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Mercoledì, 10 Agosto 2022

CRONACA NEWS

ISOLA CAPO RIZZUTO - La squadra edilizia del corpo di Polizia locale questa mattina ha deferito alla procura della repubblica R.Z. classe 58, per aver realizzato due manufatti di circa 300 metriquadrati ciascuno in località "Mazzotta" in assenza di titoli autorizzativi. Dalla verifica presso gli uffici tecnici infatti i manufatti risultano totalmente sconosciuti. Entrambi sono stati sottoposti a sequestro preventivo, effettuato di iniziativa dagli agenti della polizia locale e pertanto siamo in attesa della convalida da parte della Autorità giudiziaria. Il denunciato ha ammesso ogni responsabilità quale committente dei lavori dei quali si è dichiarato anche esecutore.

Sempre a Isola Capo Rizzuto, con ordinanza sindacale numero 234 del 9 ottobre 2020, il sindaco Maria Grazia Vittimberga ha disposto l’obbligo di smaltimento, a norma di legge, dei rifiuti speciali derivanti dalle attività delle aziende agricole: in modo particolare i vassoi in polistirolo utilizzati per la semina, comunemente denominati “padelle”. L’ordinanza arriva in seguito ad una serie di controlli nelle campagne e lungo alcuni canaloni, interessati in questi da interventi straordinari, che hanno registrato la presenza ingiustificata di numerosi contenitori in polistirolo per seminiere (cosiddetti plateau) i quali in quanto rifiuti classificati dal D.lgs. 152/2006 come “speciali non pericolosi” vanno smaltiti nel rispetto della vigente normativa. Purtroppo, molto spesso si verifica che lo smaltimento dei suddetti rifiuti avvenga contra legem nei modi più disparati ed inquinanti del territorio comunale e che in alcuni casi gli stessi vengano bruciati con sviluppo di tossine nell’aria estremamente pericolose e dannose per la salute pubblica. Perciò occorre assumere provvedimenti seri ed incisivi in relazione al corretto smaltimento dei plateau a tutela della salute pubblica al fine di scongiurarne il loro abbandono indiscriminato o, peggio, l’eliminazione tramite incendio degli stessi, con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, l’igiene e la salubrità dei luoghi e dell’aria e, di conseguenza, della salute. In conclusione si ordina a tutte le aziende agricole, agli agricoltori, i coltivatori diretti, di provvedere a proprie spese e sotto la propria responsabilità alle attività di gestione, e avvio a smaltimento dei rifiuti conferendo gli stessi a soggetti terzi muniti di autorizzazione. “L’Ente Comunale – si legge sull’ordianza - effettuerà specifici controlli sulla presenza di rifiuti, con particolare riferimento alle cosiddette “padelle per semina”, verificandone i formulari di classificazione e di carico e scarico. In caso di inosservanza delle prescrizioni impartite dalla presente ordinanza, sarà comminata una sanzione da € 100,00 ad € 500,00; l’esito dei controlli amministrativi e delle relative sanzioni saranno inviati per quanto di competenza, alla Guardia di Finanza, per i conseguenti accertamenti di polizia tributaria”. Lo stesso sindaco afferma che “la scelta di aumentare i controlli è dettata dal fatto di voler evitare gli incendi e le istruzioni nei canaloni che sono spesso cause di inondazioni durante le piogge, proprio perché colmi di rifiuti di ogni genere”

 

 

 

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È accaduto ieri a seguito di controlli effettuati da personale della Squadra Amministrativa della Questura di Crotone e della Capitaneria di Porto di Crotone.

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«Prosegue a pieno regime – informa una nota – l’attività svolta su tutto il territorio di giurisdizione dalla Capitaneria di porto di Crotone per la vigilanza sul corretto uso del demanio marittimo».

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SAN MAURO MARCHESATO - I carabinieri forestali hanno scoperto e sequestrato, nei giorni scorsi, un’area di escavazione abusiva in località San Leonardo del territorio del comune di San Mauro Marchesato. Il materiale sabbioso cavato è stato rinvenuto e sequestrato in un cantiere di un paese vicino. Tre persone sono state deferite alla Procura della Repubblica.

