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Giovedì, 20 Gennaio 2022

CRONACA NEWS

carabinieri prostituzioneAncora un blitz dei Carabinieri: chiusa un'altra casa di appuntamenti in pieno centro a Crotone. Nella serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Crotone, guidati dal maresciallo ordinario Nazzareno Leonardis, hanno posto sotto sequestro un appartamento in pieno centro cittadino che sarebbe stato adibito, stabilmente, a casa di appuntamenti. Con l'operazione di ieri si è aggiunto quindi un altro tassello al più vasto progetto di sicurezza del Comando compagnia di Crotone teso a debellare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione in casa. Il sequestro di ieri, infatti, si somma a quelli avvenuti nei giorni scorsi, con le medesime modalità, per appartamenti dislocati in via Pastificio, piazza Mantegna e via San Francesco. Questa volta l'attenzione dei militari si è concentrata su un annuncio notato sul web nel quale, sedicenti ragazze orientali, si dichiaravano molto disponibili a incontrare "solo italiani" in un appartamento nella centralissima via Roma della città pitagorica. Intrecciando questo dato con alcune segnalazioni fatte ai Carabinieri di quartieri presenti in zona negli ultimi giorni, è stato messo in atto un discreto dispositivo di osservazione che ha portato i militari in poco tempo ad avere certezza sull'immobile adibito ad alcova: un primo piano di un palazzo elegante tra negozi e uffici di professionisti. A differenza di quanto scoperto nella precedente operazione, questa volta all'interno della casa vi erano due prostitute cinesi e non sudamericane. I carabinieri hanno interrogato in qualità di testimoni alcuni clienti (la media è stata calcolata in 5-6 al giorno, quasi tutti di pomeriggio) che hanno confermato la presenza di due "signorine" asiatiche all'interno della casa pronte a soddisfare le esigenze dei clienti previo corrispettivo di una cifra dai 30 ai 70 euro. Dalle informazioni testimoniali si è inoltre appreso che la casa era "aperta" da alcuni mesi con un graduale ricambio di ragazze qualora venisse a scemare la domanda, o meglio il gradimento, dei clienti. Alle 20 di ieri sera, dunque, in corrispondenza della chiusura dei negozi circostanti, i militari hanno effettuato il blitz e perquisito il sito, dove sono stati ritrovati oltre al "necessario" per l'esercizio del meretricio, circa 400 euro ritenuti provento dell'attività e quindi posti sotto sequestro; numerosi block notes dove venivano riportate alcune frasi in lingua italiana "funzionali" alla professionae con a lato la traduzione in cinese. Le due donne orientali, di 36 e 42 anni, sono state condotte in Caserma e, a causa delle reticenza nel fornire informazioni e nel rispondere alle domande degli investigatori, sono state denunciate in stato di libertà per favoreggiamento personale. Una terza donna cinese, non presente al momento dell'irruzione, è stata segnalata alla Procura per sfruttamento della prostituzione. Adesso il lavoro degli investigatori si concentrerà sulla eventuale presenza di una organizzazione che gestisca a livello operativo e logistico l'attività di prostituzione in città, la quale a seguito dei ripetuti blitz dell'Arma si è ridotta, per la modalità in door, dell'80 %.

 

 

 

 

