Mercoledì, 12 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

SCANDALE - I carabinieri della Stazione di Scandale hanno denunciato in stato di libertà alla Procura di Crotone un 41enne accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Pubblicato in Cronaca

Un arresto e una denuncia in stato di libertà sono stati eseguiti dai carabinieri della compagni di Crotone poiché hanno sorpreso due individui con dello stupefacente, tra l’altro ambedue erano destinatari del reddito di cittadinanza.

I militari hanno così arrestato un 51enne del luogo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È accaduto nei pressi del Sert di Crotone, dove i carabinieri hanno sottoposto l’uomo a una perquisizione personale, rinvenendo nella sua disponibilità un flacone di metadone da 100 millilitri integro e altri flaconi vuoti. Da una successiva perquisizione domiciliare, nella disponibilità del 51enne sono stati rinvenuti ulteriori flaconi di metadone, per un totale di 110 millilitri, sprovvisti di etichettatura, due grammi di marijuana e materiale atto alla pesatura e confezionamento. Il tutto è stato sequestrato. Terminate le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, come disposto dal pm di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone.

Durante lo stesso servizio, infine, i militari hanno deferito in stato di libertà un 57enne di Isola Capo Rizzuto, residente a Crotone, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, anch’egli titolare di reddito di cittadinanza, ritenuto responsabile di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo, sottoposto a perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di cinque grammi di marijuana e materiale per la pesatura, tutto posto in sequestro.

Pubblicato in Cronaca

caserma guardia finanza crotoneUn fruttivendolo abusivo totalmente sconosciuto al fisco e percettore, anche, del reddito di cittadinanza, è stato scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone. Il fruttivendolo abusivo è stato pertanto segnalato all'Agenzia delle entrate per l'omessa installazione del misuratore fiscale. Violazione che è punita con una sanzione pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro, e per i conseguenti sviluppi in qualità di evasore totale. Dagli accertamenti è poi emerso che tra maggio e luglio, l'uomo ha percepito il reddito di cittadinanza per 2.673,33 euro. Per questo motivo è stato denunciato alla Procura della Repubblica per truffa ai danni dello Stato.

