Giovedì, 22 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

dda catanzaro gratteriTiene il castello accusatorio emerso nel corso del processo “Stige” per il filone degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell’inchiesta condotta nel gennaio 2018 contro la cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola, operativa a Cirò Marina e Cutro, con ramificazioni e affari anche in Germania e nel nord Italia. Sessantasei le condanne e 25 le assoluzioni pronunciate al termine del procedimento. Pene dagli otto mesi ai vent’anni sono state inflitte nella tarda mattinata di oggi dal gup distrettuale di Catanzaro, Giacinta Santaniello quest’oggi per complessivi 625 anni di carcere a danno di affiliati e non della consorteria. Confermate le pene per gli imputati cui veniva contestata l’associazione mafiosa per molti dei quali sono scattati i 20 anni di carcere. Assolti gran parte degli imprenditori imputati. Spicca la condanna a otto anni per l’ex sindaco di Cirò Marina, Roberto Siciliani (la richiesta del pm era stata di 12 anni e 6 mesi).

 

LE CONDANNE
Francesco Aloe, 10 anni di reclusione;
Gaetano Aloe 13 anni e 4 mesi ;
Giuseppina Aloe, 3 anni e 4 mesi ;
Antonio Anania, 9 anni e 8 mesi ;
Ercole Anania, 13 anni e 2 mesi ;
Antonio Bartucca, 10 anni e 8 mesi ;
Francesco Basta 9 anni e 6 mesi ;
Moncef Blaich 5 anni ;
Martino Cariati, 15 anni e 4 mesi ;
Giovanni Caruso 3 anni ;
Vito Castellano 16 anni ;
Dino Celano, 5 anni;
Aldo Chimenti, 8 mesi;
Angelo Cofone, 3 anni;
Morena Cola 10 mesi;
Francesco Crugliano 1 anno e 6 mesi;
Gennaro Crugliano 8 anni e 4 mesi;
Leonardo Crugliano 20 anni;
Mirco Crugliano, 8 anni e 8 mesi;
Adolfo D’Ambrosio 4 anni;
Antonio De Luca, 5 anni e 5 mesi;
Francesco Farao 4 anni e 8 mesi;
Vittorio di Giuseppe Farao, 8 anni;
Vittorio di Silvio Farao, 20 anni;
Alessandro Gabin 5 anni;
Donato Gangale 9 anni e 4 mesi;
Giuseppe Giglio 18 anni;
Salvatore Giglio 20 anni;
Franco Gigliotti 10 anni;
Nino Greco 5 anni e 8 mesi;
Giuseppe Guarino, 1 anno e 6 mesi;
Mario Lavorato 10 anni e 8 mesi;
Aldo Marincola 8 anni;
Cataldo Marincola, 20 anni;
Vincenzo Marino 2 anni;
Salvatore Morrone 20 anni;
Carmine Muto, 7 anni;
Luigi Muto 19 anni e 4 mesi;
Santino Muto 7 anni e 8 mesi;
Basilio Paletta, 12 anni e 10 mesi;
Domenico Palmieri 8 anni;
Rosario Placido 1 anno e 4 mesi;
Fabio Potenza 9 anni e 4 mesi;
Carmela Roberta Putrino 15 anni e 4 mesi;
Eugenio Quattromani 10 anni;
Luigi Rizzo 9 anni e 4 mesi;
Salvatore Rizzo 13 anni e 4 mesi;
Domenico Rocca 8 anni;
Francesco Russo 8 anni;
Francesco Salvato 15 anni e 6 mesi;
Vincenzo Santoro 17 anni e 8 mesi;
Giuseppe Sestito 20 anni;
Nevio Siciliani 8 anni;
Roberto Siciliani 8 anni;
Carmine Siena 11 anni e 4 mesi;
Palmiro Salvatore Siena 11 anni e 4 mesi;
Giovanni Spadafora 12 anni;
Giuseppe Spagnolo 20 anni;
Antonio Squillace 1 anno e 4 mesi;
Francesco Tallarico 20 anni;
Ludovico Tallarico 8 anni;
Luigi Tasso 3 anni e 4 mesi;
Carolina Terlizzi 1 anno, 9 mesi e 10 giorni;
Bruno Tucci 3 anni e 8 mesi;
Annamaria Veltri 1 anno e 4 mesi;
Vincenzo Zampelli 3 anni e 8 mesi;

 

LE ASSOLUZIONI.