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galgliano calendarioPresentato il Calendario storico 2016 dell'Arma dei carabinieri. Anche a Crotone, così come è stato oggi in altre parti d'Italia, il colonnello Salvatore Gagliano ha presentato alla stampa l'edizione 2016 del calendario storico dell'Arma presso il Comando provinciale. Nell'opera, diventato ormai un ricercato ed ambito oggetto di collezione, si rintraccia come filo conduttore che lega i mesi dell'anno il tema "Il carabiniere e le arti". Il calendario, "nell'anno in cui la bandiera dell'Arma dei carabinieri è stata decorata con la medaglia d'oro per i Benemeriti della cultura e dell'arte per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano e internazionale", gli rende omaggio "rivisitando alcuni capolavori di sommi rappresentanti della pittura italiana ed europea che hanno preceduto, accompagnato e immediatamente seguito il periodo delle immani tragedie delle due guerre mondiali, in un percorso immaginario lungo gli oltre duecento anni di storia dell'Arma". Il tema del calendario è stato ispirato dalla celeberrima opera impressionista di Claude Monet "I papaveri". È bastato, infatti, inserire una pattuglia di Carabinieri nel paesaggio solare immaginato dal pittore francese per infondere quel profondo senso di sicurezza e serenità che la vigilanza dell'Arma da sempre trasmette alle comunità. «È così che, ricevuto dagli enti preposti il necessario assenso a reinterpretare le immagini delle opere prescelte con la tecnica della pittura digitale, ha preso forma questo progetto culturale» ha sottolineato in maniera appassionata il comandante provinciale di Crotone Gagliano. «La finalità della pubblicazione - ha spiegato il condante - è quella di contribuire a diffondere la conoscenza dell'arte e del carabiniere nella sua evoluzione storica e nella sua dimensione umana e sociale». Quest'anno, a far bella mostra in uffici ed abitazioni vi sarà una quindi una copertina, con «l'emblematico segno distintivo dei Carabinieri - la fiamma – che si staglia tra le volute geometriche e nitide d'ispirazione futurista, segno della solidità istituzionale nel tempo, riprese da un'opera di Giacomo Balla, nei colori che contraddistinguono la Bandiera italiana, l'Arma dei carabinieri (il blu e il rosso) l'azzurro del vessillo europeo e il celeste dell'Onu». Il percorso immaginario delle tavole del Calendario interpreta l'evoluzione dell'Arma dei Carabinieri nel tempo, disancorato dalla rigidità cronologica delle opere. Parte da Giovanni Boldini, con una composizione intima, evocativa di un momento storico ottocentesco, nella quale, alla giovane donna e al figlio dipinti dall'artista, si affianca la figura caratteristica di un Carabiniere, marito e padre, espressione di eleganza e di composta proprietà formale. Con Amedeo Modigliani, l'operazione assume dimensioni quotidiane: le sue figure esili e allungate, che esaltano tutti i valori umani, ci riconducono alla bellezza e alla semplicità delle forme tipiche dell'arte rinascimentale. Nelle tinte forti di Henri de Toulouse-Lautrec è stato incastonato l'elemento uniformologico più caratterizzante del Carabiniere, il mantello foderato di rosso, coincidente con una lettura fatta già negli anni '20 del secolo scorso dalla rivista "L'Arma Fedele": nella cornice di una riunione mondana il Carabiniere assiste impassibile alla coinvolgente festosità. La figura del Maresciallo, attento e paterno tutore del territorio, con i colori intensi della campagna e i protagonisti della serena vita di provincia, caratterizza invece i personaggi e le atmosfere di Vincent Van Gogh. Ecco, poi, il musicante visto col candore arcaico di Henri Rousseau. Quindi, la pattuglia che vigila sul tranquillo pomeriggio festivo della gente, come concepito da Georges Seurat. Per Giorgio De Chirico, una scelta che certo sarebbe piaciuta anche a lui: nelle vesti di un Generale dei Carabinieri dell'800 è lo stesso pittore in sella ad uno dei suoi cavalli riccioluti, un autoritratto virtuale che va ad aggiungersi ai tanti da lui dipinti nel corso degli anni, in costume da torero o da gentiluomo del settecento. Nella doppia pagina centrale la già citata opera "I papaveri" di Monet, uno dei massimi rappresentanti dell'Impressionismo, è rivisitata, come detto, con la semplice aggiunta di una pattuglia di Carabinieri, la cui presenza appare protettiva e rasserenante. Con Salvador Dalì solleviamo i piedi da terra e ci portiamo con la fantasia al livello del Surrealismo; la pittura del grande artista spagnolo è sembrata la più valida a essere coniugata, nella chiave delle sue invenzioni oniriche, con la figura del Carabiniere sposata al concetto dell'eroismo a difesa dei cittadini. A seguire, una serie di tavole ispirate alle opere degli eredi della Scapigliatura, i Futuristi, che si proponevano di adeguare ogni espressione d'arte al dinamico divenire della civiltà industriale e delle sue città. Il "trionfante progresso delle scienze" ha trovato la sollecita risposta dell'Arma dei Carabinieri che, da allora, ha ancor più dato slancio allo sviluppo delle proprie strutture, con l'adozione di sempre nuovi procedimenti, strumenti e mezzi operativi. Il vivace dinamismo è rievocato, in queste pagine, con le successive interpretazioni dell'aderenza e della tempestività dell'azione dell'Arma. Ecco, quindi, la caotica realtà metropolitana di Umberto Boccioni che, nella rivisitazione, si svolge sotto lo sguardo amico, protettivo e vigile di due Carabinieri, cui seguono le immagini, dipinte nel tipico stile futurista, di un'autoradio e di un Carabiniere motociclista, tratte da un'altra opera di Balla e da una di Mario Guido Dal Monte. Conclude Carlo Carrà, il più ermetico, ma anche il più discretamente simbolista della pittura italiana: al suo stile è affidata l'evocazione di un'Arma che, dotata dei mezzi della modernità, opera nel presente e guarda al domani con il saldo spirito di sempre. Infine, il sereno e sognante surrealismo di René Magritte onora, con l'immagine più alta, l'Arma e i suoi Decorati: attraverso una porta sospesa nello spazio, una pattuglia di Carabinieri procede serena verso il futuro nell'adempimento del proprio dovere. E' leggera e sicura, perché trae forza e determinazione dall'esempio di tutti quegli Eroi con gli stessi alamari che, evocati dalle decorazioni indicate nel cielo etereo, hanno tanto contribuito a dare lustro all'Arma e sicurezza agli italiani. In occasione della presentazione del calendario, il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone ha quindi ribadito con passione e vigore come anche queste circostanze possano essere foriere di conseguenze positive e fruibili per tutta la società: fornire la sicurezza è il compito principale dei Carabinieri, ma anche, come in questo caso, promuovere momenti di cultura, riflessione e, perché no, presa di coscienza del nostro immenso patrimonio culturale possono servire alla comunità, nella certezza che la cultura sradica le radici alla mafia. Ciò affermato, si è risaltato quindi l'impegno dell'Arma, con uno dei suoi Reparti di eccellenza ovvero quello della Tutela del patrimonio culturale, nella difesa del nostro patrimonio culturale e nella lotta a tutti i crimini che possano minacciarlo.