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

flora sculco Commissione«D’accordo con la Cgil, rilanciamo il Patto per Crotone». Lo sostiene in una nota la consigliera regionale di Cir, Flora Sculco. «Non ho avuto l’opportunità – commenta la consigliera – di partecipare all’interessante conferenza stampa degli amici della Cgil, organizzata lunedì scorso, nella quale sono stati trattati essenzialmente due temi. Uno è quello del Reddito di cittadinanza, sul quale è stata espressa una posizione che non può, per quanto mi riguarda, che essere condivisibile: la misura è necessaria, tenendo conto della eccezionalità dei livelli di povertà e di crisi sociale e occupazionale, e penso anche io che questo provvedimento vada raccordato ad opportunità lavorative e non trasformarsi unicamente in un mero intervento assistenziale. Ho trovato particolarmente interessante il secondo tema, che ha riguardato l’urgente necessità di dare vita, velocemente, ad un vero e proprio “Piano territoriale per il lavoro”, utilizzando a questi fini tutte le cospicue risorse contenute nel “Patto per la Calabria”. Parliamo di alcuni miliardi di euro ancora non utilizzati. Molte di queste risorse, tra l’altro, sono dedicate al risanamento ambientale, ad interventi di manutenzione straordinaria del territorio e di sistemazione idrogeologica. Dio solo sa quanto questa azione sia indispensabile per la nostra Calabria, anche alla luce degli ultimi turbolenti fenomeni meteorologici che tanto allarme e tanta preoccupazione suscitano in tutti noi. Non sarebbe in alcun modo perdonabile che le risorse contenute nel patto non vengano utilizzate e rese disponibili solo per mancanza di determinazione politico istituzionale o peggio a causa di una ottusa incrostazione burocratica che troppe volte fa da ostacolo ai bisogni della Calabria e dei calabresi. Le risorse del Patto per la Calabria prevedono interventi anche in altri settori e per tanti altri obiettivi che possono concorrere ad un risultato occupazionale e dare un impulso concreto alle politiche di sviluppo e di crescita delle nostre comunità. Vorrei ricordare che questa impostazione, rilanciata dai dirigenti della Cgil, riprende a piene mani il “Patto per Crotone”, un patto di sviluppo che coinvolge il capoluogo e tutto il suo sistema territoriale, che abbiamo elaborato, condiviso e sottoscritto con le istituzioni locali, le organizzazioni sociali e tutte le rappresentanze di interessi presenti nella nostra provincia. In quella circostanza, non solo abbiamo saputo fare “alleanza” ma abbiamo messo in campo un vero e proprio gioco di squadra. Proprio da quell’impegno sono nate opportunità ed investimenti che oggi sono finalmente a disposizione della città di Crotone e sono pronti per essere cantierati, e sortire così gli effetti positivi sul piano economico, sociale ed occupazionale. Mi riferisco, ad esempio, all’Antica Kroton, un progetto di 61.700.000, al completamento del “Piano Versace”, agli interventi per la bonifica, ai 17 milioni di euro previsti dall’Agenda Urbana”. In questo contesto vanno anche inseriti gli investimenti per l’ammodernamento della SS 106, quelli per la depurazione che hanno riguardato molti Comuni della provincia e l’elettrificazione della linea ferroviaria. Questi risultati sono il frutto diretto di quella spinta posta alla base del Patto per Crotone, anche se, siamo consapevoli, che non sono ancora sufficienti. Per tutto questo, ho trovato di particolare interesse la proposta formulata dalla Cgil per riprendere un lavoro comune, che è l’unico e solo che può generare, realmente, risultati positivi, tanto attesi e auspicati, in una fase che, com’è stato giustamente sottolineato, si presenta caratterizzata, in modo particolare, da un grumo di sofferenza sociale che ha raggiunto livelli inaccettabili per chicchessia. Sono totalmente d’accordo, disponibile e pronta a condividere e partecipare a quella “cabina di regia” richiesta dalla Cgil che deve necessariamente coinvolgere le rappresentanze istituzionali, sociali ed economiche del nostro territorio».

