Domenica, 09 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

tartaruga testudo hermanniCIRO’ MARINA - Deteneva illegalmente in casa un esemplare di testuggine la cui specie, denominata "Testudo hermanni", è protetta dalla Convenzione di Washington. Un uomo di Cirò Marina è stato denunciato dai carabinieri forestale, che hanno sequestrato l'animale. A scoprire la testuggine, che appartiene ad una specie autoctona del Sud Italia sottoposta negli anni ad un forte prelievo dal suo ambiente naturale che ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza, sono stati i militari nel corso di una perquisizione domiciliare. L'animale era contenuto all'interno di una cassetta in legno, nella soffitta dell'abitazione dell'uomo. L'animale è stato posto sotto sequestro e momentaneamente custodito in attesa di essere trasferito al Cras, il Centro recupero animali selvatici di Catanzaro.

 

 

 

 

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fucili verzino carabinieriVERZINO - I carabinieri forestali della Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali di Roma, insieme a quelli del Nucleo operativo Cites di Reggio Calabria, all'interno della Zona di protezione speciale "Marchesato e Fiume Neto", hanno sorpreso e denunciato 6 cacciatori per attività venatoria in area di protezione speciale. Il servizio era stato disposto dal Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare dell'Arma in seguito ad una segnalazione dell'Associazione Cabs, secondo la quale, a settembre, era stato ripetutamente violato il divieto di caccia nel territorio della Zps. In contrada Vigne di Verzino, i carabinieri, insieme ai volontari del Cabs, guidati dal rumore di numerosi spari, hanno individuato i cacciatori intenti a svolgere una battuta con l'ausilio di numerosi cani. Per due indagati è scattata l'aggravante dell'uso di mezzi vietati, in quanto utilizzavano armi prive del previsto riduttore del numero dei colpi. Sequestrati i 6 fucili.

 

 

 

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depuratore cirò marinaCIRO' MARINA - I carabinieri forestali hanno accertato nei giorni scorsi diverse irregolarità nella gestione del depuratore delle acque reflue ubicato nel lungomare del comune di Cirò Marina. Il controllo eseguito congiuntamente a personale dell’Arpacal ha evidenziato il superamento di alcuni valori soglia dei reflui. L’autorizzazione allo scarico, inoltre, era scaduta. Sono state contestate pesanti sanzioni amministrative a carico dei responsabili. L’intervento dei militari dell’Arma, con l’ausilio prezioso e imprescindibile dei tecnici Arpacal, è stato volto a tutelare il ciclo dell’acqua, una delle componenti dell’ambiente divenute ormai più fragili, essenziale per il mantenimento della qualità della vita sulla Terra.

 

 

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arnie api sequestroI carabinieri forestali, alcuni giorni fa, hanno rinvenuto e sequestrato un apiario nei pressi di un eucalipteto in località "Scarazze" del territorio di Cutro. Le arnie non erano state registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario è stato individuato e deferito all’Autorità giudiziaria. È accaduto durante un controllo del territorio da parte dei militari del Gruppo carabinieri forestale di Crotone che hanno individuato, su un terreno di proprietà privata, limitrofo ad un bosco di eucaliptus, un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. Gli accertamenti, avviati subito, hanno acclarato che l’apiario non era registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario delle arnie, un giovane apicoltore del Crotonese, è stato individuato e deferito alla Procura della Repubblica. Sono state poste sotto sequestro in tutto 31 arnie. Il servizio veterinario dovrà eseguire accertamenti ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti.
L’anagrafe apistica nazionale (Bda) è stata istituita per consentire una sorveglianza più efficace delle malattie delle api. Ogni apicoltore, o chiunque detenga api a qualsiasi titolo, deve registrare nella Bda le informazioni relative agli spostamenti di alveari, effettuati a qualsiasi fine. Alcune aree del territorio della Calabria e recentemente anche della Sicilia, sono state interessate dalla presenza di un coleottero originario del Sudafrica, Aethina tumida, molto dannoso per gli alveari. La registrazione nella Bda si è rivelata essenziale per una efficace sorveglianza epidemiologica. La presenza di fioriture diffuse nel territorio del Crotonese spingerebbe apicoltori al nomadismo apiario, talvolta irregolare, col rischio di diffusione di parassiti. L’intervento dei carabinieri forestali è volto a salvaguardare il patrimonio apistico del Crotonese fortemente minacciato dall’uso di pesticidi, impiegati talvolta indiscriminatamente in agricoltura, e dalla diffusione incontrollata di parassiti.

 

 

 

 

 

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sbancamento villaggio palumboCOTRONEI - Uno sbancamento di terreno eseguito illegalmente è stato scoperto a Villaggio Palumbo di Cotronei dai carabinieri forestale che hanno denunciato il proprietario del terreno, un commerciante sessantenne, per violazioni alla normativa edilizia e paesaggistica. L'area interessata è stata messa sotto sequestro assieme al sito dove erano state depositate le terre di scavo e alla macchina escavatrice utilizzata per effettuare i lavori. I militari, dopo avere notato i movimenti di terreno, sono intervenuti e hanno controllato la macchina escavatrice rilevando che era priva della copertura assicurativa obbligatoria. Inoltre, il conducente del mezzo all'arrivo dei carabinieri forestali si è dileguato facendo perdere le proprie tracce. Dai controlli effettuati nell'ufficio tecnico del Comune di Cotronei è stato accertato che i lavori non erano stati autorizzati.

 

 

 

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pozzo abusivo melissaMELISSA - Avrebbe realizzato un pozzo abusivo costruendo a tale scopo anche una pista con sradicamento di alcuni alberi. Un uomo è stato denunciato a Melissa dai carabinieri forestale con l'accusa di modifica dello stato dei luoghi, invasione di terreno demaniale, violazioni urbanistiche-edilizie e furto di alberi. I militari hanno accertato che il pozzo per l'attingimento delle acque, realizzato con anelli prefabbricati di calcestruzzo, era posizionato all'interno del demanio idrico. Il lavoro ha reso necessaria l'apertura di una pista larga tre metri e mezzo all'interno del demanio con l'uso di un escavatore e lo sradicamento di alcuni alberi di salice e olmo il cui materiale legnoso è stato rubato. Il presunto committente dei lavori è risultato essere il proprietario di un terreno prospiciente il corso d'acqua. Sono stati anche sequestrati la tubazione e la legna ricavata dal taglio degli alberi.

 

 

 

 

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