Martedì, 20 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

consiglio provinciale parrilla«Egregio ingegnere – scrive il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla rivolgendosi al commissario ad acta Massimo Scura –, nel ringraziarla per la sollecita risposta e nel rassicurarla che il suo decreto è stato letto con attenzione ed approfondimento da parte di tutti i colleghi sindaci, ci rammarica dover segnalare che non siamo riusciti a riscontrare nello stesso i criteri che hanno portato alla scelta dell’eliminazione della base di elisoccorso di Cirò Marina, se non un generico e vago: “Ritenuto, alla luce della distribuzione spazio-temporale delle attività dell’attuale servizio le cui restanti basi Hems vengono per il momento confermate, che la base da dismettere sia quella di Cirò Marina”. Senza motivare, in alcun modo, come questo servizio regionale, senza la base di elisoccorso di Cirò Marina, possa garantire il servizio di assistenza sanitaria nelle aree dell’alto Ionio e del suo entroterra. In tale decreto non si fa nessun riferimento o valutazione su quella che è la distribuzione del servizio ospedaliero in Calabria, delle infrastrutture viarie, delle specificità orografiche del territorio, indipendentemente da quella che è la situazione del Piemonte, del Lazio e della Toscana da lei richiamati, contesti sicuramente molti diversi dal nostro; particolari non da poco, che non possono sfuggire ad una personalità del Suo alto livello; particolari che erano stati invece considerati dal Dpgr numero 94 del 2012: “(…) La dislocazione delle quattro basi segue criteri geografici che assicurano una omogenea copertura del territorio, garantendo così livelli uniformi di assistenza ai cittadini(…)”. Da queste riflessioni il sospetto emerso a tutti i sindaci del comprensorio è che le valutazioni e le istruttorie che hanno portato all’emanazione del suddetto Decreto non possono essere riconducibili al lavoro di una saggia e ponderata persona quale è lei! Non è, dunque, in discussione la questione del punto di partenza di un servizio di elisoccorso, bensì è esattamente l’opposto: il punto di arrivo dell’elicottero, dove si verifica l’emergenza sanitaria. Questo territorio presenta un’arteria stradale, la Ss106, dove si verificano, purtroppo, un numero elevato di incidenti, ma non esistono adeguate strutture ospedaliere vicine che possano accogliere un ferito grave che necessita di cure urgenti. Ci si chiede: è stato valutato il caso in cui a causa di situazioni meteorologiche avverse (condizioni tipiche dell’appennino Silano) e in mancanza di altre disponibilità di assistenza cosa possa succedere al malcapitato di turno? Alla luce di quanto sopra esposto, chiediamo un urgente incontro per discutere assieme a lei questi e altri importanti aspetti che, a nostro modesto parere, meritano approfondimenti ed adeguate valutazioni che siamo convinti lei non trascurerà».

nesci arenaPer la riattivazione della postazione di elisoccorso a Ciro' la deputata M5s Dalila Nesci ha presentato un'interrogazione rivolta ai ministri della Salute e dell'Economia, sostenendo che la soppressione del servizio, «sia pure prevista dalle fonti citate dal commissario Scura, e' figlia della disumana razionalizzazione legata alle politiche monetarie dello Stato italiano, la quale seppellisce la tutela del diritto alla salute». Secondo la parlamentare «la riferita, ennesima soppressione conferma che il governatore Mario Oliverio mente in modo seriale in tema di diritto alla salute, perche' toccava a lui battere i pugni per modificare gli specifici accordi col governo, accettati alla cieca dai predecessori Agazio Loiero e Giuseppe Scopelliti. Proprio Oliverio doveva insistere, presso il governo, per mantenere le quattro postazioni di elisoccorso. Rammento, infatti, che i programmi operativi, come ha ricordato Scura, ne avevano gia' stabilito la riduzione a tre. Il dg Riccardo Fatarella e il consulente Franco Pacenza non avevano avvertito lo spaesato governatore? Il punto - continua la parlamentare 5 stelle - e' sempre il solito. Sulla sanita' regionale Oliverio non ha coraggio, non ha squadra, parla spesso a tempo scaduto e con vuota demagogia, come se non fosse il presidente della Regione Calabria. Visto - conclude Nesci - l'immobilismo cronico di Oliverio, abbiamo pensato noi 5 stelle a ricordare al governo che deve finirla di smantellare la sanita' calabrese, anche partendo dal fatto che con la sentenza numero 275/2016 la Corte costituzionale ha stabilito il principio per cui la tutela dei diritti e' preminente rispetto al pareggio di bilancio e ai tagli derivanti, tra cui l'elisoccorso di Ciro'».

