Mercoledì, 05 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

ISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali nei giorni scorsi hanno sequestrato un apiario all’interno di un eucalipteto in località “Concio”. Le arnie non figuravano registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario non è stato ancora individuato. Durante un controllo del territorio i militari delle stazioni dipendenti dal Gruppo carabinieri forestale Crotone hanno localizzato in un eucalipteto un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. L’apiario non figurava registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Malgrado i numerosi contatti stabiliti con i veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale e diversi apicoltori non è stato possibile individuare il proprietario. Le modalità di gestione dell’apiario sembrerebbero indicare che il proprietario provenga dalla Sicilia. Alcune arnie recavano i contrassegni Md e altre Ms. Molte di esse erano complete di melari, segno che l’alveare era in produzione. Gli eucaliptus, d’altronde, sono ancora in fioritura e non doveva mancare polline e nettare così ricercati dalle api. Sono state poste sotto sequestro in tutto 67 arnie. Il servizio veterinario, al momento degli accertamenti non presente sul luogo, dovrà eseguire controlli ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti, così come previsto dalle norme vigenti. Il rinvenimento dello scarabeo dell’alveare (Aethina tumida), parassita delle api endemico dell’Africa sub sahariana, nel 2014 nella provincia di Reggio Calabria e successivamente in Sicilia, ha destato preoccupazione negli addetti ai lavori. Il coleottero, infatti, è in grado di moltiplicarsi rapidamente in presenza di larve di api e di miele in favo. Gli esemplari adulti possono volare fino ad alcuni km e colonizzare altri alveari. La movimentazione di alveari e di loro parti è soggetta a precise restrizioni sotto il controllo dei Servizi veterinari dell’Asp, con l’obiettivo di prevenire la diffusione dei parassiti che rischierebbero di infliggere danni enormi ad un settore già penalizzato dalla presenza di zoopatie e dall’uso sconsiderato di pesticidi in agricoltura.

Pubblicato in Cronaca

sequestro lampugheNella giornata di ieri gli uomini della Capitaneria di porto di Crotone hanno sequestrato 700 chilogrammi di prodotto ittico di illecita provenienza, pescato in acque locali e diretto verso imprese commerciali del territorio nazionale, privo di qualsivoglia documentazione che ne attestasse la tracciabilità. L’operazione di polizia è stata condotta al termine di un’intensa attività d’indagine nella provincia di Crotone, finalizzata alla verifica del rispetto della normativa in materia di cattura, produzione, trasporto e commercializzazione dei prodotti della pesca da parte degli esercenti locali. Gli uomini della Capitaneria di porto hanno intercettato su strada un vettore intento al trasporto di prodotto ittico appena pescato. Al conducente del veicolo, riconducibile ad imprese ittiche non locali, privo di documentazione di trasporto, veniva contestata l’illecita condotta con elevazione di sanzione amministrativa di euro 1.500,00 e contestuale sequestro dell’intera partita del valore stimato di circa euro 4.000,00. Il prodotto ittico sequestrato, costituito nella totalità da esemplari di lampuga, è stato dichiarato dai veterinari dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone non edibile e, pertanto, avviato a distruzione. L’attività di intelligence aveva già consentito di individuazione e perseguire alcuni motopesca risultati non in regola con i prescritti obblighi in materia di regolarizzazione dell’arrivo in porto con elevazione di ulteriori sanzioni amministrative. I controlli proseguiranno lungo l’intera filiera della pesca, sia in mare che a terra, a salvaguardia dell’ambiente e della salute del consumatore.

 

 

Pubblicato in Cronaca

arnie api sequestroI carabinieri forestali, alcuni giorni fa, hanno rinvenuto e sequestrato un apiario nei pressi di un eucalipteto in località "Scarazze" del territorio di Cutro. Le arnie non erano state registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario è stato individuato e deferito all’Autorità giudiziaria. È accaduto durante un controllo del territorio da parte dei militari del Gruppo carabinieri forestale di Crotone che hanno individuato, su un terreno di proprietà privata, limitrofo ad un bosco di eucaliptus, un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. Gli accertamenti, avviati subito, hanno acclarato che l’apiario non era registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario delle arnie, un giovane apicoltore del Crotonese, è stato individuato e deferito alla Procura della Repubblica. Sono state poste sotto sequestro in tutto 31 arnie. Il servizio veterinario dovrà eseguire accertamenti ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti.
L’anagrafe apistica nazionale (Bda) è stata istituita per consentire una sorveglianza più efficace delle malattie delle api. Ogni apicoltore, o chiunque detenga api a qualsiasi titolo, deve registrare nella Bda le informazioni relative agli spostamenti di alveari, effettuati a qualsiasi fine. Alcune aree del territorio della Calabria e recentemente anche della Sicilia, sono state interessate dalla presenza di un coleottero originario del Sudafrica, Aethina tumida, molto dannoso per gli alveari. La registrazione nella Bda si è rivelata essenziale per una efficace sorveglianza epidemiologica. La presenza di fioriture diffuse nel territorio del Crotonese spingerebbe apicoltori al nomadismo apiario, talvolta irregolare, col rischio di diffusione di parassiti. L’intervento dei carabinieri forestali è volto a salvaguardare il patrimonio apistico del Crotonese fortemente minacciato dall’uso di pesticidi, impiegati talvolta indiscriminatamente in agricoltura, e dalla diffusione incontrollata di parassiti.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

