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Giovedì, 18 Agosto 2022

CRONACA NEWS

alessandra bordini«E’ un’estate torrida fatta di roghi dirompenti in grado di generare inquietudine, quella stessa trepidazione generata dalla desolante immagine di flussi umani in arrivo sulle nostre spiagge». A dirlo è Alessandra Bordini vicecoordinatrice regionale Movimento nazionale per la sovranità. «Nonostante il governo – prosegue nella nota – abbia tentato a più riprese di contenere il fenomeno siglando accordi, organizzando vertici, nulla sembra poter arrestare la valanga umana. I numeri degli sbarchi di migranti economici e richiedenti asilo o rifugiati, dall'inizio dell'anno ad oggi, contano 85.200 persone in Italia, quasi il 10 % in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le attuali politiche umanitarie e solidali hanno assunto una valenza economica ormai consolidata e questo anche in Calabria ha dato e dà i suoi frutti! Già il Governo Renzi ha mercanteggiato con i partner europei e pur di garantirsi una maggiore flessibilità sui conti pubblici, in cambio, ha offerto accoglienza unilaterale dei migranti. Tradotto: più soldi a patto che l’emergenza profughi fosse nelle mani della sola Italia. Con questa politica, l’unico risultato ottenuto è sotto gli occhi di tutti, il traffico di migranti è stato concentrato solo nel Mediterraneo. Il dibattito di queste ore, quindi, ci riguarda da vicino considerato che il 25% di profughi giunge nel continente attraverso i porti calabresi, in particolare Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Tralasciando le questioni di interesse internazionale e osservando quanto sta accadendo a livello regionale, non si può non evidenziare lo spaccato affaristico venutosi a determinare nell’ultimo triennio attorno all’emergenza migranti. Il caos dettato dalle continue emergenze, gli ingenti finanziamenti messi a disposizione, hanno generato un nuovo business. Dietro le strutture operative di protezione, siano esse CARA, CAS, Hot spot, SPRAR, si muove il mondo caritatevole dei volontari, delle associazioni, delle cooperative sociali e delle fondazioni religiose che, in tempi di penuria e crisi del welfare, stanno riversando tutte le loro attenzioni a questo nuovo comparto, la fabbrica dei clandestini! Guarda caso molte sono le cooperative sociali anche di nuova costituzione, nate attorno ai rifugiati sulla base di semplici autocertificazioni. Le banche dati ministeriali contano ventimila enti che si occupano di immigrazione! Vero è che, negli ultimi tempi, viste le bacchettate dell’Europa in materia di gestione dell’accoglienza dei migranti, le istituzioni locali, se prima per prassi affidavano direttamente al mondo del volontariato parte della gestione dei servizi, hanno optato per una maggiore trasparenza, affidandosi a procedure di evidenza pubblica svolte in base al dettato normativo per l’individuazione dei soggetti gestori. Qualcosa però non funziona, se nonostante ciò, il sistema non risponde efficacemente. Sarebbe ora che chi di dovere cominciasse ad interrogarsi su quali interessi si celano dietro la retorica umanitaria e buonista, sui controlli da effettuare sulle strutture e su chi le gestisce. La politica ed i parlamentari calabresi come stanno intervenendo sulla questione? Il Governo Regionale totalmente inadeguato, non prende posizione neanche rispetto al grave disagio dei calabresi costretti a subire l’onta delle politiche umanitarie buoniste in favore di popolazioni che, per quanto deboli economicamente o in fuga dalle guerre, non potrebbero essere oggetto di assistenza e cura più di chi è nato in Calabria. Dalle nostre parti i diktat del governo centrale vengono eseguiti passivamente in cambio di promesse o prebende spesso disattese. Ci si abitua a tutto facilmente in Calabria, anche ad essere umiliati, disprezzati, da chi al governo della Regione, ipocritamente finge di occuparsi del bene delle comunità calabresi celando la propria incapacità politica ed amministrativa con ogni mezzo, trincerandosi dietro atti, delibere prive di sostanza, dai contenuti sterili con frasi fatte e slogan creativi in nome principi di legalità, tolleranza e solidarietà. Il Governatore e la sua corte somigliano ad una monade non intesa nell’accezione leibniziana ma chiusa in sé stessa ed isolata dal resto dell’Universo. Nessuna clamorosa iniziativa di condanna sulla vicenda del CARA di Crotone, eppure lì si era annidata la ndrangheta mascherata da volti santi consacrati alla carità cristiana. Vi è anche un’emergenza di sicurezza ma si continua a non riuscire ad imporre nelle sedi opportune interventi risolutivi atti a garantire, prima di tutto ai cittadini, misure di garanzia per l’incolumità all’altezza della situazione, si continua ad accogliere masse di disperati tra i quali ci sono criminali pronti ad essere arruolati nell’esercito della ndrangheta. Sarebbe proficuo se i cortigiani facessero un esame di coscienza e prendessero atto del fallimento del loro mandato. E’ urgente che si rendano conto che in Calabria, avendo sacrificato ogni opportunità di crescita e di investimento su un territorio a vocazione turistica, la speranza in un futuro migliore è sfumata e si sono amplificati gli atavici problemi di ordine socio-economico, il doppio binario nord/sud. In questo quadro, accogliere indiscriminatamente migranti equivale ad innescare vere e proprie bombe sociali e pericolose spirali di razzismo. Insomma un circolo vizioso di odio, guerra tra poveri che ci mette fortemente a rischio».

