Martedì, 22 Settembre 2020

CRONACA NEWS

Egregio signor Sculco,

ho avuto modo di vedere la sua intervista andata in onda su Facebook attraverso la quale ha contestato il contenuto di un mio editoriale pubblicato su questo giornale sullo scioglimento per mafia di alcuni comuni della provincia di Crotone. In questo mio scritto vengono elencati i comuni sciolti: Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina, Cutro, Strongoli, Casabona e Crucoli. Viene evidenziato che l’ultimo ad essere stato sciolto è Cutro, “mentre Isola Capo Rizzuto è tornata alla gestione democratica dopo un lungo periodo di commissariamento prefettizio”. Sempre nell’editoriale scrivo che “ai Comuni sciolti per ‘ndrangheta bisogna aggiungere quello di Crotone, che è stato sciolto per le dimissioni del sindaco Ugo Pugliese in seguito ad un’indagine giudiziaria, che appunto riguardava la gestione dell’ente”. “Senza volere attribuire specifiche responsabilità, sarà magari una coincidenza – scrivo ancora –, ma dei sette Comuni sciolti, ben tre coalizioni sono state allestite con il contributo importante del movimento politico del “reuccio” Enzo Sculco: Cirò Marina, Cutro e Crotone. Due addirittura sono stati sciolti per ‘ndrangheta: Cutro e Cirò Marina. Non è una buona carta di credito per chi è impegnato in politica e gli elettori di Crotone e Cirò Marina, che sono chiamati ad eleggere le nuove amministrazioni comunali il 20 e il 21 settembre prossimi dovrebbero tenere ben presente quello che è successo nelle loro realtà e le penalizzazioni che sono stati costretti a subire per i lunghi periodi di commissariamento prefettizio”. Nel prosieguo sottolineo che “Sculco è uno stratega quando deve organizzare liste e candidati, ma mostra tanti limiti quando è chiamato a guidare politicamente le amministrazioni che hanno la sua impronta”.

Non capisco il perché di questa sua reazione così scomposta visto che il senso del mio scritto appare chiarissimo ed è inequivocabile: evidenzio l’incapacità del rappresentante di una forza politica di individuare, insieme agli alleati della coalizione, amministratori credibili e politicamente capaci di guidare un ente locale.

Personalmente non intravedo alcuna diffamazione nel mio scritto mentre noto come lei in modo approssimativo e superficiale mi accusi di aver tratto utilità dai contratti sottoscritti dall’emittente televisiva Telediogene con l’Ente comunale.

Nella sua intervista lei invita ad entrare nel merito delle questioni ma è lei per primo che evita volutamente di farlo quando parla della proprietà della televisione Telediogene e dei deliberati della passata amministrazione che hanno legittimamente interessato tutte le emittenti televisive, radiofoniche e dei giornali locali.

Eppure sarebbe bastato leggere o pubblicare la delibera numero 281 del 2 ottobre 2009 (foto - dowload completo al termine dell'articolo) dove sono riportati con esattezza tutti i costi sostenuti dal Comune di Crotone e i nomi delle varie televisioni.

Ma in realtà lei conosce benissimo il contenuto dei servizi televisivi del Pungiglione che di certo non è stato tenero né dolce nei confronti della precedente amministrazione comunale. Non troverà un solo servizio a favore della giunta comunale di Vallone, quando era in carica, perché il pungiglione fu una spina nel fianco della Giunta guidata da Vallone e anche di altri.

Non percepisco un centesimo dalla mia collaborazione con Telediogene e gli altri giornali, ma lo faccio perché mi piace e soprattutto penso che Crotone meriti anche una voce libera come la mia e quella di altri validi colleghi. Vede signor Sculco, da Telediogene, se si esclude un periodo, ho sempre lavorato a spese mie sostenendo persino i costi della benzina della mia auto privata per spostarmi da un capo all’altro della città e anche fuori comune. Non ho mai conosciuto altre “mammelle” se non quelle frutto del lavoro di 37 anni di insegnamento.

Se il suo intento era quello di intimidirmi con la minaccia di una querela deve sapere che i miei legali stanno valutando la portata diffamatoria e calunniosa delle sue affermazioni e che continuerò ad occuparmi della politica crotonese con ancora più determinazione.

Mi perdonerà se approfitto di questa replica per rammentarle altri fallimenti politici e cioè l’aver appoggiato nel 2014 alla Provincia la candidatura a presidente di Roberto Siciliani, che lo scorso 26 settembre è stato condannato nel processo Stige, in primo grado di giudizio, ad otto anni di reclusione, e nel 2017 Nicodemo Parrilla, candidato con la lista “Provincia in rete” ed eletto presidente della Provincia, poi decaduto quando è stato arrestato nell’ambito dell’operazione Stige.

Sempre pronto e disponibile ad un confronto politico, ovviamente con carte alla mano.

Saluti

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I rappresentanti delle società aderenti al consorzio sportivo “Momenti di gloria” comunicano di «aver presentato denuncia querela contro il dirigente del Comune di Crotone Gangemi, e ciò in conseguenza delle diffide datate 16 e 19 maggio scorsi indirizzate al Consorzio».

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«Nel pieno dell’emergenza Coronavirus – si legge in una nota del Consorzio Jobel –, sabato 11 aprile, una personalità istituzionale crotonese, evidentemente libera da ogni altro impegno istituzionale diretto al sostegno della comunità a cui appartiene, ha ben inteso dedicare le forze, il suo preziosissimo tempo ed ogni più doviziosa attenzione alla ricerca di presunte irregolarità nella conduzione di alcune attività che da tempo cercano di dare lustro e spicco alla città pitagorica».

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«Il presidente facente funzioni della Provincia di Crotone Giuseppe Dell'Aquila – informa una nota – ha deciso di presentare una denuncia-querela nei confronti del giornalista e direttore del quotidiano "Libero" Vittorio Feltri per le dichiarazioni ingiuriose, razziste e denigratorie dallo stesso pronunciate nei confronti dei meridionali durante la trasmissione andata in onda il 21 aprile su Rete4, solo l'ultima in ordine di tempo di una lunga serie!».

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Una nuova denuncia, presentata questa mattina, con indicazioni più precise e che potrebbero aiutare i “segugi” della squadra Mobile di Crotone a fare luce sul o sui responsabili della diffusione dell’elenco contenete i nomi (e altri dati sensibili) dei contagiati da Covid-19 secondo il database dell’Azienda sanitaria provinciale pitagorica.

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facebook sentenza«La Polizia locale di Crotone ha denunciato alla Procura della Repubblica un soggetto residente nella città di Crotone, affinché valuti le affermazioni rilasciate dal medesimo su Facebook sull'operato del corpo cittadino. Lo rende noto il comandante Antonio Cogliandro. «Inoltre – prosegue il comunicato –, sono in corso ulteriori indagini al fine di identificare altre due persone, che si sono associate alle dichiarazioni del soggetto ed hanno aggiunto frasi offensive verso il personale della Polizia locale. Uno dei due addirittura sembrerebbe, pur essendo cittadino crotonese, al momento risiedere in altra città».

 

 

 

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