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Domenica, 09 Maggio 2021

CRONACA NEWS

I militari, nel corso di un controllo del territorio in contrada Suvaretto, hanno accertato l'attività svolta ai danni della vegetazione arborea e arbustiva presente e che costituiva a tutti gli effetti un bosco con la presenza di specie tipiche della macchia mediterranea come quercia da sughero, orniello, perastro, oleastro, frammisti a lentisco, erica arborea.

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macchia mediterranea bosco roccabernarda carabinieriCon l'obiettivo di trasformare un bosco in un'area coltivabile, aveva estirpato tutta la macchia mediterranea presente. E' accaduto a Roccabernarda (Kr), in localita' Foresta. Il mutamento di destinazione e' stato scoperto dai militari della stazione carabinieri forestale di Santa Severina durante un servizio di controllo del territorio. Dagli accertamenti e' emerso che l'attivita' era stata autorizzata, ma la documentazione presentata non sarebbe stata regolare. La consistenza reale della vegetazione, costituita da specie arboree e arbustive della macchia mediterranea, infatti, non era stata qualificata correttamente. Le norme vigenti assimilano a bosco, a tutti gli effetti, la macchia mediterranea. Il proprietario dell'area, un imprenditore agricolo residente a Roccabernarda, e' stato denunciato per violazione della normativa ambientale-paesaggistica.

 

 

 

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macchia mediterranea sequestro forestaleSANTA SEVERINA - I carabinieri forestale hanno sequestrato, pochi giorni fa, un terreno in località San Francesco-Marucara di Santa Severina in cui era stata estirpata, senza alcuna autorizzazione, la macchia mediterranea sferzata dal fuoco durante l’estate 2016. Il presunto responsabile è stato deferito all’Autorità giudiziaria che ha già convalidato il sequestro. L’obiettivo sarebbe stato quello di trasformare la zona collinare interessata dalla macchia mediterranea in un’area coltivabile. Si tratta di un pensionato di Roccabernarda che aveva avviato una lavorazione profonda del proprio terreno. Essa aveva comportato l’estirpazione di tutta la macchia mediterranea, seppur degradata, per effetto dei ricorrenti incendi avvenuti nel passato, l’ultimo dei quali nell’estate scorsa. In seguito ad accertamenti è emerso che il proprietario non aveva alcuna autorizzazione per eseguire i lavori, peraltro inibiti dal vincolo di immutabilità di destinazione essendo l’area percorsa dal fuoco (ai sensi della legge n. 353/2000 che detta norme in materia d’incendi boschivi). L’area, inoltre, era soggetta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, essendo la macchia mediterranea, ancorché degradata, assimilata dalle norme vigenti a bosco. Le lavorazioni profonde effettuate, un vero e proprio sbancamento condotto in alcuni punti sino alla profondità di oltre due metri, hanno sconvolto l’assetto idrogeologico del terreno, alterando il deflusso delle acque superficiali, esponendolo al dilavamento e ruscellamento. I militari, in seguito ad accertamenti puntigliosi, hanno posto sotto sequestro il sito (esteso per circa un ettaro), al fine di prevenire ulteriori lavori non autorizzati. Il presunto responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica. Il sequestro è già stato convalidato.

 

 

 

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