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Lunedì, 15 Luglio 2024

CRONACA NEWS

CROTONE Sono 48 i migranti sbarcati poco dopo mezzogiorno di oggi al porto di Crotone dopo essere stati soccorsi in mare da una unita' navale della Guardia costiera. I 48 migranti, tra cui 4 donne e 4 bambini, erano a bordo di una barca a vela salpata probabilmente dalle coste della Turchia. Provengono da Iran (20) ed Iraq (28).

 

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fabbricato abusivo strongoli marinaSTRONGOLI - Un fabbricato abusivo in corso di edificazione è stato sequestrato nei giorni scorsi dai carabinieri forestali a Strongoli Marina. Il manufatto è ubicato nell’agglomerato di Strongoli Marina, a qualche decina di metri dalla battigia, in prossimità del vallone Valenza. L’opera, secondo le verifiche effettuate dall’ufficio tecnico comunale, era priva di atti d’assenso per l’edificazione. Il sequestro è stato già convalidato dall’Autorità giudiziaria. I militari della stazione Cirò hanno individuato la costruzione nella fase iniziale dell’edificazione. Al momento del sopralluogo erano stati realizzati una platea rettangolare in conglomerato cementizio armato di 13,40x7,10 metri e 11 pilastri. Il manufatto, oltre a violare le norme contenute nel testo unico dell’edilizia è stato realizzato in area tutelata paesaggisticamente perché prossima alla costa e alle sponde di un corso d’acqua naturale. Il fabbricato è stato posto sotto sequestro penale preventivo per impedire il prosieguo dei lavori. La superficie di sedime, peraltro, ricade in area classificata ad alta pericolosità per erosione costiera dal Piano stralcio di bacino approvato dalla Giunta regionale già nel 2016. Le norme di attuazione del Piano, per tali aree, vietano tutte le opere ed attività di trasformazione dello stato dei luoghi e quelle di carattere urbanistico ed edilizio. Il possessore dell’area, un cittadino strongolese di 68 anni, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per violazione delle norme edilizie e paesaggistiche. La progressione del numero degli abusi edilizi scoperti nel territorio di Strongoli Marina (già cinque da inizio anno) sembrerebbe evidenziare che la sorveglianza edilizia non abbia funzionato. Le indagini hanno evidenziato che i lavori di tutti i fabbricati denunciati, quasi tutti non completati, sono stati iniziati alla fine dell’anno appena trascorso. L’attività dei militari è volta rafforzare l’azione di controllo svolta dall’Amministrazione comunale. Essa sarà tanto più capillare ed efficace quanto più i cittadini collaboreranno con le istituzioni, con l’obiettivo comune di consentire l’evoluzione sostenibile del territorio.

 

 

 

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sequestro manufatto abusivo strongoli marinaUn fabbricato abusivo in corso di edificazione e' stato sequestrato dai Carabinieri forestali a Strongoli Marina nei pressi del vallone Valenza. L'opera, secondo le verifiche effettuate dall'ufficio tecnico comunale, era priva di atto d'assenso per l'edificazione. Il sequestro e' stato gia' convalidato dall'Autorita' giudiziaria. Il committente dei lavori e' stato denunciato per costruzione abusiva e violazione delle norme paesaggistiche. Il manufatto, ad un piano fuori terra ed in corso di edificazione, ha pianta rettangolare di dimensioni 13x7 metri ed e' privo di copertura e di divisioni interne. Le pareti, interne ed esterne, non sono ancora intonacate. Probabilmente sarebbe stato destinato ad uso residenziale. Il committente dei lavori, un quarantottenne residente a Strongoli, avrebbe ammesso le sue responsabilita'. L'area di sedime del fabbricato rientra nelle fascia di rispetto del vallone Valenza e del mare. E' la quarta costruzione abusiva individuata dai carabinieri forestali nel giro di un mese.

 

 

 

 

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sequestro casa abusiva strongoli carabinieri forestaleUna costruzione abusiva non ancora completata e' stata sequestrata dai Carabinieri forestale a Strongoli Marina, nei pressi della strada statale 106. Dagli accertamenti svolti nell'ufficio tecnico comunale e' emerso che l'opera era priva di atto d'assenso per l'edificazione. Il sequestro e' stato gia' convalidato dall'Autorita' giudiziaria. Una donna del luogo e' stata denunciata alla Procura della Repubblica per abuso edilizio. Nel corso di controlli del territorio disposti dal Gruppo Carabinieri Forestale Crotone i militari della stazione di Ciro' hanno notato la costruzione non ancora completata in localita' Foresta nel territorio del comune di Strongoli, in prossimita' della strada statale 106. Dagli accertamenti svolti presso l'ufficio tecnico comunale e' emerso subito che l'opera, realizzata in muratura di laterizi portanti ad un piano fuori terra, era priva di qualsiasi atto che ne legittimasse l'edificazione. Il manufatto, non ancora ultimato, ha pianta assimilabile a rettangolare di dimensioni 8,5 per 12 metri, copertura a due falde e sarebbe stato destinato presumibilmente ad uso residenziale. La proprietaria dell'area, una donna di quasi 57 anni del luogo, e' stata denunciata alla Procura della Repubblica per costruzione abusiva. Il manufatto, non ancora completato, e' stata affidato in custodia giudiziaria alla stessa titolare dell'area.