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Nella giornata del 2 luglio scorso, personale della divisione Polizia anticrimine ha eseguito un provvedimento di sequestro (ex articolo 20 della Legge Antimafia), emesso dal presidente del Tribunale di Catanzaro (Seconda sezione penale), il quale ha disposto il sequestro ai fini della confisca dei beni nella disponibilità diretta o indiretta di Antonio Di Biase, crotonese, di 50 anni, attualmente detenuto per espiazione di condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso, in quanto organico alla consorteria mafiosa “Vrenna-Corigliano-Bonaventura”, operante in Crotone. Il decreto in questione è scaturito da una intensa attività di indagine, consistente in accertamenti patrimoniali operati dal personale della Divisione Polizia Anticrimine della locale Questura. Il sequestro ha riguardato: due unità immobiliari ubicate nella periferia cittadina; una autovettura; alcuni buoni fruttiferi postali; e un conto corrente bancario. Il valore del sequestro è da quantificare in 160.000,00 euro circa.

Gli accertamenti patrimoniali, svolti di iniziativa dalla divisione Anticrimine, hanno preso l’abbrivio dalla sentenza di condanna definitiva, risalente al 14 gennaio 2016, della Corte di Assise di Appello di Catanzaro, attraverso cui non solo è stata ancora una volta confermata l’esistenza del locale di ‘Ndrangheta "Vrenna-Corigliano-Bonaventura", quanto piuttosto è stata certificata la partecipazione nei ruoli apicali del medesimo Antonio Di Biase, stante la sua condanna per tale imputazione alla pena di anni 9 e mesi 4 di reclusione di reclusione.

Le risultanze investigative hanno in effetti dimostrato che l’intero patrimonio del di Di Biase, denominato negli ambienti malavitosi “Fantozzi”, è in realtà frutto della sua attiva militanza ai vertici della citata organizzazione mafiosa, essendo unanimemente ritenuto un uomo di strettissima fiducia del capo-promotore Paolo Corigliano. Il 50enne, si è sempre distinto per la sua particolare scaltrezza e per la sua incondizionata fedeltà al capo dell’omonima organizzazione criminale.

Di Biase, nell’ambito della sua lunga militanza nelle fila della suddetta consorteria, oltre a commettere azioni tout court criminali, come il traffico internazionale di stupefacenti, diverse estorsioni e rapine, si è sempre avvalso del metus ‘ndranghedistico per imporre alle aziende aggiudicatrici di appalti le richieste estorsive, riuscendo ad accumulare nel corso di due lustri, a fronte di redditi modestissimi dichiarati al fisco, cospicui capitali, per poi investirli principalmente nell’acquisto di alcuni immobili che ha intestato ai suoi stretti congiunti. Lo dimostrano in maniera intangibile i beni oggetto del sequestro.

Le operazioni di notificazione e di immissione in possesso, che hanno avuto inizio nella giornata di ieri, sono perdurati per tutta la mattinata odierna, per essere ultimati nei giorni a seguire. La misura di prevenzione scaturisce da una richiesta di sequestro formalizzata dal questore di Crotone, nonché da autonome indagini patrimoniali, condotte di iniziativa dalla locale Questura. Queste ultime, infatti, vanno ad innestarsi in un progetto di riorganizzazione della locale Divisione Anticrimine e, in particolare dell’Ufficio delle Misure di Prevenzione Patrimoniali, recentemente oggetto di un rafforzamento dell’organico, ma che vede impegnato in prima persona il dirigente di quell’ufficio e un funzionario appositamente incaricato allo scopo.

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Prodotti ortofrutticoli e ittici sequestro sono stati sequestrati questa mattina da personale del Comando della Polizia locale e della Questura di Crotone presso il mercato ortofrutticolo di via “Giacomo Manna”.

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