Sabato, 04 Luglio 2020

CRONACA NEWS

BelcastroCOTRONEI - «Fare fronte comune, ciascuno per le proprie competenze, è la ricetta più efficace per tutelare la legalità e l'ordine pubblico». Lo afferma in una nota il sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, commentando gli ultimi interventi effettuati dai Carabinieri nel comune silano [LEGGI ARTICOLO]. «Voglio ringraziare - prosegue il primo cittadino - a nome dell'Amministrazione comunale e dell'intero paese i carabinieri della Stazione di Cotronei guidati dal maresciallo Vozza, e i militari della Compagnia di Petilia Policastro comandata dal capitano Martino per l'opera quotidiana che compiono al servizio dei cittadini. A quest'opera meritoria, però, si deve affiancare l'impegno di tutti gli altri settori della società civile. L'impegno congiunto delle forze dell'ordine, delle istituzioni, delle associazioni, della Chiesa, dei singoli cittadini - spiega Belcastro - è fondamentale per la crescita sana del territorio, per la tutela della sicurezza collettiva e la lotta ad ogni forma di illegalità e criminalità». Il sindaco ricorda, quindi, l'installazione ad opera dell'Amministrazione comunale di alcune telecamere nei punti nevralgici del paese «un intervento finanziato con il Pon sicurezza che ci permette di monitorare le aree principali del nostro comune e collaborare con le forze dell'ordine. Un intervento - conclude - che va in direzione di un impegno comune a tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini».

 

 

 

 

 

 

 

 

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marijuana5COTRONEI - Il fiuto del cane Sembo, dell'unità cinofila dei carabinieri del Goc di Vibo Valentia, ha portato alla scoperta di 400 grammi di marijuana, 20 grammi di semi di canapa indica, un bilancino di precisione e 740 euro, e all'arresto di Gennaro Pignatelli, 41 anni. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri di Cotronei durante una perquisizione nella sua casa dopo che era stato notato un via vai sospetto di ragazzi. La droga era nascosta in una controsoffittatura.

 

Le indagini.

marijuana6Anche questa operazione rientra nel piano rinforzato di controllo del territorio disposto dalla Compagnia di Petilia Policastro per quanto riguarda il Comune di Cotronei e l'attiguo Villaggio Palumbo, al fine di garantire una efficace azione di contrasto alla recrudescente micro-criminalita' di natura predatoria e vandalica. Da alcune settimane i militari della locale Stazione, durante i servizi perlustrativi, avevano notato un insolito via-vai di ragazzi ed adulti nella zona di via Giordano Bruno, nel pieno centro storico del paese. Negli ultimi giorni erano stati quindi predisposti alcuni servizi di osservazione in abiti civili (con non poche difficoltà visto il dedalo di vicoli presenti nel centro del paese) per individuare l'epicentro di questo andirivieni. È stato quindi accertato che circa due-tre ragazzi al giorno, negli orati preserali, stazionavano pochi istanti nei pressi di un portoncino in via Bruno, per poi allontanarsi velocemente pochi momenti dopo. Questa mattina all'alba, l'ingresso nell'abitazione del Pignanelli: oltra ad una squadra di Carabinieri, a dar man forte ai militari vi era Sambo, un meraviglioso cane lupo in forza alle Unità Cinofile del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia. Il cane-carabiniere si è diretto immediatamente al primo piano della palazzina, dove nella camera da letto del Pignanelli si avvertiva in maniera chiara ed inequivocabile l'odore tipico dalla marijuana. Tuttavia la ritrosia del soggetto ad ammettere il possesso di droga e l'oggettiva difficoltà di rinvenire la sostanza in una camera molto grande e piuttosto disordinata stavano per creare qualche apprensione nei militari in relazione alla buon esito dell'operazione. Sambo, dopo alcuni tentennamenti, ha fiutato prima verso un cassetto del como' contenente la biancheria intima del Pignanelli, permettendo di rinvenire una piccola bustina con pochi grammi di marjuana: poi con energica decisione, il cane lupo ha cominciato ad abbaiare contro il soffitto. Per sfortuna del Pignanelli, non si trattava di un soffitto normale, ma di una controffittatura con pannelli di legno, troppo invitanti per non pensare che dietro vi fosse celato qualcosa. I militari hanno per tanto smantellato due pannelli di legno, posti sul soffitto, dietro cui sono state rinvenute varie buste contenenti marijuana: nello specifico 5 buste contenenti circa 400 grammi di marjuana, una ventina di grammi di semi di canapa indica, un bilancino di precisione e la somma di 740 euro, ritenuta provento di spaccio. Il Pignanelli è stato quindi dichiarato in stato d'arresto e, dopo le operazioni di foto-segnalamento, è stato sottoposto agli arresti domiciliari così come disposto dal pubblico ministero Alessandro Riello, in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Presso la Caserma di Cotronei durante l'espletamento delle formalità di rito, Sambo ha continuato per tutta la mattinata a gironzolare divertito per gli uffici, tra le coccole ed i complimenti dei Carabinieri.

