Lunedì, 26 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

«Mentre scrivo queste righe, non riesco a non pensare al fatto che dobbiamo davvero trovare la forza di volontà per combattere questo virus tutti assieme. E’ uno scontro senza armi, senza eserciti e che vede impegnato tutto il paese contro il Covid-19, un nemico impalpabile e subdolo che in altre regioni ha già mietuto migliaia di vittime».

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«Preoccupazione e sdegno». Sono questi i sentimenti espressi dal reggente della Cisl Funzione pubblica “Magna Graecia”, Luigi Tallarico, rispetto a quanto accaduto oggi presso i Poliambulatori di corso Messina a Crotone, dove la dottoressa Mirella Brasacchio avrebbe subito un’aggressione da parte di un dipendente della stessa struttura.

«Secondo quanto è stato possibile apprendere – spiega il sindacalista –, il fatto sarebbe scaturito a seguito di un breve diverbio alimentato, a quanto pare senza averne motivo, da parte dello stesso aggressore».

«Perpetrare un simile attacco – commenta Tallarico –, ad una professionista della caratura morale della dottoressa Mirella Brasacchio, ci sembra che, al di là del danno fisico e soprattutto morale provocato alla stessa, sia la lapalissiana dimostrazione che il livello di sottocultura che imperversa soprattutto nei nostri territori, ed in alcuni ambienti lavorativi, vorrebbe prevaricare l’opera quotidiana di quanti, come la dottoressa Mirella Brasacchio, in mezzo a mille difficoltà, cercano di mandare avanti con professionalità e spirito di abnegazione, processi lavorativi che possano dare livelli di assistenza quanto più efficienti possibili rispetto alle risapute deficienze che da tempo pervadono la Sanità calabrese».

«E’ paradossale – chiosa il sindacalista della Cisl – che ancora oggi possano verificarsi situazioni di questo genere: operatori del sistema sanitario che vengono messi in difficoltà e, addirittura, esposti a situazioni di pericolo per la propria incolumità mentre esercitano la loro professione, spesso dagli utenti ma a volte anche da personale interno(colleghi). Il luogo di lavoro dovrebbe essere un luogo sicuro e accogliente e non luogo a rischio. Il sistema sanitario presenta certamente delle lacune, ma è inammissibile che, eventuali deficienze organizzative, possano riversarsi su quegli operatori che, quotidianamente, si destreggiano tra mille difficoltà».

«Nel nostro territorio – prosegue Tallarico –, purtroppo, accanto ai tanti valori positivi, che tutti conosciamo, e che non sto qui a ripetere, proprio per evitare di apparire tautologico, è mancata la giusta crescita culturale che consentisse di superare alcuni atavici malcostumi comportamentali i quali, accanto alla mancanza o carenza delle indispensabili garanzie di buone prassi e legalità, elementi basilari per qualsiasi forma di  sviluppo, sono alla base del mancato decollo di qualunque attività economica, sociale, amministrativa, istituzionale, non escluso, quindi, il raggiungimento di adeguati livelli di assistenza complessivamente intesi».

«Questi episodi – stigmatizza il sindacalista –, pertanto, ancorché estremamente spiacevoli, sopraggiunti proprio all'indomani della ricorrenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dovrebbero, almeno, suscitare momenti di sincera ed indispensabile autocritica soprattutto sulle misure che ai vari livelli vengono posti in essere per prevenire, anche negli ambienti lavorativi, deputati a dare servizi e soluzioni, simili inqualificabili avvenimenti».

«Siamo convinti, comunque, che la gravità – aggiunge nel comunicato Tallarico – di quanto accaduto, ed il danno soprattutto morale subito, non impedirà alla dottoressa Mirella Brasacchio, di proseguire nella sua opera di professionista ineccepibile, per professionalità e comportamento, perché c’è bisogno della sua opera quotidiana e del suo modo di operare guidato, da sempre, da un comportamento irreprensibile e noto a tutti coloro che hanno la fortuna di conoscerla».

«Come Cisl Fp – conclude – sono certo di interpretare il sentimento dell’intero gruppo dirigente e condanniamo, quindi, il grave ed ingiustificabile gesto di aggressione con la convinzione che la Direzione Generale saprà adoperarsi per accertare ogni responsabilità e condotta non conforme ai doveri ed al codice di comportamento dei pubblici dipendenti ricorrendo, se ne rinviene i presupposti, al previsto sistema sanzionatorio nei confronti di chi, senza rendersene forse conto, rischia anche di infangare l'immagine aziendale».