 

 

 

 

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carabinieri cane internaCUTRO - Ancora Willy in azione, il cane-carabiniere addetto alla ricerca di armi ed esplosivi, ancora un armaiolo illegale arrestato dai carabinieri. Nella mattinata odierna, infatti, i carabinieri della Compagnia di Crotone hanno tratto in arresto Lamanna Giuseppe, 65 anni per detenzione di arma clandestina, munizionamento e parti meccaniche varie di armi. Gli uomini dell'Arma stanno così proseguendo nell'attività di perquisizioni per la ricerca di armi. Le ricerche si sono questa volta concentrate nel Comune di Cutro e nelle frazioni di San Leonardo e di Steccato- Sono stati 25 gli uomini e le donne, in borghese ed in divisa, impiegati nel dispositivo con l'ausilio delle Unità Cinofile del Gruppo operativo carabinieri di Vibo Valentia.  In un'operazione analoga a quella odierna, che giorni fa ha visto l'arresto di Procopio Giuseppe, a farla da protagonista è stato il pastore tedesco Willy, cane-carabiniere addetto alla ricerca di armi ed esplosivi. È stato impiegato, infatti, in uno degli obiettivi individuati dagli uomini del maresciallo Antimo Andriulo, comandante della locale Stazione. Il cane, appena entrato nel garage di Lamanna, ha letteralmente "tirato" il suo conduttore in direzione di una vecchia credenza dentro la quale abilmente occultato in una serie di stracci di tessuto è stata rinvenuta una Browning 7.65, completa di caricatore monofilare da 7 colpi e con matricola abrasa. Nel proseguo dell'attività di perquisizione i militari hanno rinvenuto inoltre ulteriori 4 canne di pistole perfettamente oliata, molle guida-asta sempre per pistole, più numerose parti meccaniche interne di armi (dentini, differenziatori,sicure, percussori) oltra a prodotti per la lubrificazione. Proprio questi dettagli, hanno fatto sì che trovasse conferma l'ipotesi sull'attività di "armaiolo" da parte di Lamanna: conferma, perché l'uomo nel 2007, sempre dai Carabinieri di Cutro, fu arrestato poichè trovato in possesso di una quindicina di pistole più un miriade di parti d'arma. In quell'occasione i militari operanti posero sotto sequestro ben 5 casse piene di parti meccaniche d'arma, probabilmente funzionali al Lamanna per " assemblare" nuove pistole non rintracciabili. Lamanna è stato così tratto in arresto in flagranza di reato e, su disposizione del sostituto procuratore Gaetano Bono di turno è stato tradotto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione dell'udienza di convalida. L'arma verrà immediatamente inviata al Ris di Messina grazie al cui lavoro, mediante la risaltazione della matricola, si cercherà di scoprire dove è stata rubata l'arma e se sia stata già utilizzata in fatti di cronaca nera.

