Domenica, 09 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

roccadineto rifiuti2Gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato un'area di duemila metri quadri divenuta sito di deposito incontrollato di rifiuti in località Sant'Agostino di Rocca di Neto. Nel sito sono stati trovati rifiuti di vario tipo: elettrodomestici, pneumatici, materiali plastici e ferrosi, oltre a rifiuti provenienti da abitazioni. L'area, recintata e di proprietà comunale, non aveva alcun tipo di autorizzazione per lo stoccaggio. All'interno del sito si trovava un container carico di rifiuti, presenti d'altronde anche fuori della recinzione. Per impedire l'abbandono ulteriore dei rifiuti i forestali hanno sequestrato l'area informando dei fatti l'Autorità giudiziaria. Il sito posto sotto sequestro è ubicato in una zona periferica del centro urbano di Rocca di Neto, non lontana da abitazioni. Al momento del sopralluogo presentava tracce di incendi pregressi, appiccati verosimilmente per diminuire il volume dei rifiuti. La combustione dei materiali plastici, com'è noto, produce il rilascio nell'ambiente di diossine, una classe di composti chimici molto tossici per gli animali e l'uomo. Esse sono ritenute uno dei più potenti veleni conosciuti e sono cancerogene. La contaminazione dell'ambiente per mezzo delle diossine deve, pertanto, essere evitata con ogni cura. L'intervento dei forestali ha interrotto questa condotta illecita, fonte di rischi per l'ambiente e la comunità umana. Sono in corso ulteriori accertamenti per fare emergere responsabilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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novellame sequestro2Personale della Capitaneria di porto di Crotone, congiuntamente all'Ufficio marittimo di Cirò Marina, ha sequestrato in due distinte operazioni 164 chili di novellame di sardina. Il sequestro è avvenuto nel corso di un servizio di controllo lungo il litorale e nelle vie cittadine di Isola di Capo Rizzuto e Cirò Marina. In un caso, i militari hanno notato una barca da diporto fare pesca con una rete e poi hanno trovato un furgone con all'interno 154 chili di novellame. Due persone sono state denunciate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Dda di Bologna è subentrata nel sequestro preventivo di beni (secondo la legge antimafia) eseguito nei confronti dell'imprenditore Palmo Vertinelli, 53 anni, originario di Cutro (Crotone) e residente nel Reggiano.

Era stato colpito dal provvedimento richiesto dalla procura di Reggio Emilia una settimana prima che scattassero i 117 arresti dell'operazione Aemilia, il 28 gennaio. Gli erano stati bloccati beni per 10 milioni di euro. Accusato di associazione mafiosa in quanto ritenuto la 'cassaforte' del clan Grande Aracri, è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere e si è costituito sabato scorso, dopo essere stato latitante. Al provvedimento di sequestro reggiano - giustificato dalla pericolosità sociale del soggetto - si è affiancato ora un analogo provvedimento della procura distrettuale per pericolosità, dovuta all'accusa di far parte dell'associazione mafiosa. I due provvedimenti saranno riuniti e portati avanti davanti al tribunale di Reggio Emilia dalla procura antimafia. Intanto ieri è stata depositata la decisione del tribunale del Riesame che ha confermato la custodia cautelare in carcere per Nicolino Grande Aracri, che nell'inchiesta Aemilia non risponde di associazione mafiosa. Per il presunto boss, che era stato raggiunto dall'ordinanza nel carcere di Opera dove si trovava per altre vicende, i giudici hanno escluso la gravità indiziaria di alcuni episodi, ma la custodia cautelare è stata confermata per altri. Grande Aracri è difeso dall'avvocato Alessandro Sivelli.

 

 

 

 

 

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guardia di finanzaUn capannone industriale, 4 appartamenti tra Roma, Crotone ed Isola Capo Rizzuto e un terreno in provincia di Varese, per un valore complessivo di 2 milioni e 760 mila euro, sono stati sequestrati dal nucleo Polizia tributaria della Guardia di finanza di Crotone al rappresentante di una società di capitali, indagato per il reato di omessa dichiarazione fiscale. Il sequestro è giunto dopo una verifica fiscale compiuta nel 2014. Il provvedimento di sequestro è
stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Michele Ciociola, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Alessandro Riello. Nel corso delle indagini, i finanzieri avrebbero scoperto una consistente evasione fiscale. L'impresa, infatti, tra il 2008 ed il 2012 non avrebbe presentato, secondo l'accusa, le dichiarazioni, pur avendo conseguito ricavi per circa 8 milioni di euro derivanti da una serie di compravendite immobiliari e da altre operazioni di gestione scoperte grazie all'esame dei conti correnti bancari e postali effettuato nell'ambito delle indagini finanziarie. Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, ha consentito di aggredire il patrimonio personale dell'indagato fino agli importi dell'Iva e delle imposte sui redditi evase, pari a 2.760.000 euro.

