fbpx
Lunedì, 26 Settembre 2022

CRONACA NEWS

guardia fiananza entrata caserma pirilloBeni per 150.000 euro sono stati confiscati dalla Guardia di finanza di Crotone a due condannati per usura. Si tratta di un avvocato, Ernesto Brasacchio, 46 anni, dal 2010 al 2015 assessore presso il Comune di Rocca di Neto, e di un imprenditore, Rosario Benincasa, 71 anni, emigrato in Germania. Il primo e' stato condannato a un anno di reclusione e il secondo a due anni, con l'accusa di aver prestato somme con tassi superiori al 135 per cento d'interesse. Sette le vittime identificate nel corso dell'indagine. La confisca, disposta dal Tribunale di Crotone, ha riguardato ue terreni agricoli, una unita' immobiliare adibita a studio legale e tre rapporti finanziari.

Pubblicato in Cronaca

Dda catanzaroBeni, per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro sono stati sottoposti a provvedimenti di sequestro e confisca dalla Direzione investigativa antimafia di Catanzaro che ha eseguito disposizioni dei Tribunali di Catanzaro e di Crotone nei confronti di due imprenditori crotonesi, impegnati l'uno nel settore della lavorazione del legname e l'altro in quello turistico-alberghiero. Entrambi sono ritenuti contigui alla cosca "Grande Aracri" di Cutro. I decreti traggono origine dalle indagini condotte dalla Dia di Catanzaro, basate sugli accertamenti di natura patrimoniale riguardanti un arco temporale di circa venti anni. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista per le 11 nella sede della Sezione Operativa Dia. di Catanzaro, in via Gioacchino da Fiore 124.

Pubblicato in Cronaca

guardia finanza petilia volanteLa Guardia di Finanza di Crotone ha sottoposto a confisca un patrimonio di circa 350.000 euro, nei confronti di Paola Ceraudo, moglie di Vincenzo Comberiati ritenuto a capo della cosca di 'ndrangheta di Petilia Policastro. Il sequestro avviene al termine di indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto presso la Dda, Vincenzo Luberto e dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio. Le Fiamme Gialle di Crotone hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale, emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro - Sezione Misure di Prevenzione - su ricorso in appello presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, avverso il decreto emesso dal Tribunale di Crotone - Sezione misure di prevenzione - nell'ottobre 2015, di rigetto della proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di Comberiati. A tale importante risultato le Fiamme Gialle sono pervenute attraverso lunghe, complesse, articolate indagini di polizia giudiziaria ed economico finanziaria mediante pedinamenti, osservazioni, accertamenti bancari e l'incrocio delle informazioni acquisite con i dati rilevati dalle banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza. Tutto il procedimento, espressione della specialità della Guardia di Finanza in questo campo, è stato costantemente seguito e supportato dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Nello specifico, l'esecuzione del provvedimento, da parte dei Finanzieri calabresi, ha portato alla confisca, di una lussuosa villa e 17 terreni ubicati in Petilia Policastro e Mesoraca.

Pubblicato in Cronaca

dia firenzeLa Direzione investigativa antimafia di Firenze ha eseguito la confisca di beni per 5 milioni di euro a tre imprenditori di origine calabresi operanti in Toscana, nella province di Firenze, Prato e Pistoia. I provvedimenti, emessi dall'ufficio misure di prevenzione del tribunale, sono la prosecuzione di un'inchiesta per riciclaggio coordinata dalla Dda che lo scorso gennaio aveva portato al sequestro di beni per 3 milioni [LEGGI ARTICOLO]. Negli accertamenti successivi sarebbero emersi altri beni riconducibili agli indagati. Le confische, eseguite nelle province di Firenze, Pistoia, Prato e Crotone, riguardano 4 societa' operanti nel settore dell'edilizia e 5 nella ristorazione di cui: 4 pizzerie e un bar-pasticceria. Tra gli altri beni figurano: 10 tra fabbricati e terreni, 4 auto e 41 rapporti bancari. Gli imprenditori coinvolti sono: Giuseppe Iuzzolino, 81 anni, Martino Castiglione 61, e Vincenzo Benincasa di 58 anni, tutti originari di Strongoli (Crotone) ma radicati da molti anni in Toscana. Per Iuzzolino, considerato il promotore dell'attivita' criminale, il tribunale ha disposto per 2 anni anche la sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Nella motivazione dei provvedimenti di confisca i giudici sottolineano la presenza di «un contesto criminale di notevole articolazione e complessità anche di carattere tecnico-contabile-giuridico», che denota «capacità di programmazione», «ausilio in ambienti bancari» e «mantenimento nei luoghi di origine di contatti qualificati e contiguità con ambienti di criminalità organizzata».