 

 

 

 

 

 

 

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Un uomo con precedenti penali, Fiore Gentile, 54 anni, è stato ucciso acolpi d'arma da fuoco a Isola Capo Rizzuto. Due persone hanno trovato il cadavere in località Sant'Anna, nei pressi dell'aeroporto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini. Dai primi accertamenti l'omicidio sarebbe stato compiuto nelle scorse ore. Fiore era ritenuto dagli inquirenti vicino ad ambienti della criminalità organizzata. Dopo il ritrovamento del cadavere i carabinieri hanno iniziato a sentire i familiari e gli amici di Fiore Gentile. I carabinieri stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e verificare se recentemente aveva avuto contrasti con altre persone. Gentile era stato condannato a 22 anni di reclusone per l'omicidio di Pasquale Nicoscia, avvenuto a Isola Capo Rizzuto l'11 dicembre del 2004 nel corso di una guerra di mafia tra i clan Arena e Nicoscia. In appello poi Gentile era stato assolto. L'uomo era stato pure condannato nel processo contro le cosche della 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, denominato Ghibli, a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Nel processo d'appello era stato poi assolto, ma la Corte di Cassazione, proprio nelle scorse settimane, aveva annullato anche questa sentenza.

 

 

 

 

 

 

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tomabaroli2Sono stati sorpresi mentre stavano facendo scavi abusivi vicino ai resti del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna. Cinque persone sono state poste agli arresti domiciliari dai carabinieri di Crotone e Isola Capo Rizzuto dopo essere state sorprese mentre, con metal detector, zappe e pale, effettuavano scavi abusivi nell'area archeologica di Capocolonna, vicino i resti del tempio di Hera Lacinia. I cinque, Giuseppe Geraldi, 28 anni, Francesco Gualtieri (30),
Salvatore Rocca (32) Pasquale Fabiano (44) e Luigi Cristiano (22), sono accusati di danneggiamento al patrimonio archeologico. I militari di Crotone, in collaborazione con i colleghi del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza (grazie anche alla determinante segnalazione giunta da parte della Soprintendenza dei Beni culturali che aveva avvertito della presenza di alcuni soggetti sconosciuti all'interno dell'area archeologica di Capocolonna, in particolare nei pressi della Colonna del tempio di Hera Lacinia) sono intervenuti sorprendendo i cinque che, armati di metal detector, pale e zappe, erano intenti a compiere degli scavi abusivi. Alla vista dei militari i giovani hanno provato a scappare fuggendo verso la vicina scogliera venendo però immediatamente raggiunti e bloccati dai carabinieri accorsi in forze. Sul posto è stato rinvenuto il metal detector, le due zappe e la pala utilizzate negli scavi. I reati per i quali si procede sono violazione in materia di ricerche archeologiche e danneggiamento aggravato. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati posti, su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, al regime degli arresti domiciliari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Volovaci FlorescuUna pattuglia li ha "pizzicati" mentre tentavano di divellere la copertura (in lamiera coibentata) delle Terme di località Ponteconiglio (Cotronei). Nella giornata di domenica (22 marzo) i carabinieri della Stazione di Cotronei hanno così tratto in arresto in flagranza di reato due cittadini romeni, Iulian Volovaci di 42 anni e Stefan Florescu di 28 anni per furto aggravato. I carabinieri si trovavano nelle vicinanze, in quanto, era stata disposta l'intensificazione della vigilanza nel centro presilano durante i giorni festivi, con particolate attenzione al Villaggio Palumbo. Oltre alle pattuglie perlustrative