 

 

 

 

 

 

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Si tratta di un'attività di Isola Capo Rizzuto. L'ammontare dei beni cui sono stati posti i sigilli è di 825 mila euro.

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sequestro reggioemiliaREGGIO EMILIA - Aziende, fabbricati, auto, terreni, conti e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 10 milioni di euro sono state sequestrate tra le province di Reggio Emilia, Parma e Crotone dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza reggiana. Il provvedimento emesso ai sensi della normativa antimafia dal Tribunale scaturisce dalla proposta avanzata dal procuratore capo Giorgio Grandinetti nei confronti di un 54enne, originario di Cutro. L'operazione delle Fiamme Gialle ha riguardato i beni intestati a Palmo Vertinelli, originario del Crotonese, ma domiciliato a Montecchio (Reggio Emilia), e ad alcuni suoi familiari. Secondo gli investigatori, sarebbe un soggetto socialmente pericoloso e, anche se non affiliato alla criminalità organizzata, avrebbe "conoscenze interessate" - come definite dal colonnello Ippazio Bleve - cioè avrebbe contatti anche economici con soggetti vicini alla 'ndrangheta.

 

I contenuti dell'inchiesta.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti «I redditi dichiarati presentavano valori neppure sufficienti a corpire la spesa media annua familiare individuata dall'Istat». All'esito delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia sarebbe emerso che la "conoscenza interessata" di ambienti associativi criminali da parte del Vertinelli, si baserebbe su tre elementi: «dalle risultanze investigative di alcune operazioni anticrimine svolte e dalla sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro nel dicembre 2003, quantunque nella circostanza è stata esclusa la stabile appartenenza del Palmo all'individuato sodalizio criminale capeggiato da Nicolino Grande Aracri; dall'attività di polizia economico- finanziaria svolta, dalle Fiamme Gialle reggiane, al termine della quale veniva denunciato per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture false; dall'interdittiva emessa dalla Prefettura di Reggio Emilia là dove si evidenziavano i rapporti di frequentazione e familiarità del Palmo con i Grande Aracri ed altri pericolosi esponenti di Cutro e Isola di Capo Rizzuto». «Le nostre indagini, partite oltre un anno fa - ha spiegato il comandante del nucleo di polizia tributaria di Reggio Emilia, tenente colonnello Giuseppe Tondi - hanno permesso di ricostruire il patrimonio di Vertinelli a partire dal 1993». «Vertinelli - ha aggiunto il colonnello della Finanza Ippazio Bleve - era stato arrestato anche nell'ambito dell'operazione Scacco Matto della Dda di Catanzaro, con l'accusa di associazione mafiosa  è stato assolto ma le indagini hanno permesso di individuare suoi rapporti con persone collegate alla criminalità organizzata. Anche sulla base di queste informazioni, un'azienda di Vertinelli, nel 2010, era stata colpita da interdittiva antimafia della prefettura di Reggio Emilia». Inoltre le Fiamme Gialle lo avevano denunciato per dichiarazioni fraudolente mediante l'uso di false fatturazioni.

 

I beni posti sotto sequestro dal Tribunale.

Trenta finanzieri stanno procedendo al sequestro, nelle province di Reggio Emilia, Parma e Crotone delle quote societarie riferite a: Impresa Vertinelli S.r.l., Edilizia Costruzioni Generali s.r.l., Mille Fiori s.r.l., Bar Tangenziale Nord-Est Sas. I sigilli sono stati apposti anche dei beni immobili: un complesso immobiliare, costituito da 9 appartamenti ed un'autorimessa, sito a Isola di Capo Rizzuto (KR); un complesso immobiliare, costituito da 3 appartamenti e 3 autorimesse, sito a Gattatico (RE); un complesso immobiliare, costituito da 8 appartamenti e 3 autorimesse, sito a Montecchio Emilia (RE); un complesso immobiliare, costituito da 3 appartamenti, 3 autorimesse ed un terreno, sito a Montechiarugolo (PR); un complesso immobiliare, costituito da un appartamento e 3 autorimesse, sito a Soragna (PR); un appartamento sito in Busseto (PR); un complesso immobiliare, costituito da 10 appartamenti, 2 autorimesse ed un magazzino, sito a Montecchio Emilia (RE); un complesso immobiliare, costituito da un appartamento, 1 opificio, 1 magazzino ed 1 negozio, sito a Montecchio Emilia (RE), un appartamento sito a Montecchio Emilia (RE); un appartamento sito a Montecchio Emilia (RE); un terreno sito in Crotone. Sono sotto sequestro, infine, anche 3 automezzi, 2 autovetture, 2 ciclomotori e disponibilità finanziarie in via di quantificazione.

 

 

 

 

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