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Giovedì, 18 Agosto 2022

CRONACA NEWS

immigrati cavalcaviaSi avvia a soluzione il problema dei migranti che aspettano da mesi il rinnovo dei loro documenti e nell'attesa vivono, sotto i ponti, in condizioni allucinanti e disumane, accartocciati su buste di plastica e cartoni. Questo quanto e' emerso dopo la riunione operativa di oggi al Comune di Crotone tra l'Amministrazione comunale (rappresentata dal sindaco Ugo Pugliese e dall'assessore alle Politiche sociali, Alessia Romano), rappresentanti della cooperativa Agora' Kroton (il presidente Gregorio Mungari, Fabio Raganello e Pino De Lucia) il delegato, della Regione, per l'immigrazione, Giovanni Manoccio, e il leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per la Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli. Il problema sara' risolto entro pochi giorni, accogliendo la cinquantina di migranti in alcuni centri Sprar e, nel caso dovessero essere necessari, ricorrendo anche ai tre container della Protezione civile che sono pronti per essere trasportati a Crotone. Questo per affrontare l'emergenza e porre cosi' finalmente fine a quella disumanita' dei migranti costretti a dormire sotto i ponti. Ma la riunione di oggi e' andata ben oltre l'emergenza perche' Manoccio e Corbelli hanno informato l'assessore Romano, il sindaco Pugliese e l'Agora' che il comune di Crotone puo' ancora beneficiare di un vecchio finanziamento regionale di oltre un milione e mezzo di euro per la creazione di strutture di accoglienza ai migranti. Si e' cosi' deciso di utilizzare subito questa somma per la ristrutturazione di alcuni immobili, il primo dei quali sara' quello delle Ferrovie della Calabria, situato di fronte il comando dei carabinieri. Subito dopo la riunione Corbelli e Manoccio accompagnati dai rappresentanti dell'Agora' si sono recati a fare un sopralluogo nell'area dove sorge questo edificio delle Ferrovie. Questo vecchio stabile ospitera' una ventina di migranti. Un altro immobile che si e' pensato di ristrutturare, utilizzando il finanziamento regionale, e' quello di un edificio confiscato che si trova alla periferia della citta'. Per definire i dettagli dei diversi interventi mercoledi' prossimo ci sara' una nuova riunione alla Cittadella regionale, alla presenza dell'assessore Romano, dei rappresentanti di Agora'. Di Corbelli, Manoccio e del dirigente generale del dipartimento Politiche sociali della Regione, Antonio Nicola De Marco. Grande soddisfazione e' stata espressa da tutti partecipanti all'incontro di oggi. Corbelli, che questo grave problema ha preso particolarmente a cuore e sta personalmente seguendo da diverse settimane, da quando ne e' venuto a conoscenza, ha detto che "la missione sara' conclusa quando(tra pochi giorni) nessun migrante a Crotone dormira' piu' sotto un ponte accartocciato su buste di plastica e cartoni".

 

 

 

 

 

