Lunedì, 18 Gennaio 2021

CRONACA NEWS

Ha ottenuto 45mila euro di contributi a fondo perduto per l'emergenza Covid una delle società intestate a prestanome e gestite da Francesco Maida, ritenuto in collegamento col clan della 'ndrangheta capeggiato da Lino Greco di San Mauro Marchesato, provincia di Crotone.

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Attraverso un sistema di false attestazioni, trasmesse al ministero dei Beni e delle attività culturali, usavano il bonus cultura "18app" per l'acquisto di beni non previsti dalla normativa.

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Avviso di conclusione delle indagini e informazione di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza nei confronti di 6 indagati. E non solo: inoltrate 3 segnalazioni di danno erariale alla Corte dei Conti di Catanzaro per l’importo di 1.912.519,00 euro. L’ipotesi di danno erariale è stata anche contestata nei confronti di 2 funzionari pubblici incaricati nel controllo dei finanziamenti contestati.

Questo è il risultato ottenuto dai militari del nucleo Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Crotone, nell’ambito di specifici controlli di polizia valutaria svolti nel corso dell’anno 2019 nei confronti di una società, gestita da due fratelli, operante nel settore turistico alberghiero e nel commercio di articoli sportivi nel comprensorio di Villaggio Palumbo.

L’attività scaturisce dall’approfondimento sulle movimentazioni bancarie dei rapporti finanziari della società a seguito di segnalazioni di operazioni sospette pervenute dalla banca d’Italia. Lo studio di tali movimentazioni, risultate anomale, ha permesso di far emergere irregolarità riguardanti fatture per operazioni inesistenti, fittizie cessioni di beni già in uso, rendicontazioni di spesa per importi sovrafatturati e distrazione dei beni acquistati.

A conclusione dell’attività sono stati contestati in totale 5 finanziamenti cofinanziati dall’Unione europea, attraverso il Por Calabria 2007/2013, concessi dalla Regione Calabria di cui la società destinataria del controllo valutario era diretta destinataria o fornitrice di beni nei confronti delle nuove realtà imprenditoriali create.

In particolare, i finanziamenti riguardavano i lavori di ammodernamento e ristrutturazione di un albergo nella Sila crotonese e l’acquisto di beni e automezzi da 4 nuove aziende turistiche, di cui 3 risultate di fatto non operative, in Camigliatello Silano (CS) e presso il Villaggio Palumbo di Cotronei (KR).

Le indagini hanno consentito di disarticolare un sistema fraudolento, ideato e orchestrato dai due fratelli amministratori della società fornitrice, con la compiacenza e fattiva collaborazione degli altri indagati, titolari di fatto e di diritto di 4 società beneficiarie dei finanziamenti indebitamente percepiti. A seguito di apposite segnalazioni effettuate, la Regione Calabria ha proceduto alla revoca totale dei finanziamenti concessi.

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guardia finanza gasolioLa Guardia di finanza di Crotone ha scoperto una truffa sul gasolio agricolo venduto a persone che non ne avevano diritto. Il rappresentante legale di una società è stato denunciato per cessione in frode di gasolio agricolo a usi non consentiti. Scoperta la cessione in frode di quasi 475mila litri di gasolio agricolo, con un'evasione di oltre 400mila euro. La frode è stata scoperta a seguito di una verifica sulle accise (l'imposta di consumo che grava sui prodotti petroliferi) effettuata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Crotone, mentre il rappresentante legale della Società per azioni operante in provincia avrebbe così ottenuto illecitamente un ingente risparmio della relativa imposta. Il fenomeno è quello relativo all'assegnazione annuale di un quantitativo di gasolio destinato all'agricoltura ai soggetti aventi diritto, in relazione al possesso di macchine agricole ed alla disponibilità effettiva dei terreni. Il sistema, recentemente cambiato in un'ottica di semplificazione, permette al cosiddetto utente "Uma (utente motori agricoli)" di acquistare del gasolio in depositi autorizzati, da destinare alla movimentazione dei macchinari agricoli, godendo di una forte riduzione di accisa, rispetto agli altri usi, come, ad esempio, quello della autotrazione. Ed è in questa differenza di imposta che si innestano le frodi come quella accertata dalle Fiamme Gialle pitagoriche, che, sulla scorta di una ricostruzione minuziosa della documentazione contabile della società (rielaborazione di migliaia di operazioni commerciali) poi raffrontata con 750 schede prelievo carburante agricolo, acquisite presso gli uffici preposti all'assegnazione (operanti nella province di Crotone, Catanzaro, Cosenza) ha permesso di rilevare delle forti discrasie dei quantitativi ceduti, sintomo inequivocabile della cessione dello stesso prodotto a soggetti non aventi i requisiti previsti dalla particolare normativa e quindi ad un uso non consentito. L'attività specialistica delle Fiamme Gialle di Crotone ha permesso inoltre di individuare, oltre al responsabile principale della frode, ulteriori 15 persone intestatari di schede prelievo carburante agricolo, che, tramite un sistema collaudato, hanno ricevuto un maggior quantitativo di prodotto agevolato, poi destinato al mercato clandestino, ricorrendo in alcuni casi alla "clonazione" delle stesse schede.

 

 

 

 

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