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Lunedì, 26 Settembre 2022

CRONACA NEWS

barca vela capitaneriaSanzioni e sequestri da parte della Capitaneria di porto di Crotone. Mattinata di intense attività e operative quella appena trascorsa da parte dei militari della Capitaneria di Porto di Crotone. In occasione di consueti controlli di polizia marittima, sono stati sorpresi alcuni diportisti intenti a pescare ad una distanza inferiore ai 500 metri dalle piattaforme, violando in tal modo le prescrizioni impartite dalla stessa Capitaneria (con l’ordinanza 136\2015). La vigilanza ha interessato anche l’Area marina protetta di Capo Rizzuto. Alle prime luci dell’alba, infatti, i militari hanno fermato un'altra unità da diporto con a bordo attrezzi da pesca non consentiti; nella fattispecie una rete da posta lunga circa 500 metri. Il conduttore è stato sanzionato con un verbale amministrativo di 1.000 euro e la confisca dell’attrezzo da pesca.

 

 

 

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guardia costiera sequestro cropani internaIntensa la giornata di ieri per i militari della Capitaneria di porto di Crotone. Mentre il personale addetto alle relazioni esterne accoglieva presso la sede della Capitaneria di porto un nutrito gruppo di ragazzi dell’associazione volontari Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto in visita guidata, nel comune di Cropani, i militari del “nucleo operativo difesa mare” hanno invece eseguito attività operativa finalizzata alla sicurezza della balneazione ed alla tutela del demanio marittimo. A seguito dei controlli, sono stati rilevati abusi in danno al demanio marittimo. Si è per questo provveduto a porre sotto sequestro alcune strutture abusivamente realizzate all’interno di uno stabilimento balneare. Il lido, infatti, pur essendo in possesso di formale autorizzazione rilasciata dal Comune per la posa di ombrelloni e sedie sdraio, aveva occupato arbitrariamente la spiaggia antistante e realizzato un chiosco bar, un gazebo, un palco in legno e relativa pavimentazione in mattonato. Il titolare dello stabilimento è stato deferito all’Autorità giudiziaria di Catanzaro e le strutture non autorizzate, sequestrate e poste sotto sigilli. L’attività operativa svolta dai militari durante la stagione balneare, da un lato, ha lo scopo di salvaguardare la vita umana in mare e sulle spiagge, dall’altro, tende alla tutela dell’ambiente marino e costiero per la repressione di illeciti ed abusi spesso perpetrati senza il minimo rispetto delle regole. Proprio in quest’ottica, la Capitaneria di porto intensificherà i controlli lungo tutto il territorio di giurisdizione, senza tralasciare nel contempo l’attività di informazione e di educazione al rispetto del mare e dell’ambiente rivolta anche nei confronti dei più piccoli.

 

 

 

 

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polizia frutta deluciaProsegue l'attività di contrasto dell'abusivismo commerciale nella città di Crotone su disposizione del questore Claudio Sanfilippo. Due ambulanti ortofrutticoli sono stati multati ieri per violazioni alle norme in materia. Nella giornata di ieri, personale  della Polizia di stato (divisione Pasi), unitamente a personale del reparto Prevenzione crimine di Cosenza e ai militari dell’arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Crotone, personale della Polizia municipale e dell’Ispettorato del Lavoro Territoriale, nonché del Servizio Sian dell’Asp di Crotone, ha proceduto al controllo di due attività di commercio su area pubblica, in forma itinerante, per la vendita di prodotti ortofrutticoli “bancarella”, i cui titolari risultano essere G. V. A., crotonese, di 28 anni, e P. F., crotonese, di 36 anni. Dagli accertamenti si è evinto che, i due ambulanti, non erano in possesso delle autorizzazioni amministrative necessarie per intraprendere l'attività, pertanto gli operanti hanno elevato loro sanzioni amministrative per un importo in misura ridotta pari a 5.164,00 euro ciascuno.

 

polizia frutta Inoltre è stato effettuato il sequestro amministrativo della merce esposta, consistente, rispettivamente in frutta ed ortaggi di vario genere. La merce è stata devoluta all'associazione di volontariato denominata “Agorà Croton Soc. Coop Sociale Onlus” per un peso totale di 232 chilogrammi, mentre altri 800 chili sono stati consegnati all'associazione di volontariato denominata “Il Cireneo”. Inoltre, personale del Comando della Guardia di finanza di Crotone, al termine delle verifiche di sua competenza, ha riscontrato per entrambi gli ambulanti irregolarità inerenti l’omessa installazione della cassa fiscale. Per queste ultime irregolarità è stata inoltrata segnalazione alla competente Agenzia delle entrate di Crotone, per i successivi provvedimenti di competenza. Inoltre, personale della direzione territoriale del lavoro di Crotone, intervenuto congiuntamente sul posto.

 

 

 

 

 

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novellame guardia costieraOltre 190 chilogrammi di prodotto ittico sequestrato e sanzioni per 9.000 euro. È stato questo il bilancio di un'operazione di controllo sulla filiera ittica condotta dalla Capitaneria di porto di Crotone che ha effettuato numerose verifiche tendenti a garantire la tutela del cittadino e la salvaguardia del patrimonio ittico. I controlli sono stati effettuati avvalendosi della preziosa collaborazione del servizio veterinario dell'Asp che ha contribuito valutando la salubrità dei prodotti ittici immessi al commercio.