 

 

 

 

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flora sculco2«Azzerare l’elisoccorso di Cirò Marina è una scelta folle: né più né meno». A dichiararlo è la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco. «Ma anche - prosegue - è paradigmatica di una modalità di concepire la sanità pubblica senza capo né coda e che occorre assolutamente superare. Questo commissariamento, per come si è dispiegato nel tempo, ha prodotto polemiche, conflitti e disagi. Prima di tutto, lo sancisce la Costituzione, il diritto alla salute dei cittadini che invece questo tipo di scelte imposte dall’alto, senza alcuna ‘ratio’ plausibile né cognizione dei bisogni del territorio, calpestano con una sicumera che sconfina nell’arroganza. Da giorni - conclude Flora Sculco - il territorio interessato e la Calabria intera, attraverso le sue istanze democratiche più elevate, esprimono una netta contrarietà all’eliminazione di un servizio strategico. Cosa si vuole perché prevalgano ragione, criterio e buon senso? La mobilitazione nelle piazze e l’ammutinamento? Una regione già tartassata da decine di emergenze fino a che punto può pazientare?».

michelangelo mirabelloMirabello: «Chiusura elisoccorso Ciro' è scelta scellerata».

Anche il presidente della commissione regionale alla Sanità Michelelangelo Mirabello è intervenuto sull’argomento. «Chiudere la base di elisoccorso di Ciro' Marina – commneta il presidente – e' una scelta scellerata e liquidare le proteste che questa decisione ha suscitato come 'rivendicazioni campanilistiche' non e' solo sciocco, ma oltremodo offensivo nei confronti dei tanti che hanno a cuore la salute dei calabresi». Il consigliere regionale Michelangelo Mirabello, oggi si e' recato personalmente nel comune di Umbriatico, paese dell'entroterra crotonese, per incontrarne il sindaco Pasquale Abenante, il quale ha minacciato di dimettersi se la decisione non sara' rivista. «La difesa dell'elisoccorso di Ciro' Marina - ha poi affermato l'esponente del Pd - non e' assolutamente la difesa di un 'pennacchio', ma e' la difesa del diritto alla salute, anzi, alla sopravvivenza di quei cittadini, come quelli di Umbriatico e della gran parte dei comuni dell'entroterra ionico, che vivono a distanze enormi dai pronto soccorsi e dagli ospedali. Le caratteristiche orografiche del nostro territorio, la sempre piu' precaria viabilita' e la riduzione dei presidi sanitari - ha poi ribadito il presidente Mirabello - rendono irrinunciabili le attuali basi di elisoccorso, scelte risalenti alla Giunta Loiero. Allocazioni, mi pare giusto ricordarlo, assunte sulla scorta di criteri geografici oggettivi che assicurano una omogenea copertura del territorio garantendo cosi' livelli uniformi di assistenza ai cittadini. E' evidente che l'allarme lanciato quasi un anno fa proprio a Crotone - ha proseguito Michelangelo Mirabello - insieme all'associazione ProDem, al suo presidente Maio e ai tanti aderenti tra i quali lo stesso sindaco di Umbriatico, non ha sortito gli effetti desiderati e che, purtroppo, la salute dei cittadini continua a venire dopo, ma assai dopo, i criteri ragionieristici di chi non conosce la Calabria e il suo territorio. Ha ragione il presidente Oliverio - ha concluso Mirabello - nell'affermare che non se ne puo' davvero piu'. Per quanto mi riguarda voglio ribadire il mio impegno a sostegno di questa battaglia e lo faccio da Umbriatico dove un amministratore capace minaccia di dimettersi a causa di provvedimenti emanati da commissari che invece, ahinoi!, a dimettersi non ci pensano affatto».

 

 

 

 

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mario oliverioIl presidente della Regione, Mario Oliverio, con una nota dell'ufficio stampa della Giunta, ritorna oggi sulla vicenda che riguarda la riorganizzazione delle rete di elisoccorso in Calabria. «Il decreto del commissario ad acta – scrive Oliverio – va ritirato e, contemporaneamente, va fatta una ricognizione puntuale sulle attivita' svolte in materia di elisoccorso, avendo ben chiara la particolarita' delle condizioni geografiche e orografiche della nostra regione per cui non si puo' chiedere un'applicazione ragionieristica degli standard e delle linee guida nazionali. La garanzia del servizio di emergenza-urgenza – prosegue il comunicato – trova nel servizio di elisoccorso, anche per le note sofferenze che registra il sistema viario calabrese, uno strumento fondamentale per garantire tempi idonei alla gestione delle emergenze sanitarie. L'Attuale gestione del servizio di elisoccorso, che trova la dislocazione in quattro postazioni, copre, in eguale tempistica, l'insieme del territorio regionale. Non si puo' negare all'intera area del Crotonese e dello stesso alto ionio, con l'ipotesi scellerata delle soppressione del sito di Ciro' Marina, un servizio strategico come quello dell'elisoccorso. Ne', tanto meno, – sostiene – si puo' giustificare una nuova modulazione con la scadenza dei tempi contrattuali. Prima di tutto, la tutela dei calabresi, consapevoli anche che l'attuale assetto e' stato anche oggetto di approfondimenti tecnici in relazione all'obbligo di garantire tempo di intervento adeguato alle condizioni di emergenza. Per quanto mo riguarda, e' questa l'impostazione giunta e necessaria ed a cio' bisogna adeguare sia gli strumenti di programmazione che le stesse procedure di gara».

