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Giovedì, 18 Luglio 2024

CRONACA NEWS

TORINO - Le dichiarazioni di due pentiti e l'amicizia con il boss non bastano: per questo motivo la Cassazione ha annullato l'ordine di custodia cautelare per Alberto C., una delle 31 persone coinvolte nell'inchiesta 'San Michele' della procura di Torino sulla presenza della 'ndrangheta in Piemonte e sui tentativi di infiltrarsi negli appalti pubblici, compresi quelli per il cantiere della ferrovia Tav in Valle di Susa [LEGGI ARTICOLO]. Alberto C., secondo gli inquirenti, fa parte del 'locale' di San Mauro Marchesato (Crotone) che sarebbe diretto da Angelo Greco e che aveva delle propaggini nel Torinese. La Corte, nelle motivazioni, si è pronunciata su un'ordinanza del tribunale del riesame di Torino e ha affermato che i due pentiti hanno reso indicazioni "generiche" e non hanno descritto "con puntualità le mansioni" all'interno della cosca. Inoltre, il fatto che C. nel 2012 accompagnò Greco al matrimonio della nipote (alla cerimonia presero parte "numerosi esponenti della cosca") o che abbia fatto diversi viaggi con lui dalla Calabria a Torino non giustificano, sempre secondo la Corte, l'accusa di far parte dell'associazione. L'udienza preliminare dell'inchiesta San Michele è in corso a Torino da maggio.

 

 

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La procura di Torino ha chiuso l'inchiesta "San Michele" sulla presenza di una articolazione della 'ndrangheta in Piemonte. Il procedimento riguarda anche un tentativo di infiltrazione nelle catene di subappalti per il cantiere del Tav a Chiomonte. Fra i 31 indagati, molti dei quali ancora in carcere, figurano un ispettore di polizia municipale in servizio al tribunale di Torino, al quale è contestato il concorso esterno in associazione mafiosa, e due carabinieri del Torinese accusati di avere rivelato notizie riservate. La banda su cui si e' concentrata l'indagine è collegata a una 'ndrina di San Mauro Marchesato.

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