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Martedì, 18 Gennaio 2022

CRONACA NEWS

CIRO' MARINA - Un uomo di 68 anni, del quale non sono state rese note le generalità, ha ferito il genero con due colpi di fucile per difendere la figlia. L'episodio è avvenuto a Cirò Marina dove i carabinieri hanno arrestato il sessantottenne per tentato omicidio. In serata la vittima ha litigato con la moglie con la quale si sta separando. Durante la discussione è intervenuto il padre della donna il quale ha imbracciato un fucile ed ha sparato due colpi colpi contro il genero che è stato lievemente ferito alla testa ed alla gamba. L'uomo è stato immediatamente soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Rossano dove è stato sottoposto alle cure mediche. I carabinieri sono intervenuti sul luogo del ferimento ed hanno arrestato il sessantottenne.

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carabinieri scuola2PETILIA POLICASTRO - Nelle giornate scorse si è concluso un ciclo di incontri per l'educazione alla legalità che ha visto il Comando compagnia Carabinieri visitare diverse scolaresche nell'intero ambito territoriale di competenza. Sono stati 14 gli istituti che hanno accolto con educazione ed entusiasmo i militari, i quali a loro volta sono stati ben lieti di illustrare la loro attività quotidiana di servizio, chiacchierare con i ragazzi, rispondere alle loro curiosità e parlare in maniera accorata riguardo alcune importanti tematiche che interessano la fascia d'età dei teenager. Le scuole visitate sono state il Liceo Classico di Santa Severina, quello Scientifico di Petilia Policastro, il professionale di Petilia Policastro e di Cotronei, le scuole medie di Roccabernarda, San Mauro Marchesato ed ancora di Petilia, dove i militari hanno fatto visita anche alle scuole elementari per un numero complessivo di più di 600 ragazzi incontrati. Gli incontri, della durata di tre ore ciascuno, hanno visto i militari presentare l'attività dell'Arma dei Carabinieri, istituzione che quest'anno ha compiuto 201 anni di storia, illustrare come sia capillarmente diffusa sull'intero territorio nazionale e le sue varie componenti territoriali e specialistiche. Particolare cura è stata posta sul richiamare l'attenzione sul numero di emergenza "112", al quale gratuitamente si possono effettuare delle segnalazioni su eventuali problematiche o urgenze: è stato spiegato ai ragazzi, ormai tutti in possesso di un cellulare, che grazie alle loro segnalazioni potrebbero aiutare i Carabinieri ad essere presenti in maniera ancor più incisiva sul territorio, invitandoli ad essere quindi tanti "piccoli carabinieri" in giro per i vari paesi. Con molta partecipazione sono stati sviluppati anche i temi della legalità e della criminalità diffusa e organizzata, con riferimento alle realtà dell'entroterra crotonese: è stato osservato come la criminalità organizzata si possa sconfiggere, con un risposta sinergica delle istituzioni e della popolazione, con il rifiuto della cultura del compromesso, della prevaricazione e con il sistematico rispetto delle regole e dei diritti, quegli altrui ma anche con la pretesa del rispetto dei propri diritti. È stato analizzato come, anche nelle terre a forte connotazione mafiosa, l'uomo qualunque, se onesto e rispettoso delle legge, può e deve fare la differenza: è stato spiegato, che l'eroe non è tanto il giudice o il carabiniere che combattono in prima linea, ma l'eroe potrebbe essere proprio il genitore di ciascuno di quei ragazzi, un uomo qualunque, che conducendo una vita rispettosa delle regole e leggi, pagando le tasse, cercando di amare realmente il proprio paese preservandolo da scempi o malgoverni verrebbe a costituire un mattone, uno dei tanti, di quel muro necessario a tener lontano dal nostro viver civile ogni sistema mafioso, prevaricazione e violenza. Durante gli incontri sono state spiegate anche le problematiche inerenti alcuni atteggiamenti prevaricanti che possono sfociare nel bullismo, l'uso e consumo di droghe ed alcool e di come alcune condotte, come il semplice e saltuario consumo di cosiddette droghe leggere anche a quell'età, possano portare delle conseguenze negative, oltre che sul piano della salute, anche per quanto concerne il futuro lavorativo del domani. Particolari raccomandazioni sono state effettuate anche in merito all'utilizzo del web e dei social forum, strumenti, come tutta l'informatica, utilissimi, ma che hanno connaturate delle insidie dovute ad un utilizzo poco avveduto: così nelle chat, come nella vita reale, si è arrivati alla conclusione condivisa di non dare mai confidenza a sconosciuti, specie se più grandi, di stare attenti alla diffusione di fotografie e dati personali che potrebbero essere utilizzati in maniera impropria. Presso le elementari di San Mauro Marchesato sono arrivati le unità cinofile del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia: tra lo stupore ed il divertimento dei bimbi, i pastori tedeschi in servizio all'Arma hanno dimostrato le loro capacità nello scovare droga, esplosivi o nel ricercare persone scomparse. Inoltre diverse scolaresche delle elementari si sono avvicendate nel fare visita alla locale Compagnia Carabinieri di Petilia: qui è stato mostrato ai bambini come vivono e lavorano i Carabinieri, sono state mostrate le autovetture dei militari, è stato illustrato il funzionamento della Centrale Operativa ed alla fine di ogni incontro è stata organizzata una semplice ma graditissima pausa a base di pane e nutella, durante la quale Carabinieri e ragazzi hanno fraternizzato e consumato come veri amici la merenda insieme. Gli incontri sono stati valutati positivamente ed apprezzati anche dai Dirigenti Scolastici, ben lieti di approfondire ulteriormente queste tematiche di fondamentale importanza, e ben impressionati dall'ottimo ritorno di attenzione e partecipazione dei giovani studenti. L'attività, verso la quale sono stati profusi grande impegno ed attenzione, è ormai da anni ritenuta di fondamentale importanza dal Comando per avvicinare i ragazzi alle Istituzioni, per abbattere quello steccato invisibile ma, purtroppo ancora presente, di diffidenza nei confronti dei tutori della legge, cercando di puntare sulle nuove generazioni affinché crescano con i valori della legalità e del rifiuto ad ogni compromesso mafioso.

