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Sabato, 25 Maggio 2024

CRONACA NEWS

flora sculco Commissione«D’accordo con la Cgil, rilanciamo il Patto per Crotone». Lo sostiene in una nota la consigliera regionale di Cir, Flora Sculco. «Non ho avuto l’opportunità – commenta la consigliera – di partecipare all’interessante conferenza stampa degli amici della Cgil, organizzata lunedì scorso, nella quale sono stati trattati essenzialmente due temi. Uno è quello del Reddito di cittadinanza, sul quale è stata espressa una posizione che non può, per quanto mi riguarda, che essere condivisibile: la misura è necessaria, tenendo conto della eccezionalità dei livelli di povertà e di crisi sociale e occupazionale, e penso anche io che questo provvedimento vada raccordato ad opportunità lavorative e non trasformarsi unicamente in un mero intervento assistenziale. Ho trovato particolarmente interessante il secondo tema, che ha riguardato l’urgente necessità di dare vita, velocemente, ad un vero e proprio “Piano territoriale per il lavoro”, utilizzando a questi fini tutte le cospicue risorse contenute nel “Patto per la Calabria”. Parliamo di alcuni miliardi di euro ancora non utilizzati. Molte di queste risorse, tra l’altro, sono dedicate al risanamento ambientale, ad interventi di manutenzione straordinaria del territorio e di sistemazione idrogeologica. Dio solo sa quanto questa azione sia indispensabile per la nostra Calabria, anche alla luce degli ultimi turbolenti fenomeni meteorologici che tanto allarme e tanta preoccupazione suscitano in tutti noi. Non sarebbe in alcun modo perdonabile che le risorse contenute nel patto non vengano utilizzate e rese disponibili solo per mancanza di determinazione politico istituzionale o peggio a causa di una ottusa incrostazione burocratica che troppe volte fa da ostacolo ai bisogni della Calabria e dei calabresi. Le risorse del Patto per la Calabria prevedono interventi anche in altri settori e per tanti altri obiettivi che possono concorrere ad un risultato occupazionale e dare un impulso concreto alle politiche di sviluppo e di crescita delle nostre comunità. Vorrei ricordare che questa impostazione, rilanciata dai dirigenti della Cgil, riprende a piene mani il “Patto per Crotone”, un patto di sviluppo che coinvolge il capoluogo e tutto il suo sistema territoriale, che abbiamo elaborato, condiviso e sottoscritto con le istituzioni locali, le organizzazioni sociali e tutte le rappresentanze di interessi presenti nella nostra provincia. In quella circostanza, non solo abbiamo saputo fare “alleanza” ma abbiamo messo in campo un vero e proprio gioco di squadra. Proprio da quell’impegno sono nate opportunità ed investimenti che oggi sono finalmente a disposizione della città di Crotone e sono pronti per essere cantierati, e sortire così gli effetti positivi sul piano economico, sociale ed occupazionale. Mi riferisco, ad esempio, all’Antica Kroton, un progetto di 61.700.000, al completamento del “Piano Versace”, agli interventi per la bonifica, ai 17 milioni di euro previsti dall’Agenda Urbana”. In questo contesto vanno anche inseriti gli investimenti per l’ammodernamento della SS 106, quelli per la depurazione che hanno riguardato molti Comuni della provincia e l’elettrificazione della linea ferroviaria. Questi risultati sono il frutto diretto di quella spinta posta alla base del Patto per Crotone, anche se, siamo consapevoli, che non sono ancora sufficienti. Per tutto questo, ho trovato di particolare interesse la proposta formulata dalla Cgil per riprendere un lavoro comune, che è l’unico e solo che può generare, realmente, risultati positivi, tanto attesi e auspicati, in una fase che, com’è stato giustamente sottolineato, si presenta caratterizzata, in modo particolare, da un grumo di sofferenza sociale che ha raggiunto livelli inaccettabili per chicchessia. Sono totalmente d’accordo, disponibile e pronta a condividere e partecipare a quella “cabina di regia” richiesta dalla Cgil che deve necessariamente coinvolgere le rappresentanze istituzionali, sociali ed economiche del nostro territorio».

