Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Ergastolo per tutti gli imputati. Sono pene severe quelle chieste oggi in Corte d'Assise a Reggio Emilia dal pm Beatrice Ronchi al termine della sua requisitoria al processo “Aemilia 1992”. Alla sbarra il boss Nicolino Grande Aracri (recluso nel carcere di Opera, l'unico videocollegato), Angelo Greco, Antonio Ciampà e Antonio Le Rose, accusati di omicidio volontario, premeditato e aggravato del metodo mafioso

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nicolino grande aracriQuattro ergastoli, tre condanne a 30 anni di reclusione e pene dai sei ai sette anni e mezzo di reclusione. Questo il bilancio della sentenza nel processo, con rito abbreviato, 'Filottete' che vede imputate 13 persone ritenute esponente delle cosche di Petilia Policastro. Le accuse vanno dall'associazione mafiosa all'omicidio aggravato, porto e detenzione di armi e materie esplodenti, produzione e traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope e ricettazione. Sono stati condannati all'ergastolo Vincenzo Comberiati, ritenuto il boss dell'omonima famiglia, Salvatore Comberiati (classe '59), Salvatore Comberiati (classe '66) e Pietro Comberiati. Condanna a 30 anni di reclusione per Nicolino Grande Aracri (foto), considerato boss di Cutro, Giuseppe Grano e Giuseppe Scandale. Sette anni e mezzo sono stati inflitti a Salvatore Vona e sei anni ciascuno a Giuseppe Pace, Mario Mauro, Salvatore Caria e Giovanni Castagnino. Assolto Antonio Valerio. Con l'operazione 'Filottete', scaturita nell'ottobre 2013, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Crotone e coordonata dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Domenico Guarascio, si e' indagato su sette omicidi di mafia commessi tra il il 1989 ed il 2007 Mario Scalise assassinato il 13 settembre 1989 a Petilia Policastro; Cosimo Martina, assassinato il 30 settembre 1990 a Crotone; Carmine Lazzaro, assassinato il 16 agosto 1992 a Steccato di Cutro; Rosario Ruggiero, assassinato il 24 giugno 1992 Cutro; Antonio Villirillo, assassinato il 5 gennaio 1993 a Cutro; Romano Scalise, fratello di Mario, assassinato il 18 luglio 2007 a Cutro; Francesco Bruno, assassinato il 2 dicembre 2007 a Mesoraca. Le indagini sono state possibili anche grazie alle rivelazioni della testimone di giustizia Lea Garofalo uccisa nel novembre 2009, che hanno permesso di dare riscontro a una vasta mole di elementi a carico del clan dei Comberiati.

 

 

 

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dodo internaLa Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi presentati dalle parti e ha confermato le condanne per gli imputati ritenuti responsabili dell'omicidio di Gabriele Marrazzo nel quale restò ucciso, a Crotone, anche Dodò Gabriele, il bambino di 10 anni assassinato per errore mentre giocava a pallone nel campetto dove avvenne l'agguato. Gli ergastoli per la strage in cui il 25 giugno 2009 furono uccisi a colpi di fucile caricato a pallettoni Gabriele Marrazzo, la vittima designata, e il piccolo Domenico Gabriele, e ferite altre 9 persone, sono stati confermati nei confronti di Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo ritenuti gli esecutori materiali. È stato invece assolto per la strage Francesco Tornicchio, ritenuto il mandante, che però è stato condannato al carcere a vita per l'omicidio di Michele Masucci, avvenuto all'interno dello stabilimento Biomasse di Strongoli il 29 novembre 2007. Per questo delitto è invece stato assolto, anche in secondo grado, Donatello Le Rose, 40 anni. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta dei difensori degli imputati di derubricare il reato da strage a omicidio volontario. Ad aspettare la sentenza c'erano in aula, Giovanni e Francesca Gabriele, rappresentati dall'avvocato Giuseppe Napoli, e gli attivisti di Libera Crotone e Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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