Martedì, 20 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

mimmo lucano salutoLOCRI - Il sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano è stato rinviato a giudizio assieme agli altri 26 indagati nell'ambito dell'inchiesta denominata "Xenia" sulla gestione dei migranti a Riace. La decisione è stata letta dal Gup del Tribunale di Locri Amelia Monteleone dopo sette ore di camera di consiglio. Il processo è stato fissato per l'11 giugno prossimo a Locri. A Lucano, ancora sottoposto al provvedimento di divieto di dimora a Riace, e alle altre 26 persone rinviate a giudizio, l'accusa contesta, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e abuso d'ufficio. Nessuno degli indagati era presente in aula alla lettura del dispositivo da parte del Gup, così come era accaduto anche nelle cinque giornate di udienza.
Lucano, al terzo mandato come primo cittadino di Riace, proprio nell'ambito dell'operazione Xenia della Procura di Locri, il 2 ottobre, era dapprima stato posto agli arresti domiciliari, misura poi trasformata nel divieto di dimora a Riace.

 

 

 

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crucoli delegazione locri no mafie«Anche Crucoli dice No alle mafie – è scritto in un comunicato –. In 25mila abbiamo invaso le strade e la piazza di Locri, martedi 21 marzo scorso, striscioni colorati ed accenti provenienti da luoghi diversi si sono uniti in un único grido per ricordare le vittime innocenti e per dire No a tutte le mafie. Fra associazioni, comitati spontanei di cittadini, movimenti, gruppi scout, sindacati, presente il Comune di Crucoli rappresentato dal presidente del consiglio Nicodemo Bruno che ha accompagnato una delegazione delÍ'istituto Comprensivo formato dagli studenti e dalle docenti Marianna Punelli e Miryam Cosco. L'amministrazione comunale nel corso di questo mandato sta investendo molto nelle politiche giovanili, lavorando in sinergia con la scuola per coinvolgere le fasce piu' giovani La lotta per l’affermazione della legalità è un'urgenza, spiega Nicodemo Bruno, un valore da perseguire, l'unica certezza capace di cambiare davvero le sorti del nostro territorio. In Calabria, una terra mortificata e martoriata dalla ndrangheta, l'urgenza della legalita' diventa una richiesta imprescindibile. I ragazzi sono terreno fertile sul quale piantare i semi della legalita', giustizia sociale, diritti e rispetto dell''ambiente,un percorso che parte dall’educazione ai piccoli gesti quotidiani insegnando a vincere l’omertà, noi proviamo a farlo con i nostri giovani, ed oggi siamo qui per manifestare vicinanza ai familiari vittime delle mafie e per unirci al coro di don Ciotti».

 

 

 

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locri marcia liberaSono 25 mila i partecipanti al corteo di Libera in corso a Locri per la Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie. Cinquecentomila le presenze nei quattromila luoghi italiani in cui, in contemporanea a Locri, si sta svolgendo la giornata. A riferirlo è stata Libera. "Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare". A dirlo don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri mentre sfila il corteo con il quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In testa al corteo ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest'anno: "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia. Alcuni ragazzi minorenni originari di vari Paesi africani giunti in Calabria nei mesi scorsi a bordo di barconi a portare una grande bandiera con i colori della pace che segue i familiari delle vittime innocenti delle mafie che aprono il corteo di Libera. Ad assisterli il mediatore culturale Franck Mba, camerunense, arrivato a Milano nel 2002 e poi trasferitosi nella Locride proprio per aiutare i giovani migranti minorenni.

 

 

 

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