Martedì, 11 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

allevamento abusivo cani rocca di netoROCCA DI NETO - Un allevamento abusivo di cani, all'interno del quale erano detenuti in condizioni non adeguate 14 esemplari di diverse razze e due cuccioli, è stato scoperto a Rocca di Neto dai Carabinieri Forestali che hanno denunciato una persona con l'accusa di maltrattamento di animali, violazioni edilizie e deturpamento di bellezze naturali. I militari, durante un controllo del territorio, hanno individuato, in un'area di proprietà comunale, alcuni box in muratura coperti da lamiera all'interno dei quali erano detenuti gli animali, 10 maschi e 4 femmine, non tutti dotati di microchip identificativi, più i cuccioli. Con l'ausilio dei veterinari dell'Asp di Crotone è stata accertata la detenzione dei cani in condizioni non compatibili e con deiezioni smaltite in modo irregolare. Inoltre è emerso che i box erano stati edificati senza autorizzazione su un terreno concesso in fitto dal Comune, in un'area che si trova all'interno della Zona di protezione speciale Marchesato e fiume Neto.

 

 

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rifiuti edili autocarro carabinieri forestale crotoneI carabinieri forestali hanno fermato, in pieno centro cittadino a Crotone, un 42enne del luogo alla guida di un autocarro il cui cassone era pieno di detriti derivanti da lavori di ristrutturazione di un appartamento. Le spiegazioni che l'autista ha tentato di fornire sono state subito ritenute inattendibili dai militari.

I militari hanno subito constato il tentativo di eludere i costi di smaltimento del materiale illegalmente, considerato che il conducente non era in possesso di alcuna autorizzazione o iscrizione all’Albo nazionale gestore ambientale, necessaria per effettuare la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti di ogni genere.
Per l’uomo è scattata la denuncia in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti speciali e, al fine di interrompere l’illecita attività, il sequestro dell’autocarro con i rifiuti trasportati.
Le indagini successive hanno portato a individuare l’appartamento oggetto dei lavori di ristrutturazione e, quindi, a individuare il committente dei lavori e la proprietaria dell’abitazione, rispettivamente padre e figlia. Anche per loro è stato ravvisato, in concorso di persona, lo stesso reato.
Inoltre è stato accertato che, per la realizzazione dei lavori, non era stata presentata al Comune istanza di Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata). Di conseguenza, per tale inadempienza, che prevede l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari a 1.000,00 euro, è stata data comunicazione all’ufficio tecnico comunale per l’applicazione.

Calcinacci e rifiuti vari provenienti dalle demolizioni e qualunque altro tipo di scarto possa avere a che fare con un cantiere edile, è da considerarsi rifiuto speciale e come tale va conferito in discariche apposite o destinato a particolari impianti di trasformazione, in modo che possa in qualche misura essere riciclato e riutilizzato.

 

 

 

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sbancamento cotroneiCOTRONEI - Ha effettuato uno sbancamento illegale in un terreno del Comune di Cotronei concesso in fitto danneggiando anche un bosco di lecci limitrofo dove sono stati abbattuti alcuni alberi. Un operaio di 54 anni, è stato denunciato dai carabinieri forestali per violazioni della normativa edilizia, paesaggistica e ambientale. I militari attraverso l'esame delle ortofoto dell'area hanno accertato che i lavori sul terreno concesso in fitto erano stati eseguiti su una superficie estesa quasi il doppio di quanto richiesto attraverso la documentazione presentata all'ufficio tecnico dell'ente in ritardo sui tempi previsti. E' emerso inoltre che erano stati tagliate, senza alcuna autorizzazione, sedici piante di leccio. Nei confronti del responsabile è stata elevata anche una sanzione amministrativa per inosservanza delle prescrizioni e del regolamento regionale che norma i tagli degli alberi e i movimenti di terreno nelle aree soggette a vincolo idrogeologico.

 

 

 

 

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rifiuti clinica carabinieriVenivano smaltiti illecitamente dei rifiuti speciali gettandoli, come normale immondizia nei cassonetti. L'attività illecita è stata scoperta dai carabinieri forestali di Crotone nel corso di un controllo del territorio che ha portato a deferire all'autorità giudiziaria l’amministratore della struttura socio-sanitaria di un comune limitrofo.