 

 

 

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sbarco banchina generica2Lascia perplessi la polemica scoppiata a Crotone per l’istituzione di un hotspot. A meno che non siamo di fronte ad un inganno, che nasconde altro, il nuovo strumento istituito dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha l’obiettivo di fornire alle forze di polizia l’occasione di svolgere meglio e in maniera più celere l’attività di identificazione degli extracomunitari che sbarcano a Crotone. Non è un centro di accoglienza. L’impressione è che alcuni partiti hanno deciso di aprire la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento – si vota la prossima primavera – su un argomento che sta infiammando il dibattito dell’intera Europa: mettere un freno agli sbarchi per impedire lo spostamento dall’Italia nei paesi più ricchi. Il problema c’è, ma non sono legati alla istituzione degni hotspot. A Crotone, in particolare, il problema non sono gli sbarchi, ma la presenza di migliaia di persone in città. Non ne parla nessuno, ma per anni dal Cara di Sant’Anna, tutti i giorni, due pullman hanno trasportato extracomunitari abbandonandoli in città, senza mensa, senza un luogo dove soddisfare i bisogni fisiologici. In questi anni di “invasione” i Crotonesi hanno dimostrato tutto il loro altruismo e un livello elevato di civiltà. Nonostante la nostra difficile situazione economica non ci sono mai stati episodi di razzismo degli di essere ripresi dalla stampa. Qualcuno si è, però, arricchito sulla pelle dei disperati e su quella dei Crotonesi. Questo dovrebbe essere l’argomento da porre all’opinione pubblica e al governo nazionale, che ha sempre ignorato il segnale mandato da Crotone. In altre parti del Paese con quella presenza avrebbero preteso finanziamenti e royalties. L’altra faccia di questa medaglia è rappresentata dal ritorno in città di tutti coloro che sono sbarcati nel nostro porto e hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Un trattato europeo impone a coloro che hanno in scadenza il permesso di soggiorno di dovere ritornare presso la questura che lo ha rilasciato per essere rinnovato. Migliaia di persone che tornano a Crotone, da tutta Europa, senza avere da mangiare e da dormire. Sono i disperati che dormono tra i cartoni alla stazione ferroviaria. Se vogliamo parlare di extracomunitari gli argomenti non mancano, senza scadere nel razzismo più becero. A Crotone, comunque, la battaglia politica va fatta sull’isolamento infrastrutturale in cui versa l’intera provincia. Il sindaco della città, Ugo Pugliese, correttamente ha posto il problema chiedendo un incontro con il ministro Graziano Delrio. Nessuna voce si è levata per sostenere il sindaco. La classe politica era impegnata a polemizzare per gli hotspot, a girarsi i pollici come spesso fa, non sapendo come impegnare il proprio tempo o in battaglie di piccolo cabotaggio nella speranza di conquistare qualche voto. Al ballottaggio delle ultime elezioni amministrative sono andati a votare meno del 50% degli aventi diritto. Non c’è da farsi meraviglia se la gente non va a votare visto che il problema diventano gli hotspot e sul resto si cala un preoccupante e colpevole sipario.

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sbarco olympia banchinaE' giunta nel porto di Crotone la motonave "Olympic Commander", battente bandiera norvegese, con a bordo 1200 migranti salvati nel Canale di Sicilia. Dalla nave, che fa parte del dispositivo internazionale "Frontex", stanno per avere inizio le operazioni di sbarco. Del gruppo arrivato oggi, fanno parte 846 uomini, 196 donne (15 delle quali incinte) e 158 minori. Tra questi ultimi 130 sono quelli non accompagnati per i quali i sindaci della zona hanno messo a disposizione strutture comunali. Per le operazioni di sbarco di accoglienza e' attivo il dispositivo coordinato dalla Prefettura di Crotone del quale fanno parte un centinaio di unita' delle forze dell'ordine.