sequestro manufatto abusivo lecastellaISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali hanno scoperto un fabbricato del tutto abusivo a Le Castella. L'opera, in stato di avanzata esecuzione, è stata posta sotto sequestro. Il provvedimento è stato già convalidato dall'Autorità giudiziaria. Ai carabinieri forestali della stazione Crotone non era sfuggito il manufatto in corso di costruzione, realizzato con laterizi a faccia vista, di ottima fattura, nella fascia di rispetto di un corso d'acqua soggetta a vincolo paesaggistico. La costruzione è stata articolata su due piani di cui uno seminterrato. La parte a piano terra, comprendente anche una copertura a volte, e altri elementi indicherebbero un’edilizia originata certamente non dallo stato di necessità e dall’economia di risorse. L’opera, peraltro, si inserisce nel contesto di altre realizzazioni improntate al lusso, di elevato valore commerciale. È stato sollecitato così l'intervento dell'ufficio tecnico comunale che ha certificato l'inesistenza di atti legittimanti l'edificazione. I militari hanno quindi proceduto al sequestro. Il proprietario del terreno è stato denunciato all'autorità giudiziario per violazioni della normativa edilizia e di quella paesaggistica.

 

 

Pubblicato in Cronaca

lavanderia acque reflue uliveto cotroneiCOTRONEI – I carabinieri forestali hanno scoperto nei giorni scorsi a Cotronei una lavanderia industriale abusiva che sversava le acque di lavaggio in un uliveto posto a valle dell’opificio. L’attività è stata posta sotto sequestro e il sequestro è già stato convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’amministratrice titolare dell’attività è stata deferita alla Procura per violazioni delle normative in materia dei rifiuti ed edilizia.

I militari erano intervenuti tempo fa in un uliveto, di proprietà privata, per verificare la presenza di un acquitrino segnalato da alcune persone. Estendendo gli accertamenti alle aree limitrofe hanno localizzato la presenza di una lavanderia da cui presumibilmente provenivano le acque. È stata individuata una grande vasca di raccolta, realizzata in calcestruzzo, dove venivano scaricati i reflui dell’attività di lavaggio. Era presente anche un depuratore, ma il tubo che fuoriusciva da una pompa di sollevamento non era collegato. Conseguentemente i reflui non erano depurati. Finivano in un uliveto perché il tubo di scarico sarebbe stato danneggiato.
A queste conclusioni sono pervenuti i militari della stazione carabinieri forestale Petilia Policastro in seguito a ripetuti sopralluoghi, fatti anche con il supporto della polizia locale e dei tecnici Arpacal che hanno eseguiti accertamenti tecnici sui campioni di reflui prelevati.
L’attività avente carattere industriale, stante agli accertamenti finora svolti, avveniva nella più completa clandestinità. Sono state integrate diverse violazioni al testo unico ambientale per scarichi in assenza di autorizzazioni e per smaltimento di rifiuti. Sono state commesse finanche irregolarità edilizie. Sembra inverosimile che una attività industriale di una tale portata fosse sostanzialmente fantasma.
L’amministratrice dell’attività produttiva, frattanto, è stata deferita alla Procura della Repubblica per le numerose violazioni commesse. Sono state comminate anche consistenti sanzioni amministrative.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

cocaina sequestro crotoneI carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, congiuntamente ad un’unità cinofila di Vibo Valentia, (Collins) hanno tratto in arresto un 42enne del luogo per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In particolare i militari, durante un servizio finalizzato alla repressione dello spaccio di droghe svolto nel capoluogo pitagorico, a seguito di perquisizione in abitazione, hanno rinvenuto, all’interno di una cassetta metallica conservata nel salone, un involucro in cellophane contenente 84 grammi di cocaina, due bilancini elettronici, e nel giardino adiacente, all’interno di un fusto in acciaio occultato sottoterra, due involucri contenenti complessivamente 1.965 grammi di cocaina. La sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Crotone in attesa dell’udienza di convalida.

 

 

Pubblicato in Cronaca
Pagina 5 di 28