Lunedì, 26 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

«In data 16 settembre, presso la sede Uil Fpl di Crotone, si è tenuto un incontro con tre dei candidati a sindaco al comune di Crotone Enzo Voce, Danilo Arcuri e Andrea Correggia assente Manica nonostante l'invito, per discutere della problematica inerente al trasferimento del poliambulatorio di corso Messina presso la nuova sede sita in viale Nazioni Unite, che è causa di notevole fermento ed apprensione non solo per i cittadini crotonesi ma anche per i medici specialisti nonché per la totalità degli operatori sanitari, che nella struttura operano da decenni».

Pubblicato in In primo piano

«Preoccupazione e sdegno». Sono questi i sentimenti espressi dal reggente della Cisl Funzione pubblica “Magna Graecia”, Luigi Tallarico, rispetto a quanto accaduto oggi presso i Poliambulatori di corso Messina a Crotone, dove la dottoressa Mirella Brasacchio avrebbe subito un’aggressione da parte di un dipendente della stessa struttura.

«Secondo quanto è stato possibile apprendere – spiega il sindacalista –, il fatto sarebbe scaturito a seguito di un breve diverbio alimentato, a quanto pare senza averne motivo, da parte dello stesso aggressore».

«Perpetrare un simile attacco – commenta Tallarico –, ad una professionista della caratura morale della dottoressa Mirella Brasacchio, ci sembra che, al di là del danno fisico e soprattutto morale provocato alla stessa, sia la lapalissiana dimostrazione che il livello di sottocultura che imperversa soprattutto nei nostri territori, ed in alcuni ambienti lavorativi, vorrebbe prevaricare l’opera quotidiana di quanti, come la dottoressa Mirella Brasacchio, in mezzo a mille difficoltà, cercano di mandare avanti con professionalità e spirito di abnegazione, processi lavorativi che possano dare livelli di assistenza quanto più efficienti possibili rispetto alle risapute deficienze che da tempo pervadono la Sanità calabrese».

«E’ paradossale – chiosa il sindacalista della Cisl – che ancora oggi possano verificarsi situazioni di questo genere: operatori del sistema sanitario che vengono messi in difficoltà e, addirittura, esposti a situazioni di pericolo per la propria incolumità mentre esercitano la loro professione, spesso dagli utenti ma a volte anche da personale interno(colleghi). Il luogo di lavoro dovrebbe essere un luogo sicuro e accogliente e non luogo a rischio. Il sistema sanitario presenta certamente delle lacune, ma è inammissibile che, eventuali deficienze organizzative, possano riversarsi su quegli operatori che, quotidianamente, si destreggiano tra mille difficoltà».

«Nel nostro territorio – prosegue Tallarico –, purtroppo, accanto ai tanti valori positivi, che tutti conosciamo, e che non sto qui a ripetere, proprio per evitare di apparire tautologico, è mancata la giusta crescita culturale che consentisse di superare alcuni atavici malcostumi comportamentali i quali, accanto alla mancanza o carenza delle indispensabili garanzie di buone prassi e legalità, elementi basilari per qualsiasi forma di  sviluppo, sono alla base del mancato decollo di qualunque attività economica, sociale, amministrativa, istituzionale, non escluso, quindi, il raggiungimento di adeguati livelli di assistenza complessivamente intesi».

«Questi episodi – stigmatizza il sindacalista –, pertanto, ancorché estremamente spiacevoli, sopraggiunti proprio all'indomani della ricorrenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dovrebbero, almeno, suscitare momenti di sincera ed indispensabile autocritica soprattutto sulle misure che ai vari livelli vengono posti in essere per prevenire, anche negli ambienti lavorativi, deputati a dare servizi e soluzioni, simili inqualificabili avvenimenti».

«Siamo convinti, comunque, che la gravità – aggiunge nel comunicato Tallarico – di quanto accaduto, ed il danno soprattutto morale subito, non impedirà alla dottoressa Mirella Brasacchio, di proseguire nella sua opera di professionista ineccepibile, per professionalità e comportamento, perché c’è bisogno della sua opera quotidiana e del suo modo di operare guidato, da sempre, da un comportamento irreprensibile e noto a tutti coloro che hanno la fortuna di conoscerla».

«Come Cisl Fp – conclude – sono certo di interpretare il sentimento dell’intero gruppo dirigente e condanniamo, quindi, il grave ed ingiustificabile gesto di aggressione con la convinzione che la Direzione Generale saprà adoperarsi per accertare ogni responsabilità e condotta non conforme ai doveri ed al codice di comportamento dei pubblici dipendenti ricorrendo, se ne rinviene i presupposti, al previsto sistema sanzionatorio nei confronti di chi, senza rendersene forse conto, rischia anche di infangare l'immagine aziendale».

Pubblicato in Cronaca