 

 

 

 

 

 

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falbo mammoliti bonazza cgilIl reddito di cittadinanza, la mancanza del lavoro, l’assenza di infrastrutture, sotto la lente d’ingrandimento della Cgil area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia. L’analisi è arrivata in un’apposita conferenza stampa convocata questa mattina presso la camera del lavoro di Crotone. Presenti il segretario Raffaele Mammoliti, il segretario uscente Raffaele Falbo, Luigi De Nardo segretario di Vibo Valentia ed Elsa Bonazza della segretaria confederale. Crotone è la città con il più alto tasso di disoccupazione a livello nazionale con un tasso dell’oltre 30%, i giovani senza lavoro sono al primo posto nella graduatoria nazionale. Una triste realtà che obbliga chi ha compiuto il diciottesimo anno d’età ad abbandonare la propria residenza ed emigrare alla ricerca del lavoro o per studio. Tutto questo ha un solo responsabile, la mancanza del lavoro. Una congiuntura negativa che si è determinata con la desertificazione industriale e la mancanza di servizi e infrastrutture. Da parte di Cgil è arrivata l’ultima denunzia sull’inefficienza della politica nazionale, regionale, locale, con riferimento, anche, al reddito di cittadinanza. Raffaele Falbo ha dichiarato: «Ad oggi ancora non si conosce il reale contenuto del decreto sul reddito di cittadinanza e quindi si ragiona su ipotesi. Come Cgil – ha affermato Falbo – siamo d’accordo sull’istituzione di un reale piano del lavoro. La Confederazione questo piano lo sta sostenendo da più anni e lo ha fatto anche a Crotone alla presenza del segretario nazionale Susanna Camusso. Sosteniamo l’importanza – ha detto Falbo – di accelerare l’iter burocratico per sbloccare a favore di Crotone i quasi 200 milioni di euro disponibili per l’Antica Kroton, danno ambientale, infrastrutture. Sono settori questi che, attraverso un serio piano del lavoro, possono fare ripartire l’occupazione e l’economia». Raffaele Mammoliti ha quindi proseguito: «La conferenza stampa di stamattina è stata indetta per illustrare il nostro punto di vista su due argomenti importanti quali il reddito di cittadinanza e il piano del lavoro. Quest’ultimo punto – ha dichiarato Mammoliti – è risolvibile partendo dalle risorse che, a nostro avviso, esistono e vanno utilizzate. Il patto per la Calabria sottoscritto dal Governo e dalla Regione contiene 5 miliardi di euro, anche questi non ancora utilizzati ed i sindaci delle città capoluogo della Calabria devono insistere con il presidente Mario Oliverio affinché si utilizzino. Ciò che, invece, si sono preoccupati di sottoscrivere con celerità è stato la candidatura a favore dell’attuale presidente della Calabria per un secondo mandato. Altre risorse disponibili e non ancora spese sono 1.5 miliardi di euro per calamità naturali. La politica deve dare risposte adeguate per quanto riguarda equità e giustizia sociale. L’idea del Governo di sforare oltre il 2.5 del debito pubblico è da noi salutato con interesse. In passato l’austerità economica portata avanti da comuni ed enti locali ha prodotto soltanto danni all’economia e all’occupazione. La nostra osservazione nei confronti dello sforamento è: come si utilizza la maggiore disponibilità di 15 miliardi di euro? Cosa è contenuto nel testo del reddito di cittadinanza? Le risorse destinate a quanto ammontano? Qual è la finalità che s'intende raggiungere con il reddito di cittadinanza? Tutte queste domande – ha continuato a dire Mammoliti – li faremo presenti al prossimo incontro che ci sarà a breve con le Istituzioni».

