Mercoledì, 05 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

alverare carabinieri forestaleI Carabinieri forestali hanno sequestrato 128 arnie all'interno di un eucalipteto alla periferia di Crotone. L'alveare, secondo i riscontri eseguiti dal Servizio veterinario dell'Asp responsabile dei controlli sanitari, si trovava in una situazione di irregolarita'. Durante un controllo del territorio i militari della stazione forestale Crotone hanno localizzato le arnie in un bosco di proprieta' di una nota societa' crotonese, in localita' Columbra del capoluogo. L'alverare era ben tenuto, con gli alveari sistemati su sostegni metallici non precari, ma era privo di targa identificativa riportante il codice aziendale. I militari hanno chiesto cosi' l'intervento del Servizio veterinario dell'ASP Crotone per verificare le condizioni sanitarie degli insetti. I veterinari hanno constatato che il movimento dell'apiario non era registrato nell'anagrafe apistica nazionale cosi' come previsto dalle norme vigenti. In seguito ad accertamenti e' emerso che il proprietario delle arnie era un apicoltore residente nella provincia di Catania, identificato e denunciato alla Procura della Repubblica. Allo stesso apicoltore, appena la settimana scorsa, erano gia' state sequestrate 135 arnie nel territorio del comune di Roccabernarda. E' stato posto sotto sequestro, conseguentemente, tutto l'alverare, costituito da 128 arnie. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte del Servizio veterinario per verificare la condizione sanitaria degli insetti. Il proprietario, inoltre, sara' sanzionato come previsto dalle norme vigenti. L'intervento dei militari e' svolto in ausilio all'attivita' del Servizio veterinario dell'ASP, titolare del controllo del nomadismo degli alveari che rischia di diffondere nel territorio la presenza dell'Aethina tumida, un coleottero originario del Sudafrica rinvenuto in Calabria nel territorio di Gioia Tauro (RC) nel 2014. In seguito al ritrovamento sono state istituite in Calabria alcune aree di protezione, a rischio piu' elevato, e aree di sorveglianza. In queste aree la movimentazione degli alveari e dei suoi prodotti e' soggetta a forti restrizioni.

 

 

 

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capannone sequestrato strongoliI carabinieri forestali hanno riapposto i sigilli ad un capannone abusivo a Strongoli Marina che nonostante fosse sotto sequestro era correntemente usato dal proprietario. Il custode giudiziario dell'immobile e' stato denunciato per violazione degli obblighi di custodia. Il capannone, del tutto abusivo, era stato sequestrato nel corso di un controllo del territorio nel gennaio 2018 nella localita' Donnarosa, in prossimita' della SS 106. Era presumibilmente a servizio, almeno in parte, di una nota attivita' commerciale della zona, come sembrerebbe anche dal tipo di prodotti stoccati all'interno in grande quantita'. Il sequestro era gia' stato convalidato dalla magistratura che aveva rigettato l'istanza di revoca, anche in appello, condannando il richiedente al pagamento delle spese del procedimento. Sulla base di una segnalazione pervenuta, i militari dell'Arma sono intervenuti verificando che, nonostante il sequestro in atto, la struttura era usata per il deposito di sostanze e materiali, nonostante i i provvedimenti dell'Autorita' giudiziaria. I militari hanno riapposto i sigilli al capannone sequestrato, riaffidando la custodia giudiziaria allo stesso custode, un cittadino strongolese di 43 anni che e' stato pero' denunciato.

 

 

 

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scarpe sequestrateNel corso dei controlli al mercato del primo giovedì del mese la squadra amministrativa della Polizia Municipale ha sequestrato una trentina di paia di scarpe ad ambulanti non autorizzati per un valore di circa 500 euro. La merce sequestrata sarà devoluta ad enti benefici.

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carabinieri sequestro caseificioScoperta un'azienda agricola non in regola a Petilia Policastro dove i Carabinieri hanno sequestrato 30 quintali di formaggi e 150 litri di latte. L'azienda è stata sanzionata per 5mila euro. L'intervento è stato condotto dai Carabinieri della stazione locale, insieme a quelli della Forestale di Santa Severina, personale Nas di Cosenza e Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Crotone. All'interno dell'azienda è stato scoperto personale non in regola e per questo i militari hanno proceduto alla sospensione dell'attività, invitando a produrre la documentazione sulla tracciabilità dei prodotti lattiero caseari ivi rinvenuti.

 

 

 

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sequestro carabinieriBOLOGNA - I militari del comando provinciale carabinieri di Modena, in collaborazione con i carabinieri di Crotone, hanno eseguito un provvedimento di sequestro, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della Dda di Bologna, nei confronti di Carmine Sarcone e dei suoi fratelli Nicolino, Gianluigi e Giuseppe Grande. Il 23 gennaio scorso Carmine Sarcone era stato arrestato a Cutro, essendo indagato per associazione di tipo mafioso in quanto ritenuto elemento di vertice dell'associazione 'ndranghetistica emiliana autonomamente attiva in Emilia collegata alla cosca Grande Aracri di Cutro ed attuale reggente del gruppo Sarcone. Le successive indagini, dirette dal procuratore distrettuale Giuseppe Amato e dai sostituti procuratori Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, hanno consentito di far emergere la capacita' del clan di realizzare una pervasiva infiltrazione nel tessuto economico nazionale ed estero attraverso la costituzione di societa' attive nei settori edile e immobiliare, alcune delle quali fittiziamente intestate a prestanome ma gestite dai Sarcone. Le societa' sono state sottoposte a sequestro insieme a conti correnti, un complesso immobiliare a Cutro e ad un'autovettura Audi A6. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 8 milioni di euro.

 

 

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reperti archeologici cirò marina carabinieriUn piccolo 'tesoro archeologico' nascosto in una stalla: lo hanno rinvenuto i carabinieri della Compagnia di Ciro' Marina, nel Crotonese, diretta dal capitano Alessandro Epifanio nel corso di un servizio finalizzato alla ricerca di armi. I militari del nucleo operativo radiomobile stavano eseguendo un controllo in un'azienda agricola di localita' Punta Alice della quale e' proprietario un commerciante del luogo, G.P., di 68 anni, ritenuto legato ad ambienti criminali della cittadina. In un armadio della stalla, pero', invece di armi hanno trovato alcune scatole contenenti una quarantina di reperti archeologici. Si tratta di corredi funerari scavati, probabilmente, in tombe nella zona di Ciro': vasellame e bronzi dell'eta' del ferro e ceramiche decorate di eta' ellenistica. Tra i reperti diverse fibule da parata, orecchini, bracciali, ma anche armi e collane per bambine. Come ha spiegato Maria Grazia Aisa - funzionaria della Soprintendenza archeologica responsabile dell'area di Ciro' Marina - "non si tratta di reperti di grande pregio o valore, ma comunque di oggetti che, proprio perche' spesso oggetto di mercato clandestino, non sono presenti in alcun museo della zona crotonese". "Questo ritrovamento - ha detto il capitano Epifanio - fa capire l'interesse criminale sull'archeologia, chi li deteneva era raccoglitore di reperti che poi avrebbe messo in vendita. Il materiale archeologico non e' stato trovato in modo fortuito ma proviene da scavi diversi. Non meraviglia neppure la presenza di eventuali falsi come accade spesso nel mercato clandestino dell'arte". Il proprietario dell'azienda agricola e' stato denunciato per riciclaggio ed appropriazione di beni dello Stato.

 

 

 

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