Lunedì, 26 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

Egregio direttore,

dopo aver letto la ricostruzione dei fatti  raccontatele da non so bene chi del reparto di Ortopedia di Crotone, sento il dovere di intervenire tempestivamente per ristabilire la verità, considerato che la vicenda mi vede mio malgrado protagonista.

Ieri pomeriggio intorno alle 17.30 mi sono recato in ospedale al Pronto soccorso con mio padre che è da alcune settimane sofferente a una spalla con un dolore indicibile.

Medici e infermieri del Pronto soccorso sono stati gentilissimi e squisiti e ci hanno inviato al reparto di Ortopedia per una consulenza. Tra l'altro, aggiungo che proprio perché questo dolore sta facendo soffrire tantissimo mio padre, purtroppo non è la prima volta che ci rechiamo al Pronto soccorso e ormai ci conoscono pure.

In Ortopedia abbiamo trovato un medico gentilissimo, accorto e accurato che, da grande professionista, si è preso cura di mio padre. Ha fatto una manovra alla spalla e, grazie a questo, mio padre sembrava poter lenire la sua sofferenza. Quindi siamo andati via dopo le ore 19, ma mentre ci stavamo recando in farmacia per comprare alcuni farmaci, mio padre ha cominciato ad avere di nuovo dolore.

Così ci siamo recati di nuovo in ospedale con la speranza che almeno quell'atroce dolore potesse essere in qualche modo ridotto. Dal Pronto Soccorso di nuovo in Ortopedia e qui non abbiamo trovato più il medico di prima, perché c'era il cambio turno. Un nuovo consulto con il medico che avrebbe dovuto fare una cosiddetta 'manovra' alla spalla.

Costui dapprima ha temporeggiando e alla fine, su sollecitazione mia e di mio padre, ha effettuato la manovra con grande successo. Nessuno sputo, nessuna minaccia o quant'altro. Un semplice alterco sull'opportunità di procedere alla manovra o ricoverare mio padre, risolto in qualche attimo, vista anche la situazione di quest'ultimo periodo.

Siamo tornati al Pronto soccorso e poco dopo è arrivato il medico con i carabinieri. Gli stessi carabinieri hanno potuto constare che di fatti era stata comunque solo una discussione.

Ora, detto questo, mi dispiace tantissimo che i fatti accaduti per come glieli sto descrivendo siano stati raccontati in maniera difforme al Primario di Ortopedia. Così come mi dispiace che la situazione si sia evoluta in questo modo.

Io sono un professionista e rispetto il lavoro di tutti, soprattutto di medici che in questo momento hanno tutta la mia solidarietà. Non sono abituato ad alcuni atteggiamenti con i quali qualcuno ha cercato di descrivermi.

Posso solo dire che un uomo di 70 anni, uno che si è rotto la schiena sul lavoro per decine di anni, vederlo piangere e gridare per quel dolore è straziante. Le cose sono andate così. È un momento in cui siamo tutti sotto stress, ma non mi sono mai sognato di fare quello che è stato descritto.

Nessuno sputo e nessun insulto. Non sono cose che mi appartengono come uomo che ha ereditato i valori proprio da quel padre che urlava e piangeva di dolore.

Spero che questo serva per ristabilire la verità dei fatti per come è stata illustrata anche ai carabinieri ieri sera.

Lettera firmata

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Brutto episodio verificatosi ieri sera all’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone dove un medico operativo nella divisione di Ortopedia e traumatologia sarebbe stato aggredito con tanto di sputo in faccia.

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«Preoccupazione e sdegno». Sono questi i sentimenti espressi dal reggente della Cisl Funzione pubblica “Magna Graecia”, Luigi Tallarico, rispetto a quanto accaduto oggi presso i Poliambulatori di corso Messina a Crotone, dove la dottoressa Mirella Brasacchio avrebbe subito un’aggressione da parte di un dipendente della stessa struttura.

«Secondo quanto è stato possibile apprendere – spiega il sindacalista –, il fatto sarebbe scaturito a seguito di un breve diverbio alimentato, a quanto pare senza averne motivo, da parte dello stesso aggressore».

«Perpetrare un simile attacco – commenta Tallarico –, ad una professionista della caratura morale della dottoressa Mirella Brasacchio, ci sembra che, al di là del danno fisico e soprattutto morale provocato alla stessa, sia la lapalissiana dimostrazione che il livello di sottocultura che imperversa soprattutto nei nostri territori, ed in alcuni ambienti lavorativi, vorrebbe prevaricare l’opera quotidiana di quanti, come la dottoressa Mirella Brasacchio, in mezzo a mille difficoltà, cercano di mandare avanti con professionalità e spirito di abnegazione, processi lavorativi che possano dare livelli di assistenza quanto più efficienti possibili rispetto alle risapute deficienze che da tempo pervadono la Sanità calabrese».

