Domenica, 09 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

strada abusiva bosco savelliSAVELLI - Avrebbe realizzato nei mesi scorsi, senza alcuna autorizzazione, una strada che conduce ad un bosco di cerro nel territorio di Savelli. Un allevatore è stato denunciato dai Carabinieri Forestale per violazione della normativa urbanistica e paesaggistica. I militari, durante un controllo del territorio montano, hanno notato alcuni movimenti di terra. A seguito di una ricognizione sono stati individuati due ramificazioni di una strada per un totale di 600 metri. Dagli accertamenti svolti negli uffici comunali competenti è emerso che l'opera era priva di qualsiasi autorizzazione. Nei confronti dell'allevatore, risultato il responsabile degli interventi, è stato anche elevato un verbale amministrativo per taglio di alberi e movimento terra non autorizzati.

 

 

 

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sequestro manufatto abusivo lecastellaISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali hanno scoperto un fabbricato del tutto abusivo a Le Castella. L'opera, in stato di avanzata esecuzione, è stata posta sotto sequestro. Il provvedimento è stato già convalidato dall'Autorità giudiziaria. Ai carabinieri forestali della stazione Crotone non era sfuggito il manufatto in corso di costruzione, realizzato con laterizi a faccia vista, di ottima fattura, nella fascia di rispetto di un corso d'acqua soggetta a vincolo paesaggistico. La costruzione è stata articolata su due piani di cui uno seminterrato. La parte a piano terra, comprendente anche una copertura a volte, e altri elementi indicherebbero un’edilizia originata certamente non dallo stato di necessità e dall’economia di risorse. L’opera, peraltro, si inserisce nel contesto di altre realizzazioni improntate al lusso, di elevato valore commerciale. È stato sollecitato così l'intervento dell'ufficio tecnico comunale che ha certificato l'inesistenza di atti legittimanti l'edificazione. I militari hanno quindi proceduto al sequestro. Il proprietario del terreno è stato denunciato all'autorità giudiziario per violazioni della normativa edilizia e di quella paesaggistica.

 

 

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deposito abusivo lecastellaISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali hanno scoperto pochi giorni addietro un ulteriore fabbricato abusivo, adibito a deposito, in uno slargo del centro di Le Castella. È il terzo caso registrato nel corso degli ultimi giorni. Gli accertamenti eseguiti hanno portato al deferimento di una persona all’Autorità giudiziaria. Gli accertamenti avviati nei giorni scorsi nell’agglomerato di Le Castella avevano posto in luce alcune irregolarità edilizie commesse da privati. In uno slargo del centro urbano era stata occupata un’area pubblica ed erano stati realizzati dei manufatti con il pretesto della preesistenza di vecchie strutture, di fatto ristrutturate aumentando superficie e volumi, senza atti d’assenso o in difformità da essi. Per di più l’area è formalmente di proprietà comunale, malgrado siano vantati presunti diritti di possesso da parte di cittadini, diritti trasferiti anche a terzi con scritture private di cui bisognerà verificare la validità.

Questa volta i militari della stazione CC forestale Crotone hanno scoperto un locale di deposito, realizzato nei mesi appena scorsi senza alcun atto d’assenso legittimante l’edificazione, su un’area dove esisteva una vecchia baracca di lamiere, comunque di superficie e volume di molto inferiori alla nuova costruzione. Il manufatto realizzato si sviluppa su una pianta rettangolare di circa 65 mq, con un’altezza al colmo del tetto di 4 m. Non proprio una piccola costruzione soprattutto se si considera che è stata realizzata in uno slargo del centro, dove verosimilmente gli spazi per i parcheggi e gli arredi urbani non sono mai sufficienti.
Il possessore dell’immobile, un commerciante del luogo, è stato deferito alla Procura della Repubblica per occupazione di terreno e costruzione abusiva. L’attività repressiva svolta dai militari, tuttavia, da sola non sembrerebbe sufficiente a tamponare l’annoso e vistoso fenomeno dell’abusivismo edilizio, evidentemente così diffuso nel territorio.
È acclarato ormai che l’armonico sviluppo edilizio e urbanistico, oltre a favorire caratteristiche superiori del costruito, contribuisca a migliorare la qualità della vita e il valore stesso degli immobili. Con tale consapevolezza si invitano i cittadini a segnalare i presunti abusi edilizi commessi nel territorio, con vantaggio di pochi furbetti e a detrimento di molti che continuano a subire per la loro assordante inerzia.

 

 

 

 

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lavanderia acque reflue uliveto cotroneiCOTRONEI – I carabinieri forestali hanno scoperto nei giorni scorsi a Cotronei una lavanderia industriale abusiva che sversava le acque di lavaggio in un uliveto posto a valle dell’opificio. L’attività è stata posta sotto sequestro e il sequestro è già stato convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’amministratrice titolare dell’attività è stata deferita alla Procura per violazioni delle normative in materia dei rifiuti ed edilizia.

