Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

«Attraverso queste parole, vorrei spiegare il significato delle due sculture che sono state posizionate nei giorni scorsi nelle rotonde di Viale Gandhi e di Santa Rita». A renderlo noto attraverso la pagina Facebook del Comune di Crotone è l’ideatore delle opere, Luca Sanguedolce. «Le sculture in questione – spiega –, realizzate dalla Saipe che ringrazio pubblicamente e da me disegnate e donate alla città, vogliono descrivere, in modo del tutto personale,

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petilia statuePETILIA POLICASTRO - Tre monumenti tutti opera dell'artista petilino Romolo Rizzuti, distribuiti nel territorio cittadino, ricordano il coraggio femminile a Petilia Policastro: cittadina di circa 10 mila abitanti nell'alto Marchesato crotonese. Ciascuno dei tre monumenti è stato collocato, l'ultimo lo scorso 7 maggio, in occasione delle tre prime edizioni della "giornata del coraggio femminile" istituita dall'Amministrazione di centro sinistra della coalizione "Buongiorno Petilia" del sindaco Amedeo Nicolazzi.

 

E' stato lo stesso primo cittadino nel corso della stessa giornata (alla presenza, fra gli altri, del sottosegretario alla giustizia Cosimo Perri e dei presidenti della giunta e del consiglio regionale Mario Oliverio e Nicola Irto) ad annunciare che in uno dei prossimi consigli comunali l'assise cittadina sarà invitata ad esprimere il proprio parere positivo ad una proposta di delibera con cui Petilia Policastro sarà dichiarata "Città del coraggio femminile". Tutto è iniziato il 19 ottobre 2013 allorquando si svolsero a Milano in piazza Beccaria i funerali laici di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia nata nella frazione petilina di Pagliarelle ed uccisa nei pressi di Monza nel 2009.

 

Gli organizzatori degli stessi funerali laici si erano dimenticati di invitare alla stessa manifestazione il Comune petilino, ma ciò nonostante, fu proprio quello di Petilia l'unico labor calabrese alla stessa manifestazione; su impulso dell'allora neosindaco Nicolazzi. «Petilia non è un paese di mafiosi ed omertosi» fu il suo grido di stizza che si alzò dai piedi del palco sui quali, oltre al feretro di Lea, erano presenti il sindaco meneghino Giuliano Pisapia e don Luigi Ciotti.


Fu lo stesso don Ciotti, coraggioso fondatore di "Libera", l'ospite d'onore alla prima giornata del coraggio petilina che, nel maggio 2014, si svolse in una piazza san Francesco da Paola strapiena di cittadini, scolaresche ed autorità civili e militari. Nella stessa mattinata il primo monumento – una pietra spaccata da una palla di piombo – ad essere posta in una delle tante villette cittadine sottratte al degrado e dedicata, su impulso del Rotary cittadino, allo scienziato Albert Sabin, inventore del vaccino contro la poliomenite per onorare Lea Gafofalo nella sua città natale.

 

A distanza di un anno, nel maggio 2015, ecco la seconda edizione ed il secondo monumento inaugurato, nella piazzetta dell'Emigrante dove è stata premiata Amelia Bruni, ricercatrice calabrese di fama internazionale. Ricavato da 8 quintali di un masso "cacino" comunissima pietra locale da cui, col fuoco, si ricava il prezioso minerale il monumento inaugurato quest'anno ricorda il sacrificio di una mamma coraggio, Giuseppina Carvelli che il 1 settembre moriva nel vano tentativo di salvare dal fuoco la figlioletta di pochi anni.

 

«Petilia, come l'Italia, – spiega il sindaco Amedeo Nicolazzi – ha bisogno di recuperare numerose pagine della propria storia e tutte quelle pagine belle che spesso sono state dimenticate. Per tutta la legislatura la mia Amministrazione organizzerà questa manifestazione del coraggio femminile. Dichiarare Petilia "città del coraggio femminile" nei nostri intenti vuol dire invitare anche chi verrà dopo di noi a guidare il nostro Municipio a non disperdere quest'appuntamento e ricordare, anno dopo anno, quel coraggio delle donne su cui, purtroppo, troppo spesso si tace».


Francesco Rizza

 

 

 

 

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