«E’ paradossale – chiosa il sindacalista della Cisl – che ancora oggi possano verificarsi situazioni di questo genere: operatori del sistema sanitario che vengono messi in difficoltà e, addirittura, esposti a situazioni di pericolo per la propria incolumità mentre esercitano la loro professione, spesso dagli utenti ma a volte anche da personale interno(colleghi). Il luogo di lavoro dovrebbe essere un luogo sicuro e accogliente e non luogo a rischio. Il sistema sanitario presenta certamente delle lacune, ma è inammissibile che, eventuali deficienze organizzative, possano riversarsi su quegli operatori che, quotidianamente, si destreggiano tra mille difficoltà».

«Nel nostro territorio – prosegue Tallarico –, purtroppo, accanto ai tanti valori positivi, che tutti conosciamo, e che non sto qui a ripetere, proprio per evitare di apparire tautologico, è mancata la giusta crescita culturale che consentisse di superare alcuni atavici malcostumi comportamentali i quali, accanto alla mancanza o carenza delle indispensabili garanzie di buone prassi e legalità, elementi basilari per qualsiasi forma di  sviluppo, sono alla base del mancato decollo di qualunque attività economica, sociale, amministrativa, istituzionale, non escluso, quindi, il raggiungimento di adeguati livelli di assistenza complessivamente intesi».

«Questi episodi – stigmatizza il sindacalista –, pertanto, ancorché estremamente spiacevoli, sopraggiunti proprio all'indomani della ricorrenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dovrebbero, almeno, suscitare momenti di sincera ed indispensabile autocritica soprattutto sulle misure che ai vari livelli vengono posti in essere per prevenire, anche negli ambienti lavorativi, deputati a dare servizi e soluzioni, simili inqualificabili avvenimenti».

«Siamo convinti, comunque, che la gravità – aggiunge nel comunicato Tallarico – di quanto accaduto, ed il danno soprattutto morale subito, non impedirà alla dottoressa Mirella Brasacchio, di proseguire nella sua opera di professionista ineccepibile, per professionalità e comportamento, perché c’è bisogno della sua opera quotidiana e del suo modo di operare guidato, da sempre, da un comportamento irreprensibile e noto a tutti coloro che hanno la fortuna di conoscerla».

«Come Cisl Fp – conclude – sono certo di interpretare il sentimento dell’intero gruppo dirigente e condanniamo, quindi, il grave ed ingiustificabile gesto di aggressione con la convinzione che la Direzione Generale saprà adoperarsi per accertare ogni responsabilità e condotta non conforme ai doveri ed al codice di comportamento dei pubblici dipendenti ricorrendo, se ne rinviene i presupposti, al previsto sistema sanzionatorio nei confronti di chi, senza rendersene forse conto, rischia anche di infangare l'immagine aziendale».

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nuccia calindro mustafa ospedaleHa trascorso la notte nello stesso reparto dell'ospedale civile San Giovanni di Dio in cui presta servizio la dottoressa Maria Carmela Calindro, ricoverata da ieri pomeriggio dopo l'aggressione subita al termine del turno di lavoro da un 50enne crotonese che l'ha colpita ripetutamente con un cacciavite procurandole ferite al collo, alla testa e all'addome giudicate guaribili in trenta giorni. Questa mattina la dottoressa Calindro ha detto di essere piu' tranquilla, mentre ieri sera, parlando con i colleghi e il personale sanitario del reparto di Medicina, al sesto piano del nosocomio cittadino, si era detta "scioccata e terrorizzata". Ma nonostante tutto ha voluto ringraziare espressamente Mustafa El Aoudi, l'ambulante marocchino che le ha salvato la vita bloccando il suo aggressore mentre si accingeva ad infliggerle quello che probabilmente sarebbe stato il colpo definitivo". Adesso però, la dottoressa sta meglio e ha voluto esprimere la sua riconoscenza verso le tante persone che le hanno fatto pervenire la loro solidarieta' attraverso i social. Lo ha fatto con un breve post apparso sul suo profilo Facebook, un "grazie" accompagnato dall'immagine di un cuore. Ma il pensiero del medico e dei suoi familiari e' per l'ambulante marocchino che le ha salvato la vita, impedendo all'aggressore di colpirla nuovamente con il cacciavite con cui l'ha ferita al collo. La donna ed i familiari hanno fatto sapere di voler incontrare Mustafa, ma hanno ringraziato anche la Polizia e la magistratura per la tempestivita' con cui e' stato arrestato l'aggressore. Il sostituto procuratore Alfredo Manca, peraltro, ha fatto visita personalmente alla dottoressa Calindro in ospedale.