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

falbo mammoliti bonazza cgilIl reddito di cittadinanza, la mancanza del lavoro, l’assenza di infrastrutture, sotto la lente d’ingrandimento della Cgil area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia. L’analisi è arrivata in un’apposita conferenza stampa convocata questa mattina presso la camera del lavoro di Crotone. Presenti il segretario Raffaele Mammoliti, il segretario uscente Raffaele Falbo, Luigi De Nardo segretario di Vibo Valentia ed Elsa Bonazza della segretaria confederale. Crotone è la città con il più alto tasso di disoccupazione a livello nazionale con un tasso dell’oltre 30%, i giovani senza lavoro sono al primo posto nella graduatoria nazionale. Una triste realtà che obbliga chi ha compiuto il diciottesimo anno d’età ad abbandonare la propria residenza ed emigrare alla ricerca del lavoro o per studio. Tutto questo ha un solo responsabile, la mancanza del lavoro. Una congiuntura negativa che si è determinata con la desertificazione industriale e la mancanza di servizi e infrastrutture. Da parte di Cgil è arrivata l’ultima denunzia sull’inefficienza della politica nazionale, regionale, locale, con riferimento, anche, al reddito di cittadinanza. Raffaele Falbo ha dichiarato: «Ad oggi ancora non si conosce il reale contenuto del decreto sul reddito di cittadinanza e quindi si ragiona su ipotesi. Come Cgil – ha affermato Falbo – siamo d’accordo sull’istituzione di un reale piano del lavoro. La Confederazione questo piano lo sta sostenendo da più anni e lo ha fatto anche a Crotone alla presenza del segretario nazionale Susanna Camusso. Sosteniamo l’importanza – ha detto Falbo – di accelerare l’iter burocratico per sbloccare a favore di Crotone i quasi 200 milioni di euro disponibili per l’Antica Kroton, danno ambientale, infrastrutture. Sono settori questi che, attraverso un serio piano del lavoro, possono fare ripartire l’occupazione e l’economia». Raffaele Mammoliti ha quindi proseguito: «La conferenza stampa di stamattina è stata indetta per illustrare il nostro punto di vista su due argomenti importanti quali il reddito di cittadinanza e il piano del lavoro. Quest’ultimo punto – ha dichiarato Mammoliti – è risolvibile partendo dalle risorse che, a nostro avviso, esistono e vanno utilizzate. Il patto per la Calabria sottoscritto dal Governo e dalla Regione contiene 5 miliardi di euro, anche questi non ancora utilizzati ed i sindaci delle città capoluogo della Calabria devono insistere con il presidente Mario Oliverio affinché si utilizzino. Ciò che, invece, si sono preoccupati di sottoscrivere con celerità è stato la candidatura a favore dell’attuale presidente della Calabria per un secondo mandato. Altre risorse disponibili e non ancora spese sono 1.5 miliardi di euro per calamità naturali. La politica deve dare risposte adeguate per quanto riguarda equità e giustizia sociale. L’idea del Governo di sforare oltre il 2.5 del debito pubblico è da noi salutato con interesse. In passato l’austerità economica portata avanti da comuni ed enti locali ha prodotto soltanto danni all’economia e all’occupazione. La nostra osservazione nei confronti dello sforamento è: come si utilizza la maggiore disponibilità di 15 miliardi di euro? Cosa è contenuto nel testo del reddito di cittadinanza? Le risorse destinate a quanto ammontano? Qual è la finalità che s'intende raggiungere con il reddito di cittadinanza? Tutte queste domande – ha continuato a dire Mammoliti – li faremo presenti al prossimo incontro che ci sarà a breve con le Istituzioni».

 

 

 