 

 

 

 

 

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carabinieri bar ciro2CIRO' MARINA - La notizia ha dell'incredibile, da giorno di ordinaria follia. Si è scagliato a bordo del suo fuoristrada contro l'ingresso di un bar sfondando la vetrata, distruggendo parte degli arredi e ferendo lievemente quattro avventori. E' accaduto a Cirò marina. A causare l'episodio ci sarebbero accordi commerciali non andati a buon fine con il titolare del bar. I carabinieri della Compagnia sono sulle tracce dell'autore del danneggiamento che subito dopo si è allontanato. I danni arrecati, secondo una prima stima, ammontano a oltre 30 mila euro.

 

 

 

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vito martino internaE' tornato in carcere dopo solo pochi giorni Vito Martino, 45 anni, di Cutro, ritenuto un killer della cosca di 'ndrangheta Grande Aracri. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, in collaborazione con quelli di Cutro, in esecuzione di un provvedimento di applicazione della custodia cautelare in carcere adottato dalla Corte di assise di appello di Catanzaro, su richiesta della Procura generale. Martino è noto alle forze dell'ordine per reati come omicidio e associazione mafiosa, ma anche per stupefacenti, armi ed estorsioni. Arrestato nel dicembre 2000 nell'ambito della maxioperazione "Scacco matto", è ritenuto dagli investigatori un elemento pericoloso organico al potente clan Grande Aracri, operante a Cutro e con propaggini a Bologna, Parma, Reggio Emilia e Mantova, per conto del quale, secondo l'accusa, era uno dei killer di riferimento tra la fine degli anni '90 e il 2000. Dopo la scarcerazione dall'istituto penitenziario di Novara, avvenuta il 23 ottobre scorso, i giudici catanzaresi hanno considerato tuttora sussistenti i presupposti per la restrizione carceraria in merito all'omicidio di Antonio Macrì, per cui Martino era stato condannato a 30 anni di reclusione dalla Corte di assise di appello di Catanzaro.

 

 

 

 

 

 

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Tre arresti e una denuncia in stato di libertà durante dei controlli dei carabinieri effettuati tra Cutro, Crotone e Papanice. Nelle ultime 24 ore i carabinieri della Compagnia di Crotone hanno dato vita ad una serie di perquisizioni indirizzate al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e del furto di energia elettrica: tre sono state le persone tratte in arresto, una invece è stata denunciata in stato di libertà. Nella giornata di ieri i carabinieri della Stazione di Crotone, agli ordini del maresciallo ordinario Leonardis, hanno tratto in arresto Giuseppe Elia di 57 anni, residente in via Po della frazione di Papanice e denunciato in stato di libertà M.L. di 50 anni, residente in via Glauchia della località "Capocolonna", poiché all'interno dei rispettivi appartamenti avevano realizzato un allaccio abusivo alla rete Enel, mediante l'installazione di un by-pass che escludendo il proprio contatore, andava a prelevare indebitamente l'energia elettrica direttamente dall'erogazione pubblica. Per la stessa motivazione i militari della Stazione di Cutro, comandati dal maresciallo ordinario Andriulo hanno tratto in arresto L.M, residente in una via centrale del paese, poiché indebitamente allacciato alla rete pubblica al fine di rubarne energia elettrica. Questa mattina i Carabinieri del nucleo Radiomobile guidati dal maresciallo capo Vittorino Calandriello hanno invece fatto irruzione in un appartamento in via Don Puglisi a Crotone, arrestando in flagranza di reato Domenico Romano di 26 anni, incensurato poiché a seguito di perquisizione domiciliare (e personale) è stato trovato in possesso di 57 grammi di marijuana – parte della quale occultata negli slip -, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento. Il dispositivo di controlli dei militari, nelle prossime ore, sarà orientato nei paesi dell'entroterra crotonese.

 

 

 

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