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Mercoledì, 10 Agosto 2022

CRONACA NEWS

La Dia ha sequestrato beni per un milione di euro a un imprenditore di Catanzaro, Luciano Babbino, ritenuto, riferiscono gli investigatori in una nota stampa, "il vertice di un'associazione di stampo mafioso di tipo 'ndranghetistico operante nei territori di Vallefiorita, Amaroni e Squillace, attiva sotto l'influenza delle cosche di Cutro e Isola Capo Rizzuto".

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PERUGIA - La guardia di finanza del Comando provinciale di Perugia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha dato esecuzione a un provvedimento con il quale è stata disposta l'applicazione della misura di prevenzione della confisca di beni per 230mila euro, tra cui un immobile, un veicolo e diverse disponibilità bancarie, nei confronti di un 46enne calabrese (residente, in passato, a Perugia), attualmente detenuto a Benevento per il reato di associazione di stampo mafioso.

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MODENA - Quaranta tra terreni e fabbricati e altri beni per un valore di 13 milioni di euro sono stati confiscati ai fratelli Nicolino, Gianluigi e Carmine Sarcone (residenti a Bibbiano nel Reggiano e attualmente detenuti) e Giuseppe Sarcone Grande (residente a Reggio Emilia), ritenuti esponenti di primo piano della 'Ndrangheta in Emilia-Romagna, emersi nell'operazione 'Aemilia' e originari di Crotone.

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REGGIO EMILIA - Beni del valore di oltre 500 mila euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia di Bologna a Pasquale Brescia, 53 anni, imprenditore originario di Crotone che si e' trasferito nel 1989 a Reggio Emilia, dove risulta domiciliato, sebbene sia oggi detenuto nel carcere di Parma. Sotto sequestro sono finiti, in particolare, un appartamento a Milano, due terreni in Calabria e diversi conti correnti. Nel 2018 Brescia e' stato condannato a 16 anni di reclusione con rito abbreviato nell'ambito del processo Aemilia (il piu' grande mai celebrato al nord contro la 'ndrangheta, partito nel 2015). Per i giudici di primo grado e' un "imprenditore intraneo" alla cosca di Cutro (provincia di Crotone) che fa capo a Nicolino Grande Aracri. A Reggio Emilia Brescia gestiva anche il ristorante "Antichi Sapori", punto di ritrovo abituale degli esponenti della consorteria mafiosa e dove nel 2012 fu organizzata la famosa cena -a cui prese parte anche il politico Giuseppe Pagliani del Pdl- per mettere a punto la strategia di discredito del prefetto di Reggio Antonella De Miro, che stava colpendo gli affari del clan con le interdittive antimafia. Sempre nel 2018, a questo proposito, Brescia e' stato condannato anche a sei anni e nove mesi per aver intestato fittiziamente alla moglie la societa' di riferimento del ristorante, per metterla al riparo da eventuali misure dell'autorita' giudiziaria.

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PADOVA - La Dia di Padova ha eseguito, nelle province di Vicenza e Verona, un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Bologna, nei confronti dell'imprenditore pregiudicato F.F., 44enne originario della provincia di Crotone, ma da tempo domiciliato in Veneto.

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La Guardia di finanza di Crotone nell’ambito di un’operazione Antimafia denominata “Lea”, ha confiscato stamane aziende, beni immobili, disponibilità finanziarie per un valore di oltre 10 milioni di euro. Il provvedimento viene a seguito di indagini patrimoniali coordinate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e dal sostituto della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio.

 

Il Gruppo della Guardia di Finanza di Crotone ha così sottoposto a confisca un patrimonio di oltre 10 milioni di euro, nei confronti di Natale Garofalo, imprenditore ritenuto in affari con la ‘ndrangheta crotonese. L’operazione prende il nome di “Lea” (Garofalo), in ricordo della testimone di giustizia, barbaramente uccisa per mano della ‘ndrangheta, nel 2009.

 

«L’attività è stata posta in essere – informano le fiamme gialle – ai sensi della normativa antimafia, di cui al Decreto legislativo 159/2011. Tale normativa prevede l’applicazione delle misure di prevenzione a carico di soggetti ritenuti, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi, ovvero, che per la loro condotta ed il loro tenore di vita, debbano ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con proventi di attività delittuosa». In data odierna, infatti, le Fiamme Gialle del Gruppo, dirette dal Comandante Provinciale, Colonnello Emilio Fiora, hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale, emessa con Decreto del Tribunale Ordinario di Catanzaro, Sezione Seconda Penale – Misure di Prevenzione, a firma del Presidente, Dott. Giuseppe Valea e del Giudice Estensore, Dott. Michele Cappai.

 

azienda confiscata natale garofaloL’importante risultato messo a segno dai finanzieri agli ordini del capitano Michele Filomena, sono pervenuti ponendo in essere «estenuanti, complesse e articolate indagini di polizia economico-finanziaria espletate attraverso accertamenti bancari, approfondimenti di operazioni sospette, un capillare controllo economico del territorio, effettuato mediante pedinamenti, osservazioni e l’incrocio delle informazioni acquisite con i dati rilevati dalle banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza».

 

Nello specifico, l’esecuzione del provvedimento, da parte delle Fiamme gialle pitagoriche, ha portato alla notifica nei confronti del soggetto proposto dell’applicazione della misura di prevenzione a carattere patrimoniale della confisca di quattro aziende, operanti nel settore edile, ubicate in Petilia Policastro e Crotone, un immobile sito in provincia di Milano, sede amministrativa di un’attività economica sottoposta al provvedimento ablativo, nonché, rapporti bancari, cassette di sicurezza, titoli, libretti di risparmio, buoni fruttiferi intestati a Natale Garofalo e alla moglie di quest’ultimo, Maria Cardamone.

 

 

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