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«Depauperamento dei servizi sanitari del sub-distretto sanitario di base di Cirò Marina». È l’allarme lanciato dal segretario generale interprovinciale della Cisl-Fp Luigi Tallarico che ha scritto alla direzione strategica dell’Asp di Crotone.

«Pervengono alla scrivente Organizzazione sindacale – scrive Tallarico – pressanti segnalazioni e lagnanze da parte dei Lavoratori del Distretto sanitario di base di Cirò Marina in merito all’inarrestabile depotenziamento dei servizi sanitari erogati alla popolazione che afferisce al sub-distretto di Cirò Marina, a cui fanno riferimento ben 11 comuni, ed alle mortificanti condizioni lavorative, divenute incerte a causa della confusa riorganizzazione dei ruoli fatta più per necessità che per specialità.
La situazione di estremo disagio evidenzia la volontà della Direzione sanitaria di ridimensionare il servizio di logopedia, che da anni riesce a dare una buona risposta assistenziale alle esigenze di pazienti pediatrici e non. Aggiungasi il fatto che da oltre due mesi non è garantito il servizio di cardiologia. La radiologia non è più nelle condizioni di erogare prestazioni quali: Moc, Rx panoramica - telecranio e dentalscan, a causa della “perenne” rottura delle apparecchiature di radiodiagnostica.
Eventuali mammografie devono essere necessariamente prenotate dall’ospedale di Crotone: impensabile utilizzare i servizi di prenotazione Cup e radiologici presenti nel Poliambulatorio di Cirò Marina. L’attività del laboratorio analisi è stata drasticamente ridotta, nonostante i ben noti limiti organizzativi, strutturali e tecnologici del laboratorio dell’ospedale di Crotone.
Tutto quanto sopra con il risultato di allontanare il cittadino, esasperato da ritardi ed inefficienze, dal servizio pubblico, a vantaggio dei privati. Ciò premesso, è preciso dovere della scrivente Organizzazione sindacale richiedere dei chiarimenti in merito al “nuovo corso” voluto da codesta struttura commissariale che pare andare in direzione opposta da quanto previsto da norme, regolamenti, linee guida e piani di riorganizzazione, nazionali e regionali, che spingono per la definitiva affermazione ed implementazione della Medicina del Territorio, che costituisce elemento di fondamentale e primaria importanza tale da determinare il successo o il fallimento di una politica sanitaria. Questa Organizzazione sindacale sostiene oramai da anni che la sanità è “territorio”, soprattutto “territorio”, considerato che è, appunto, sul territorio che il lavoratore, il pensionato e il cittadino in genere ha il suo impatto con le strutture, il personale, l’organizzazione delle aziende sanitarie. E’ sul territorio che si manifesta la domanda ed è sul territorio che questa deve trovare risposta! E’ sul territorio, pertanto, che bisogna investire, rappresentando questo la leva strategica basilare attraverso cui addivenire alla riduzione del tasso di ospedalizzazione e, quindi, al raggiungimento degli obiettivi perseguiti dal Piano di rientro regionale.
A tal proposito, si ritiene di fare cosa utile nel segnalare a codesta struttura commissariale che con delibera numero 263 del 2 agosto 2016 l’Asp di Crotone ha approvato il documento di “Riorganizzazione rete assistenziale territoriale”, “documento denso di contenuti e capace di offrire alla Regione una puntuale proposta in ordine all’attuazione e implementazione a livello locale delle disposizioni ed indirizzi relativi al riordino della rete assistenziale territoriale di cui al Dca n. 76/2016”.
Cosa ne è stato dell’obiettivo prioritario “rappresentato dalla centralità del cittadino-utente soddisfatto nei suoi bisogni sanitari ed assistenziali”? Cosa ne è stata della “Riorganizzazione, riqualificazione ed implementazione dell’assistenza territoriale dell’Asp di Crotone” descritta con tanta enfasi nella parte terza del documento? E dell’integrazione ospedale-territorio?
Alla luce di tutto quanto sopra, preso atto che Codesta struttura commissariale è impegnata nella gestione di priorità di ben altra natura, la scrivente Organizzazione sindacale, con il dichiarato intento di offrire un contributo di fattiva partecipazione alla complessa problematica indicata in oggetto, presenterà al commissario dell’Asp di Crotone, al commissario ad acta per il piano di rientro ed a tutti i sindaci del territorio formali ed argomentate proposte operative attraverso le quali, fermo restando il rispetto dei vincoli imposti dal piano di rientro, realizzare la riorganizzazione, riqualificazione ed implementazione dell’assistenza territoriale prevista dalla norma».

 

 

 

 

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