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Lunedì, 08 Agosto 2022

CRONACA NEWS

Nel carcere di Crotone ci sono 29 detenuti positivi al Covid-19 e 34 detenuti che hanno avuto contatti stretti con soggetti positivi e quindi in attesa dell'esito del tampone molecolare. Numeri alti considerato che la popolazione carceraria è di 130 persone.

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«Con immenso piacere, in qualità di dirigente scolastico, posso comunicare che quest’anno per la prima volta al Polo di Cutro, in collaborazione con la Casa circondariale di Crotone, si sono diplomati tre detenuti: due a indirizzo scuola Alberghiero e uno a indirizzo scuola Agraria. In provincia di Crotone non si era mai verificato prima che si diplomassero studenti/detenuti».

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«Si entra nella fase decisiva di un progetto di ampio respiro destinato al reinserimento sociale dei detenuti della Casa circondariale di Crotone ma soprattutto che mette al centro la persona e la sua dignità». È quanto rende noto l’Amministrazione comunale di Crotone in una nota.

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«Si rende noto che nella mattinata di sabato 2 maggio 2020 presso la Casa circondariale di Crotone è avvenuto un tentativo di suicidio di un detenuto crotonese. Il gesto anti-conservativo è stato prontamente sventato dagli agenti di Polizia penitenziaria in servizio presso il locale Comando».

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«Mascherine presto in dotazione alla popolazione carceraria di Crotone». Lo rende noto, il garante comunale detenuti di Crotone, Federico Ferraro. «Innanzitutto – scrive – desidero ringraziare gli organi di stampa per l'attenzione dedicata alla situazione sanitaria dei detenuti, al tempo dell'emergenza del Coronavirus, con il conseguente sciopero della fame intrapreso da venerdì scorso, 4 aprile. Lo sciopero è stato interrotto e vi sono già buone notizie di cui è opportuno dare riscontro».

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La popolazione detenuta presso la Casa circondariale di Croton, annunciando l’avvio dello sciopero della fame, ha inviato una lettera aperta, con invito alla massima divulgazione,  indirizzata oltre che  al Garante comunale dei detenuti Federico Ferraro, anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della Giustizia  Alfonso Bonafede, al Garante nazionale dei diritti dei detenuti Mauro Palma, al Tribunale di sorveglianza, al prefetto di Crotone Tiziana Tombesi e alla direttrice del carcere Caterina Arrotta. 

Nella missiva i detenuti annunciano di aver intrapreso lo sciopero della fame dallo scorso venerdì perché preoccupati per l'evolversi della pandemia globale da Coronavirus all'interno del mondo carceri. In particolare, i detenuti lamentano l'assenza di misure sufficienti a scongiurare eventuali pericoli di contagio da Covid-19, evidenziano una situazione di sovraffollamento che non consente il rispetto delle distanze di prevenzione nel contagio. I detenuti chiedono al Governo l'adozione di misure legislative che consentano l'osservanza della misure di sicurezza imposte dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal ministero della Salute anche all'interno della locale casa circondariale. 

Dalla popolazione carceraria viene sollecitato l’invio di apposite mascherine come pure l'attuazione di misure alternative alla detenzione carceraria. Viene, tra le altre cose, posto l’accento sulle carenze persistenti nell’ambito della pianta organica del personale in servizio presso la struttura.

«A seguito delle comunicazioni urgenti – informa una nota – si rende noto che, nella giornata di oggi, si è tenuto un primo colloquio in videochiamata tra il Garante comunale ed alcuni detenuti in rappresentanza di tutta la popolazione carceraria al fine di rasserenare gli animi e comprendere i singoli motivi di doglianza. Il Garante comunale si è attivato per rendere nota la situazione in atto alle locali autorità di Pubblica sicurezza ed è in contatto con il Garante regionale e con l’ufficio del Garante nazionale, i quali seguono con attenzione l’evolversi della situazione. Il Garante comunale rinnova l’appello all’adozione di misure che tutelino i detenuti come dell’intero personale che opera e lavora all’interno della Casa circondariale di Crotone. Il Garante auspica un sollecito intervento anche della Magistratura di Sorveglianza territorialmente competente dal momento che tale situazione non può considerarsi come gestione dell’ordinaria amministrazione, bensì come situazione di carattere eccezionale ed urgente. La situazione è in evoluzione».

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