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container protezione civile«A Crotone stiamo per cancellare la disumanita' e sofferenza dei poveri migranti, una quarantina tra uomini e donne) costretti a vivere e dormire, per mesi, accartocciati su buste di plastica e cartoni, sotto i ponti, in attesa del rinnovo dei loro documenti». E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per la Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, da sempre impegnato ad aiutare gli immigrati. «Tre container della Protezione civile – scrive Corbelli – sono pronti per essere trasportati nella citta' di Pitagora per ospitare questi immigrati. Di questa emergenza ho discusso con il presidente Oliverio che ha, sin dall'inizio, subito condiviso, apprezzato e sostenuto questa iniziativa umanitaria per aiutare questa povera gente. La Calabria conferma, come ha detto, un anno fa, papa Francesco, di essere, insieme alla Sicilia, un esempio di accoglienza e solidarieta' per tutto il mondo. Mentre c'e' chi alza i muri della vergogna e condanna, in questo modo, tante volte, a morte i poveri migranti - aggiunge - noi, in Calabria, li accogliamo e cerchiamo di aiutarli e salvarli. Quelli di Crotone vengono definiti i "dannati del cavalcavia", sono i cosiddetti "dublinanti", tutti quegli immigrati che hanno ottenuto asilo politico e che, per effetto del regolamento di Dublino, sono poi costretti a ritornare a Crotone, localita' del loro primo ingresso in Europa, per rinnovare i propri documenti. Per il rinnovo ci vogliono dei mesi e questi migranti non possono, nella lunga attesa, neppure accedere al sistema delle strutture di accoglienza. Ci sono poi quelli che hanno fatto richiesta di asilo e aspettano, anche loro, per mesi, e spesso anni, una risposta e altri migranti arrivati a Crotone, ma non con gli sbarchi. Questi migranti di Crotone - sottolinea Corbelli - vivono in condizioni allucinanti e disumane, peggio ci sono solo i centri di detenzione in Libia, dove i migranti vengono tenuti rinchiusi come le bestie e sottoposti anche a violenze, nel silenzio e nell'indifferenza dell'Europa e del mondo. Il dramma di questi poveri, sfortunati migranti colpisce e addolora. Per quelli che potevo far qualcosa, come gli immigrati di Crotone, sono subito intervenuto. Dieci giorni fa, dopo averne parlato, al telefono, una prima volta, con il Governatore Oliverio, insieme al Dirigente della Protezione Civile, Carlo Tansi, abbiamo contattato il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, per comunicargli la volonta' della Regione di intervenire per dare un aiuto e una sistemazione dignitosa, anche se provvisoria, a questi poveri migranti del cavalcavia. La Regione pur non essendo l'autorita' preposta per la soluzione di questo problema vuole dare il suo contributo per alleviare in qualche modo la sofferenza di questa povera gente. Lo abbiamo fatto a Cosenza dove, nell'ottobre scorso, abbiamo portato due container della Protezione Civile per ospitare poveri e immigrati senza fissa dimora. Abbiamo affidato la gestione dei due container a Padre Fedele. Questi due container continuano ad ospitare uomini, donne, anche incinte, bambini e malati. Togliendoli dalla strada, dove vivevano in condizioni inumane e rischiose, abbiamo sicuramente scongiurato qualche tragedia. Oggi siamo pronti a fare la stessa cosa anche a Crotone, dando questa risposta non solo di solidarieta' e umanita', ma di civilta'. Aspettiamo adesso - conclude il leader di Diritti civili - che il sindaco ci dia il via per poter subito procedere con l'invio dei container a Crotone».

 

 

 

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senzatetto croce rossa«Sono soddisfatto e contento di poter annunciare che stiamo per cancellare la disumanita' e sofferenza dei poveri migranti (sono una quarantina, uomini e donne) costretti a Crotone a vivere, per mesi, accartocciati su buste di plastica e cartoni, sotto i ponti, in attesa del rinnovo dei loro documenti». E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili e delegato, per la presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, da sempre impegnato ad aiutare gli immigrati. «Si e' pensato di ospitare questi poveri migranti in dei dignitosi container della Protezione civile, cosi' come - dice Corbelli - si e' fatto a Cosenza, per i clochard». Corbeli riferisce di aver informato del problema il presidente Oliverio. «Ne ho parlato quindi con il dirigente della Protezione civile, Carlo Tansi, - aggiunge - che ieri (lunedi') ho incontrato nel suo ufficio alla Cittadella. Insieme, abbiamo quindi contattato e parlato con il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, cui abbiamo preannunciato la nostra iniziativa umanitaria e la disponibilita' di alcuni dignitosi container per ospitare i poveri migranti. Aspettiamo adesso - dice Corbelli - che il sindaco, che ha apprezzato la nostra iniziativa e che ringrazio per la sua disponibilita', ci comunichi l'area dove collocarli».

 

 

 

 

