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Lunedì, 15 Luglio 2024

CRONACA NEWS

CROTONE Il gip presso il Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, a seguito dell’interrogatorio di garanzia di Adolfo Siciliani, già direttore facente funzioni dell’Uoc di Radiologia dell’Asp di Crotone, ha accolto la richiesta, avanzata dal difensore Giuseppe Napoli, di revoca della misura cautelare dell’interdizione dall’esercizio di uffici e servizi pubblici applicata al professionista nell’ambito dell’inchiesta denominata “Sartoria” e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.

 

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PETILIA POLICASTRO Un diverbio per futili motivi. Sarebbe stato questo il movente del ferimento di un uomo a Cotronei avvenuto il 31 agosto del 2022, quando fu raggiunto da un colpo di pistola alla nuca e ricoverato con prognosi riservata nell'ospedale di Crotone.

 

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ISOLA CAPO RIZZUTO Spara contro distributore: eseguita misura cautelare dai Carabinieri. Il 16 aprile scorso, nelle prime ore della mattinata, erano stati esplosi dei colpi d’arma da fuoco contro il distributore di carburante “Eni” di Isola di Capo Rizzuto.

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pugliese galati intercettazioneCATANZARO - L'ex direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Giuseppe Pugliese, agli arresti domiciliari dal 12 novembre scorso nell'ambito dell'inchiesta "Quinta bolgia" della Dda di Catanzaro, è stato portato in carcere ieri sera dopo un'ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal gip. Nel provvedimento che disponeva i domiciliari, infatti, il gip aveva vietato a Pugliese ogni contatto con l'esterno, compresi i suoi legali, per la durata di 5 giorni fino allo svolgimento dell'interrogatorio di garanzia. Dalle intercettazioni, invece, è emerso che Pugliese, già da due giorni dopo l'arresto ha avuto contatti con il suo difensore e con il fratello, che è pure avvocato, per definire la strategia difensiva. L'uomo, pertanto, ieri sera è stato prelevato dalla Guardia di Finanza e portato nel carcere di Crotone. Secondo l'accusa, dalle indagini condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, Pugliese, insieme all'ex direttore generale dell'Asp di Catanzaro Giuseppe Perri e a Eliseo Ciccone, già responsabile del Suem 118 ed ora destinato ad altro incarico, avrebbero favorito un gruppo imprenditoriale 'ndranghetistico nella fornitura del servizio sostitutivo delle ambulanze del 118 per l'ospedale di Lamezia Terme. Nell'inchiesta è stato arrestato anche l'ex parlamentare Giuseppe Galati.

 

 

 

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nicolino grande aracri3MILANO - Il Nucleo investigativo di Mantova ha proceduto all'arresto di Nicolino Grande Aracri, 59enne originario di Cutro (Crotone), e Antonio Rocca, 48enne suo compaesano, in esecuzione di una misura cautelare emessa per il reato di associazione per delinquere di stampo 'ndranghetistico e reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose (estorsioni, detenzione abusiva di armi da fuoco), in riferimento ad alcuni episodi incendiari di origine dolosa che hanno interessato la provincia di Mantova nell'estate del 2011. Il provvedimento "recepisce i motivi in tema di esigenze cautelari e di pericolosità sociale evidenziati nella richiesta di applicazione della misura cautelare personale" con riferimento "al persistere della posizione di vertice occupata da Nicolino Grande Aracri nell'omonimo sodalizio di 'ndrangheta e del corrispettivo ruolo di capo promotore svolto da Antonio Rocca" e "di elementi, anche sopravvenuti nel prosieguo investigativo, dai quali poter inferire l'attualità del pericolo di reiterazione dei reati, per i quali all'esito dell'istruttoria dibattimentale del processo 'Pesci'" sono stati condannati. I due sono stati ritenuti responsabili "di aver promosso, costituito, e diretto un sodalizio criminale armato, di stampo 'ndranghetistico localmente operante, strutturato come propaggine autonoma del clan Grande Aracri di Cutro da cui deriva per gemmazione, finalizzato alla commissione di delitti sia contro la pubblica amministrazione, che contro il patrimonio e la persona per assumere il controllo dei più remunerativi settori economici del territorio, nonché il predominio delle istituzioni e delle comunità mantovane e cremonesi". Grande Aracri è già detenuto nel carcere di Opera dopo la condanna 28 anni del tribunale di Mantova, mentre Rocca dietro le sbarre a Voghera sta scontando la pena di 26 anni e 10 mesi.

 

 

 

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