, in un momento di probabile distrazione dei cittadini. Ma il Movimento 5 stelle – incalzano – e tanti cittadini non si fanno trovare impreparati e lo stesso portavoce alla Camera Paolo Parentela chiedono all'assessore Rizzo spiegazioni su quello che sembra essere un altro regalo di parti di territorio a privati che hanno rilevanti interessi nel campo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria. Ricordiamo, infatti, che ancora oggi, nonostante la fine del commissariamento, si agisce sulla base del "contingibile e urgente", fine e mezzo dell'eterna emergenza. In funzione di quel "contingibile e urgente", vengono utilizzati gli impianti che non hanno l'Autorizzazione integrata ambientale, che funzionavano per i poteri speciali che aveva il commissario e continuano a lavorare senza neanche un minimo esercizio di manutenzione o ammodernamento e, per di più, senza permessi. La situazione regionale di gestione dei rifiuti – stigmatizzano i pentastellati – ancora oggi si fonda sul circuito privato (discariche di Celico, Crotone e Pianopoli), mentre la sola discarica pubblica disponibile assorbe solo il 4% della totalità degli scarti di lavorazione. Per capire quanto consistente sia il business basti pensare che un imprenditore, con un sito dalla capacità di 650 tonnellate annue, ha un incasso di 50 milioni in dodici mesi. Ecco che la spazzatura per alcuni si trasforma in oro ed è questo il motivo di tanto impegno da parte della Ecolsystema. La Regione Calabria e l'assessore Rizzo – sottolineano –, dal canto loro, ad ogni accenno di contrarietà alla nuova discarica oppongono rassicurazioni fondate sulla Legge regionale numero 8 del 2016, emanata in attesa dell'approvazione del Piano regionale per gestione dei rifiuti, che imporrebbe il principio "discariche zero". Eppure, la tanto declamata legge, in vigore dal 16 febbraio 2016, non ha impedito ben tre conferenze di servizi convocate per il completamento dell'iter procedurale previsto per la realizzazione del progetto di Ecolsystema. Infatti, la Legge regionale numero 8 del 2016, benché effettivamente recepisca il principio "zero discariche", trova applicazione solo per i nuovi progetti e non anche per quelli, come la discarica in Santa Marina di Scandale, già precedentemente avviati. Perché è a questo che serve lo stratagemma del cambio dei codici Cer: mutare il progetto in corso d'opera, di fatto progettare una discarica nuova e diversa rispetto all'impianto precedente, ma "godere" dei vantaggi di un procedimento in itinere. E così passano i mesi, tra convocazioni di conferenze di servizi, acquisizioni di pareri dagli enti ed organismi interessati e comunicati stampa in cui l'assessore Rizzo urla al mondo il suo amore per il territorio che le ha dato i natali, amore che lei ricambia con il principio "discariche zero". E se l'incoerenza politica non avesse raggiunto ancora l'apice, ci pensa il dipartimento Ambiente e territorio della Regione Calabria che, con una nota inviata alla Provincia di Crotone, alla Asp, all'Arpacal, al dipartimento Agricoltura e alla Ecolsystema convoca un'altra conferenza di servizi prevista per il prossimo 31 gennaio, il cui Odg comprende l'approvazione in consiglio regionale del nuovo Prgr, che fa venir meno la portata applicativa della legge "discariche zero". Sul punto, però, corre l'obbligo di ricordare all'assessore Rizzo le sue stesse dichiarazioni che, da due mesi riempono le pagine dei giornali. La Rizzo, infatti, in tema di discariche di servizio per l'opera di bonifica dell'ex area industriale di Crotone, con fermezza ha ribadito che la creazione di una discarica ad hoc ai fini della bonifica fosse fuori discussione perché incompatibile con il principio "discariche zero", temporaneamente contenuto nella Legge regionale numero 8 del 2016 e recepito nel Piano regionale gestione rifiuti. Dunque, il Prgr prevede l'impossibilità di realizzare altre discariche, di fatto recependo i dettami della Legge regionale numero 8 del 2016 o no? L'operato dei Dipartimenti regionali interessati è in contrasto anche con quanto disposto dall'articolo 16 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 40 che vieta, nelle aree agricole, ogni attività di deposito, smaltimento e lavorazione di rifiuti non derivante dall'attività agricola o da attività ad esse complementari, situate all'interno o in contiguità di zone agricole direttamente investite da coltivazioni di pregio con tutela o marchio di qualità, o da produzioni agroalimentari certificate. Nella zona di Scandale sono numerose le aziende agricole che forniscono prodotti di eccellenza con marchio di origine riconosciuto dall'Unione europea, così come sono numerose le aziende agricole che operano nel biologico. Una discarica, l'ennesima in Calabria, che mette a rischio le attività economiche dei cittadini della zona; un vero e proprio attentato all'economia, già precaria, della nostra Calabria. La confusione regna sovrana e mentre la Regione porta avanti il gioco delle tre carte i cittadini, ma soprattutto gli agricoltori di Scandale, vivono con una spada di Damocle sulla testa. Se da una parte ci sono gli interessi di Ecolsystema, dall'altra parte ci sono gli interessi dei cittadini e di un territorio ormai esausto. La Regione scelga da quale parte stare, consapevole, però, che il M5s sarà sempre con i cittadini a difesa dei diritti, della salute e del bene comune».

 

 

 

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rifiuti corazzoAncora rifiuti scaricati illegalmente scoperti dalle guardie zoofile "Accademia Kronos" Crotone. La scorsa domenica, le guardie zoofile impegnate in un servizio di controllo del territorio, nel comune di Scandale, nella frazione Corazzo (KR), hanno notato un ingente quantitativo di rifiuti misti su di un terreno incolto nei pressi di un rustico disabitato. I rifiuti ritrovati sono stati classificati come rifiuti speciali derivanti da materiali misti ingombranti "rifiuti urbani". Nelle vicinanze, inoltre, sono stati scoperti altri rifiuti provenienti da operazioni di demolizione e costruzione edilizia. Da quanto si è potuto appurare nel corso del servizio di controllo, si tratta di un fenomeno di abbandono incontrollato di rifiuti. Al momento del sopralluogo non vi erano persone in grado di dare notizie utili al fine di individuare gli autori. Il tutto è stato comunicato agli enti predisposti ed al Comune interessato per avviare le procedure del caso. L'associazione invita i cittadini a fare segnalazioni al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

 

 

 

 

 

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