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Lunedì, 08 Agosto 2022

CRONACA NEWS

La Regione Calabria autorizza l’ulteriore reclutamento di 150 medici e 150 Infermieri professionali l’assistenza ai pazienti affetti da Covid-19. Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio stampa della giunta regionale della Calabria. Il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, ha firmato una nuova ordinanza (la numero 86) per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

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Due medici dell'ospedale di Crotone, Rolando Borelli e Luigi Opipari, sono stati condannati dal Tribunale ad un anno e 4 mesi di reclusione, con pena sospesa, per l'accusa di omicidio colposo in relazione alla morte di Marco Muscarà, avvenuta nel marzo del 2015.

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«Sono 340 i medici che hanno dato la propria disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria». Lo rende noto Jole Santelli, presidente della Regione Calabria.

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«Le scriviamo per portarla a conoscenza delle precarie condizioni in cui operano i medici del Crotonese, coinvolti nell’azione di contenimento dell’infezione da Coronavirus, in questo momento di emergenza sanitaria, in cui si assiste ad un incremento dei casi di infezione anche nella nostra provincia».

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Sessanta medici di famiglia a Cosenza sono stati posti in quarantena dopo aver avuto contatti, negli ultimi giorni, con un informatore farmaceutico risultato positivo al nuovo coronavirus.

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sergio arena aspVenti medici impugnano l’atto aziendale dell’Asp di Crotone. Il Tribunale di Crotone ha autorizzato la pubblicazione sul sito internet dell’Asp del ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) con il quale 20 medici dipendenti dell’amministrazione hanno impugnato l’atto aziendale adottato dal commissario straordinario della stessa azienda sanitaria e approvato dal commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari lo scorso 25 luglio 2016. I medici, tutti difesi dall’avvocato Sandro Cretella, rivendicano l’illegittima modalità di adozione dell’atto aziendale (ossia dell’atto che revisiona totalmente l’organizzazione ed il funzionamento dell’azienda sanitaria), denunciando fra l’altro il mancato coinvolgimento della Conferenza dei sindaci nella procedura di adozione, l’assenza di un adeguato livello di consultazione delle rappresentanze sindacali e la carenza di potere del Commissario straordinario dell’Asp di Crotone in sede di adozione dell’atto. In sostanza, nel corposo ricorso i medici sostengono che nell’ambito dei canali istituzionali da cui avrebbe dovuto necessariamente transitare la bozza dell’importante atto di organizzazione, non è stato possibile affrontare una serie di criticità che, secondo gli stessi medici, attualmente caratterizzano il provvedimento impugnato e che l’organo di vertice aziendale non avrebbe in ogni caso potuto adottare. Riferiscono i medici che «nell’ambito dei già angusti limiti della programmazione sanitaria dettata in maniera altrettanto illegittima dall’ingegner Massimo Scura a capo della struttura commissariale, ben altri avrebbero dovuto essere, da parte dell’azienda sanitaria, gli approcci alla soluzione di una serie di problematiche che caratterizzano – sempre secondo i medici – l’atto aziendale, e che determinano sia un depotenziamento dell’offerta sanitaria, sia un processo di generale demotivazione del personale medico». Il ricorso analizza quindi, a solo titolo esemplificativo, alcune delle storture che l’attuale atto aziendale, sempre a parere dei ricorrenti, presenta precisando infine che non si intende ottenere attraverso il ricorso un provvedimento sostitutivo dell’atto aziendale, ma solo uno “stop” che consenta di rielaborare l’atto legittimamente ed in presenza di tutte le condizioni di legge. Solo in tal modo, sostengono i medici, sarà possibile far valere e correggere tutte quelle condizioni deficitarie che attualmente caratterizzano l’atto. Il ricorso alla procedura d’urgenza è giustificata dal fatto che è stato avviato un processo di attuazione della nuova organizzazione che dovrà concludersi, secondo gli intendimenti della stessa azienda sanitaria, entro il prossimo 31 dicembre di quest’anno. A tal proposito, i ricorrenti, auspicano che in pendenza del ricorso tutti provvedimenti attuativi dell’atto aziendale vengano bloccati e che non ne vengano emessi di nuovi in attesa della definizione del ricorso in quanto in caso di accoglimento dell’azione, tali atti verrebbero inevitabilmente travolti anche con conseguenze di natura risarcitoria. L’udienza di discussione del ricorso è fissata per il prossimo 13 dicembre davanti alla sezione Lavoro del Tribunale di Crotone.

 

 

 

 

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