 

 

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forza italia coordinamento

Problema sicurezza, facilatazione dei flussi migratori sul territorio ed eventuale concomitanza con gli approdi crocieristici. Sono le tre principali motivazioni (anche se al fianco di queste ve ne sono altre) che hanno fatto ribadire al coordinamento provinciale di Forza Italia Crotone il suo secco "no" alla realizzazione dell’hotspot sul porto cittadino per lo sbarco dei migranti così come annunciato dal ministro dell’Interno Marco Minniti. La posizione di Forza Italia, del resto, era già stata resa nota ieri, a Lamezia, nel corso di una conferenza stampa cui aveva preso parte la deputazione nazionale e regionale di Fi e nel corso della quale era stata annunciata una petizione popolare per impedire la realizione dei tre hotspot in Calabria (Crotone, Reggio Calabria e Corigliano). Favorevoli, invece, all'iniziativa del minsitro i due sindaci Ugo Pugliese e Giuseppe Falcomatà (non si è espresso ancora il sindaco di Corigliano). L’Agenda europea sulla migrazione propone la creazione di “hotspot”, letteralmente “punto caldo”, cioè centri sulle frontiere esterne dell’Unione in cui si procederà a registrare i dati personali dei cittadini stranieri appena sbarcati, fotografarli e raccoglierne le impronte digitali entro 48 ore dal loro arrivo, eventualmente prorogabili a 72 al massimo. Nel caso in cui si rifiutino di farsi identificare saranno trasferiti nei Cie al fine di essere identificati e rimpatriati. Obiettivo fondamentale è l’identificazione e, quindi, la distinzione immediata tra quanti hanno diritto a fare domanda di protezione e chi invece va rimpatriato. Ma su questa definizione, i dirigenti provinciali e regionali nutrono parecchi dubbi. A partire dal tipo di strutture che verranno realizzate sui porti calabresi e il tempo di stazionamento nelle stesse da parte dei migranti. Ecco perché, tra l’altro, il coordinatore provinciale Sergio Torromino, affiancato dall’altro componente in consiglio comunale Antonio Argentieri Piuma hanno annunciato la richiesta di un consiglio comunale ad hoc sul tema hotspot.

 

 

 

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sbarco doppioDoppio sbarco di migranti, questo pomeriggio, al porto di Crotone. Mentre stava attraccando alle banchine la nave "Fiorillo" della Guardia Costiera con a bordo 416 migranti recuperati nel Mediterraneo in diverse operazioni di soccorso, e' giunta alla centrale operativa della Capitaneria di Porto la segnalazione di un'imbarcazione che incrociava a largo della citta' con altri migranti a bordo. Sul posto e' intervenuta la motovedetta Cp 321 della Guardia di Costiera di Crotone che ha intercettato l'imbarcazione, uno yacht lungo circa 15 metri, sul quale viaggiavano cento persone. Si tratta di 47 uomini, 18 donne e 35 bambini di etnia curdo-irachena che sono stati fatti sbarcare per primi, viste le precarie condizioni, dovute evidentemente alle difficolta' del viaggio, e che saranno trasferiti al Centro richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto (Kr). Subito dopo sono iniziate le operazioni di sbarco dei 416 migranti dalla nave Fiorillo che sono tuttora in corso. I migranti saranno quindi trasferiti in diverse localita' italiane secondo il piano di riparto gia' redatto dal ministero dell'Interno.

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minori non accompagnatiSono fuggiti da un Centro di accoglienza straordinaria e hanno percorso 50 chilometri a piedi fino alle porte di Crotone dove sono stati intercettati da una pattuglia della Polizia di Stato. Protagonisti della fuga quindici ragazzi stranieri, tutti minorenni, ospiti del Cas di Verzino, piccolo comune dell'entroterra crotonese, che questa mattina hanno lasciato la struttura e si sono incamminati verso Crotone da dove poi intendevano raggiungere Milano. Un tentativo che avevano gia' attuato nei giorni scorsi. I minorenni stranieri, di varie nazionalita' africane, erano sbarcati lunedi' scorso a Crotone ed erano stati trasferiti nella struttura del comune presilano gestita dalla locale Croce rossa, abilitata proprio ad accogliere profughi minorenni in situazioni d'emergenza per un massimo di 40 giorni prima di entrare nella rete Sprar per i richiedenti asilo. Considerata la carenza di posti per l'accoglienza, tuttavia, i profughi rimangono nei Cas anche fino a sei mesi. I quindici minori sono stati portati in Questura da dove, poi, sono stati ricondotti a Verzino. Le operazioni sono state condotte dall'Ufficio di gabinetto della Questura di Crotone guidato dal vicequestore Ugo Nicoletti.

 

 

 

 

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