della locale Stazione, sono state impegnate nel servizio anche le unità del nucleo Radiomobile. Il fine dell'attività era quello di prevenire i reati contro il patrimonio. Sotto tali premesse, alle 8.30 di ieri mattina, una pattuglia della locale Stazione, transitando lungo la strada provinciale 31 nei pressi di località Ponteconiglio, ha notato due uomini intenti a smontare lamiere e pezzi di muratura dello stabile in via di ristrutturazione ospitante le Terme comunali. Precipitatisi immediatamente sul posto, i carabinieri hanno così sorpreso i due romeni, muniti di scala e varia attrezzatura da scasso, intenti a divellere la copertura in lamiera coibentata delle Terme. Chiamata una pattuglia in supporto, i militari hanno quindi ammanettato i due uomini, provvedevando a contattare i responsabili del Comune per quantificare i danni arrecati alla struttura. Da un'attenta analisi è risultato che il tetto della struttura in lamiera coibentata aveva subito diversi "prelievi": questo si dedotto in relazione anche al fatto che i pannelli trovati in possesso ai romeni non erano sufficienti a coprire tutte le mancanze. I pannelli sequestrati, intanti, sono stati restituiti al Comune, mentre la squadra di militari ha subito provveduto a completare le operazioni di fotosegnalamento dei due arrestati. Il comandante di Stazione, maresciallo Ordinario Vozza, nel frattempo ha dato vita ad una fulminea attività di indagine che ha permettesso nella stessa notte di rinvenire nelle campagne di Scandale il resto della copertura del tetto che è stata prontamente riconsegnata al personale del Comune. I due romeni, entrambi con precedenti specifici a carico, su disposizione del sostituto procuratore di turno, sono stati posti agli arresti domiciliari rispettivamente nelle relative dimore di Strongoli e Rocca di Neto in attesa della celebrazione del rito direttissimo; su di loro, l'Arma formulerà la richiesta di divieto di ritorno nel Comune di Cotronei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dagli atti dell'indagine sulla Tav di Firenze spunta l'ombra della 'ndrangheta attraverso le dichiarazioni di un pentito di Belvedere Spinello che, durante un interrogatorio, ha chiamato in causa il nome di un imprenditore citato anche nel caso di Lea Garofalo (la  testimone di giustizia crotonese uccisa nel 2009 per aver fornito importanti rivelazioni sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco). «A fine maggio 2011, prima che mi arrestassero, dalla Lombardia, mi recai in bus in Calabria. Nel viaggio incontrai un membro della famiglia di Petilia Policastro, un certo Garofalo di Pagliarelle, frazione di Petilia. Gli chiesi come erano messi in Toscana. Lui mi disse che fornivano il cemento e betoniere ai cantieri Tav tramite imprese di Firenze. Mi precisò poi che per il movimento terra c'erano i Casalesi e che si erano associati con noi (inteso come 'ndrangheta)». Lo ha spiegato ai Ros di Firenze Francesco Oliverio che, dal 2005 sarebbe a capo del 'locale' di Belvedere Spinello (Crotone). Le dichiarazioni del pentito sono venute durante un interrogatorio dell'ottobre 2013 e dal quale è venuto a galla come il nome di quell'uomo incontrato sull'autobus è spuntato anche nella terribile vicenda dell'omicidio della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo. Il verbale, da cui emerge anche l'ombra della 'ndrangheta accanto a quella (già nota) della camorra sui lavori della Tav di Firenze, si trova in una informativa agli atti dell'indagine sulle grandi opere e che lunedì scorso ha portato agli arresti, tra gli altri, dell'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei lavori pubblici Ercole Incalza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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