 

 

 

 

 

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mustafa ospdedale crotone«Ho appreso con sgomento – scrive il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese – dell'aggressione avvenuta all'uscita dell'ospedale, alla fine del suo turno di lavoro, alla dottoressa Nuccia Calindro da parte di un uomo armato di cacciavite. Una aggressione ignobile, che condanno e che poteva avere conseguenze ancora più gravi senza l'intervento di un venditore ambulante presente alla scena ed il pronto intervento degli uomini delle Forze dell'Ordine. A loro va il plauso e la riconoscenza di tutta la comunità. La dottoressa Calindro è stata affidata alle cure dei suoi colleghi. Alla dottoressa Calindro e alla sua famiglia giunga la solidarietà e vicinanza personale e della comunità cittadina. L'aggressione alla dottoressa Calindro, alla quale auguriamo di rimettersi presto, nella sua inaccettabilità' e inciviltà, è un ulteriore segnale di una pericolosa deriva che la comunità che rappresento respinge e non intende imboccare. Il rispetto per chi ha una funzione, per chi svolge una professione, il rispetto per l'altro, in generale, è un principio cardine al quale nessuno di noi intende derogare. In questa vicenda triste tuttavia si è accesa anche una luce importante: quella di Mustafa, il venditore ambulante che lavora all'esterno dell'ospedale. Senza il suo intervento le conseguenze sarebbero state gravissime. Mustafa senza esitare è intervenuto salvando la dottoressa Calindro da ulteriori e più gravi conseguenze. Mustafa è un esempio per tutti noi, di come realmente "gli altri siamo noi". Ed è un gesto che va evidenziato. Proporrò alla Giunta per un riconoscimento dell'encomio solenne, massima onorificenza cittadina, che spero di potergli consegnare presto nella Casa Comunale. La comunità gli è grata non solo per il suo pronto intervento ma soprattutto per aver confermato che l'umanità ed il rispetto delle persone sono le uniche strade percorribili».

 

 

 

 

 

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aggressione ospedale(Foto: Giuseppe Capellupo) - Sarebbe fuori pericolo la donna, medico dell'ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone, vittima di un'aggressione avvenuta questo pomeriggio nel piazzale antistante al nosocomio. La dottoressa, Maria Calindro, che presta servizio all'unita'operativa complessa di Medicina dell'ospedale, aveva appena terminato il suo turno e si apprestava a lasciare il nosocomio, quando e' stata avvicinata da un uomo che l'ha ferita al collo con un cacciavite. Da quanto e' stato possibile apprendere, pare che l'uomo, con il volto travisato da un cappuccio e una sciarpa, le rimproverasse la morte della madre che era stata ricoverata nel suo reparto. Proprio quando l'aggressore si apprestava a sferrare un secondo fendente al collo della vittima e' intervenuto un ambulante di nazionalita' marocchina, Mustafà, che ha la sua bancarella nei pressi del nosocomio e che ha bloccato l'uomo, di fatto salvando la vita al medico. «Ho fatto quello che avrebbero fatto tutti», ha dichiarato Mustafà subito dopo il gesto eroico. Nel frattempo era intervenuta una Volante della Polizia di Stato che ha fermato l'aggressore e lo ha portato in Questura. Si tratta di un crotonese di circa 50 anni. La dottoressa e' stata soccorsa dai sanitari del 118 che l'hanno ricoverata in codice rosso anche se non sarebbe in pericolo di vita. Il medico ad un primo esame presentava una ferita all'emiciclo sinistro della testa e due profonde ferite alla gola.

Esattamente tre mesi addietro, il 2 agosto, un altro medico in servizio all'ospedale di Crotone venne brutalmente aggredito da un intero nucleo familiare che rimproverava al professionista di non aver fatto abbastanza per salvare la vita di un loro congiunto. La vicenda aveva suscitata l'indignazione generale non solo dei colleghi del medico aggredito ma dell'intera citta' e nei giorni successivi erano state intensificate le misure di sicurezza all'interno e all'esterno dell'ospedale di Crotone.

 

 

 

 

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