Mercoledì, 05 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Cirò - I carabinieri forestali hanno denunciato all’Autorità giudiziaria, nei giorni scorsi, il rappresentante di un’impresa agricola che sversava illegalmente i reflui di un frantoio oleario in un corso d’acqua naturale nel territorio di Cirò.

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STRONGOLI - I carabinieri forestali hanno scoperto un'altra costruzione abusiva nella frazione marina di Strongoli. L'opera, ancora non ultimata, è stata sequestrata e la proprietaria denunciata per abusivismo edilizio e violazioni delle norme ambientali. I militari della Stazione di Cirò hanno notato il fabbricato in località Santa Focà, un agglomerato di case sparse in un'area agricola priva di opere di urbanizzazione, all'interno della Zps (Zona di protezione speciale) Marchesato e fiume Neto della rete Natura 2000. Gli accertamenti avviati nell'ufficio tecnico comunale hanno fatto emergere che il manufatto era del tutto privo di titoli abilitativi legittimanti l'edificazione. La costruzione ad un piano fuori si sviluppa su una pianta rettangolare estesa circa 51 metri quadri. É completa di infissi esterni e gli impianti idrico ed elettrico sono funzionanti nonostante la costruzione sia abusiva.

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I carabinieri forestali di Crotone, durante la settimana scorsa, hanno avviato controlli nella città capoluogo sulla vendita di shopper per verificarne la conformità alle norme vigenti.

Due esercizi commerciali sono stati sanzionati e sono stati sequestrati 30 chilogrammi di sacchetti di plastica. Tali imballaggi, largamente usati in tutte le attività quotidiane, sono considerati tra i materiali a più forte impatto per la loro diffusione a livello planetario, in particolare per spiagge e fondali marini, sempre più colonizzati da residui di materie plastiche. La loro dispersione provoca, come conseguenza, la morte di milioni di organismi per avvelenamento o soffocamento.

Era consentito l’uso dei “vecchi” sacchetti non conformi alla nuova normativa fino all’esaurimento delle scorte. Il periodo transitorio ammesso dalla disciplina vigente, tuttavia, è già scaduto il primo gennaio 2018.

Tuttavia si tratta di una quantità piccola rispetto ai 6.000 chilogrammi già sequestrati nel corso del 2017, segno che gli esercizi commerciali, seppur lentamente, tendono a uniformarsi alle prescrizioni vigenti. Sono state contestate due sanzioni amministrative per l’importo complessivo di 10.000 euro. Nei prossimi giorni i carabinieri forestali effettueranno controlli ulteriori negli esercizi commerciali.

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Venti carcasse di ovini in avanzato stato di decomposizione abbandonate a Crotone su un terreno di località “Suvaretto”, che fa parte di un allevamento zootecnico, sono state scoperte dai Carabinieri forestale che hanno denunciato la proprietaria dell'azienda per smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi.

Dopo il ritrovamento delle carcasse i militari hanno avviato gli accertamenti mirati a risalire alle responsabilità e sono risaliti alla proprietaria dell'allevamento, una imprenditrice di 40 anni.

Le indagini hanno accertato che il terreno è di proprietà di un allevamento di ovini i cui operatori avrebbero abbandonato le carcasse, classificate come rifiuti speciali pericolosi, in attesa di conferirle ad un'azienda specializzata per lo smaltimento. Sul posto sono intervenuti anche i veterinari dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone allo scopo di appurare le cause del decesso degli animali.

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ISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali nei giorni scorsi hanno sequestrato un apiario all’interno di un eucalipteto in località “Concio”. Le arnie non figuravano registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario non è stato ancora individuato. Durante un controllo del territorio i militari delle stazioni dipendenti dal Gruppo carabinieri forestale Crotone hanno localizzato in un eucalipteto un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. L’apiario non figurava registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Malgrado i numerosi contatti stabiliti con i veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale e diversi apicoltori non è stato possibile individuare il proprietario. Le modalità di gestione dell’apiario sembrerebbero indicare che il proprietario provenga dalla Sicilia. Alcune arnie recavano i contrassegni Md e altre Ms. Molte di esse erano complete di melari, segno che l’alveare era in produzione. Gli eucaliptus, d’altronde, sono ancora in fioritura e non doveva mancare polline e nettare così ricercati dalle api. Sono state poste sotto sequestro in tutto 67 arnie. Il servizio veterinario, al momento degli accertamenti non presente sul luogo, dovrà eseguire controlli ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti, così come previsto dalle norme vigenti. Il rinvenimento dello scarabeo dell’alveare (Aethina tumida), parassita delle api endemico dell’Africa sub sahariana, nel 2014 nella provincia di Reggio Calabria e successivamente in Sicilia, ha destato preoccupazione negli addetti ai lavori. Il coleottero, infatti, è in grado di moltiplicarsi rapidamente in presenza di larve di api e di miele in favo. Gli esemplari adulti possono volare fino ad alcuni km e colonizzare altri alveari. La movimentazione di alveari e di loro parti è soggetta a precise restrizioni sotto il controllo dei Servizi veterinari dell’Asp, con l’obiettivo di prevenire la diffusione dei parassiti che rischierebbero di infliggere danni enormi ad un settore già penalizzato dalla presenza di zoopatie e dall’uso sconsiderato di pesticidi in agricoltura.

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tartaruga testudo hermanniCIRO’ MARINA - Deteneva illegalmente in casa un esemplare di testuggine la cui specie, denominata "Testudo hermanni", è protetta dalla Convenzione di Washington. Un uomo di Cirò Marina è stato denunciato dai carabinieri forestale, che hanno sequestrato l'animale. A scoprire la testuggine, che appartiene ad una specie autoctona del Sud Italia sottoposta negli anni ad un forte prelievo dal suo ambiente naturale che ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza, sono stati i militari nel corso di una perquisizione domiciliare. L'animale era contenuto all'interno di una cassetta in legno, nella soffitta dell'abitazione dell'uomo. L'animale è stato posto sotto sequestro e momentaneamente custodito in attesa di essere trasferito al Cras, il Centro recupero animali selvatici di Catanzaro.

 

 

 

 

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