Amodio e Luigi Caputo,
Luigi Cerrelli,
Antonio De Luca,
Vincenzo Gangale,
Carmine Muto,
Luigi Tasso,
Annibale Russo,
Alessandro Albano,
Domenico Alessio,
Domenico Bonifazio,
Agostino Canino,
Giuseppe Sprovieri,
Giuseppe Guarino,
Carmine Muto,
Luigi Muto,
Santino Muto,
Rosario Placido,
Annamaria Veltri,
Rocco Villirillo,
Francesca Perri,
Giuseppe Pizzimenti,
Nicola Flotta,
Francesco Tallarico,
Teresa Clarà.

 

 

 

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carabinieri gazzellaCinque ordinanze di custodi cautelare sono state eseguiti questa mattina nei confronti di 5 indagati per omicidio aggravato dalle finalita’ mafiose commessi tra il 2007 e il 2008 a Cirò Marina e Legnano (Milano). Rientrano nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalle Procure di Milano (dal procuratore della repubblica Francesco Greco, dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dai sostituti Alessandra Cerreti e Cecilia Vassena) e Catanzaro (dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dai sostituti Paolo Sirleo e Domenico Guarascio). I provvedimenti cautelari sono stati emessi rispettivamente dai gip di Milano e Catanzaro.
L’attivita’ di indagine, svolta in stretta sinergia e costante coordinamento dalla procure distrettuali di Milano e Catanzaro, segue l’operazione Stige condotta dai carabinieri del Ros nel gennaio del 2018 che ha disarticolato la “locale” di ‘ndrangheta di Ciro’. Essa ha consentito di dare nuovo impulso alle indagini in ordine agli omicidi di Vincenzo Pirillo e Cataldo Aloisio, verificatisi rispettivamente in data 5 agosto 2007 a Ciro’ Marina e in data 27 settembre 2008 a Legnano.
L’attivita’ investigativa condotta dal Raggruppamento operativo speciale carabinieri (nelle sue articolazioni periferiche di Milano e Catanzaro), con la collaborazione del Centro operativo Dia di Milano e del Roniv del Comando provinciale dei carabinieri di Crotone, ha consentito di accertare come i due delitti, maturati in seno al sodalizio cirotano e decisi dai vertici della locale di Ciro’ Marina (Silvio Farao e Cataldo Marincola) fossero tra loro strettamente collegati e finalizzati al mantenimento degli equilibri interni all’organizzazione.
L’esecuzione dell’omicidio in territorio lombardo affidata al capo della locale di Legnano Lonate Pozzolo (Vincenzo Rispoli) conferma che le due locali di ‘ndrangheta siano strettamente collegate ed operino in stretta sinergia, come gia’ accertato da sentenze definitive.
Dalle ordinanze dei gip di Milano e Catanzaro emerge, in particolare, che l’eliminazione di Vincenzo Pirillo (per un periodo reggente della cosca) fu stabilita da Cataldo Marincola e Giuseppe Spagnolo ed eseguita da quest’ultimo per punirne l’impropria gestione delle casse del clan, avendo Pirillo anteposto i propri interessi al mantenimento delle famiglie dei detenuti.
L’omicidio di Cataldo Aloisio (nipote di Pirillo) è stato conseguentemente deliberato da Silvio Farao e Cataldo Marincola, mentre fu eseguito Vincenzo Rispoli e Vincenzo Farao per il timore di una sua vendetta, che avrebbe inevitabilmente destabilizzato gli equilibri dell’associazione mafiosa.

 

 

 

 

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comune casabonaCome è accaduto ieri Crucoli, si e' insediata oggi, a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale di Casabona (Kr) deliberato dal consiglio dei ministri lo scorso 25 ottobre, la commissione straordinaria nominata per la provvisoria gestione dell'Ente. La Commissione, composta dal viceprefetto Vincenzo Troisi, dal viceprefetto aggiunto Giovanni Todini e dal funzionario amministrativo Gaetano Ennio Aiello, si legge in un comunicato della prefettura di Crotone, "in virtu' del provvedimento di sospensione degli organi comunali adottato ai sensi dell'art. 143 comma 1 del T.U.E.L (d.lvo 267/2000) e dal Prefetto di Crotone, operera' nelle more del perfezionamento delle formalita' di pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica e sino al massimo di 90 giorni".

 

 

 

 

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crucoli veduta aereaIn seguito dello scioglimento del Consiglio comunale di Crucoli per infiltrazioni mafiose, deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 ottobre, si e' insediata oggi la Commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell'ente. La Commissione, composta dal viceprefetto Aldo Lombardo, dal viceprefetto aggiunto Salvatore Tedesco e dal funzionario economico finanziario Francesco Giacobbe, sara' operativa fino alla pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica e sino al massimo di 90 giorni.

