Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

«La Procura della Repubblica di Crotone – informa una nota della Questura – ha delegato la locale Squadra Mobile allo svolgimento di attività d’indagine su fughe di notizie relative a soggetti risultati positivi al Covid-19: fatti per cui nel primo pomeriggio odierno è stata presentata una precisa denuncia».

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alfio puglieseCi sarebbero evidenti discrepanze con i dati in possesso della Camera di commercio di Crotone rispetto a quelli contenuti nell’indagine Qualità della vita 2016 pubblicato giorni fa dal quotidiano economico Italia Oggi. È il presidente della Camera di commercio di Crotone Alfio Pugliese a intervenire in merito alla discussa indagine che vede Crotone in ultima posizione tra le 110 province italiane. «Guardiamo con perplessità all’esito dell’indagine di Italia Oggi – è il commento del presidente dell’Ente camerale – perché da un rapido confronto con i dati in nostro possesso, emergono numerose discrepanze che sicuramente non basterebbero per portare Crotone ai primi posti della classifica ma, certamente, la scalzerebbero dall’ultima posizione. Si prenda ad esempio – scrive Pugliese – la dimensione del tempo libero, che vede la provincia di Crotone collocata all’ultimo posto con un punteggio pari a zero determinato dal dato ottenuto sui singoli aspetti. Senza volersi addentrare in discorsi metodologici circa codici attività difformi dalla realtà, volendo considerare solo i dati circa le imprese attive iscritte ad oggi presso il Registro imprese della Camera di commercio di Crotone, non si comprende bene la metodologia relativa ai dati su Agriturismi, Alberghi, Ristoranti e Bar e caffetterie ma se si intende il numero delle attività operanti in provincia, i dati in possesso della Camera sono di gran lunga maggiori. Sempre in relazione al tempo libero – riferisce il presidente Pugliese –: in Camera di commercio risultano 2 sale cinematografiche attive in provincia, ossia 1,14 sale ogni 100.000 abitanti a fronte di nessuna sala risultante dall’indagine di Italia oggi. Analogamente per le palestre, dall’indagine ne risultano 0,57 ogni 100.000 abitanti quando il dato camerale è pari a 5,72. Ancora più sconvolgente il dato sulle librerie, pari a 2,29 per ogni 100.000 abitanti secondo Italia Oggi, mentre in Camera di commercio se ne rilevano 23,47 ogni 100.000 abitanti. Anche con riferimento alla dimensione del tenore di vita – passa in rassegna il presidente Pugliese – si rilevano alcune difformità, sebbene su tale dimensione Crotone sia alla 38esima posizione e non nelle retrovie. Ad esempio la spesa media mensile pro capite per consumi risulta essere pari a 678,41 euro, mentre l’ultimo dato disponibile (relativo al 2012) risulta 1.056 euro. I depositi sarebbero 5.175 secondo l’indagine, mentre secondo l’Osservatorio economico provinciale Polos, che prende a riferimento dati della Banca di Italia, ammontano a 8.493 euro (anno 2014). Infine, con riferimento alla dimensione Affari&Lavoro, relativamente al dato sul valore medio dei protesti per abitante, il dato disponibile ad oggi in Camera di commercio è pari a 17,13 euro e non a 61,17 e, come negli altri casi, sembra improbabile una differenza così elevata tra l’anno in corso e l’anno preso a riferimento dall’indagine. E’ innegabile – ammette Pugliese – che vi siano dei deficit strutturali nel sistema socio-economico crotonese da colmare senza indugi e con determinazione; stiamo parlando ad esempio di infrastrutture, legalità, accesso al credito, occupazione. Tuttavia, da un Osservatorio istituzionale privilegiato come quello del sistema camerale, possiamo affermare con certezza che non spetta sicuramente alla nostra provincia la maglia nera per la qualità della vita. Per lo sviluppo economico e l’incremento degli investimenti su un territorio occorre creare le condizioni strutturali ma anche un clima di fiducia nel futuro; indagini catastrofiche come quella di Italia Oggi non contribuiscono a migliorare le condizioni del nostro territorio – conclude il presidente Pugliese –. Pertanto, siamo disponibili a mettere a disposizione del prestigioso quotidiano economico i nostri dati e le nostre competenze per approfondire, come già l’Ente camerale fa con i propri studi, l’analisi socio-economica della provincia affinché emerga una situazione più conforme al dato reale».

 

 

 

 

 

 

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Il Pil per abitante nel 2014 risulta pari a 32,5 mila euro nel Nord-ovest, a 31,4 mila euro nel Nord-est e a 29,4 mila euro nel Centro, ma nel Mezzogiorno è quasi la metà. Lo rende noto l'Istat dopo che oggi sono stati diffusi i nuovi dati della contabilità regionale e provinciale, coerenti con le stime a livello nazionale pubblicate a settembre 2015. Il Sud, infatti, con un livello di Pil pro capite di 17,6 mila euro, presenta un differenziale negativo molto ampio, inferiore del 43,7% rispetto a quello del Centro-Nord (-43,2% nel 2013). In termini di reddito disponibile, il divario si riduce al 33,3% (-34% nel 2013). La spesa per consumi finali delle famiglie a prezzi correnti e' di 18,9 mila euro nel Nord-est e nel Nord-ovest, 17,2 mila euro al Centro e 12,6 mila euro nel Mezzogiorno. Il divario negativo tra Mezzogiorno e Centro-Nord e' del 31,5%. Nel 2014 il Pil in volume, a fronte di una riduzione a livello nazionale dello 0,4% rispetto all'anno precedente, ha registrato un incremento dello 0,4% nel Centro e una flessione pari all'1,1% nel Mezzogiorno, allo 0,8% nel Nord-ovest e allo 0,2% nel Nord-est. Tra il 2011 e il 2014 le aree che hanno registrato i piu' marcati cali del Pil sono il Nord-ovest e il Mezzogiorno (rispettivamente -5,7% e -5,6%).

 

L'indagine per Regioni.

La flessione e' stata piu' contenuta nel Nord-est (-4,3%) e nel Centro (-4,2%). Nel periodo 2011-2014 solo il Lazio e la Provincia Autonoma di Trento registrano variazioni positive dell'occupazione mentre Calabria, Liguria, Puglia e Campania segnano le cadute piu' ampie (con diminuzioni comprese tra il 6% e il 4%). Il reddito disponibile per abitante in termini nominali e' pari nel 2014 a circa 20,7mila euro nel Nord-ovest, 19,9 mila euro nel Nord-est, 18,5 mila euro nel Centro e 13,2 mila euro nel Mezzogiorno. La graduatoria delle regioni per livello di reddito disponibile pro capite nel 2014 vede al primo posto la Provincia Autonoma di Bolzano, con circa 22,5 mila euro, e all'ultimo la Calabria, con 12,3 mila euro. Nel 2014 il reddito disponibile segna una flessione dello 0,6% nel Nord-est e dello 0,1% nel Nord-ovest, mentre aumenta dello 0,5% sia nel Centro, sia nel Mezzogiorno. Nel 2013 Milano e' la provincia con il livello di valore aggiunto per abitante piu' elevato, 44,6 mila euro; seguono Bolzano con 36,4 mila e Bologna con 33,6 mila euro.

 

 

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