Pubblicato in Politica

enzo sculco«Reddito di cittadinanza, misura necessaria, ma non da sola!». Lo sostiene il leader della Prossima Crotone Enzo Sculco in replica a quanto sostenuto sul finire della scorsa settimana dalle parlamentari Cinquestelle Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado. «Il reddito di cittadinanza – prosegue – è una misura che ritengo del tutto necessaria ed utile ad affrontare una situazione sociale, soprattutto al sud, in cui la povertà ha raggiunto livelli insopportabili, ed in modo particolare in una realtà territoriale come la città e la provincia di Crotone. Non è questo un convincimento nato in queste ore, ma da sempre ho avuto modo di ritenere ed esprimere la tesi che quando la povertà e la disoccupazione raggiungono soglie oltre le quali non può che esserci la ribellione sociale, lo Stato e qualunque governo non possono che intervenire con appropriati ed efficaci strumenti.
D’altra parte così è stato in questi lunghi anni di storia repubblicana, al di là del colore del governo in carica.
Ovviamente ho sempre pensato e ritenuto che gli interventi non devono avere carattere esclusivamente e permanentemente assistenzialistico, ma devono essere collegati ad una prospettiva di lavoro stabile e duraturo e di superamento delle condizioni di povertà.
Tutto questo richiede che accanto agli strumenti assistenziali, siano dispiegate politiche di crescita e di sviluppo che rendano possibile la nascita di nuova e buona occupazione. In questo senso al Sud, in Calabria e nel Crotonese, non si possono desiderare politiche realizzate con miopia o strabismo e che si concretizzino unicamente sul versante assistenziale e non sul sostengo allo sviluppo e quindi sul lato occupazionale. Solo persone pervicacemente ignoranti, o chi ha l’unico scopo di dare sfogo al proprio livore, risentimento e a tutti quegli atteggiamenti che ormai unitariamente vengono riconosciuti come “rancore e nulla di più”, solo persone così possono attribuirmi posizioni politiche diverse da questa e dalla mia storia. Ovviamente non fanno solo questo, ma fanno di più!
Confondono un’attività di ascolto e di servizio come un’attività unicamente strumentale alla raccolta di consenso e non invece quella sensibilità sociale che da sempre caratterizza il mio agire. Provassero anche loro ad aprire una sede o una segreteria, in cui incontrare gli altri, essere pronti all’ascolto e all’accoglienza di tutte quelle persone che hanno necessità di esprimere il proprio disagio o più semplicemente il proprio pensiero.
Momenti, questi, che riavvicinano la politica alla gente, che fanno sentire le proprie rappresentanze vere e a portata di mano, palpabili e non entità astratte. In una fase storica come quella che stiamo vivendo, in cui i sistemi aggregativi, come i partiti, sono in crisi, hanno sedi chiuse, e sono sempre più distanti dal popolo, riuscire a sopravvivere mantenendo intatto tradizioni e luoghi reali, dove incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, fare comunità e fare politica, non può essere considerato un reato.
Se qualcuno è stanco degli spazi virtuali, e vuole provare l’ebrezza del contatto fisico, allora può tranquillamente affacciarsi nella nostra sede. Troverà sorrisi ad accoglierla, troverà persone libere che amano fare politica insieme, troverà spazi vitali, entusiasmi, e tanto altro. L’unica cosa che non troverà sono “schiavi” o burattini.
Non ho e chi sta intorno a me non ha mai negato l’aiuto a nessuno, non è un segreto che mi sono sempre prodigato ad aiutare gli altri, è la mia natura solidaristica, di chi ha sacrificato i propri interessi, tant’è che i miei figli non sono dipendenti né del Comune, né della Provincia, né di qualsiasi ente pubblico, non sono dipendenti pubblici e, purtroppo, nemmeno di strutture private. Così come i miei parenti che svolgono tutti attività proprie. Dunque di cosa parlano le “due muse”?
Così come appare una barzelletta l’idea del burattinaio che tutto muove. Chi viene nella nostra sede e nel nostro movimento troverà pluralità di vedute e sensibilità politiche diverse, una cosa che mi sembra molto visibile. Troverà confronto. Non troverà un “capo politico” ma leader, non troverà “proprietari aziendali” ma persone impegnate.
E questo è avvenuto anche sul reddito di cittadinanza, sul quale ci siamo confrontati da tempo e sul quale abbiamo idee e pareri diversi. E questo non credo proprio che faccia scandalo. Tant’è che il sindaco, in questi giorni, ha espresso una propria valutazione che ha suscitato le “ire funeste” delle due “arpie” le quali finora non hanno mai, né loro né tantomeno chi ci sta intorno, aperto un confronto con la città su questo tema. Non l’hanno spiegato, illustrato né tanto meno raccontato ai crotonesi, forse l’hanno sussurrato solo a pochi intimi. Forse.
Un tema, quello del reddito di cittadinanza, di cui, tra l’altro, non si conosce esattamente il suo significato ed il modo come sarà impostato e concretamente realizzato. Allo stato è solo uno slogan, che, in campagna elettorale, ha fatto “cassa”, portato giovamento ai 5 Stelle, così tanto giovamento da far ipotizzare a più di qualcuno il “voto di scambio”.
Mi sembra strano, e del tutto inappropriato, ancora una volta speculativo, che le due parlamentari invece di aprire una dialettica, anche aspra, con il sindaco su questo tema, si siano dedicate a lanciare strali, accuse, offese, contumelie, e ad esprimere dileggio come se il sindaco gli “avesse tagliato la vigna”, riprendendo un detto tipico della tradizione contadina. Una cosa che, ormai, avviene su ogni argomento.
Una violenza verbale che non fa bene alla democrazia ma, anzi, ne costituisce un tumore e rischia di fare da eterno alibi ad una manifesta inconcludenza, quando, invece, il desiderio comune non può che essere quello di avere tutte le rappresentanze istituzionali, politiche e sociali impegnate unicamente a sostenere le ansie e le aspettative di crescita e di sviluppo della città e della provincia di Crotone. Questa sì che sarebbe “cosa buona e giusta”, conclude Sculco».

 

 

 

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 2