 

 

 

 

 

 

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carabinieri festaIl 201/mo anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri è stato celebrato oggi in tutti i capoluoghi di provincia della Calabria. Deposte corone a caduti e premiati militari distinti in servizio. Il comandante provinciale di Crotone, Francesco Iacono, nel suo discorso, ha sottolineato le difficoltà determinate, tra l'altro, da «un sistema viario esteso e fatiscente che complica spesso il raggiungimento delle numerose contrade e zone isolate; l'esistenza di una criminalità diffusa particolarmente infestante e spesso anticamera ed humus di dinamiche criminali più complesse; l'abitudine all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la diffusione del fenomeno dell'usura e delle estorsioni; l'estrema, riconosciuta e atavica pervicacia delle organizzazioni criminali di tipo mafioso operanti in provincia; l'esistenza di un centro di accoglienza che ci vede impegnati unitamente alle altre forze di polizia in continui servizi di ordine pubblico». Iacono ha infine ricordato l'operazione Kiterion «che ha portato in carcere 160 affiliati alle locali di Cutro ed Isola Capo Rizzuto, situati fra la provincia di Crotone e l'Emilia Romagna».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SCANDALE - Un operaio, A.B., di 56 anni, è stato arrestato dai carabinieri a Scandale e successivamente sottoposto all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria per aver minacciato l'ex moglie. L'uomo è entrato di nascosto nell'abitazione dell'ex moglie e successivamente ha minacciato di morte la donna. I carabinieri sono intervenuti sul posto ed hanno bloccato ed arrestato il cinquantaseienne. Il giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto l'obbligo di presentazione.

 

 

 

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ROCCABERNARDA - Pochi giorni prima aveva tentato di dare fuoco al motorino che stava conducendo dopo non essersi fermato all'alt dei carabinieri. L'espediente gli era servito per darsi alla fuga tra i vicoli del paese mentre i militari cercavano di arginare le fiamme. I militari, però, lo hanno riconosciuto e segnalato alla Procura della Repubblica di Crotone. È stato così che, in esecuzione a un'ordinanza cautelare emessa dal gip di Crotone, i Carabinieri della Stazione di Roccabernarda hanno sottoposto agli arresti domiciliari Vincenzo Iaquinta, 22enne di Roccabernarda, con le accuse di danneggiamento, incendio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Secondo quanto riferito dall'Arma, il 22enne era stato più volte fermato dai carabinieri nei mesi scorsi per ripetute violazioni del codice della strada. In particolare era stato sorpreso a guidare motocicli senza targa o sprovvisti di copertura assicurativa. Nei giorni scorsi, è stato nuovamente fermato alla guida di un motociclo sprovvisto di targa per una via centrale del paese. A quel punto il giovane avrebbe reagito malamente, staccando il tubo della benzina della moto e cospargendo il veicolo con il carburante per poi appicargli fuoco con un accendino. E mentre i militari si prodigavano per spegnere l'incendio, Iaquinta si è dato alla fuga per i vicoli del paese. I militari hanno quindi inoltrato un'informativa alla Procura della Repubblica di Crotone con la quale è stata avanzata al gip la richiesta di arresti domiciliari. I carabinieri, nell'ambito di alcuni servizi di controllo messi in atto nel paese, hanno denunciato anche due ventenni per guida senza patente, segnalato un minore alla Prefettura di Crotone come assuntore di sostanze stupefacenti, e sorpreso una persona in possesso di un certificato assicurativo falso.

 

 

 

 

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antonio ercole salernoIn una villetta circondata dalla campagna di Cremona, a San Marino, frazione di Gadesco Pieve Delmona, la malavita organizzata aveva ricavato una centrale per la raffinazione della cocaina. Oggi in quella casa hanno fatto irruzione i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza) in collaborazione con i carabinieri di Vescovato (Cremona) competenti per territorio. Nell'abitazione era stato allestito un vero e proprio laboratorio dotato di tutte le attrezzature necessarie a raffinare e tagliare la cocaina. Gli inquirenti sospettano che i due fratelli, tratti in arresto, agissero per conto della 'ndrangheta. Sono stati sequestrati locali al primo piano con box adibiti a polo di produzione, due etti di droga pronta per essere immessa sul mercato, chili di additivi chimici e sostanza da taglio, bilancini e strumenti per il confezionamento. In cella sono finiti Ercole e Antonio Salerno, entrambi originari di Cutro, entrambi residenti nella palazzina ora sotto sequestro. Il primo, di 54 anni, era già noto alle forze di polizia. Suo fratello, di 47 anni, non solo è incensurato, ma è anche un insospettabile professore di matematica e scienze, in organico alla media di Pieve San Giacomo (Cremona).

 

 

 

 

 

 

 

 

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