 

 

 

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enzo sculco«Reddito di cittadinanza, misura necessaria, ma non da sola!». Lo sostiene il leader della Prossima Crotone Enzo Sculco in replica a quanto sostenuto sul finire della scorsa settimana dalle parlamentari Cinquestelle Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado. «Il reddito di cittadinanza – prosegue – è una misura che ritengo del tutto necessaria ed utile ad affrontare una situazione sociale, soprattutto al sud, in cui la povertà ha raggiunto livelli insopportabili, ed in modo particolare in una realtà territoriale come la città e la provincia di Crotone. Non è questo un convincimento nato in queste ore, ma da sempre ho avuto modo di ritenere ed esprimere la tesi che quando la povertà e la disoccupazione raggiungono soglie oltre le quali non può che esserci la ribellione sociale, lo Stato e qualunque governo non possono che intervenire con appropriati ed efficaci strumenti.
D’altra parte così è stato in questi lunghi anni di storia repubblicana, al di là del colore del governo in carica.
Ovviamente ho sempre pensato e ritenuto che gli interventi non devono avere carattere esclusivamente e permanentemente assistenzialistico, ma devono essere collegati ad una prospettiva di lavoro stabile e duraturo e di superamento delle condizioni di povertà.
Tutto questo richiede che accanto agli strumenti assistenziali, siano dispiegate politiche di crescita e di sviluppo che rendano possibile la nascita di nuova e buona occupazione. In questo senso al Sud, in Calabria e nel Crotonese, non si possono desiderare politiche realizzate con miopia o strabismo e che si concretizzino unicamente sul versante assistenziale e non sul sostengo allo sviluppo e quindi sul lato occupazionale. Solo persone pervicacemente ignoranti, o chi ha l’unico scopo di dare sfogo al proprio livore, risentimento e a tutti quegli atteggiamenti che ormai unitariamente vengono riconosciuti come “rancore e nulla di più”, solo persone così possono attribuirmi posizioni politiche diverse da questa e dalla mia storia. Ovviamente non fanno solo questo, ma fanno di più!
Confondono un’attività di ascolto e di servizio come un’attività unicamente strumentale alla raccolta di consenso e non invece quella sensibilità sociale che da sempre caratterizza il mio agire. Provassero anche loro ad aprire una sede o una segreteria, in cui incontrare gli altri, essere pronti all’ascolto e all’accoglienza di tutte quelle persone che hanno necessità di esprimere il proprio disagio o più semplicemente il proprio pensiero.
Momenti, questi, che riavvicinano la politica alla gente, che fanno sentire le proprie rappresentanze vere e a portata di mano, palpabili e non entità astratte. In una fase storica come quella che stiamo vivendo, in cui i sistemi aggregativi, come i partiti, sono in crisi, hanno sedi chiuse, e sono sempre più distanti dal popolo, riuscire a sopravvivere mantenendo intatto tradizioni e luoghi reali, dove incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, fare comunità e fare politica, non può essere considerato un reato.
Se qualcuno è stanco degli spazi virtuali, e vuole provare l’ebrezza del contatto fisico, allora può tranquillamente affacciarsi nella nostra sede. Troverà sorrisi ad accoglierla, troverà persone libere che amano fare politica insieme, troverà spazi vitali, entusiasmi, e tanto altro. L’unica cosa che non troverà sono “schiavi” o burattini.
Non ho e chi sta intorno a me non ha mai negato l’aiuto a nessuno, non è un segreto che mi sono sempre prodigato ad aiutare gli altri, è la mia natura solidaristica, di chi ha sacrificato i propri interessi, tant’è che i miei figli non sono dipendenti né del Comune, né della Provincia, né di qualsiasi ente pubblico, non sono dipendenti pubblici e, purtroppo, nemmeno di strutture private. Così come i miei parenti che svolgono tutti attività proprie. Dunque di cosa parlano le “due muse”?
Così come appare una barzelletta l’idea del burattinaio che tutto muove. Chi viene nella nostra sede e nel nostro movimento troverà pluralità di vedute e sensibilità politiche diverse, una cosa che mi sembra molto visibile. Troverà confronto. Non troverà un “capo politico” ma leader, non troverà “proprietari aziendali” ma persone impegnate.
E questo è avvenuto anche sul reddito di cittadinanza, sul quale ci siamo confrontati da tempo e sul quale abbiamo idee e pareri diversi. E questo non credo proprio che faccia scandalo. Tant’è che il sindaco, in questi giorni, ha espresso una propria valutazione che ha suscitato le “ire funeste” delle due “arpie” le quali finora non hanno mai, né loro né tantomeno chi ci sta intorno, aperto un confronto con la città su questo tema. Non l’hanno spiegato, illustrato né tanto meno raccontato ai crotonesi, forse l’hanno sussurrato solo a pochi intimi. Forse.
Un tema, quello del reddito di cittadinanza, di cui, tra l’altro, non si conosce esattamente il suo significato ed il modo come sarà impostato e concretamente realizzato. Allo stato è solo uno slogan, che, in campagna elettorale, ha fatto “cassa”, portato giovamento ai 5 Stelle, così tanto giovamento da far ipotizzare a più di qualcuno il “voto di scambio”.
Mi sembra strano, e del tutto inappropriato, ancora una volta speculativo, che le due parlamentari invece di aprire una dialettica, anche aspra, con il sindaco su questo tema, si siano dedicate a lanciare strali, accuse, offese, contumelie, e ad esprimere dileggio come se il sindaco gli “avesse tagliato la vigna”, riprendendo un detto tipico della tradizione contadina. Una cosa che, ormai, avviene su ogni argomento.
Una violenza verbale che non fa bene alla democrazia ma, anzi, ne costituisce un tumore e rischia di fare da eterno alibi ad una manifesta inconcludenza, quando, invece, il desiderio comune non può che essere quello di avere tutte le rappresentanze istituzionali, politiche e sociali impegnate unicamente a sostenere le ansie e le aspettative di crescita e di sviluppo della città e della provincia di Crotone. Questa sì che sarebbe “cosa buona e giusta”, conclude Sculco».

