Giovedì, 22 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

arresti ciro ferroCIRO' MARINA - Nascondevano in auto oltre trecento barre metalliche rubate alle Ferrovie dello Stato a Cariati. Nicolae Patriu, 61 anni, Liviu Marcel Vaculisteanu (25) e Mirela Buruiana (54) sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri di Cirò Marina. I militari, che avevano accertato da tempo il modello di auto usato per commettere analoghi furti, hanno intercettato la vettura con a bordo i responsabili, trovando all'interno 850 chili di materiale ferroso.

 

I fatti.

Era da qualche tempo che i militari stavano controllando i movimenti di una Alfa Romeo 159 che poteva essere quella utilizzata per commettere alcuni furti registrati in zona. In particolrare, i militari dell'Arma hanno intercettato una vettura dello stesso modello percorrere la statale 106 nel tratto ricadente nel Comune di Cirò Marina in direzione Reggio Calabria. I carabinieri hanno così intimato al conducente di fermarsi. Per tutta risposta, quest'ultimo, ha spinto il piede sull'acceleratore con l'evidente intento di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un breve inseguimento che si cè oncluso pochi chilometri dopo. Fermato il mezzo, i carabinieri hanno quindi proceduto con la perquisizione, rinvenendo sul sedile posteriore, celate sotto un lenzuolo, oltre 300 barre metalliche del peso di circa 850 chilogrammi ed un utensile metallico, di realizzazione manuale, simile ad una chiave inglese appositamente realizzato per agevolare la commissione del reato. I militari hanno subito capito che si potesse trattare delle recinzioni delle Ferrovie dello Stato e, per questo motivo, hanno contattato del personale specializzato che ha poi confermato i loro sospetti. Il furto era stato commesso lungo il tratto ferroviario ricadente nel comune di Cariati. Gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata odierna, nel corso del quale dovranno rispondere di furto aggravato in concorso. La refurtiva sarà invece restituita alle Ferrovie dello Stato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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BelcastroCOTRONEI - «Fare fronte comune, ciascuno per le proprie competenze, è la ricetta più efficace per tutelare la legalità e l'ordine pubblico». Lo afferma in una nota il sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, commentando gli ultimi interventi effettuati dai Carabinieri nel comune silano [LEGGI ARTICOLO]. «Voglio ringraziare - prosegue il primo cittadino - a nome dell'Amministrazione comunale e dell'intero paese i carabinieri della Stazione di Cotronei guidati dal maresciallo Vozza, e i militari della Compagnia di Petilia Policastro comandata dal capitano Martino per l'opera quotidiana che compiono al servizio dei cittadini. A quest'opera meritoria, però, si deve affiancare l'impegno di tutti gli altri settori della società civile. L'impegno congiunto delle forze dell'ordine, delle istituzioni, delle associazioni, della Chiesa, dei singoli cittadini - spiega Belcastro - è fondamentale per la crescita sana del territorio, per la tutela della sicurezza collettiva e la lotta ad ogni forma di illegalità e criminalità». Il sindaco ricorda, quindi, l'installazione ad opera dell'Amministrazione comunale di alcune telecamere nei punti nevralgici del paese «un intervento finanziato con il Pon sicurezza che ci permette di monitorare le aree principali del nostro comune e collaborare con le forze dell'ordine. Un intervento - conclude - che va in direzione di un impegno comune a tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini».

 

 

 

 

 

 

 

 

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marijuana5COTRONEI - Il fiuto del cane Sembo, dell'unità cinofila dei carabinieri del Goc di Vibo Valentia, ha portato alla scoperta di 400 grammi di marijuana, 20 grammi di semi di canapa indica, un bilancino di precisione e 740 euro, e all'arresto di Gennaro Pignatelli, 41 anni. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri di Cotronei durante una perquisizione nella sua casa dopo che era stato notato un via vai sospetto di ragazzi. La droga era nascosta in una controsoffittatura.