 

 

 

 

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nando amoruso baraSi e' sdraiato in una bara posizionata davanti alla sede della Prefettura di Crotone per protestare contro la "morte del Crotonese" che sarebbe stata decisa dal governo e suffragata dai commissari per il piano di rientro sanitario della Calabria che il 24 febbraio hanno firmato la chiusura della base dell'elisoccorso di Ciro' Marina (Kr). Protagonista della eclatante protesta Nando Amoruso, presidente del comitato Vita (Viabilita', infrastrutture, trasporto e ambiente) che ha denunciato "l'esistenza di una precisa volonta' di affossare il Crotonese che parte dalla mancanza di interventi per le infrastrutture per finire all'abbandono politico del territorio" mentre la classe politica "si sveglia solo a cose fatte come nel caso dell'elisoccorso". Dopo aver trascorso due ore dentro la cassa da morto, Amoruso e' stato ricevuto dal capo di gabinetto della Prefettura di Crotone al quale ha spiegato i motivi della protesta ricevendo poi l'impegno da parte della Prefettura ad approfondire la problematica per verificare la regolarita' del decreto firmato da Scura. Al termine dell'incontro Amorusoe' tornato a sdraiarsi nella cassa da morto facendo appello ai sindaci del territorio crotonese di recarsi davanti all'Ufficio Territoriale del Governo per organizzare la protesta a favore del mantenimento dell'elisoccorso.

 

 

 

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consiglio provinciale parrilla«Ritengo necessaria ed urgente - scrive il sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia Nicodemo Parrilla - la convocazione di tutti i sindaci del territorio per contrastare la gravissima e vergognosa decisione del commissario ad acta, Massimo Scura, di ridurre da quattro a tre le basi di elisoccorso in Calabria, sopprimendo quella di Cirò Marina, dove il diritto alla salute è minacciato da un territorio altamente disagiato, considerata la pessima rete viaria dalla quale è servito e le critiche specificità orografiche. Il contenimento della spesa sanitaria non può essere attuata mettendo a rischio la vita dei cittadini! Sopprimere la base di elisoccorso di Cirò Marina significa penalizzare tutto il territorio calabrese ed in particolar modo la fascia Ionica ed il suo entroterra. La soppressione di questo importante servizio è un segnale, molto preoccupante, rispetto al quale noi sindaci, rappresentanti dei territori, siamo chiamati a dare un segnale forte, responsabile, a difesa della salute dei nostri cittadini, in una realtà in cui la sanità presenta delle gravi carenze. Per quanto sopra, in mancanza di revoca del decreto di soppressione dell'elisoccorso, si chiede fin da ora di voler sensibilizzare i rappresentanti istituzionali, i movimenti civici, i sindacati, le associazioni ed i cittadini al fine di programmare una mobilitazione generale per la salvaguardia di un importantissimo presidio che, giornalmente contribuisce alla salvezza di vite umane».

 

 

 

 

 

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elisoccorso belvedere«Il Tribunale per i Diritti del Malato, assemblea di Crotone, in merito alle notizie e dichiarazioni a mezzo stampa - informa una nota - rilasciate dal presidente della Regione Calabria Mario Oliverio [LEGGI ARTICOLO] e da alcuni sindaci circa la chiusura della postazione dell'elisoccorso di Cirò, intende intervenire nel dibattito che si sta accendendo nel nostro territorio con le proprie puntualizzazioni. L'eliminazione del servizio di Cirò - spiega il Tdm, era già stata preannunciata circa due anni addietro, secondo quanto riportato dalle disposizioni nazionali e dalla Conferenza Stato Regioni, che tendono a una razionalizzazione di tutti i servizi sanitari sul territorio italiano. Come Tribunale per i Diritti del Malato, a quell'epoca, ci eravamo da subito attivati per avere informazioni in merito presso il Centro direttivo regionale del servizio Emergenza-Urgenza, nonché presso la sede del 118 di Crotone, esprimendo le nostre perplessità e le conseguenze a cui si sarebbe andato incontro con la soppressione del servizio di elisoccorso di Cirò. Oggi, in relazione al decreto emanato dal Commissario Scura, ribadiamo ancora che, pur consapevoli che tutti i servizi erogati debbano subire una razionalizzazione, chiediamo tuttavia che i tagli non debbano colpire sempre e solo il territorio crotonese. Auspichiamo che tutti i rappresentanti regionali e locali, al di là di qualunque tipo di strumentalizzazione, lavorino in funzione dei bisogni reali di questo territorio perché , ancora una volta, i cittadini sono stanchi di essere privati dei servizi basilari e necessari atti a tutelare i loro diritti e i loro bisogni. Corre l'obbligo, a chi di dovere, prendere in seria considerazione la geografia territoriale della Calabria e il grave isolamento di Crotone e della sua provincia per la totale mancanza di una efficiente e veloce rete stradale».

 

 

 

 

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