fbpx
Lunedì, 15 Luglio 2024

CRONACA NEWS

giunta pugliese fine annoLa giunta comunale di Peppino Vallone si era tagliato lo stipendio, quella di Ugo Pugliese se lo è aumentato. Nel 2015 c’era stato l’ennesimo taglio dei trasferimento dello Stato ai Comuni, che già vivevano sul piano economico una situazione difficile e allora la giunta comunale guidata da Peppino Vallone volle dare un segnale riducendo le spettanze di sindaco e assessori del 10% rispetto “ai parametri stabiliti dal D.M. 119/2000”. Il 13 febbraio scorso l’attuale giunta guidata da Pugliese (nella seduta erano tutti presenti) “ha deciso di adeguare l’indennità di funzione spettante al sindaco, vicesindaco, assessori e organi collegati all’indennità del sindaco, in base ai parametri previsti dal D.M. 119/2000”. In sostanza è stato deciso di aumentare tutte le indennità del 10%. L’indennità che percepiranno dopo l’aumento, così come si legge nella delibera della giunta, è “nella misura massima prevista”. Con l’aumento il sindaco percepirà 5.339,70 euro mensili al lordo, il suo vice 4.004,10 (75% del sindaco), gli assessori 3.204 (60%), il presidente del consiglio comunale la stessa cifra degli assessori. Nella stessa seduta la giunta ha proceduto a riconoscere alla delibera l’urgenza e “l’immediata eseguibilità”. La delibera è stata approvata nella seduta del 13 febbraio, ma solo oggi è stata pubblicata nel sito del Comune con la dicitura: “Adeguamento ai parametri previsti dal D.M. 119/2000”. Se la giunta comunale ha proceduto all’aumento delle competenze vuol dire che la situazione economica dell’ente è migliorata e ora c’è una maggiore disponibilità di fondi. La situazione sarà più chiara quando sarà approvato il Bilancio di previsione 2017.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

peppino vallone«Le rumorose comunicazioni - scrive l'ex sindaco di CrotonePeppino Vallone - in ordine alle bonifiche dell’area industriale, anziché chiarire ai cittadini ed agli addetti ai lavori la reale situazione in cui versa oggi la città, hanno al contrario aumentato il livello di confusione e disinformazione che già regna sull’argomento. Questa situazione induce a rompere il silenzio per fornire qualche elemento di riflessione e dare così un contributo per individuare un percorso perlomeno corretto, che conduca alla soluzione “obiettivo”: bonificare certamente le aree per contenere i danni ambientali che le stesse stanno producendo, ma anche fare ritornare nella disponibilità della città le predette aree, incardinandole alla stessa quale elemento di sviluppo del territorio.

 

Occorre preliminarmente fare il punto delle attività che sono in corso. La barriera idraulica, a confine con le aree ex insediamento Eni, con una prima realizzazione di pozzi di emungimento, effettuati nel periodo del primo commissariamento e successivamente da Syndial, ha la necessità di essere completata nella parte di area che riguarda la ex Sasol; per tale intervento esiste un accordo che prevede la copertura di oltre € 1.200.000 a carico del ministero. E’ evidente come tale intervento costituisca una priorità, al fine di non vanificare lo scopo per il quale la barriera è stata realizzata ed i cui risultati debbono essere naturalmente in modo continuativo monitorati e valutati, onde poter escludere la necessità di una barriera fisica, per non innescare difficoltà di carattere idrogeologico di conseguenze non facilmente valutabili, a detta degli stessi esperti.

 

Altro argomento spinoso, riguarda la discarica Tufolo-Farina. Con un finanziamento di circa € 2.300.000 attuato dal comune di Crotone, i lavori di messa in sicurezza d’emergenza sono stati aggiudicati ed eseguiti. Occorre ora, naturalmente, garantire i fondi per l’attività ordinaria di gestione ed occorre altresì completare la progettazione per la messa in sicurezza permanente anche questa da finanziare con risorse da reperire. La bonifica ed il monitoraggio dell’area archeologica pubblica ex Montedison, oggetto di finanziamento attuato dal Comune di Crotone, dopo la iniziale perdita delle risorse ed il successivo recupero delle stesse, è attualmente in corso e se ne prevede il completamento entro il corrente anno.

 

Le aree con presenza del cosiddetto Cic (conglomerato idraulico cementizio), alcune pubbliche e altre private, a suo tempo sottoposte a sequestro, sono state tutte oggetto di caratterizzazioni e successive attività istruttorie effettuate dal comune di Crotone e, in una Apq presso il ministero, sono appostate specifiche risorse per i relativi interventi. Queste aree non ricadono in aree Sin, ma naturalmente vi è tutta l’urgenza di definirne gli interventi con la contestuale esecuzione.