 

 

 

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barbuto pugliese corrado«Dobbiamo constatare che veramente non c’è fine alla spudoratezza del sindaco di Crotone che con le sue recenti dichiarazioni avrà anche conquistato qualche attimo di notorietà a livello nazionale, ma ha mortificato e calpestato Crotone e tutti suoi abitanti offrendo all’Italia intera una immagine della città assolutamente ignominiosa come se fosse una città abitata da vagabondi, truffaldini e approfittatori». Lo scrivono in una nota le parlamentari Cinquestelle Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado. «Ignoriamo – commentano le due parlamentari pentastellate –, ma possiamo immaginare, chi abbia tessuto le trame che lo hanno condotto ad una esposizione mediatica così drammatica per la città, buttata a mare senza alcuna remora e sacrificata sull’altare delle mai sopite ambizioni politiche di qualcuno, ambizioni di potere assoluto, ambizioni ben note a tutti noi. Ennesima figuraccia, per delega, del nostro primo cittadino che evidentemente ha seguito con precisione, da bravo soldatino, le indicazioni del dominus giustamente (si fa per dire) molto preoccupato dalla possibilità di perdere il parco voti costruito negli anni, come la tela del ragno, con promesse o reali elargizioni di posti di lavoro ad amici, parenti, e soggetti insignificanti e impreparati quanto insipienti a discapito di persone preparate e competenti, ma senza santi in paradiso; soggetti tutti pronti a difendere il loro posticino nell’esercito del feudatario/dominus con l’entusiasmo delle teste che abdicano alla loro autonomia intellettuale e decisionale giurando fedeltà fino alla morte a chi li ha gratificati, anche senza titoli o merito, ma in quanto portatori di voti. Noi crotonesi conosciamo bene questa realtà e per questo resto realmente basita anche di fronte alla totale disinformazione degli intervistatori i quali, prima di raccogliere le dichiarazioni di Pugliese, facendone un presunto “simbolo” della lotta al reddito di cittadinanza, avrebbero potuto e dovuto appurare quale sia la situazione di Crotone ed in particolare focalizzare l’attenzione sulla piaga della disoccupazione che affligge la città, sui ricatti che i disoccupati devono subire per lavorare, e soprattutto sulle promesse di lavoro gestite da un centro per l’impiego alternativo a quello ufficiale e che è sempre in movimento, oramai da anni, sul territorio mettendo, puntualmente, all’incasso le cambiali in occasione delle competizioni elettorali. E come se non bastasse la piaga del consenso politico basato sullo scambio… chiediamo al signor sindaco, ma lei lo sa o fa finta di ignorare quanti giovani, e meno giovani, disoccupati per poter lavorare si sentono imporre orari massacranti, salari al di sotto del minimo per la sopravvivenza e vengono sfruttati in maniera ignobile? E lei lo sa che se si rifiutano, come è giusto che sia, vengono tacciati di essere dei vagabondi? E lei lo sa, perché lo sa, che se qualcuno cerca lavoro e viene a protestare sotto alla Casa Comunale è per questo motivo, perché è stanco di promesse, perché reclama la sua dignità e non perché qualcuno lo ha istigato e/o vuole disturbarla nello svolgimento della sua saggia, lineare e corretta amministrazione, come di recente riconosciutole anche dalla Corte dei conti? Le sue dichiarazioni, caro signor Sindaco, danno l’esatto spessore di come le persone, gli esseri umani, vengano realmente considerate da lei e dalla sua musa ispiratrice. Pittori e artefici di quella vecchia politica che ha portato Crotone in questa situazione di crisi ed emergenza. Ma non una parola è stato detto su questo, perché chi ha amministrato fino ad ora va difeso, nel feudo, a spada tratta. La verità è una sola. La misura del reddito di cittadinanza, misura da anni sperimentata in altri paesi europei, darà autonomia alle persone incolpevolmente senza lavoro e verrà affiancata da un percorso di formazione che consentirà l’inserimento nel mondo del lavoro. Non sarà eterna, ma finalizzata a questo scopo e creerà un circuito virtuoso che facendo ripartire i consumi creerà anche occasioni di lavoro. E, soprattutto, affrancherà dalla schiavitù in cui certi soggetti hanno precipitato i loro simili per velleità di potere o molto più biecamente per realizzare profitto. Il loro, ovviamente. Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso. Ed è questo che fa paura, non il reddito di cittadinanza».

 

 

 