 

 

 

 

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dimaio conte salviniIl Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di Crucoli e di Casabona, entrambi in provincia di Crotone, per infiltrazioni mafiose. La proposta di scioglimento e' stata avanzata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini dopo aver recepito la relazione del prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, a conclusione del lavoro svolto per sei mesi dalle commissioni d'accesso insediatesi nei due comuni del crotonese.
Lavoro dal quale "sono emerse forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che espongono l'amministrazione a pressanti condizionamenti e ne compromettono il buon andamento" precisa una nota del Consiglio dei ministri. Le commissioni d'accesso nei Comuni di Casabona e Crucoli erano state inviate nel gennaio 2018 subito dopo l'operazione antimafia della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro denominata 'Stige', che porto' all'arresto di alcuni consiglieri ed amministratori dei due comuni ma anche all'arresto dei sindaci di Ciro' Marina e Strongoli i cui Consigli comunali sono stati gia' sciolti nei mesi scorsi per lo stesso motivo.
Con Casabona e Crucoli, dunque, salgono a quattro i Consigli comunali sciolti per effetto dell'operazione antimafia 'Stige' e addirittura a cinque se si aggiunge il Comune di Isola Capo Rizzuto sciolto per un'altra operazione antimafia, quella denominata Jonny del maggio 2016, sui conivolgimenti delle cosche locali nella gestione del centro per immigrati.
"La notizia dello scioglimento mi amareggia ma comunque siamo in attesa delle motivazioni che se le riterremo ingiuste faremo di tutto per avere giustizia fino all'ultimo respiro, nel frattempo mi consola il fatto che la mia famiglia e' contenta di tale provvedimento". Questo il commento del sindaco di Casabona, Natale Carvello, eletto nel 2014 con una lista civica, alla notizia dello scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose disposto dal Consiglio dei ministri. "Ringrazio tutti per la fiducia e stima che ho avuto in questi anni e che mi accompagna in ogni passo e chiedo scusa per gli immancabili errori commessi" ha aggiunto Carvello.
"Avrei preferito terminare alla scadenza naturale del mandato, ma il decreto di scioglimento ha anticipato i tempi. Nessun rammarico per quello che e' stato questo periodo di impegno civile, nessuna amarezza e soprattutto nessun attacco alle istituzioni perche' convinto che la Prefettura prima e il Ministero dell'Interno dopo abbiano agito nell'esclusivo interesse di Crucoli" ha affermato dal canto suo Domenico Vulcano, sindaco Pd del comune di Crucoli, dove le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale erano previste per la primavera prossima.

 

 

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anna battagliaL’amministrazione comunale di Cutro ha deliberato di costituirsi parte civile nell’ambito dell’udienza preliminare che scaturisce dall’operazione Stige, portata a compimento nel gennaio scorso dalla Dda di Catanzaro, e che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 188 imputati disposta in settembre. La decisione viene disposta su impulso dell’assessore alla Legalità, Anna Battaglia, e con «la consapevolezza da parte di tutta la giunta del segnale che bisogna dare sul piano del rispetto delle leggi e della convivenza civile e per portare avanti con dedizione e determinazione la battaglia contro la criminalità mafiosa».


«A fronte – spiega una nota – dell’impegno costante delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, a cui va il nostro plauso e il nostro apprezzamento, il costituirci come parte civile in un procedimento giudiziario così importante è altresì manifestazione della volontà e della coerenza che sin dall’inizio del nostro mandato amministrativo abbiamo dimostrato nel perseguire una politica della legalità ispirata ai più autentici valori della nostra carta costituzionale e della nostra democrazia. E infatti per la prima volta grazie alla nostra amministrazione si è dato vita a Cutro ad un assessorato alla legalità. Ribadiamo come amministrazione comunale che solo mediante l’affermazione del rispetto delle leggi e del corretto esercizio dei diritti e dei doveri di ciascun cittadino nell’ambito della convivenza sociale si può costruire un futuro di sviluppo e di crescita civile, economica e culturale; e per poter fare ciò la lotta a tutte le mafie e, in particolare, alle consorterie di ‘ndrangheta ne è una condizione irrinunciabile. Continueremo pertanto a dare costantemente il nostro contributo affinché dal nostro territorio sia estirpata la mala pianta della ‘ndrangheta.

 

 

 

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