 

Le aree industriali dismesse, essendo state completate le attività di demolizione dei manufatti ivi esistenti, ora comportano la necessità di bonifica del sito con la necessaria ed urgente approvazione di un apposito progetto. Syndial, società a partecipazione Eni, unico soggetto obbligato alle bonifiche, mette in campo da sempre comportamenti dilatori, che di fatto hanno sino ad oggi inibito di definire un progetto esecutivo ultimativo, che comprendesse anche le due discariche “a mare”. Queste ultime, in particolare, sono state oggetto di più approfondimenti, compreso un tavolo tecnico, partecipato da Comune, Provincia, Autorità portuale, Arpacal e la stessa Syndial, finalizzato alla fattibilità della messa in sicurezza permanente delle stesse, riportandole naturalmente almeno al piano campagna e, per la loro estrema vicinanza la mare, ipotizzare una serie di vasche di colmata che avrebbero ottenuto il duplice obiettivo di difendere le discariche dagli effetti del mare e realizzare un bacino portuale con un’area retrostante molto importante per la cantieristica navale. Questo intervento avrebbe consentito anche di iniziare a dare corso al dragaggio dello specchio d’acqua antistante l’area industriale e del porto, le cui problematiche dei relativi fondali sono note. Da evidenziare che anche lo specchio di acqua antistante l’area industriale e lo stesso porto ricadono in area Sin e le loro invasive contaminazioni provengono dall’attività industriale svolta con prevalente responsabilità sempre di Syndial.

 

Sulle tecniche di bonifica dell’area industriale da sempre Syndial ha proposto la decontaminazione o inertizzazione delle aree con rilascio dei rifiuti decontaminati in loco, suscitando forti perplessità degli enti locali e dello stesso ministero in considerazione delle particolari caratteristiche di alcuni contaminanti esistenti e delle conseguenze negative di carattere idrogeologico che tale soluzione avrebbe comportato. Nulla naturalmente impedisce di effettuare gli approfondimenti tecnici indispensabili le cui perplessità nel passato ne hanno escluso la fattibilità, in particolare ove si pone mente alla circostanza che le sole due discariche contengono circa un milione di metri cubi di rifiuti speciali. E’ evidente che la fattibilità di una ipotesi di questo genere non può essere conferita alla sola Syndial.

 

In ordine alla ipotesi di bonifica integrale con conferimento dei rifiuti in discarica è da sottolineare che nella città esiste già la discarica “Sovreco” per rifiuti speciali e pericolosi, che accetta legittimamente i rifiuti speciali di tutto il paese, ed ha una ulteriore capacità di abbancamento di circa 1.000.000 di metricubi sufficiente ad accogliere le esigenze di Syndial, senza necessità quindi di realizzare una ulteriore discarica. La stessa Syndial d'altronde, quando ha realizzato le bonifiche dei siti di Cassano-Cerchiara, ha conferito nella città di Crotone i relativi rifiuti speciali utilizzando correttamente la discarica “Sovreco” per circa 100.000 metricubi, non chiedendo certamente a quei Comuni la realizzazione di un specifica discarica. Per questa soluzione Syndial ha sempre opposto un rifiuto e debbo confessare spesso con la compiacenza del ministero e, non è assolutamente vero altresì, che questa circostanza è stata da tutti sottaciuta. Il sottoscritto in particolare lo ha sempre fatto presente in tutte le sedi competenti sia in sede di audizione delle Commissioni parlamentari venute a Crotone, ma soprattutto al ministero dell’Ambiente, in particolare in una delle ultime conferenze dei servizi alla quale ha partecipato unitamente all’assessore all’Ambiente, Michele Marseglia, tenutasi il 24 marzo 2015, dopo avere preteso che le circostanze appena evidenziate venissero verbalizzate a fronte degli assunti di Syndial che continuava a pretendere la discarica di “Giammiglione” e il comportamento conciliante del ministero, abbiamo per protesta abbandonato la conferenza e la Regione Calabria anche in quell’occasione è stata vicina alle posizioni del Comune.

 

Infine la sentenza del Tribunale di Milano che condanna Syndial al pagamento del danno ambientale determinato in circa €. 70.000.000, riconosce l’obbligo di bonificare non solo le aree industriali, ma anche le aree limitrofe, con la conseguenza che tutti gli interventi che sono in corso si stanno programmando ed effettuando con risorse pubbliche, le quali dovranno essere ripetute dalla stessa Syndial. Si è ritenuto con la presente nota di aver fornito un succinto esame della recente attività svolta, ma soprattutto delle opportunità che si possono cogliere se contestualmente alle attività di bonifica effettive si mette in campo un’idea concreta di riutilizzo dell’area stessa che colga le numerose potenzialità che possiede».