L'operazione di polizia marittima ha portato all'elevazione di sei sanzioni amministrative per violazioni riguardanti il mancato rispetto della normativa in materia di tracciabilità per un totale di 9.000 euro ed il contestuale sequestro di 62 chilogrammi di prodotto ittico. La Procura della Repubblica di Crotone è stata interessata per una notizia di reato redatta per frode in commercio legata alla vendita di tonno pinne gialle spacciato per tonno rosso, specie notoriamente di maggior pregio.

 

Altre tre denunce sono state trasmesse all'Autorità giudiziaria per la detenzione e la commercializzazione di novellame di sarda (il cosiddetto bianchetto). In questi casi si è provveduto a sequestrare il pescato per un totale di 130 chilogrammi di prodotto ittico. «L'attività di controllo sulla filiera della pesca - fa sapere la Capitaneria - proseguirà con continuità, rivolgendosi con particolare attenzione verso coloro che, di fatto, svolgendo attività illecite ledono il patrimonio ittico e minano la salute del singolo consumatore».

 

 

 

 

 

 

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carabinieri sequestro mezziAvevano targhe e documenti d'immatricolazione provenienti da Paesi dell'est Europa, ma le auto circolavano nel Crotonese e, in precedenza, erano state sottoposte a fermo amministrativo: da qui il raggiro. Gli uomini dell'Arma hanno così applicato un nuovo fermo del mezzo per 5 autovettura cui è stata contestata la circolazione con targa non propria. Dal 10 al 14 dicembre i Carabinieri delle Compagnie di Cirò Marina, Crotone e Petilia Policastro hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in tutta la provincia contestando decine di irregolarità. Nel mirino dei militari dell'Arma quelle autovetture che, pur circolando sul territorio italiano, sono state immatricolate all'estero, spesso in alcuni paesi dell'Est. La pratica si è molto diffusa negli ultimi tempi sul territorio crotonese, con il dichiarato scopo di riuscire a risparmiare, tra bollo e assicurazione, anche l'80% all'anno, rispetto ad una immatricolazione italiana. Da qui gli accertamenti dei Carabinieri che in poco più di 4 giorni hanno controllato oltre un centinaio di autovetture, scoprendo che 5 di queste risultavano essere colpite da provvedimenti di fermo amministrativo in Italia e per questo i proprietari avevano provveduto a fornirle di targhe e documenti stranieri. Per questo, si è provveduto ad nuovo fermo del mezzo per circolazione con targa non propria (art.100 del CdS). Decine le irregolarità contestate, che, trattandosi di vetture straniere, i trasgressori sono stati costretti a pagare nelle mani dei militari operanti, pena il fermo amministrativo del veicolo. Il servizio effettuato si inserisce nel quadro dell'intensificazione dei servizi preventivi predisposto dal Comando Provinciale di Crotone, in vista delle prossime festività.

 

 

 

 

 

 

 

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procura bolognaBOLOGNA - Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, chieste dalla Dda di Bologna e disposte dal Gip Alberto Ziroldi, sono state eseguite dai carabinieri nell'ambito delle indagini 'Aemilia'. Si tratta degli esiti di un supplemento investigativo sul versante patrimoniale, scattato dopo i 117 arresti di gennaio. La misura è stata eseguita nei confronti di Michele Bolognino, ritenuto uno dei capi dell'associazione di 'Ndrangheta e dei fratelli imprenditori di Modena Palmo e Giuseppe Vertinelli. Le misure sono state eseguite da 100 carabinieri del comando provinciale di Modena e del Ros, supportati dal comando provinciale di Reggio Emilia, contestualmente ad un sequestro di beni per oltre 35 milioni di euro: 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari, 16 società di capitali. L'operazione è stata condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone. I provvedimenti nascono dall'indagine sull'infiltrazione della 'Ndrangheta in Emilia, coordinata dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, nell'ambito della quale a fine gennaio erano scattati 117 arresti e che è stata chiusa nei giorni scorsi con 219 richieste di rinvio a giudizio: si tratta di un seguito 'cautelare', su imputazioni già contestate. Gli approfondimenti hanno confermato l'ingerenza nella gestione e controllo di attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l'accumulo illecito di significativi patrimoni personali. E' emersa una gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nell'ambito di precedenti provvedimenti, eseguiti con l'operazione Aemilia bis di luglio, che aveva portato ad altri nove arresti: il sequestro delle società del gruppo Save di Giovanni Vecchi e Patrizia Patricelli, riconducibili ad Alfonso Diletto, e sequestro della Dueaenne S.A.S. di Bruna Braga, moglie di Augusto Bianchini. Ai fratelli Vertinelli, destinatari di ordinanza di custodia cautelare a gennaio e poi scarcerati, e a Bolognino le indagini hanno ricondotto una serie di imprese attive nel settore dell'edilizia, come il Consorzio Stabile Gecoval di Aosta, la S.I.C.E. Srl., l'Impresa Vertineli Srl., l'Edilizia Costruzioni Generali Srl., di Montecchio Emilia, la Top Service Srl. di Parma e la Opera Srl. di Crotone. Sono state poi trovati riscontri sulla riconducibilità agli indagati delle società (pertanto sottoposte a sequestro) Touch Srl. di Crotone, (autotrasporti), la Tangenziale Nord Est Sas., la Mille Fiori Service Srl. e la Achilli & Schianchi Snc., con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar.

 

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