 

Le indagini.

marijuana6Anche questa operazione rientra nel piano rinforzato di controllo del territorio disposto dalla Compagnia di Petilia Policastro per quanto riguarda il Comune di Cotronei e l'attiguo Villaggio Palumbo, al fine di garantire una efficace azione di contrasto alla recrudescente micro-criminalita' di natura predatoria e vandalica. Da alcune settimane i militari della locale Stazione, durante i servizi perlustrativi, avevano notato un insolito via-vai di ragazzi ed adulti nella zona di via Giordano Bruno, nel pieno centro storico del paese. Negli ultimi giorni erano stati quindi predisposti alcuni servizi di osservazione in abiti civili (con non poche difficoltà visto il dedalo di vicoli presenti nel centro del paese) per individuare l'epicentro di questo andirivieni. È stato quindi accertato che circa due-tre ragazzi al giorno, negli orati preserali, stazionavano pochi istanti nei pressi di un portoncino in via Bruno, per poi allontanarsi velocemente pochi momenti dopo. Questa mattina all'alba, l'ingresso nell'abitazione del Pignanelli: oltra ad una squadra di Carabinieri, a dar man forte ai militari vi era Sambo, un meraviglioso cane lupo in forza alle Unità Cinofile del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia. Il cane-carabiniere si è diretto immediatamente al primo piano della palazzina, dove nella camera da letto del Pignanelli si avvertiva in maniera chiara ed inequivocabile l'odore tipico dalla marijuana. Tuttavia la ritrosia del soggetto ad ammettere il possesso di droga e l'oggettiva difficoltà di rinvenire la sostanza in una camera molto grande e piuttosto disordinata stavano per creare qualche apprensione nei militari in relazione alla buon esito dell'operazione. Sambo, dopo alcuni tentennamenti, ha fiutato prima verso un cassetto del como' contenente la biancheria intima del Pignanelli, permettendo di rinvenire una piccola bustina con pochi grammi di marjuana: poi con energica decisione, il cane lupo ha cominciato ad abbaiare contro il soffitto. Per sfortuna del Pignanelli, non si trattava di un soffitto normale, ma di una controffittatura con pannelli di legno, troppo invitanti per non pensare che dietro vi fosse celato qualcosa. I militari hanno per tanto smantellato due pannelli di legno, posti sul soffitto, dietro cui sono state rinvenute varie buste contenenti marijuana: nello specifico 5 buste contenenti circa 400 grammi di marjuana, una ventina di grammi di semi di canapa indica, un bilancino di precisione e la somma di 740 euro, ritenuta provento di spaccio. Il Pignanelli è stato quindi dichiarato in stato d'arresto e, dopo le operazioni di foto-segnalamento, è stato sottoposto agli arresti domiciliari così come disposto dal pubblico ministero Alessandro Riello, in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Presso la Caserma di Cotronei durante l'espletamento delle formalità di rito, Sambo ha continuato per tutta la mattinata a gironzolare divertito per gli uffici, tra le coccole ed i complimenti dei Carabinieri.

 

 

 

 

 

 

 

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Un uomo con precedenti penali, Fiore Gentile, 54 anni, è stato ucciso acolpi d'arma da fuoco a Isola Capo Rizzuto. Due persone hanno trovato il cadavere in località Sant'Anna, nei pressi dell'aeroporto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini. Dai primi accertamenti l'omicidio sarebbe stato compiuto nelle scorse ore. Fiore era ritenuto dagli inquirenti vicino ad ambienti della criminalità organizzata. Dopo il ritrovamento del cadavere i carabinieri hanno iniziato a sentire i familiari e gli amici di Fiore Gentile. I carabinieri stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e verificare se recentemente aveva avuto contrasti con altre persone. Gentile era stato condannato a 22 anni di reclusone per l'omicidio di Pasquale Nicoscia, avvenuto a Isola Capo Rizzuto l'11 dicembre del 2004 nel corso di una guerra di mafia tra i clan Arena e Nicoscia. In appello poi Gentile era stato assolto. L'uomo era stato pure condannato nel processo contro le cosche della 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, denominato Ghibli, a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Nel processo d'appello era stato poi assolto, ma la Corte di Cassazione, proprio nelle scorse settimane, aveva annullato anche questa sentenza.