I militari, hanno accertato che rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, rappresentati da deflussori e bottiglie per flebo, pannoloni sporchi e guanti di lattice, siringe e mascherine monouso, mischiati ad altri rifiuti urbani utilizzati per la somministrazione di pasti, venivano smaltiti presso i normali cassonetti dei rifiuti urbani di Crotone, immettendoli così nel ciclo della Rsu.

Invece di procedere allo smaltimento senza pericolo per la salute dell'uomo, senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente, l’amministratore della struttura sanitaria privata, trattava i rifiuti derivanti dalla sua attività come degli "innocui" scarti da lavorazione. I fatti contestati al 63enne amministratore integrano gravi violazioni al testo unico ambientale in materia di rifiuti per smaltimento irregolare di rifiuti sanitari.

 

 

 

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platea abusivaISOLA CAPO RIZZUTO – Una platea in calcestruzzo, realizzata abusivamente, è stata sequestrata dai carabinieri forestali in località “Marinella” di Isola Capo Rizzuto. L’intervento tempestivo dei militari ha impedito la prosecuzione dell’opera che era stata realizzata recentemente. Il committente dei lavori è stato deferito all’Autorità giudiziaria per abuso edilizio e violazione della normativa paesaggistica.
In seguito ai riscontri effettuati presso l’ufficio comunale competente è emerso che il manufatto era stato realizzato in assenza di qualsiasi atto di autorizzazione. La platea, estesa circa 9 per 14 metri ed elevata di 50 centimetri sul piano di campagna, rientra nella fascia prospiciente la costa tutelata dal vincolo paesaggistico. Essa presentava ancora le casseforme usate per il getto in calcestruzzo ed era completa delle predisposizioni per gli impianti. Dalle condizioni dei materiali rinvenuti si è potuto desumere che l’opera è stata realizzata nei giorni immediatamente precedenti la scoperta dei militari.
In seguito ad accertamenti è stato individuato l’uomo che aveva la disponibilità dell’area e che ha commissionato i lavori. Il manufatto è stato sequestrato per impedire la prosecuzione abusiva dei lavori e consegnato al committente, un pensionato isolitano di 73 anni. L'uomo è stato deferito all’Autorità giudiziaria per le violazioni in materia edilizia e paesaggistica.

 

 

 

 

 

 

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rifiuti caccuriCACCURI - I carabinieri forestali hanno individuato e denunciato all’Autorità giudiziaria un’imprenditrice che aveva abbandonato rifiuti derivanti dalla propria attività d’impresa invece che smaltirli nei modi previsti. Il sito incontrollato di rifiuti era stato scoperto nei giorni scorsi nella località Forestella, nel territorio del comune di Caccuri.

In particolare, i militari delle stazioni carabinieri forestale di Savelli e di Petilia Policastro, nel corso di un servizio di controllo del territorio, avevano notato un evidente deposito incontrollato di rifiuti. L’esame degli stessi ha consentito di risalire, verosimilmente senza ombra di equivoco, all’impresa che ne aveva effettuato l’abbandono nell’ambito della propria attività lavorativa, smaltendo irregolarmente i rifiuti del proprio ciclo produttivo. Tale condotta è sanzionata dal decreto legislativo 152/2006 recante norme in materia ambientale. Ai militari non è rimasto altro che deferire all’Autorità giudiziaria la titolare dell’attività, un’imprenditrice del comprensorio.
Nella medesima area è stato individuato anche un abbandono incontrollato di circa cento pneumatici esausti, in considerazione del quantitativo rinvenuto, anch’essi derivanti d’attività d’impresa. Sono in corso ulteriori accertamenti tesi ad individuare i responsabili.
Gli pneumatici esausti sono classificati dal decreto legislativo 152/2006 come rifiuti speciali e devono essere smaltiti attraverso ditte specializzate iscritte ad un apposito consorzio. Si evidenzia che all’atto dell’acquisto di nuovi pneumatici gli automobilisti corrispondono al venditore una quota per lo smaltimento di quelli da sostituire. Tale misura è stata prevista per scoraggiare e quindi prevenirne l’abbandono. È verosimile, quindi, che gli pneumatici rinvenuti provengano da un canale di vendita non regolare.

 

 

 

 

 

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