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ugo pugliese porta a porta«Le mie dichiarazioni sulla inefficacia del reddito di cittadinanza hanno aperto un dibattito nazionale che ha visto molti autorevoli commentatori, economisti, professori universitari, direttori di giornali condividere le mie stesse perplessità». Così il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «Ed anche molti concittadini – prosegue –, intervistati dai media nazionali, hanno evidenziato che la città chiede lavoro vero e non mero assistenzialismo. Fare riferimento poi ad un principio di legalità da parte del sottoscritto non è solo naturale ma anche doveroso. So bene che spesso un lavoro " nero" è l'unica proposta sul mercato. Ma non è accettabile. Il lavoro " nero" non consente di avere una pensione per il futuro, di essere tutelati e risarciti in caso di infortunio. Per questo mi schiero per il lavoro vero e sono preoccupato che la proposta di reddito di cittadinanza cosi come rappresentata, possa ostacolare la ricerca di una sistemazione definitiva che assicuri un futuro e ogni diritto del lavoratore. Il reddito di cittadinanza è una misura di assistenzialismo temporaneo. Dobbiamo favorire le condizioni affinché i cittadini possano avere opportunità di un impiego dignitoso, che assicuri sicurezza e futuro e soprattutto che possa essere definitivo. Le mie dichiarazioni hanno suscitato anche la reazione scomposta delle parlamentari crotonesi pentastellate alle quali non replico per la bassezza dei contenuti e il linguaggio utilizzato, tipico delle azioni di killeraggio che stanno usando sul territorio nei confronti di chi non è adepto del verbo grillino. Una strenua difesa di un decreto che ha solo il nome "dignità" ma che la dignità la toglie rendendo le persone prigioniere del voto. Altro che dignità, qua si va verso il medioevo e vero un ulteriore oscurantismo del meridione vittima di un movimento che ha bisogno di voti e li procaccia solo attraverso il bisogno, a danno di tutto il Sud. Chi poi pontifica di libertà non sa nemmeno cosa voglia dire essere liberi di esprimere il proprio pensiero che il sottoscritto ha esplicitato in maniera chiara, libero da condizionamento ed anche a costo di rendersi impopolare. Evidentemente sono plasmate a fare populismo per recuperare terreno (e voti) a scapito dei proprio concittadini. Legate all'offesa personale perché non si hanno argomenti politici o tecnici per controbattere una teoria condivisa da tutta Italia che va verso l'offesa e la mortificazione di tutto il nostro Sud. Demagogia e populismo di cui non sentiamo, francamente, il bisogno. Ha provocato anche la reazione di qualche ex sindaco della città. Mi chiedo come possano venire appunti da chi ha accompagnato in quegli anni lo sterile percorso di ammortizzatori sociali, dopo la chiusura delle fabbriche, senza pensare ad una riconversione del tessuto cittadino che ha condotto la città nella situazione nella quale si trova oggi. Ed a proposito di sindaci, mi chiedo cosa pensano i sindaci di Napoli, di Palermo, delle altre città che seguono Crotone nella classifica stilata dal Sole 24 Ore sugli effetti del reddito di cittadinanza sulla economia e sull'ambito sociale della loro città. Cosa pensano i sindaci delle città calabresi sul fatto che questa misura allargherà ancora di più il solco tra nord e sud impoverendo ulteriormente la Calabria. Crotone è solo un avamposto di una situazione già critica che rischia di degenerare in tutto il meridione d'Italia. La dignità delle persone non può essere messa sul mercato elettorale. Crotone non ci sta».