 

 

 

 

 

 

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tomabaroli2Sono stati sorpresi mentre stavano facendo scavi abusivi vicino ai resti del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna. Cinque persone sono state poste agli arresti domiciliari dai carabinieri di Crotone e Isola Capo Rizzuto dopo essere state sorprese mentre, con metal detector, zappe e pale, effettuavano scavi abusivi nell'area archeologica di Capocolonna, vicino i resti del tempio di Hera Lacinia. I cinque, Giuseppe Geraldi, 28 anni, Francesco Gualtieri (30),
Salvatore Rocca (32) Pasquale Fabiano (44) e Luigi Cristiano (22), sono accusati di danneggiamento al patrimonio archeologico. I militari di Crotone, in collaborazione con i colleghi del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza (grazie anche alla determinante segnalazione giunta da parte della Soprintendenza dei Beni culturali che aveva avvertito della presenza di alcuni soggetti sconosciuti all'interno dell'area archeologica di Capocolonna, in particolare nei pressi della Colonna del tempio di Hera Lacinia) sono intervenuti sorprendendo i cinque che, armati di metal detector, pale e zappe, erano intenti a compiere degli scavi abusivi. Alla vista dei militari i giovani hanno provato a scappare fuggendo verso la vicina scogliera venendo però immediatamente raggiunti e bloccati dai carabinieri accorsi in forze. Sul posto è stato rinvenuto il metal detector, le due zappe e la pala utilizzate negli scavi. I reati per i quali si procede sono violazione in materia di ricerche archeologiche e danneggiamento aggravato. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati posti, su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, al regime degli arresti domiciliari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Volovaci FlorescuUna pattuglia li ha "pizzicati" mentre tentavano di divellere la copertura (in lamiera coibentata) delle Terme di località Ponteconiglio (Cotronei). Nella giornata di domenica (22 marzo) i carabinieri della Stazione di Cotronei hanno così tratto in arresto in flagranza di reato due cittadini romeni, Iulian Volovaci di 42 anni e Stefan Florescu di 28 anni per furto aggravato. I carabinieri si trovavano nelle vicinanze, in quanto, era stata disposta l'intensificazione della vigilanza nel centro presilano durante i giorni festivi, con particolate attenzione al Villaggio Palumbo. Oltre alle pattuglie perlustrative della locale Stazione, sono state impegnate nel servizio anche le unità del nucleo Radiomobile. Il fine dell'attività era quello di prevenire i reati contro il patrimonio. Sotto tali premesse, alle 8.30 di ieri mattina, una pattuglia della locale Stazione, transitando lungo la strada provinciale 31 nei pressi di località Ponteconiglio, ha notato due uomini intenti a smontare lamiere e pezzi di muratura dello stabile in via di ristrutturazione ospitante le Terme comunali. Precipitatisi immediatamente sul posto, i carabinieri hanno così sorpreso i due romeni, muniti di scala e varia attrezzatura da scasso, intenti a divellere la copertura in lamiera coibentata delle Terme. Chiamata una pattuglia in supporto, i militari hanno quindi ammanettato i due uomini, provvedevando a contattare i responsabili del Comune per quantificare i danni arrecati alla struttura. Da un'attenta analisi è risultato che il tetto della struttura in lamiera coibentata aveva subito diversi "prelievi": questo si dedotto in relazione anche al fatto che i pannelli trovati in possesso ai romeni non erano sufficienti a coprire tutte le mancanze. I pannelli sequestrati, intanti, sono stati restituiti al Comune, mentre la squadra di militari ha subito provveduto a completare le operazioni di fotosegnalamento dei due arrestati. Il comandante di Stazione, maresciallo Ordinario Vozza, nel frattempo ha dato vita ad una fulminea attività di indagine che ha permettesso nella stessa notte di rinvenire nelle campagne di Scandale il resto della copertura del tetto che è stata prontamente riconsegnata al personale del Comune. I due romeni, entrambi con precedenti specifici a carico, su disposizione del sostituto procuratore di turno, sono stati posti agli arresti domiciliari rispettivamente nelle relative dimore di Strongoli e Rocca di Neto in attesa della celebrazione del rito direttissimo; su di loro, l'Arma formulerà la richiesta di divieto di ritorno nel Comune di Cotronei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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