 

 

 

 

 

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Nella notte di ieri, i carabinieri della Radiomobile di Cirò Marina, hanno controllato un giovane con precedenti di polizia a Strongoli Marina, G.P., 22enne di Cirò Marina. A causa dell'atteggiamento sospetto, i militari procedevano ad una perquisizione nel corso della quale la persona è stata trovata in possesso di 5 grammi di sostanza stupefacente tra cocaina e marijuana, già suddivisa in dosi, pronte per essere cedute. Il ragazzo, pertanto, è stato tratto in arresto dai carabinieri. Nella mattinata di oggi, avrà luogo il procedimento per direttissima, durante il quale dovrà rispondere di spaccio di sostanza stupefacente.

 

 

 

 

 

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arrestati strongoliVIDEO - C'è un quarto uomo sfuggito alle ricerche operate ieri dalle Forze dell'ordine a seguito della rapina effettuata nella mattinata in una gioielleria di Strongoli Marina per mano di una banda armata di taglierini. L'uomo sarebbe di nazionalità straniera e, secondo quanto asserito dal comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone Francesco Iacono, avrebbe ormai le ore contate. Questo quarto componente del commando avrebbe forse fatto da "palo" alla rapina. I dettagli dell'operazione che ha portato al fermo quasi immediato dei tre individuati come autori della rapina sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Crotone [VIDEO]. Assieme al sostituto procuratore Luisiana Di Vittorio (al momento facente funzioni di capo della Procura) hanno preso parte il vicequestore Roberto Pellicone, il comandante provinciale dei Carabinieri Francesco Iacono, il nuovo capo della Squadra mobile della Questura Giovanni Cuciti e il comandante della Compagnia di Cirò Marina Fabio Falco. Insieme, hanno sottolineato come grazie all'azione congiunta degli investigatori della Squadra mobile di Crotone e dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, si è proceduto al fermo di tre persone due uomini e una donna. Si tratta di Leonardo Masucci, 40 anni (fratello di Michele, freddato nel 2007 davanti alla centrale a Biomasse di Strongoli); di Massimo Ausilio, classe 31 anni; e Maria Popa, anche lei di 31 anni. I tre, come anticipato ieri dalla ProvinciaKR [LEGGI ARTICOLO], hanno fatto irruzione nella gioielleria di via Macaone 92 a Strongoli Marina, facendo fare da esca alla donna di nazionalità rumena Popa.

 

La dinamica della rapina.

Intorno alle 9.30 di ieri mattina, una donna, ben vestiva (individuata in Maria Popa), ha suonato al campanello di sicurezza della gioielleria per farsi aprire la porta di accesso. La proprietaria dell’esercizio commerciale, dopo avere fatto entrare la sconosciuta, è stata travolta da due uomini a volto coperto (individuati in Leonardo Masucci e Massimo Ausilio) che, complici della prima , una volta entrati hanno immobilizzato la vittima, legandole con del nastro adesivo mani e piedi, maltrattandola e minacciandola con un taglierino. I tre malviventi hanno poi asportato dalla cassaforte e dai cassetti del bancone quanti più gioielli potevano, occultando la refurtiva all’interno di una sacca. Hanno anche stradicato via l’hard disck dell’impianto di videosorveglianza. Ma qualcosa è andato storo. Perché la fuga dei malfattori è stata ostacolata dall’intervento del fratello della vittima (nel frattempo rientrato nei pressi dell'esercizio) che, dall’esterno, ha provveduto a chiudere la porta della gioielleria nel tentativo di bloccare rapinatori. I malviventi, però, sono riusciti a reperire l’altra copia delle chiavi della porta e hanno così aperto la serratura dall’interno, dandosi a piedi alla fuga. Qualche metro dopo, però, sul lungomare della Marina di Strongoli, hanno scelto di abbandonare la refurtiva e il sistema di video sorveglianza.

 

Le operazioni di ricerca.

Grazie alle segnalazioni del titolare delle giorielleria, ma anche di alcuni testimoni della rapina, è scattato dopo pochi minuti l’allarme per le sale operative delle Forze di Polizia. Nel giro di pochi istanti, infatti, queste hanno fatto convergere sul luogo numerose pattuglie dei Carabinieri e della Questura che, con un piano coordinato, hanno subito proceduto alla ricerca dei fuggitivi, impiegando due elicotteri (uno della Polizia di Stato, l’altro dei Carabinieri) dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori e di numerosi equipaggi che rastrellavano non solo le zone limitrofe, ma anche le campagne circostanti. Sono così avvistati due soggetti che si davano alla fuga dalla gioielleria verso l’entroterra. L’immediato inseguimento dei due da parte delle pattuglie ha portato a bloccare (dopo nemmeno mezz'ora dalla conclusione della rapina) Leonardo Masucci. L'uomo era riuscito a dileguarsi nelle impervie campagne circostanti, occultandosi in un anfratto fra i campi. Qualcosa in più è occorso, sempre durante le ricerche, per rintracciare la donna romena che, invece, si èra nascosta in luogo non distante dalla gioielleria, anche lei celata fra dei rovi a lato di una strada. A quanto pare, la 31enne romena non è riuscita a tenere il passo dei due complici all'uscita della gioelleria è ha così ha deciso di nascondersi a qualche metro di distanza dalla stessa, mentre le ricerche erano intanto scattate altrove. La donna presentava alcune escoriazioni al momento del fermo. All'appello è poi rientrato anche il terzo presunto componente della banda Massimo Ausilio. Alcuni testimoni lo avebbero visto allontanarsi rapidamente dalla scena del crimine a bordo di una fiat 600 di colore nero. Sono immediatamente scattate le ricerche del mezzo che veniva rintracciato, presso l'abitazione di Ausilio a Cirò Marina. Sulla scorta di queste risultanze, i tre sono dunque stati sottoposti a fermo perché indiziati di delitto e quindi messi a disposizione del pm di turno Gaetano Bono che coordina le attività investigative.

 

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