Pubblicato in Cronaca

macchina guardia finanzaSulla base delle indagini patrimoniali - coordinate dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto presso la Dda, Vincenzo Luberto e dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio - la Guardia di Finanza di Crotone ha sottoposto a confisca un patrimonio di circa 2,5 milioni di euro, nei confronti di vari esponenti cosca di 'ndrangheta della famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto, gia' oggetto di sequestro anticipato nel dicembre 2016. La misura di prevenzione sia personale che' patrimoniale e' stata emessa dal Tribunale di Crotone - Ufficio Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia. L'esecuzione del provvedimento da parte delle Fiamme Gialle ha portato sia all'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, nei confronti di sei aderenti della cosca Arena, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, sia alla confisca, quale epilogo dell'illecito arricchimento di numerosi beni immobili nelle provincie di Crotone e Pavia, diverse aziende nei settori della coltivazione di cereali ed ortaggi e del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari e bevande, nonche' polizze assicurative. Destinatari dele misure sono Nicola, Massimo, Pasquale e Salvatore Arena, di 80, 52 , 50 e 26 anni; Francesco Ponissa, di 57 anni, e Luigi Tarasi di 54, condannati a vario titolo - ad esclusione di Pasquale Arena - per i reati di turbata liberta' degli incanti, estorsione, usura, caratterizzati dalla circostanza aggravante dell'utilizzo del metodo mafioso.

 

Bianchi, altro duro colpo a clan del Crotonese.

"La confisca di beni per 2,5 milioni al clan Arena e' l'ennesimo duro colpa inflitto dallo Stato a una cosca che rappresenta da sempre una spina nel fianco del Crotonese. Il territorio si riappropria di un patrimonio che potra' essere riutilizzato per il suo rilancio sul piano economico e turistico. Ringrazio, dunque, per l'ottimo lavoro svolto gli inquirenti, la Guardia di Finanza di Crotone e la Dda di Catanzaro". A dirlo e' Dorina Bianchi, sottosegretario al turismo e deputato di Alternativa popolare.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

vrenna gianni raffaeleLa Corte d'Appello di Catanzaro ha integralmente confermato il decreto del Tribunale di Crotone che, nel gennaio scorso, aveva a sua volta rigettato la richiesta avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di sottoporre a misura di prevenzione personale i fratelli Raffaele e Gianni Vrenna nonche' di confisca di tutte le loro aziende, compreso il Crotone Calcio. La richiesta si basava sul presupposto che il gruppo Vrenna fosse contiguo alle cosche mafiose del Crotonese sulla base dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia secondo i quali gli imprenditori avrebbero pagato la cosca mafiosa per "assicurarsi" da attentati e danneggiamenti. Con 45 pagine di motivazione la corte d'appello di Catanzaro conferma la motivazione del Tribunale di Crotone e accoglie senza riserve la tesi difensiva sostenuta dagli avvocati Francesco Gambardella e Francesco Verri che non solo ha chiarito la completa estraneita' dei fratelli Vrenna e del loro gruppo rispetto a qualsiasi organizzazione criminale, ma ne ha persino tratteggiato il ruolo di vittime che si sono sempre rivolte allo Stato denunciando decine di reati ai loro danni. "Siamo soddisfatti - commentano gli avvocati Gambardella e Verri - perche' le cose sono andate come dovevano. Il massimo organo giurisdizionale del distretto di Catanzaro ha certificato l'innocenza piu' assoluta dei fratelli Vrenna la cvui vita, personale e imprenditoriale, e' stata passata ai raggi x senza che sia stata trovata alcuna traccia di relazioni pericolose con la 'ndrangheta, viceversa combattuta in ogni sua forma". (AGI)

 

 

 

Pubblicato in Cronaca
Pagina 2 di 3