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

prp crotone ipotesi aPiano regolatore del porto industriale di Crotone una storia infinita come la bonifica. L’autorità portuale di Gioia Tauro ha da tempo predisposto il progetto per l’utilizzo del porto industriale di Crotone; per completare l’iter manca solo il parere del consiglio comunale a cui spetta il compito di certificare che il Piano redatto dall’autorità portuale non confligge con i dettami del Paino regolatore comunale del 2003. L’iter è stato avviato dalla precedente amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Peppino Vallone, che ha espletato tutte le procedure tranne il passaggio nel consiglio comunale. L’ultima riunione dell’amministrazione Vallone con i rappresentanti dell’Autorità portuale e degli altri soggetti interessati (Provincia, Camera di commercio, ordini professionali, associazioni di categoria) si è tenuta nel mese di dicembre del 2015. In quella riunione c’era stato l’impegno di convocare il consiglio comunale per il via libera. La convocazione, però, non c’è stata mai per responsabilità dei consiglieri della maggioranza che sosteneva Vallone. Un comportamento difficilmente comprensibile vista l’importanza che riveste il Prp per il rilancio di Crotone. Chi fa politica spesso dimentica che è stato eletto anche e soprattutto per fare l’interesse dei cittadini.

 

prp crotone ipotesi b I consiglieri comunali del centrosinistra non hanno voluto approvare il piano condiviso dalla giunta Vallone con l’autorità portuale che, tra l’altro, aveva speso circa un milione di euro per realizzare tutte le indagini indispensabili alla redazione del Prp. Tra le prove effettuate c’è stata anche quella relativa a sondaggi per comparare il porto di Crotone a quello di Genova e definirne i livelli di sicurezza. La consiliatura di Vallone si è conclusa con un nulla di fatto. Il sindaco Ugo Pugliese, uomo di mare, ha ripreso il ragionamento sul Prp con una prima riunione tenutasi lo scorso 19 ottobre e con un secondo confronto il 14 novembre scorso. Alle due riunioni non è stata invitata l’autorità portuale di Gioia Tauro, che è l’unica ad avere titoli nella redazione del Piano. Evidentemente Pugliese vuole rendersi conto di come stanno le cose e ne ha pieno diritto, ma deve tenere conto del fatto che senza l’approvazione del Piano regolatore del porto, del Piano strategico comunale e del Piano spiagge (sono tre strumenti ereditati da Vallone pronti per essere approvati) Crotone rischia di perdere il treno dei finanziamenti del Por Calabria. Se c’è da studiare lo si faccia subito o si rischia di condannare la città ad un oblio senza speranza.

Salva

Salva

Pubblicato in In primo piano

gaetano bonoAvvisi di conclusioni delle indagini notificati questa mattina dagli investigatori della Guardia di finanza, su disposizione del pm Gaetano Bono (foto), ai rappresentanti dell’ex giunta comunale di Crotone, quella guidata da Peppino Vallone, al dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, ad un funzionario dello stesso settore, e ai responsabili di quattro cooperative sociali di tipo B che, nei mesi scorsi, hanno effettuato attività lavorative, nell’ambito del verde pubblico, con un contratto a progetto stipulato con l’ente comunale. L’accusa è diversificata: ai rappresentanti della giunta comunale viene contestato un presunto abuso di ufficio; ai dipendenti di avere “frazionato artificiosamente la somma di 192.000 euro” (rinvenienti dalle royalties del 2009 previste nel Bilancio 2014) per poter effettuare l’assegnazione diretta senza passare per un bando pubblico; mentre ai responsabili delle cooperative si contesta la presunta truffa. Secondo quanto è stato possibile apprendere, il pm Bono contesta l’irregolarità della documentazione delle cooperative che, per questa ragione, non avrebbe avuto titoli per svolgere alcune attività lavorativa per il Comune. Nelle carte a disposizione del magistrato gli investigatori che hanno eseguito le indagini hanno sottolineato che le cooperative non avrebbero tenuto bilanci e relativa documentazione in regola. La documentazione acquista nel corso delle indagini evidenzia che è possibile verificare l’impegno dei fondi incassati dalle cooperative, costituite da gruppi di disoccupati della città, proprio su indicazione dell’amministrazione comunale. Senza la costituzione delle cooperative non sarebbe stato, infatti, possibile assegnare alcuna attività lavorativa. Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per chiarire le proprie posizioni, altrimenti saranno rinviati a giudizio e in questo caso ci sarà il processo.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

Nel Partito Democratico ci sono dirigenti politici in grado di rappresentare ed interpretare l'idea di cambiamento.

Pubblicato in Politica

Il rammarico più profondo deriva dal comportamento superficiale dell'Amministrazione Comunale di Crotone. Cutro oltre le sue royalties (€ 106.000) ha versato 40mila euro.

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 2