 

 

 

 

 

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mimmo lucente«Caro collega, scrivo a caldo, con un certo tumulto nell'animo dopo aver ascoltato il suo intervento serale nella trasmissione di Porta a Porta in merito al reddito di cittadinanza che vedrebbe la città di Crotone in pool position per percentuale di partecipazione». Inizia così la lettera che Domenico Francesco Lucente, già sindaco di Crotone, ha rivolto al primo cittadino Ugo Pugliese dopo la sua partecipazione alla trasmissione televisiva di Raiuno “Porta a porta”. «Nel suo intervento – scrive Lucente –, lei descrive una città di parassiti, imbroglioni ed evasori in cerca solo di assistenza e scansa fatiche di professione. Per rispetto istituzionale evito commenti su ciò. Sembra quasi che essere poveri sia diventata una colpa dei crotonesi. Lei ha sprecato la ghiotta occasione, irripetibile, per esporre ed urlare al Paese, il grido di dolore di una comunità che si è vista privare di tutte le sue risorse, di tutte le sue speranze, di tutte le sue certezze e diritti. Trattata alla stregua di una colonia e illusa da impegni e promesse mai mantenuti. Nel mentre l'ascoltavo, il mio pensiero vagava lontano e rivedevo una città fortemente industriale che tutto il Paese indicava come la Milano del Sud. Non si conosceva il termine disoccupazione. La città era un brulicare di attività e ricchezza e il benessere si palpava con le mani e con gli occhi. Poi si scopre il metano e direttamente o tramite, arriva lo Stato. Ci chiude le fabbriche, chiude l'aeroporto, il Porto diventa un optional inutile, ferrovie e strade a livello Jurassico. La città, mamma dei crotonesi, muore e sopravvive solo la mammella dl metano che assicura al Paese il 20% circa del fabbisogno nazionale di gas metano e di contro concede alla città l'assunzione di 16 (dico sedici) ragazzi assunti. Io lo avrei chiamato reddito di risarcimento e non di cittadinanza e avrei gridato a Vespa e allo Stato di restituirci tutto il maltolto, riconoscere i nostri diritti e prendersi un caffè con i soldi del reddito. Avrei onorato giustizia e verità, restituendo alla città prestigio e onore. Saluti».

 

 

 

 

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