Sabato, 15 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

La sua ex compagna lo aveva denunciato lo scorso 25 febbraio per maltrattamenti, la Polizia lo ha beccato all’uscita di casa con una pistola nella tracolla con un proiettile in canna e altri sette nel caricatore.

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Una vita soffocata da un “padrone” che le impediva di uscire, che la malmenava, che le aveva ridotto la capacità di agire. Nella giornata del 12 dicembre scorso, gli uomini della Polizia di Stato hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento alla parte offesa, emessa dal Tribunale di Crotone nella stessa giornata, nei confronti di B.D., crotonese, di 27 anni.

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Una storia di maltrattamenti e violenze domestiche che lo scorso 28 giugno portarono con ogni probabilità una minore di origini pakistane, ma residente nel centro storico di Crotone, a farla finita.

Fu il fratello, in quel disperato frangente, a tentare di sventare l’estremo gesto della sorena di 16 anni, ma con esiti poco confortanti: da quel 28 giugno, infatti, la minore giace in stato vegetativo presso la Casa di cure Sant’Anna. Da qui una serie di incessanti attività investigative della Questura di Crotone, svolte anche al di fuori del territorio nazionale e in collaborazione con la Polizia di Frontiera di Fiumicino che, nella mattinata del 19 novembre scorso, hanno permesso di trarre in arresto presso l’aeroporto “Leonardo da Vinci”, M. R., pakistano, di 46 anni, residente a Crotone e padre della vittima.

L’uomo è stato raggiunto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed è indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza e in danno dei figli minori, lesioni personali, con l’aggravante di aver provocato l’indebolimento permanente dell'organo della masticazione, consistito nella perdita di un incisivo della moglie, nonché di istigazione al suicidio della figlia minore. Scondo le indagini, il 46enne avrebbe sottoposto la figlia da anni a maltrattamenti gravi, nonché denigrandola quotidianamente e costringendola a vivere in uno stato perenne di timore. Da qui l'ipotesi degli inquirenti circa l'induzione a impiccarsi della 16enne che, nel tentativo di suicidio, ha riportato una lesione personale gravissima consistente in uno stato vegetativo post-anossico. L'uomo, quel maledetto giorno, non era a Crotone, ma fuori città per le sua attività lavorativa.

I particolari dell'operazione sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa che capo della Mobile, Nicola Lelario, ha tenuto nel suo ufficio in Questura. La misura deriva dagli esiti dell’attività d’indagine posta in essere da personale della Squadra Mobile con la collaborazione, dapprima della Squadra Volante intervenuta sul posto al momento del tentativo di suicidio dalla minore, e con il personale della Divisione Anticrimine - Ufficio Minori, al termine delle quali emergevano gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato circa i fatti reato contestatigli.

Sulla scorta di quanto raccolto il pubblico ministero ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare al Giudice per le indagini preliminari, ma, al momento dell’esecuzione, si appurava come l’indagato avesse lasciato il territorio nazionale per far rientro in Pakistan. A seguito di contatti con i colleghi dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino, grazie ai quali si aveva avuta conferma dell’avvenuta partenza per l’estero, e di rintraccio in banca dati Sdi, il 19 novembre scorso è pervenuta segnalazione da parte di quell’ufficio relativo al prossimo rientro dell’indagato in Italia. All’atto del rientro nel territorio italiano presso lo scalo aereo di Fiumicino, M.R. è stato preso in consegna dal personale della Polizia di Frontiera e, terminate le procedure, tradotto presso la Casa Circondariale di Civitavecchia (Roma).

 

 

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festa san francesco roccabernardaUna nota informa che: «Il presidente dell’associazione “Odv circolo Ibis” di Crotone, Girolamo Parretta, lo scorso 10 giugno, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per maltrattamenti ad animali che sarebbero stati perpetrati nel corso della tradizionale festa patronale di San Francesco di Paola a Roccabernarda. Il tutto è partito da una segnalazione anonima pervenuta all’associazione che ha tra i suoi principali scopi proprio la tutela degli animali e la salvaguardia dell’ambiente. Informata la locale stazione dei carabinieri di Roccabernarda e quindi ottenuta la disponibilità a intervenire con solerzia sul caso specifico, il presidente Parretta si è recato di persona a Roccabernarda il 2 giugno scorso, data in cui avviene un’asta di animali donati dai fedeli alla festa e i cui proventi vengono devoluti alla parrocchia organizzatrice dell’evento. Ebbene, una volta giunto sul posto, il presidente Parretta ha constatato la presenza di tre ovini e due galli con le zampe legate, adagiati all’aperto e in stato di sofferenza in prossimità del luogo dove si sarebbe dovuta tenere l’asta. Non solo, alcuni bambini, nelle fasi antecedenti l’asta, prendevano di mira gli animali esplodendo verso loro colpi di pistola ad aria compressa del tipo “soft air” senza che, questi, potessero in qualche modo sfuggire alla sofferenza provocata. Nonostante il presidente Parretta avesse ricevuto rassicurazioni che durante l’intervento sarebbe stato affiancato dai Carabinieri forestale (competenti in materia di maltrattamenti sugli animali), provenienti della stazione di Santa Saverina, al momento dei controlli i militari hanno mostrato reticenza ad adoperarsi e solo dopo più sollecitazioni dello stesso ambientalista hanno poi formalizzato il loro intervento. Il caso si è risolto con l’interruzione dell’asta e la contestuale restituzione degli animali ai legittimi proprietari. Nell’esposto, le denunce formulate sono state per omissione e accondiscendenza di chi era preposto ai controlli. Alla Procura, adesso, spetta il compito di identificare i responsabili e i proprietari degli animali affinché cessino questo tipo di manifestazioni. Al di là del credo religioso e delle tradizioni popolari, l’Odv circolo Ibis di Crotone ha ritenuto e ritiene di dover intervenire ogni qual volta si provochi sofferenza su un animale indifeso. «Giusto per inciso – sottolinea Parretta – San Francesco di Paola fu uno dei primi santi ascrivibili al veganesimo in quanto tradizione vuole che questi non mangiasse né carne, né latticini e, in più, è molto popolare il miracolo dell’agnellino martinello che Francesco resuscitò». Il Circolo infine, ringrazia la stazione Carabinieri Roccabernarda per la massima collaborazione offerta durante l’intervento».

 

 

 

 

 

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carabinieri genericaArrestato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. È accaduto nella giornata di sabato scorso (28 ottobre), quando i carabinieri della Compagnia di Crotone hanno arrestato un operaio cinquantenne, già con precedenti di polizia. I militari sono intervenuti presso la sua abitazione, dove l'uomo, dopo aver percosso la moglie, ha tentato anche di abusarne sessualmente. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.

 

 

 

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Un crotonese di 45 anni, F.P., e' stato tratto in arresto dagli agenti della squadra Volanti della Questura con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali volontarie e maltrattamenti in famiglia. Gli agenti sono intervenuti in seguito alla richiesta di aiuto di una donna presso la cui abitazione, nel corso della notte, si era recato l'ex marito che aveva preso a minacciarla pesantemente. Alla vista dei poliziotti l'uomo li ha aggrediti procurando loro lesioni per le quali sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche. Il 45enne e' stato quindi immobilizzato e arrestato.

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