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prefetturaUna nota informa che «si è svolta in Prefettura una riunione cui hanno preso parte i sindaci della provincia allo scopo di discutere i contenuti del cosiddetto nuovo “Piano operativo Anci” che recentemente il ministero dell’Interno ha condiviso con l’Associazione nazionale dei comuni italiani. L’intesa, muovendo dal sistema di quote fissato nella Conferenza unificata del 10 luglio 2014, promuove, anche all’interno delle singole Regioni, una distribuzione di migranti ulteriormente bilanciata tra le diverse realtà locali, grazie alla definizione di un numero di presenze rapportato alla popolazione residente per ogni Comune della provincia. Ancora una volta si punta sul coinvolgimento attivo dell’intero sistema delle autonomie. La partecipazione corale di tutti i Comuni è la forza del nuovo piano che, nel dare applicazione alle regole di equilibrio rispetto alla popolazione residente, va altresì verso il definitivo consolidamento del modello Sprar, vale a dire verso il modello di accoglienza di lunga durata intestata alle autonomie locali, facendo tesoro dei buoni risultati conseguiti sinora attraverso le formule progettuali sviluppate. In tal senso s’inserisce altresì il decreto ministeriale del 10 agosto scorso che ha semplificato le procedure amministrative di adesione allo Sprar, con l’introduzione di un meccanismo di accesso permanente attraverso una procedura interamente informatizzata e con la eliminazione di termini e scadenze periodiche. Sono state poi discusse tutte le implicazioni derivanti dall’adesione del piano ivi compresa la cosiddetta “clausola di salvaguardia” una sorta di salvacondotto per i Comuni che aderiscono alla rete Sprar con l’espressa esenzione da aggiuntivi oneri di accoglienza, qualora si rendano necessari tenuto conto dell’andamento generale dei flussi migratori. Nell’ottica di un funzionale assetto di accoglienza si è riposto ulteriormente l’accento sul sistema dei controlli amministrativi a cura, prioritariamente, dell’Ente locale intestatario del progetto Sprar, nel rispetto di una periodicità regolare. Da ultimo si è illustrata la proposta progettuale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, quale soggetto istituzionale capofila, recentemente ammessa a finanziamento, a valere su fondi Fami (Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014 – 2020) e tendente alla creazione di un sistema di tutela sanitaria, psicologica ed integrato del migrante. In particolare nell’ambito della rete sanitaria dedicata è prevista l’apertura di 2 nuovi ambulatori distaccati nelle sezioni di Isola Capo Rizzuto e Cirò e di un ambulatorio cosiddetto di “II livello”, a carattere di specializzazione, all’interno del reparto di malattie infettive della struttura ospedaliera di Crotone. Il livello di sorveglianza e assistenza sanitaria è completato con la pianificazione di visite periodiche ordinarie e straordinarie, a cura degli ambulatori creati, direttamente presso i centri di accoglienza che ne faranno richiesta, ove saranno altresì svolti appositi moduli formativi indirizzati agli operatori tanto degli Sprar e che dei centri per l’accoglienza dei minori stranieri, per un approccio maggiormente consapevole anche dal punto di vista sanitario nella gestione dei migranti».

 

 

 

 

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sbarco capocolonna finanzaUn veliero con 70 migranti a bordo e' stato intercettato al largo della costa ionica calabrese dai mezzi navali del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia di stanza a Crotone, unitamente ai mezzi navali della locale Guardia Costiera. I militari hanno anche arrestato in flagranza di reato tre scafisti ucraini. L'operazione e' stata condotta la scorsa notte. L'intervento coordinato del velivolo portoghese "Casa", impegnato nella missione "Triton 2016" sotto l'egida di Frontex, e di un'unita' navale della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Crotone, ha permesso il fermo dell'imbarcazione carica di migranti diretta verso Capo Colonna (KR). L'imbarcazione, proveniente dalla Turchia e battente bandiera tedesca, denominata "Beata", aveva il carico umano ben mimetizzato e poteva essere facilmente scambiata con un comune mezzo da diporto. L'esperienza delle fiamme gialle del mare, pero', ha permesso di individuare il traffico illecito perche' i militari non si sono fatti sfuggire la linea di galleggiamento del veliero particolarmente bassa, segno della presenza di numerose persone a bordo, ne' il tenore delle risposte ricevute via radio dai tre scafisti ucraini, che li hanno insospettiti. A bordo dell'imbarcazione, infatti, oltre ai tre ucraini, erano presenti 70 migranti irregolari tra cui alcune donne e bambini, tutti stipati sotto coperta, in condizioni definite disumane. Il veliero, quindi, e' stato condotto nel porto di Crotone dove ad accoglierlo c'era il dispositivo deputato alle procedure di accoglienza che ha visto impegnati la Polizia di Stato, la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Misericordia, la Croce Rossa, il 118, il Comune, le associazioni ed altro, sotto il coordinamento della locale Prefettura. Contestualmente gli investigatori della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Crotone e della Squadra Mobile di Crotone hanno arrestato i tre ucraini, di 47, 26 e 28 anni, peraltro rei confessi, per il reato di favoreggiamento aggravato all'immigrazione clandestina. Dalle loro dichiarazioni, infatti, si e' potuto accertare che i migranti sono stati imbarcati in Turchia alla volta dell'Italia a fronte del pagamento di circa 4.000 dollari per ogni passeggero I tre ucraini sono stati condotti nel carcere di Crotone.

 

 

 

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sbarco nave fiorilloNella mattinata di ieri è giunta al porto di Crotone la nave “Fiorillo” con a bordo 190 migranti (177 uomini, 9 donne e 4 minori accompagnati), di etnia siriana, sudanese, egiziana, nigeriana ed altre in via di accertamento. Dopo le attività di sbarco, ed un primo screening sanitario, i migranti sono stati accompagnati presso il Cda-Cara di S. Anna di Isola di Capo Rizzuto (KR). Sette migranti, di cui due donne e cinque uomini, sono strati collocati presso l’infermeria del Cda per essere sottoposti a cure, mentre i restanti cittadini stranieri sono stati collocati presso le strutture in attesa della loro identificazione e fotosegnalamento.

 

 

 

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