I militari erano intervenuti tempo fa in un uliveto, di proprietà privata, per verificare la presenza di un acquitrino segnalato da alcune persone. Estendendo gli accertamenti alle aree limitrofe hanno localizzato la presenza di una lavanderia da cui presumibilmente provenivano le acque. È stata individuata una grande vasca di raccolta, realizzata in calcestruzzo, dove venivano scaricati i reflui dell’attività di lavaggio. Era presente anche un depuratore, ma il tubo che fuoriusciva da una pompa di sollevamento non era collegato. Conseguentemente i reflui non erano depurati. Finivano in un uliveto perché il tubo di scarico sarebbe stato danneggiato.
A queste conclusioni sono pervenuti i militari della stazione carabinieri forestale Petilia Policastro in seguito a ripetuti sopralluoghi, fatti anche con il supporto della polizia locale e dei tecnici Arpacal che hanno eseguiti accertamenti tecnici sui campioni di reflui prelevati.
L’attività avente carattere industriale, stante agli accertamenti finora svolti, avveniva nella più completa clandestinità. Sono state integrate diverse violazioni al testo unico ambientale per scarichi in assenza di autorizzazioni e per smaltimento di rifiuti. Sono state commesse finanche irregolarità edilizie. Sembra inverosimile che una attività industriale di una tale portata fosse sostanzialmente fantasma.
L’amministratrice dell’attività produttiva, frattanto, è stata deferita alla Procura della Repubblica per le numerose violazioni commesse. Sono state comminate anche consistenti sanzioni amministrative.

 

 

 

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pitone tartarugaISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestale hanno scoperto durante un controllo eseguito nei giorni scorsi a Isola Capo Rizzuto due pitoni e sette tartarughe detenuti illegalmente. Gli animali, tutti protetti dalla Convenzione di Washington, conosciuta anche con l’acronimo “Cites”, sono stati posti sotto sequestro. Il detentore è stato deferito alla Procura della Repubblica di Crotone.
Nel corso di un controllo eseguito in una abitazione privata e nelle sue immediate adiacenze in località Cannelle del comune di Isola Capo Rizzuto i militari dell’Arma hanno scoperto un piccolo rettilario detenuto da un cittadino isolitano. Nel corso dell’accertamento è emerso che alcuni animali erano privi delle certificazioni dovute per legge configurando, quindi, violazioni di natura penale. Sono stati individuati un pitone moluro, un pitone albino e sette tartarughe di terra (Testudo hermanni). Il detentore non ha fornito documentazioni attestanti la provenienza lecita degli esemplari ed è stato così deferito all’Autorità giudiziaria. La Convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione è un accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere piante ed animali a rischio di estinzione, regolando e monitorando il loro commercio, ovvero esportazione, riesportazione e importazione di animali vivi e morti, di piante, nonché di parti e derivati.
L’attività di controllo è stata eseguita dai militari della stazione carabinieri forestale di Crotone congiuntamente con il Nucleo carabinieri Cites di Reggio Calabria, con il supporto dei militari della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, mettendo a fattor comune le competenze specifiche di ogni unità, espressione dell’Arma dei Carabinieri.

 

 

 

 

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autocarro letame carabinieri forestaleI carabinieri forestali hanno fermato nei giorni scorsi a Crotone un autocarro che sversava deiezioni di un allevamento zootecnico in un terreno incolto. In seguito agli accertamenti prontamente avviati il trasporto è risultato irregolare perché privo di tracciabilità. Due persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria per gestione illecita di rifiuti speciali in concorso fra loro.

I militari della stazione CC forestale Crotone hanno notato a distanza un autocarro carico e ne hanno seguito le tracce. Sono riusciti a fermarlo dopo che aveva sversato il cassone carico delle deiezioni di un allevamento zootecnico in un terreno incolto di proprietà privata nella località Columbra – Valcortina di Crotone. Subito sono scattati gli accertamenti per verificare la regolarità delle operazioni. Le deiezioni animali, infatti, sono classificate come rifiuto speciale non pericoloso dal decreto legislativo 152/2006 recante Norme in materia ambientale. Chi trasporta rifiuti deve essere iscritto all’Albo dei gestori ambientali e i rifiuti trasportati devono essere annotati su un apposito registro di carico e scarico accompagnati dal Fir (Formulario identificativo rifiuti). Nel terreno interessato dallo sversamento, secondo le stime eseguite dai militari intervenuti, erano presenti circa 100 metricubi di deiezioni in cumuli e l’area non era recintata.
Si configurano a carico del conducente dell’autocarro e del produttore dei rifiuti, l’amministratore di una impresa agricola esercitante l’attività di allevamento, le ipotesi di reato di gestione e smaltimento illecito di rifiuti speciali, in concorso di persona.
Sono state impartite le prescrizioni previste dalla normativa vigente idonee a rimuovere le irregolarità rilevate, depenalizzando il procedimento.

 

 

 

 

 

 

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